Little Town Hero Recensione: il GDR di Game Freak arriva anche su Xbox One

Il nuovo gioco degli sviluppatori della serie Pokémon approda anche sulla console Microsoft, ma non riesce a sfruttare alcune buone intuizioni.

recensione Little Town Hero Recensione: il GDR di Game Freak arriva anche su Xbox One
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Disponibile per
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • Quando il tuo nome è associato ad un vero e proprio fenomeno culturale che ha invaso svariati media, nonché le console e i dispositivi mobile di milioni di utenti, è dura uscire dal seminato e provare a fare qualcosa di totalmente diverso. Lo sanno bene gli sviluppatori di Game Freak, universalmente noti come "quelli di Pokémon", che dopo aver creato i mostriciattoli portatili più famosi al mondo continuano a dimostrare di avere altro da dire, anche senza il bisogno di scomodare Pikachu e soci. Tembo The Badass Elephant (qui la nostra recensione di Tempo The Badass Elephant) è forse uno degli esempi più riusciti, e sebbene altri prodotti usciti dalle fucine di Game Freak non abbiano lasciato un segno altrettanto profondo, è giusto riconoscere al team nipponico il merito di non volersi adagiare sugli allori, ma di voler spingere la propria creatività in nuove direzioni.

    L'ultima testimonianza di questa volontà è Little Town Hero: uscito in esclusiva temporale su Nintendo Switch lo scorso anno, il titolo è successivamente approdato su PS4 e PC per poi arrivare - circa un mese fa - anche su Xbox One, la versione oggetto della nostra recensione. Scopriamo quindi insieme se e quanto questo piccolo progetto sia all'altezza della serie di punta del collettivo giapponese.

    Una casa, una prigione

    "Un eroe di città", piccolo ma con un grande cuore e idee più affilate di una spada: così potremmo descrivere il protagonista di Little Town Hero, un'avventura che a prima vista ricorda un gioco di ruolo, ma che in realtà, complice un sistema di combattimento davvero ingegnoso e particolare, ha molto più a che spartire con un card game.

    Axe è un giovane abitante di un piccolo e tranquillo villaggio, lo scenario principale del gioco, protetto dai monti e da un imponente castello che ne preclude l'accesso e l'uscita: non solo una protezione per gli abitanti, insomma, ma anche l'invalicabile soglia una sorta di prigione, come da ordine del re. Nessuno, infatti, può varcare i confini della cittadina e vedere cosa ci sia all'esterno, con buona pace della curiosità del piccolo eroe e dei suoi amici.

    Regole ferree che spingono il protagonista a desiderare una carriera da soldato, in modo da poter finalmente oltrepassare le mura del paese e vivere una vera avventura. Un obiettivo che, come da copione, è destinato a concretizzarsi prima del previsto: misteriose invasioni di mastodontici mostri, in grado di mettere alla prova anche il preparatissimo esercito reale, permettono infatti al buon Axe di mettere alla prova tanto la sua forza, esplosa misteriosamente in concomitanza con il ritrovamento di una pietra recuperata nelle miniere, quanto le sue brillanti intuizioni.

    La forza delle idee

    Già, perché è proprio sulle idee, chiamate "Izzit", che si basa il sistema di combattimento di Little Town Hero: con questo termine si definiscono azioni allo stadio embrionale che compaiono all'improvviso e ruotano attorno alla testa di Axe, e che possono prendere forma tramutandosi in "Dazzit", a patto che il giocatore investa un determinato numero di "Power", indicati a cifre cubitali.

    Di turno in turno il totale di Izzit a disposizione del giocatore aumenta progressivamente, il che si traduce in un maggior numero di azioni potenzialmente eseguibili. Ce ne sono di tre tipi: offensive (in rosso), che vanno in panchina al primo utilizzo fino al turno successivo; difensive (in giallo), che possono essere riutilizzate più volte nel medesimo turno; e di supporto (in blu), in grado di aumentare la difesa, l'attacco, offrire bonus vari, o anche trasformarsi in un'altra Izzit casuale.
    Lo scopo di ogni scontro è azzerare la vita dell'avversario, ma per farlo sarà necessario ottenere un All Break: dovremo quindi distruggere o neutralizzare ogni Izzit del nemico, in modo da accedere allo Chance Turn, durante il quale sarà possibile scagliare un attacco che andrà a intaccare direttamente l'energia del bersaglio. Insomma, l'idea è quella di sfruttare le azioni per proteggersi o disintegrare le idee dell'avversario, lasciandosi però a disposizione almeno un Izzit offensivo e Power a sufficienza per attivarlo. Dinamiche più facili da gestire "pad alla mano" che da spiegare, nonostante anche sul campo permanga un certo grado di incertezza, complice un tutorial non proprio esaustivo, e alcune meccaniche poco chiare che arrivano all'improvviso a premiare o punire il giocatore.

    Se abbiamo paragonato il combat system di Little Town Hero a quello di un card game è perché le idee - le Izzit - si manifestano di turno in turno come delle carte, e il Power non è altro che il "mana" per poterle mettere in pratica. Avanzando di turno in turno avrete più opzioni a disposizione, e ogni tanto sarà quindi utile anche sfruttare una strategia attendista per "pareggiare" e aspettare l'arrivo di nuovi Izzit.

    A differenza di un Card Game classico, comunque, qui non avrete alcun mazzo da comporre: l'arsenale resterà lo stesso (salvo Izzit speciali e contestuali che compariranno sporadicamente), e potrete unicamente investire degli appositi punti (chiamati "Eureka Points") per potenziare gli effetti delle azioni. Ogni scontro, insomma, diventa un po' "un terno al lotto", ed è proprio il forte elemento di casualità a rendere via via più frustranti i duelli con i boss, il fulcro di ognuno dei capitoli che compongono l'avventura.

    In queste battaglie il team ha aggiunto un ulteriore elemento strategico da sfruttare, ovvero la possibilità di spostarsi a ogni turno in una nuova porzione del campo di battaglia, nella quale potrete trovare cittadini pronti a darvi una mano (tra chi azzererà il costo di utilizzo di un Izzit e chi attaccherà direttamente il nemico), dritte da sfruttare per avere la meglio (che aggiungono al "mazzo" Izzit speciali), oppure elementi interattivi come barili esplosivi o cannoni.

    Questi potranno però essere sfruttati solamente utilizzando specifiche Izzit: trovare quelle giuste al primo colpo si tradurrà in scontri più brevi e semplici, ma in caso contrario preparatevi a scontri estenuanti e frustranti "retry", soprattutto progredendo nell'avventura e scontrandosi con boss (splendidamente caratterizzati) sempre più potenti, che di punto in bianco potranno ribaltare le sorti dello scontro senza nemmeno farvi capire come.
    Al netto dei suoi difetti, però, il combat system resta il principale punto di forza di un titolo che, nonostante un monte ore niente male (oltre le 15 ore), mostra chiaramente i limiti di una produzione in tono minore, sia in termini quantitativi che qualitativi. La trama è molto classica, e nemmeno i siparietti comici che costellano il racconto riescono a renderla memorabile; idem per le quest secondarie che, tolta qualche utile ricompensa, si traducono perlopiù in semplici chiacchierate, o in scontri di riscaldamento pre-boss che nulla aggiungono all'esperienza.

    Anche l'eccellente character/monster design quasi stona davanti ad ambientazioni caratterizzate da una conta poligonale decisamente al ribasso, che falliscono nel loro tentativo di calare i giocatori in un mondo incantato e fiabesco. Nemmeno le musiche di Toby Fox (il creatore di Undertale, un ospite d'eccezione) smuovono più di tanto il bilancio artistico del gioco, con brani piacevoli ma non particolarmente memorabili.

    Little Town Hero Little Town HeroVersione Analizzata Xbox OneQuando è l'elemento strategico a farla da padrone, Little Town Hero brilla di luce propria, regalando momenti esaltanti, colpi da maestro e concatenazioni esaltanti, tanto in modalità Hard, la più dura e stimolante, quanto in quella Easy dove, tolta qualche condizione favorevole ai nemici, l'intensità degli scontri resta più o meno la stessa. I problemi sopraggiungono però quando l'elemento casuale e una certa macchinosità di fondo complicano esageratamente le cose, allungando all'infinito gli scontri e prendendo l'utente per sfinimento, rovinando le pur buone idee dietro lo stratificato combat system di Little Town Hero. Un argine al fattore aleatorio avrebbe sicuramente reso meno frustrante l'esperienza che, a parte una manciata di ottime intuizioni, non stupisce nemmeno nei suoi elementi di contorno: il comparto artistico è impreziosito da uno splendido design di personaggi e nemici, ma al contempo viene affossato da ambientazioni limitate sotto ogni punto di vista. Segnaliamo inoltre la mancata localizzazione in italiano, che può rappresentare un ostacolo agli utenti non-anglofoni, vista la relativa complessità del gameplay.

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