Life Is Strange Before The Storm: Addio, recensione dell'episodio bonus

Life is Strange Before The Storm si conclude ufficialmente con l'episodio bonus Addio: un capitolo nostalgico e pieno di ricordi...

recensione Life Is Strange Before The Storm: Addio, recensione dell'episodio bonus
Articolo a cura di
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Il "tempo" è sempre stato il cuore di Life is Strange. Prima con la serie originale e poi con il prequel Before the Storm, abbiamo continuato infatti a compiere un viaggio avanti ed indietro negli anni: la capacità di Max di riavvolgere i minuti, nell'opera dei Dontnod, diventava metafora della possibilità di tornare sui propri passi, di cambiare lo svolgersi degli eventi e così porre rimedio agli errori di un'adolescenza in piena "tempesta". Nella trilogia ad opera di Deck Nine, invece - in assenza di elementi sovrannaturali - siamo stati catapultati direttamente nel passato, prima che la tragedia iniziasse, prima che Max tornasse in quell'immondezzaio di Arcadia Bay, quando i capelli di Chloe Price non erano ancora colorati di blu, e quando Rachel Amber era sorridente, bella e maliziosa. E viva. Ma il nostro cammino a ritroso nel tempo non si è del tutto concluso: spetta infatti all'episodio bonus "Addio" - disponibile esclusivamente per i possessori della Deluxe Edition di Before The Storm- segnare il punto d'approdo definitivo per Life is Strange. Vivremo così sulla nostra pelle gli ultimi frangenti in cui Max e Chloe, appena tredicenni, restano in compagnia l'una dell'altra, in attesa che la nostra giovanissima fotografa si trasferisca a Seattle, lasciando l'amica ad affrontare, da sola, un dolore più grande di lei, ed una ribellione forse inevitabile. Addio è un capitolo diverso rispetto ai predecessori: non ci chiede di compiere scelte che possano mutare davvero lo svolgersi degli eventi, ma solo di lasciarsi vivere con malinconia, fino alla fine, cercando di assaporare ogni secondo, di cogliere ogni minimo dettaglio di questo scorcio di gioventù, di catturare le ultime scintille di serenità.

    Forget the horror here

    Nello sguardo di Chloe c'è armonia, calma, allegria. Era dai tempi di Chaos Theory, terzo episodio del primo Life is Strange, che non vedevamo questo vispo luccichio nei suoi occhi: è stata ammessa alla Blackwell Academy, prende ottimi voti in pagella, e suo padre è ancora accanto a lei.

    Nel viso di Max, invece, inizia a scorgersi un po' d'amarezza: lei sa che queste sono le ultime ore in cui può restare a fianco dall'amica di sempre, e pertanto non riesce a trovare il coraggio di rivelarle la sua partenza. D'altronde, è davvero difficile non conservare ancora per un po' questo segreto: l'atmosfera è così magica, così genuinamente infantile, che sarebbe davvero un peccato rovinare tutto con una brutta notizia.
    Meglio allora trascorrere un ultimo pomeriggio nella spensieratezza, per procrastinare il momento dell'"addio" il più a lungo possibile. L'episodio bonus di Before the Storm ci suggerisce apertamente di lasciarci travolgere dalle onde del tempo. Prendendo di nuovo il controllo di una Max appena adolescente ci muoveremo all'interno di casa Price osservando il più infinitesimo dettaglio dell'ambiente, dalle figurine nella camera di Chloe ad una macchia di vino sul pavimento del salotto: tutto ciò che potremo analizzare ha un preciso valore mnemonico, e diventa veicolo di un ricordo che riaffiora nella mente della protagonista, assalita com'è dalla nostalgia di dover andare via, e di lasciarsi tutto alle spalle. Addio è una "capsula del tempo" nella quale sono nascoste le memorie del passato. Spetta al giocatore dissotterrarle, studiarle, focalizzarle ed imprimerle nuovamente nella propria mente, così da avere un quadro ancora più completo della psicologia delle due ragazze. Nei loro giochi di gioventù si nascondono infatti quei particolari che ci aiutano a comprendere più a fondo, e col senno del poi, le complesse personalità che abbiamo imparato a conoscere negli episodi del prequel e della serie d'esordio. Sotto le spoglie di una "caccia al tesoro", riesumando un'avventura che avevano inventato a 8 anni, Max e Chloe "fingono" - un'ultima volta - di essere tornate bambine. Giocano ad impersonare due pirati come facevano da piccole, veleggiando con la fantasia, inventando orizzonti lontani, misteri, personaggi e soprannomi: se scruteremo con attenzione i vari elementi interattivi, quindi, ci imbarcheremo nell'infanzia delle protagoniste, e navigheremo attraverso i disegni e le storie di quando andavano alle elementari. Addio diviene così uno specchio che riflette il passato delle due amiche come nessun altro episodio era mai stato capace di fare: "il tempo" si contrae, fino a racchiudersi in una semplice foto un po' sbiadita, permettendo alla storia di assumere i connotati di una fiaba tenera e, a tratti, persino struggente.

    Ecco perché, proprio come Max, noi dovremo dilatare il più possibile la "confessione", con l'obiettivo di goderci appieno quella breve giornata in compagnia di Chloe, rimanendo incantati dalla sua gioiosa vivacità, contenti di saperla così innocente e raggiante.
    Considerata la forza emotiva della narrazione, che fa leva sulla potenza nostalgica delle immagini e dei ricordi, Addio è il capitolo più breve e meno "interattivo" dell'intera serie: si consuma delicatamente in appena un'ora e mezza, senza clamore, senza sorprese, eppure riesce comunque a trasmetterci una ben nota sensazione d'indelebile rammarico.
    Le scelte (compresa quella finale) non modificano in alcun modo l'andamento della vicenda, e al massimo cambiano a malapena qualche linea di dialogo. Volendo andare dritti al punto, e concludere in fretta "il gioco" intrapreso con Chloe, Addio vola via in un lampo: ma nel caso in cui decideste di prendervi il vostro "tempo" (e ve lo consigliamo senza indugio), riscoprirete il piacere di esplorare le stanze di casa Price, curiosando tra la il guardaroba di Joyce o il computer di William, sbirciando negli album di famiglia, oppure cercando di immortalare la vostra amica con varie fotografie, scattate nel frangente giusto, con l'angolazione corretta, con il sorriso perfetto.

    Qualora vi attardaste nell'analisi degli elementi circostanti, verrebbero a galla anche alcuni dettagli sì opzionali, ma indispensabili per "inquadrare" il temperamento di Chloe, per scoprire i primi semi della sua indole ribelle. E se di tanto in tanto vi fermerete a sdraiarvi sul letto e a sedervi sul divano, abbandonandovi ai monologhi interiori di Max, probabilmente significa che non vi sentite ancora pronti per salutare Arcadia Bay. Un palcoscenico tragico, rabbioso e deprimente, come gli anni bui dell'adolescenza. Eppure, al contempo, un teatro sognante, sereno e malinconico come il periodo dell'infanzia.

    Life is Strange: Before the Storm Life is Strange: Before the StormVersione Analizzata Playstation 4Non è facile dire “addio” a Max e Chloe. E lo è ancora di meno se questo capitolo bonus fa di tutto per incuterci un sentimento di profonda commozione, calcando la mano sul fattore nostalgia, sulla forza impetuosa dei ricordi, sulla giovinezza come riparo dall'orrore che verrà. In tal modo, Addio si tramuta in un angolo “fuori dal tempo”, un rifugio dai giorni tristi, dal quale vorremo non allontanarci mai, per evitare di crescere e di fronteggiare il destino che ci aspetta. L'episodio non chiede di essere “giocato”, ma di essere “vissuto” con calma, riflessione, pacatezza. Non ci sono decisioni rilevanti, né minigiochi più elaborati; scompaiono sia le Sfide di Insolenza, sia quei piccoli enigmi che di tanto in tanto costellavano la progressione delle altre puntate: ora tutto scorre veloce verso una conclusione che non può essere arginata in alcun modo. Potremo però “ritardarla” il più possibile, fermandoci ad ammirare i panorami di Arcadia Bay, oppure la nostra Chloe che si diverte a giocare ai pirati, mentre brandisce una cazzuola come fosse un fioretto. In modo da dimenticare, anche solo per qualche vago istante, le immagini di un futuro tempestoso. Ciononostante, per la brevità dell'esperienza e per la frettolosità del finale, il momento del commiato non tarderà ad arrivare: a quel punto sarà molto meno doloroso se, invece di un “addio”, alle orecchie di Max e Chloe sussurreremo un dolce “arrivederci”.

    8.2

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