Recensione Little Big Planet - Water Pack

Il DLC dei pirati dei Caraibi aggiunge l'acqua nei livelli di Little Big Planet

Little Big Planet
Videorecensione
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Tanti auguri di Buon Natale da Media Molecule. Ed un piccolo regalo.
Puntualissimi come lo scorso anno, quando rilasciarono l'indimenticabile Metal Gear Solid Level Pack, i creatori di Little Big Planet deliziano i propri fan con un nuovo Add-On dalla consistenza eccezionale.
Arriva infatti il DLC dedicato ai Pirati dei Caraibi, annunciato nei mesi scorsi ed inaspettatamente ricco. Oltre ad un set di cinque livelli a tema, il contenuto aggiuntivo espande l'esperienza di gioco inserendo niente meno che l'acqua. Spiagge battute dalle onde, mareggiate e bufere, escursioni sottomarine saranno da adesso all'ordine del giorno. E considerando che l'assenza della gestione dei liquidi era una delle grandi carenze del titolo, non si può che salutare con estrema gioia l'arrivo di questo pacchetto d'espansione, anche se magari il design dei livelli lascia spazio a qualche critica.

Inutile nasconderlo: per il videogiocatore medio, le avventure di Jack Sparrow & Co. non hanno certo lo stesso appeal di quelle di Snake. E nonostante sia frutto della collaborazione fruttuosa con Disney, questo Level Pack stuzzica molto meno la curiosità dei videoplayer incalliti, recuperando un contesto piratesco che non sempre si adatta senza forzature all'universo di Little Big Planet. I simpatici Sackboy ed i coloratissimi materiali che costituiscono le ambientazioni di gioco fanno in certi casi un po' fatica a riprodurre le cupe ambientazioni della trilogia cinematografica. E mentre nel caso di Metal Gear Solid i creativi di Media Molecule erano riusciti a parodiare in maniera esemplare tutte le situazioni-tipo del videogioco, quello dei Pirati dei Caraibi sembra un DLC che vuole prendersi troppo sul serio. Non manca, fortunatamente, qualche momento davvero eccezionale: spiagge battute dal sole in cui granchi giganti muovono le loro chele minacciose, squali-pupazzo che sbucano dalle chiglie di galeoni affondati, pescatori-pirata che ci agganciano con i loro ami ricurvi. Sono tutti esempi di come questo Level Pack nasconda ancora scorci sognanti ed una vena creativa inesauribile, ma sono anche momenti che devono lottare di prepotenza per farsi largo in livelli generalmente un po' smorti, meno convincenti del solito.
Sebbene gli schemi proposti siano infatti un po' più lunghi rispetto a quelli presentati nel vecchio DLC, la progressione non è vivace come in passato, ed addirittura si affaccerà, verso la fine, lo spettro di una ripetitività concettuale. Il livello finale, lo scontro contro il Kraken e contro le navi della flotta inglese, lascia davvero a desiderare, risultando ripetitivo e lievemente tedioso, di tutt'altra pasta rispetto ai boss fight dell'avventura principale ed a quello contro il Metal Gear Rex.

Bagnato è meglio

Non tirate però conclusioni affrettate: il DLC dei Pirati dei Caraibi è uno di quegli Add-On da possedere assolutamente. Sebbene meno incisivo rispetto al primo Level Pack proposto, anche questo espande e diversifica l'esperienza di Little Big Planet in maniera unica ed inaspettata. Se con i livelli di Metal Gear venne aggiunto il Paintinator, ed il classicismo di un platform bidimensionale fu spazzato via a suon di proiettili di vernice, stavolta esordiscono gli specchi d'acqua, a tutto vantaggio della varietà di situazioni.
Alcuni utenti si erano già ingegnati in qualche maniera, per rimediare alla grave mancanza, sfruttando i jetpack per simulare il fluttuare leggero nelle profondità abissali, ma adesso sono gli stessi developer a mettere una pezza, permettendo ai più creativi di sfruttare l'acqua in una serie di situazioni decisamente invidiabile. Nell'Add-On è inserito, oltre ai cinque livelli, anche un esaustivo tutorial che spiega per filo e per segno tutte le possibilità dello Water Pack. Queste sono poi declinate variamente nel corso dei cinque schemi, ed è forse per la necessità di esplorare tutte le nuove soluzioni che la progressione risulta più inquadrata, quasi “didattica”. Poco male, allora, se in qualche momento l'estro creativo dei level designer sembra venire meno: ad essere esemplare, se non la costituzione architettonica, è la mole di possibilità da sfruttare nell'editor, per progettare livelli nuovi: bagnati, fluidi, galleggianti.
Anzitutto è possibile nuotare ed esplorare le profondità marine, immergersi trattenendo il fiato. Sono pochi i secondi d'apnea a disposizione, ma -come insegna la sempre viva memoria di Sonic 2- di tanto in tanto è possibile riprendere fiato grazie a qualche generatore di bolle. A meno che, per rendere l'esplorazione subacquea più rilassata, non si decida di fornire in dotazione al piccolo Sackboy un respiratore. Ma anche restando a galla, ci sono innumerevoli occasioni di giocare con i liquidi: grazie ad appositi interruttori, è possibile alzare od abbassare il livello dell'acqua, mentre gli oggetti presenti nello scenario reagiranno di conseguenza. Si possono così creare piccoli puzzle ambientali, sfruttando spugne galleggianti o pareti di legno che scompaiono magicamente quando l'acqua scende sotto il livello di guardia. E' anche possibile agganciare degli oggetti ai fondali, per limitarne i movimenti, ma anche fare in modo che le catene siano legate ad una piccola bolla premio, e quindi removibili al passaggio. Insomma, lo Water Pack aggiunge ben più varietà concettuale al titolo di quanto non abbia fatto il Paintinator, trasformando in potenza l'operazione creativa alla base della costruzione dei livelli. Se dunque i cinque schemi proposti appaiono un po' “monotematici” non c'è da lamentarsi troppo: la volontà è proprio quella di mostrare, al popolo di instancabili creatori della rete, cosa è possibile fare con l'acqua. E già, a pochissimi giorni di distanza dal rilascio del pacchetto, si intravede qualche creazione dal buon potenziale. Ovviamente sarà la risposta della community a determinare il successo di questo DLC: speriamo di vedere presto contest a tema, e magari anche il “sequel” di quel Post-Apocalyptic vincitore dei Sackademy Awards.
Prima di concludere, un piccolo appunto sulla qualità audiovisiva del pacchetto. Rincontrare Little Big Planet dopo qualche tempo di inattività è sempre una piacevole sorpresa. La simpatia dei Sackboy riesce a catturare lo spettatore in un lampo, e la carica immaginifica della costruzione ambientale è come sempre esemplare. Questo DLC, si è già detto, pecca un po' in fatto di design: le guardie ed i pirati sono un po' goffi, fatti con adesivi appiccicati su sagome di cartone, ed in qualche caso anche le navi galleggianti e le case di Port Royale e della Città di Pirati non riescono “bucare lo schermo”, restando un po' anonimi. A conti fatti il più grande problema dell'add-on è proprio il suo legame con un'opera cinematografica poco incisiva, che Disney continua a spacciare come il suo ultimo capolavoro, ma che ha esaurito la sua verve già da tempo. Unica ancora di salvezza, il secondo dei DLC dedicato ai Pirati dei Caraibi: i costumi di Jack Sparrow, Barbossa e Davy Jones sono simpatici e ben realizzati. A fare da contraltare ad un comparto stilistico con qualche debolezza, un accompagnamento acustico di prim'ordine. La colonna sonora dei tre lungometraggi è stata campionata e spezzettata in piccoli brani, che mantengono inalterata l'epicità delle tracce musicali e ravvivano l'avanzamento con il loro incedere deciso. Avere accesso alle marce militari ed a brani capaci di sottolineare il carattere avventuroso della progressione è un plusvalore da non dimenticare.

Little Big Planet In definitiva, l'impatto con il DLC dei Pirati dei Caribi non è stato travolgente come quello con il precedente Add-On. La colpa è di un level design un po' troppo monotematico, di uno stile visivo meno incisivo del solito, e di un contesto di riferimento tutt'altro che coinvolgente. La qualità di fondo di Little Big Planet risolleva in qualche caso le sorti incerte di un quintetto di livelli traballante, grazie a qualche scorcio più colorato ed un paio di momenti davvero ispirati. Ma al di là di questo, il vero motivo per acquistare il DLC è l'aggiunta dell'acqua: se avete dimestichezza con l'editor di livelli, avrete di che sbizzarrirvi a scoprire tutte le possibilità del Water Pack. Sinceramente consigliato a chi ama il titolo Media Molecule e cerca qualche fonte di ispirazione per mettere in piedi livelli di una discreta complessità architettonica. Per farsi un'idea sulla qualità dell'aggiunta basta comunque esplorare i livelli creati dagli utenti, già all'opera per “inondare” le proprie creazioni.