Little Witch Academia Chamber of Time Recensione: le streghe son tornate!

Tratto dall'omonima serie animata, Little Witch Academia Chamber of Time è un tie-in di buona fattura, che ripropone la stessa leggerezza dell'anime.

recensione Little Witch Academia Chamber of Time Recensione: le streghe son tornate!
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • PS4 Pro
  • Non chiamatelo "un Harry Potter per ragazzine": Little Witch Academia, il grazioso anime realizzato dallo studio Trigger e disponibile su Netflix, è un prodotto estremamente diverso dalla saga della Rowling. È piuttosto un viaggio, un po' infantile sì, ma anche dolce e delicato, alla riscoperta dei valori salvifici dell'arte magica, la cui forza trae origini dai sogni, dalle speranze e dalla felicità delle persone. Con la sua schietta semplicità ed i suoi valori universali, Little Witch Academia è riuscito a conquistarsi un posticino nei cuori di chi - in fondo - ancora possiede in sé un briciolo della genuinità tipica dell'infanzia.
    Ed è proprio ai giocatori più giovani o a quei bambinoni troppo cresciuti che Bandai Namco, in collaborazione con il team A+ Games, ha deciso di dedicare Chamber of Time, il tie-in tratto dalla serie animata, pronto ad invadere le nostre PS4 ed i nostri PC con la sua sfavillante carica di spensieratezza. Mescolando dinamiche di un GDR a quelle di un Dungeon Crawler, il gioco ha il grosso merito di essere una naturale "estensione" dell'anime, recuperandone tematiche, tratto grafico ed allegria. Tuttavia, al di là della notevole fedeltà all'opera originale, Chamber of Time è anche un prodotto a cui, ludicamente parlando, manca purtroppo la giusta dose di "magia".

    I capricci del tempo

    Intenzionata a diventare una strega dopo essere stata incantata, quand'era bambina, da uno spettacolo magico dell'eretica Shiny Chariot, Atsuko "Akko" Kagari non è certo l'alunna più "splendente" della prestigiosa Accademia di Luna Nova. Sbadata, combina guai, incapace di persino di compiere le stregonerie più semplici (come volare sulla scopa), la nostra protagonista però ha una qualità che la differenzia da tutte le altre: crede fermamente in se stessa. La sua allegria e la sua vivacità sono parecchio contagiose, e spesso coinvolgono in una serie di spassose disavventure anche le sue compagne di istituto: la timida Lotte, la stramba Sucy e la nobile Diana, potentissima maga erede della famiglia Cavendish. Tutte insieme, accompagnate dalle altre "piccole streghe" Amanda, Costanze e Jasminka, dovranno trovare un modo per risolvere un grosso problema che sta affliggendo Luna Nova: il continuo ripetersi del tempo. Durante il primo giorno delle vacanze estive, infatti, Akko rompe (per caso o per destino) il sigillo misterioso della camera dell'Horologium, nascosta nella biblioteca della scuola. Così facendo, allo scoccare della mezzanotte, l'intera giornata ricomincia da capo, un numero infinito di volte: per uscire dal loop eterno, insomma, il gruppetto di fanciulle, armate di scopa e bacchetta, sarà chiamato ad attraversare una serie di dungeon allo scopo di trovare un modo con cui interrompere la maledizione, possibilmente senza avvisare né le professoresse, né la direttrice di Luna Nova. Come è facile intuire, la narrazione di Chamber of Time ripropone lo stesso mood della serie animata, in un continuo andirivieni di ironia, freschezza e leggerezza, merito sia delle linee di dialogo, sottotitolate in italiano e perfettamente coerenti con i caratteri dei personaggi, sia del doppiaggio originale giapponese, ottimamente recitato, sia ancora di alcune (brevi) cutscene disegnate a mano, proprio come se ci trovassimo in una puntata dell'anime. Ma se sul fronte della storyline questo tie-in svolge appieno il suo dovere, riuscendo persino ad approfondire alcune personalità che nelle due stagioni di Little Witch Academia non hanno trovato il giusto spazio, dal punto di vista delle meccaniche ludiche, invece, inciampa in alcune ingenuità.

    Si può dire che Chamber of Time, come Persona 5, viva di due anime: una ruolistica, in cui sperimentare la quotidianità tra le mura di Luna Nova, ed una da dungeon crawler, nella quale dedicarsi all'annientamento di varie creature all'interno dei sotterranei. Per buona parte dell'avventura, difatti, esploreremo l'edificio scolastico muovendoci in una ambiente tridimensionale, attraversando i vari piani dell'Accademia, dialogando con le alunne e le insegnanti, e risolvendo le sub-quest che ci verranno consegnate. Lo scorrere del tempo, però, sarà sia un nostro alleato, sia un nostro nemico: a seconda delle ore del giorno, infatti, potremo accedere a differenti missioni. Dovremo quindi tenere sempre sotto controllo l'orologio posto in alto a sinistra dello schermo, in cui ogni minuto nella vita reale corrisponde ad un giro di lancetta all'interno del gioco: alcuni eventi, sia primari che secondari, si svolgeranno solamente in una precisa fascia oraria, il che ci impone, molto spesso, di fare la spola tra i corridoi della scuola e la camera di Akko, dove potremo appisolarci per far passare il tempo più velocemente.

    È questa una soluzione sì coerente con la trama del titolo, ma anche un po' noiosa a lungo andare, dato che dilata eccessivamente i ritmi dell'esperienza e ci impone un'esplorazione abbastanza forzata. Una volta presa confidenza con l'andamento dell'avventura e dopo aver memorizzato per benino la piantina di Luna Nova, riusciremo ad avanzare in modo più fluido e meno singhiozzante, rendendo la progressione un po' più piacevole e meno frastagliata in confronto alle prime sequenze di gioco. Per venire incontro all'incapacità di Akko di usare la magia, potremo acquistare nei negozi dell'Accademia alcune pozioni che, se ingurgitate, ci permetteranno di attivare specifici incantesimi, grazie ai quali sbloccare i punti di salvataggio sparsi per l'edificio, riparare oggetti rotti, dialogare con gli spiriti e portare a termine gli incarichi opzionali. A tal proposito, la dinamica delle quest secondarie finisce ben presto per apparire alquanto rudimentale, troppo legata al ritrovamento di oggetti via via sempre più rari: in questo modo, dopo le ore iniziali, la voglia di cimentarsi nelle missioni collaterali perde un pizzico di verve, annacquando il divertimento. Com'è ovvio che sia, per acquistare equipaggiamento ed intrugli magici utili al proseguimento, ci toccherà pagare fior di quattrini o barattare alcune pietre speciali, recuperabili all'interno dei dungeon dell'Horologium, dove si palesa il vero cuore ludico di Chamber of Time.

    Streghe e sotterranei

    Quando si entra nei sotterranei, l'opera di Bandai Namco cambia volto: si tramuta in un dungeon crawler in 2.5D a scorrimento orizzontale, nel quale un gruppo di tre streghette (selezionabili da un manipolo di sette eroine) si cimenterà contro mostri di ogni tipo, eliminando tutto ciò che si frappone dinanzi alla loro avanzata fino all'immancabile boss di fine stage.

    Prima di ciascuna missione avremo la facoltà di scegliere quale personaggio controllare, ognuno dotato di abilità specifiche e parametri unici, che influenzeranno persino le prestazioni dell'intero gruppo.
    Sarà nostra premura, alla fine di ogni quadro, distribuire i punti esperienza guadagnati come in un qualsiasi gioco di ruolo, ed armare le protagoniste con il corretto equipaggiamento, tra armi ed accessori rinvenuti nel corso dell'esplorazione. Potremo inoltre attivare variegate tipologie di magie, da inserire negli appositi slot delle fanciulle.

    È vero che ogni strega possiede dei talenti unici, ma nel complesso la bassa difficoltà non ci costringe a formulare strategie di assemblaggio particolarmente elaborate. Akko, in fin dei conti, è di certo la protagonista più versatile ed equilibrata, e raramente opterete per un'altra maga come caposquadra. Scesi in campo, il sistema di combattimento si è dimostrato più classico che mai, basato sull'alternanza di attacchi leggeri, medi e pesanti, a cui va combinato l'utilizzo di incantesimi connessi ai poteri elementari, più o meno efficaci a seconda della natura dei nemici che combatteremo. Nell'insieme il combat system è funzionale al punto giusto, benché presenti qualche problemino dipeso dall'eccessiva confusione a schermo, dal posizionamento delle eroine lungo l'area dello scontro e da hitbox non proprio precisissime. Poiché Chamber of Time è tutt'altro che un titolo complesso da portare a termine, simili difetti non pregiudicano in modo eccessivo la godibilità dell'esperienza: a danneggiare il tutto, disgraziatamente, ci pensa l'intelligenza artificiale delle nostre compagne, che posseggono uno scarsissimo spirito di autoconservazione.

    Seven is the magic numberIl numero 7, nel mondo di Little Witch Academia, è una costante: sette sono le streghe che potremo controllare, sette i dungeon principali, 49 (7x7) quelli secondari, 77 le sub-quests e sette le pagine che contengono le magie da apprendere e potenziare. Questo significa che ci metteremo circa sette ore per completare l'avventura? Non proprio: la longevità, qualora decidessimo di dedicarci alle attività opzionali, potrebbe aumentare significativamente, superando senza troppi intoppi la decina di ore.

    Il più delle volte, ci ritroveremo a fronteggiare i boss finali in solitaria, dal momento che le alleate saranno messe KO nella maggior parte dei casi, incapaci di adeguarsi allo stile di combattimento dei nemici e venendo così costantemente sopraffatte. Su questo fronte, il mutiplayer cooperativo (in rete ed in locale) potrebbe sopperire alle suddette problematiche: ai piedi della Torre di Luna Nova ci attenderanno due modalità PVE e PVP, ossia Labirinto Sotterraneo e Specchio Spettrale. Nella prima ci aspetta un dungeon composto da 999 livelli da visitare da soli o insieme ad altri utenti, mentre nella seconda avremo la facoltà di affrontare il sotterraneo con altri giocatori online, al fine di completare vari obiettivi. Purtroppo, l'assenza quasi totale di popolazione sui server non ci ha permesso di testare con mano il comparto multigiocatore: si tratta comunque, almeno sulla carta, di un'introduzione intrigante, capace di aumentare ancor di più la varietà dell'avventura, già di per sé nobilitata da una buona diversificazione in termini di ambientazioni e struttura dei livelli, sulla cui resa visiva influisce positivamente anche - e soprattutto - la spigliata direzione artistica.

    Shiny graphics

    Nel recuperare il tratto grafico dello studio Trigger, i ragazzi di A+ Games hanno svolto un lavoro di assoluto rispetto: le animazioni delle protagoniste sono adorabili, caricaturali e ottimamente realizzate, specialmente nella rappresentazione bidimensionale durante le battaglie nei sotterranei, dove acquisiscono un saporito gusto rétro. E se l'immaginario, i colori e le atmosfere di Luna Nova sono state ricreate quasi alla perfezione, portandoci addirittura a scoprire dettagli del background narrativo mai pennellati nell'anime, sfortunatamente - dal punto di vista tecnico - Chamber of Time arranca in più occasioni.

    Anzitutto i fondali, in particolare nel corso dei vagabondaggi tra le mura dell'Accademia, non mantengono lo stesso livello qualitativo dei personaggi, con texture slavate e saltuari rallentamenti. Quando passiamo da una stanza all'altra, poi, lo schermo tende ad oscurarsi, attuando una breve transizione prima di restituirci il pieno controllo dell'azione: siccome camminare avanti ed indietro tra i corridoi della scuola farà parte della nostra routine quotidiana, una tale frammentarietà rischia di causare qualche sbadiglio di troppo: proprio come quello in cui si prodigherà la nostra Akko quando non toccheremo il pad per un po' di tempo.

    Little Witch Academia: Chamber of Time Little Witch Academia: Chamber of TimeVersione Analizzata Playstation 4Sulla scia di un anime di discreto successo, Bandai Namco porta su PS4 e PC un tie-in degno della produzione di partenza. Little Witch Academia: Chamber of Time sembra quasi un OVA in formato interattivo, che racconta una storia ambientata durante gli avvenimenti della serie animata: tutti i fan del lavoro dello studio Trigger potranno apprezzarlo principalmente per il suo elegante fan service, chiudendo un occhio sulle evidenti ed ingenue mancanze di tipo ludico. Chamber of Time è infatti un dungeon crawler di stampo ruolistico con buone frecce al suo arco, scorrevole e leggero, ma molto rigido nella struttura e decisamente elementare nella costruzione del gameplay. Un’opera, insomma, che vive di alti e bassi e che, per ambire a risultati un po’ più elevati, avrebbe solo dovuto credere - un po’ come Akko - maggiormente in se stessa.

    6.5

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