Like A Dragon Infinite Wealth Recensione: uno Yakuza folle come non mai

Inaspettato! Decisamente il nuovo videogioco SEGA non è un capitolo tradizionale della serie e anzi, si prende molte libertà, osando sotto diversi aspetti.

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  • Chiusa la parentesi di Ichiban nudo sulla spiaggia di Honolulu, nel corso dei mesi Like a Dragon Infinite Wealth ha iniziato a mostrarsi per ciò che è davvero: il punto di incontro tra l'era di Nagoshi-san e quella del moderno Ryu Ga Gotoku Studio, che ha saputo deliziarci con un'avventura ricca, coinvolgente e concentrata sia sul folle Kasuga che sul mitico Kazuma Kiryu, il Drago di Dojima (qui la recensione di Like a Dragon Gaiden The Man Who Erased His Name).

    Tra nuovi Lavori peculiari e divertenti, un'offerta contenutistica ben bilanciata e un sistema di combattimento a turni più raffinato del predecessore, questa iterazione della serie ci ha tenuto incollati allo schermo per decine di ore ma purtroppo, ci duole dirlo, non senza qualche inciampo lungo la strada, soprattutto sul fronte narrativo.

    Di sogni, incontri e speranze: storia di due draghi

    A seguito degli eventi di Yakuza Like a Dragon, l'ombra della malasorte sembra aver finalmente abbandonato il buon Ichiban Kasuga, impiegato modello di Hello Work intenzionato ad aiutare gli ex yakuza a reintegrarsi nella società civile, per onorare una promessa fatta a una persona importante.

    Ichi ha diversi motivi per sperare nel futuro, al pari dei suoi migliori amici Nanba e Adachi, ed è anche per questo che trova il coraggio per chiedere un primo appuntamento all'amata Saeko. L'euforico entusiasmo del protagonista dopo il sì di "Sa-chan" ha vita breve, perché oscure macchinazioni ordite da nemici misteriosi lo costringono a rivedere le sue priorità: alle avversità Ichiban reagisce nell'unico modo che conosce, riformando il suo party sgangherato e assumendo ancora una volta il ruolo dell'eroe, chiamato a lasciare il Giappone per cercare la donna che potrebbe averlo dato alla luce.

    L'ingenuo e generoso Kasuga non immagina che sulle tracce di Akane-san ci sia anche Kiryu Kazuma, impegnato non solo in questa missione ma anche in una battaglia contro il cancro, uno scontro che il Drago di Dojima - dall'aria stanca e rassegnata - sembra quasi voler perdere intenzionalmente.

    Null'altro aggiungeremo sull'intreccio di Infinite Wealth, che per onorare entrambe le ere di Like a Dragon vira verso il serio o il faceto a seconda dei casi, talvolta con grande efficacia e in altre occasioni con un'enfasi eccessiva, purtroppo anche nelle porzioni conclusive del viaggio. Nel corso dei 14 capitoli che compongono l'avventura i due draghi si imbattono in comprimari vecchi e nuovi e in generale in diversi personaggi ben caratterizzati, il cui arco narrativo - per quanto interessante - non ci ha sempre convinto del tutto. In aggiunta, sebbene possano essere anche fisiologiche in un'esperienza simile, le flessioni del ritmo del racconto si sono verificate per motivi alle volte difficili da comprendere ed è un bene che a salvare la piacevolezza dell'esperienza ci abbiano pensato i rapporti tra i protagonisti e i loro alleati, rilevanti tanto per la trama quanto per il gameplay, come vedremo a breve. Partendo dall'egregio lavoro svolto in tal senso in Yakuza Like a Dragon, i creativi di SEGA sono riusciti a farci sentire parte di una compagnia, con Ichiban e Kazuma che ascoltano le storie dei loro sodali e offrono loro consigli e aiuti concreti. In men che non si dica si finisce per interessarsi al passato difficile di Tomizawa e a comprendere le preoccupazioni di Nanba, di fronte chiaramente a un bicchiere di buon whiskey.

    Passando alle vicende cardine della storia, a un certo punto dell'avventura Kiryu vola in Giappone e da questo momento in poi ci ritroviamo ad alternare l'uso dei due protagonisti, le cui esperienze non riescono sempre a toccare le medesime vette di coinvolgimento. Rimettendo al centro della scena il Drago di Dojima, ma in una situazione fisica e psicologica differente da quanto sino a ora sperimentato dai fan di lungo corso, Infinite Wealth ne cattura certamente l'attenzione, complici delle attività secondarie tanto semplici quanto riuscite che non solo amplificano le potenzialità del lavoro esclusivo di Kiryu (Drago di Dojima) ma regalano agli appassionati della prima ora nostalgici rimandi e persino frangenti dal sicuro impatto emotivo (Legami di Vita).

    In generale, quando il gioco celebra il passato della serie, e cioè il filone di Kazuma, riesce a colpire intensamente lo spettatore e lo stesso non sempre vale per la "vacanza hawaiana" di Ichiban. Intendiamoci: la porzione d'avventura col riccioluto guerriero offre anche qualche degno colpo di scena e momento toccante, ma non le mancano neppure delle vistose inconsistenze, anche legate a uno dei villain principali.

    I mestieri di un party esplosivo

    Il sistema dei Lavori è la base fondante del combat system di Infinite Wealth, con gli sviluppatori che visto il setting hawaiano hanno ben pensato di dargli un tocco "locale". Ichiban, Kazuma e soci infatti visiteranno Alo-Happy, un'agenzia di viaggi che proporrà loro dei Tour organizzati per godersi le bellezze di Honolulu.

    Come da tradizione, oltre al canonico livello il prode Kasuga vedrà crescere i tratti della propria Personalità, aiutando le persone in difficoltà, stringendo il legame coi suoi amici e in generale affrontando le tante diversioni proposte dal mondo di gioco. Man mano che la Bontà, lo Stile, l'Ardore e le altre caratteristiche umane del protagonista cresceranno potremo sbloccare nuovi Lavori, a seguito di cutscene dedicate a dir poco sopra le righe, tra cenni a Bruce Lee e Matrix, sessioni di yoga sulla spiaggia e "massacri" con pistole ad acqua.

    Il Ryu Ga Gotoku Studio è riuscito a diversificare in modo genuino le possibilità offensive e strategiche garantite dei vari impieghi, partendo dai moveset di base fino alle mosse speciali e alle "ultimate". Ci sono dei Lavori più efficaci in materia di crowd control, altri che fanno uso di armi da fuoco, come pure di numerosi attacchi elementali o, ancora, basati sulle tecniche di cura.

    Salire di rango con un impiego, così da sbloccarne le skill più potenti, e poi dare una svolta alla carriera del personaggio non significherà aver buttato tempo. Grazie all'Ereditarietà delle Tecniche, rinsaldando il legame dei protagonisti coi loro compagni permetteremo a questi ultimi di acquisire una serie di slot in cui inserire le mosse provenienti dai loro "trascorsi professionali", in modo da creare build capaci di compensare le possibili mancanze del lavoro corrente. Per dirne una, Star di film d'Azione è fondato sui colpi diretti a base di arti marziali, quindi arricchirlo col "Cattura Anima" del Pirodanzatore vi permetterà di eseguire un fendente capace di strappare l'energia vitale del nemico per conferirla al personaggio attivo. Insomma, quello dell'Ereditarietà delle Tecniche è un sistema valido e intuitivo, che spinge a perdersi nei dialoghi contestuali coi comprimari, a far loro dei regali, e a sbloccare i cosiddetti Legami di Bevute per stringere il rapporto tra Ichi e ciascuno di loro. Per quanto concerne i lavori esclusivi dei nostri eroi, ci sono piaciuti quasi un po' tutti per mosse speciali sopra le righe e citazioni, ma uno si è distinto più degli altri: Drago di Dojima è una forza della natura, diventa più potente man mano che Kiryu riscopre quanto il suo operato in vita sia stato prezioso, ed è una lettera d'amore spargi-ecchimosi agli appassionati del precedente filone di Like a Dragon.

    Con alleati pronti a curare il combattente leggendario, preparatevi ad annientare i nemici con attacchi multipli in successione, violente Azioni Fervore - attivabili in base alla posizione - e mosse finali, alternando i tre iconici stili di lotta dell'ex guida del Tojo Clan. Ciliegina sulla torta, riempito l'apposito indicatore potrete adottare l'offensiva action in tempo reale introdotta in Yakuza 6 The Song of Life per un tempo limitato (qui la recensione di Yakuza 6).

    Dalla Mazza da Eroe di Ichiban, fino alla tavola da surf di uno dei personaggi in versione Acquanauta, ogni strumento offensivo potrà essere potenziato presso le officine, sostituito con un'arma realizzata col sistema di crafting o comprata presso uno dei numerosi punti vendita tematici in giro per Honolulu e Yokohama. Prima di proseguire, una piccola nota su un aspetto dell'esperienza che riteniamo essere un'occasione sprecata.

    A eccezion fatta di alcuni casi, molti dei lavori riservati ai personaggi femminili presentano connotazioni sessuali o servili, si pensi a Geoballerina o Governante, e crediamo che avrebbero potuto essere affiancati da altri incarichi perfetti per creare un catalogo più paritario: Star dei Film d'Azione del resto poteva citare tanto un Bruce Lee quanto una Uma Thurman-Beatrix Kiddo. In altre parole, visto anche l'approdo della serie a una location occidentale, gli sviluppatori avrebbero potuto e dovuto stare al passo coi tempi da questo punto di vista. Non lo hanno fatto.

    Botte da orbi e tante risate

    In merito al sistema di combattimento, il Ryu Ga Gotoku Studio ha pensato a un'espansione, non a una rivoluzione del predecessore, e ha fatto la scelta giusta. Rispetto a quelli di Yakuza Like a Dragon, i colpi elementali vantano un'effettistica migliorata e vengono affiancati ancora una volta dalla possibilità di parare gli attacchi in arrivo e dai Pestamici, le buffe "evocazioni alla Ichiban" con lo smartphone, incluse vecchie conoscenze della saga dai poteri devastanti (e i costi da non sottovalutare).

    Detto questo, basta prendere parte alle prime zuffe per scoprire come il team abbia acuito, e con una certa efficacia, la componente strategica degli scontri a turni e il valore del posizionamento sul terreno. I membri del party infatti si possono spostare liberamente entro certi spazi sul campo di battaglia, e a seconda del punto di partenza dell'attacco possono ad esempio infliggere più danni (per un bonus di prossimità), raccogliere un oggetto lungo il percorso verso il nemico per spaccarglielo addosso, lanciarsi in un assalto combinato con un alleato o sorprendere un avversario di spalle. Una volta riempite le apposite barre dei componenti della squadra è anche possibile sferrare potenti offensive di gruppo, da dover utilizzare al momento più opportuno.

    Insomma, anche per merito del job system i combattimenti si mantengono piacevoli per tutta la durata della trama e oltre, anche se qualche incertezza all'appello c'è. Il giocatore non ha alcun controllo sui mutamenti dell'area che determina la libertà di movimento del guerriero in uso e alle volte, quando controllati dall'IA, gli alleati tendono ad allontanarsi dal protagonista, uscendo magari dalla zona d'effetto di un incantesimo di cura.

    Fortunatamente si tratta di inconvenienti di importanza molto relativa, che non diventano un effettivo ostacolo al completamento degli scontri più intensi, un discorso questo che ingloba anche le boss fight. Tra le battaglie principali ne abbiamo trovata qualcuna dal livello di difficoltà più elevato della media, ma senza registrare i medesimi picchi, talvolta problematici, di Yakuza Like a Dragon (qui la recensione di Yakuza Like a Dragon). Boss fight memorabili, in cui bisogna pianificare attente strategie per trionfare, si alternano ad altre spinte all'eccesso (forse troppo!) e a qualche lotta meno interessante, ma in generale il ventaglio di confronti maggiori è buono in termini di assortimento: è quello dei nemici standard a essere imponente. Come da tradizione, l'immaginazione del riccioluto eroe trasforma i normali malviventi in minacce d'ogni sorta, tra robot assassini, dittatori danzanti e versioni un po' troppo nerborute di Sailor Moon, quei Sujimon che stavolta non dovremo solo battere, ma anche catturare e far allenare per ambire a sconfiggere i Megaquattro.

    Si, perché i creativi di SEGA hanno ampliato l'attività per inserirla tra le più importanti dell'avventura e farne una perfetta parodia di Pokémon.

    Avventura Premium e Nuova Partita +Alla conclusione della trama principale, Ichiban e i suoi tanti amici si ritroveranno in una sorta di "tempo sospeso", perfetto per portare a termine le Substories, i Legami di Bevute e le attività secondarie incompiute. Non mancheranno poi sfide aggiuntive perfette per mettersi alla prova, testare nuovi lavori in azione e divertirsi coi numerosi combattenti da poter assegnare al party. Per quanto concerne la Nuova Partita +, affrontabile a vari livelli di difficoltà mantenendo l'esperienza dei personaggi, il denaro, gli oggetti e non le storie secondarie o i legami, si tratta di una modalità riservata ai possessori della Deluxe o dell'Ultimate Edition di Infinite Wealth. Questa è una scelta che, senza girarci attorno, non condividiamo affatto, che segna un precedente tutt'altro che positivo per la serie del Ryu Ga Gotoku Studio. Un contenuto di questo tipo dovrebbe essere appannaggio di tutti i giocatori, sempre e comunque.

    Tra vere e proprie evoluzioni, esemplari tutti da "sbustare" (in realtà escono di prigione, perché sono criminali) e battaglie 3v3 in cui considerare anche il tipo dei combattenti, scalare i ranghi degli allenatori fino alle sfide coi massimi esponenti della lega è stato divertente. Se siete stanchi di lottare continuamente, potete sempre accompagnare Ichiban sulle rive di Dondoko Island, una dimensione da Animal Crossing in puro stile Like a Dragon. Dalla pesca, fino alla costruzione di arredi ed edifici, lo stakanovista Kasuga trascorre le sue giornate ripulendo le aree dai rifiuti e aiutando amici e mascotte a trasformare una discarica in un paradisiaco resort a cinque stelle. L'avanzamento di grado del complesso elargisce bonus in denaro e la vera chiave è portare cittadini di Honolulu e ospiti illustri in quel di Dondoko, per incrementare il loro livello di soddisfazione e spingerli a vuotare le tasche in favore della "direzione". Scacciare i pirati a colpi di mazza, complici le movenze legnose del protagonista, non è soddisfacente come ai bei vecchi tempi del filone action, ma ad ogni modo chi investirà il proprio tempo in questa avventura opzionale potrà tornare a Honolulu col portafoglio pieno di dollari.

    Guardando al resto dell'offerta ludica, Like a Dragon Infinite Wealth si è confermato molto ricco, ma non sterminato, e ciò per quanto ci riguarda è un bene. Nel corso delle 52 ore trascorse nel mondo di gioco, a cui bisogna aggiungerne varie decine per completare realmente tutto, ci siamo sempre confrontati con un'esperienza gestibile, mai sfuggita al nostro controllo: quando abbiamo voluto ci siamo lanciati al completamento delle classiche Substories, tra risate di gusto, vicende agrodolci e altre un po' meno brillanti.

    Con lo Street Surfer, un monopattino elettrico perfetto per esplorare una Honolulu digitale finemente riprodotta, abbiamo raggiunto facilmente i negozi dell'Anaconda Shopping Center, ci siamo concessi un momento karaoke al Revolve Bar o abbiamo provato ad attaccare bottone con una (presunta) avvenente fanciulla su Miss Match, che per struttura e casistiche proposte potremmo serenamente definire il Tinder di Like a Dragon.

    Dalle consegne di cibo a suon di trick in bicicletta di Crazy Delivery, fino alla caccia fotografica al pervertito, i folli modi per distrarsi dal percorso principale abbondano (c'è anche la raccolta di lattine "alla Pac-Man" a Yokohama) e per chi cerca altra azione ci sono i dungeon su più livelli, sia alle Hawaii che in Giappone, pieni di ostaggi da salvare, boss da sconfiggere e gustose ricompense.

    Honolulu in Dragon Engine

    Lo splendido tramonto che colora d'arancio Aloha Beach, i negozietti dagli scaffali pieni di prodotti locali e souvenir, i bus turistici e i grattacieli: la Honolulu di Infinite Wealth è esattamente come le altre due ambientazioni del gioco, ossia brulicante di vita, piccoli dettagli e caratterizzata da un'atmosfera unica.

    Che il Dragon Engine stia cominciando a sentire il peso degli anni è ormai evidente e speriamo vivamente che questa sia l'ultima iterazione della serie a cavallo tra due generazioni di console, si pensi alla modellazione spartana degli NPC, alla resa altalenante di superfici e materiali, o agli occasionali fenomeni di pop up.

    Al contempo, complice la solita attenzione riposta dal team nella riproduzione dei volti principali, nella cura dell'illuminazione a ogni ora della giornata, con la pioggia o il cielo sereno, la presentazione visiva nel suo complesso è convincente, merito anche della direzione artistica e di un'azione fluida, con rari tentennamenti. I caricamenti del gioco su PS5, inclusi quelli dei viaggi veloci verso un punto taxi, sono sufficientemente rapidi, mentre il supporto alle feature di DualSense è appena percepibile, con la resistenza del grilletto destro quando si attiva la modalità action del Drago di Dojima.

    In merito al doppiaggio, l'interpretazione del cast giapponese è come al solito di alto livello e non parliamo solo dei risultati ottenuti con protagonisti e comprimari: a prestare la voce a Yamai, uno dei boss criminali di Honolulu, troverete un magnifico Takehito Koyasu, il Dio Brando di Jojo's Bizarre Adventure. Un plauso lo facciamo anche alla localizzazione in italiano, attenta a mantenere determinate sfumature all'interno dei dialoghi, come pure a inserire un po' della nostra cultura in vari aspetti dell'esperienza, come i nomi delle missioni secondarie.

    In materia di accompagnamento musicale, alcune tracce ci sono rimaste impresse, ma non sono molte: è un bene quindi che il team abbia sparso colonne sonore di altre saghe e tanti brani nel mondo di gioco, da reperire e ascoltare durante l'esplorazione con un lettore musicale.

    Like A Dragon Infinite Wealth Like A Dragon Infinite WealthVersione Analizzata PlayStation 5Con un combat system migliorato, i suoi lavori nuovi di zecca e tanto divertimento, garantito dalla Lega Sujimon e il resto delle attività secondarie, Infinite Wealth ci ha tenuto immersi per decine di ore nel suo mondo denso di contenuti, testimoniando ancora una volta il talento dei suoi creatori. L’eroico viaggio di Ichiban alle Hawaii sa appassionare, ma non è privo di inconsistenze sul fronte narrativo e difatti sono state le porzioni di trama pensate per omaggiare il passato della saga - e la figura di Kiryu - a regalarci gli impatti emotivi più intensi. Da fan di lungo corso ne siamo ben felici, eppure siamo convinti che la serie debba trovare il coraggio per volgere lo sguardo al futuro in modo più netto. A prescindere da tutto, Infinite Wealth è un grande Like a Dragon, un concentrato di divertimento e follia che apre nel migliore dei modi questo 2024 videoludico.

    8.5

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