Loop Hero Recensione: un'altra folle perla da Devolver Digital

Un roguelite targato Devolver Digital in grado di distinguersi nettamente dalla massa di congeneri. Si può salvare il mondo con il pilota automatico?

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  • Il genere dei roguelite/roguelike deve molto al mondo indipendente, capace di sfornare continuamente produzioni in grado di ammaliare la grande massa di giocatori. Mentre siamo ancora in attesa di Rogue Legacy 2, la mente viaggia con rapidità ad altre avventure in cui "la morte" è un elemento fondante dell'esperienza: Sundered, Hades, Dead Cells e tanti, tantissimi altri (qui potete leggere il nostro speciale Roguelike: dalle origini ad Hades).

    Riuscire a trovare un'altra interpretazione del genere, quindi, non era di certo una missione facile, ma come un faro pronto a fendere le tenebre dell'oblio, Devolver Digital ha portato su PC il lavoro di Four Quarters: Loop Hero. A caratterizzare l'impianto ludico, sebbene non sia l'unico elemento degno di nota, c'è la semplice idea di "togliere" al giocatore la possibilità di interagire direttamente nei combattimenti. Esattamente, l'eroe di Loop Hero viaggia con il pilota automatico inserito, ma ciò non vuol dire che si è risparmiati dal prendere decisioni complesse. Ma adesso bando alle ciance, il mondo attende un cavaliere pronto a salvarlo.

    "E mai più rivedemmo la luce"

    In un infausto giorno le stelle caddero, una dopo l'altra, e l'oscurità del cielo iniziò a rivoltarsi sul mondo come un catrame bituminoso pronto a inghiottire perfino la memoria stessa di ciò che era. Dalle tenebre che avevano spezzato l'ordine naturale delle cose si ergeva una figura scheletrica mostruosa e imponente, che portò via con sé i pezzi della realtà fino ad allora conosciuta.

    Una fiamma di speranza, per quanto flebile e incerta, è ancora viva nella volontà eroica di chi si rifiuta di accettare un tale destino. Un eroe appunto, pronto a combattere contro l'ignoto per rimettere al proprio posto l'esistenza stessa della Terra. Da questo breve incipit, Loop Hero pone le basi narrative da cui inizia un percorso di scoperta e sperimentazione continua, benedetto da un'idea di design tanto semplice quanto geniale: il loop. L'eroe principale, infatti, si muove automaticamente lungo un percorso circolare, affrontando autonomamente le creature che incontra lungo il suo cammino. Completato un giro i mostri si fanno più forti e coriacei, mentre un "ciclo giorno/notte" pone a ogni alba nuovi pericoli sulla via. Il giocatore è un semplice "spettatore" di una rappresentazione a 8 bit della più classica delle avventure fantasy, ma è proprio in questo momento che l'idea di Four Quarters avvinghia ineluttabilmente a sé l'utente.

    A ogni creatura sconfitta si ricevono delle carte di vario tipo, da piazzare mettendo in pausa l'azione: dalle ambientazioni (che danno vari boost alle statistiche), come montagne e prati, alle creature che l'eroe dovrà affrontare. Un covo di ragni vi sembra il modo perfetto per accumulare equipaggiamento? Oppure preferite un sempreverde cimitero con scheletri assassini pronti a far festa?

    Qualunque sia la scelta, il nuovo rischio porta a ottenere ulteriori carte ed equipaggiamenti per definire una vera e propria build per il protagonista. Lo scopo ultimo è quello di riempire una barra per far apparire il boss del capitolo, ma affinché ciò avvenga le minacce da mettere sul piatto dovranno essere molte, e non è detto che l'avventuriero arrivi allo scontro finale tutto d'un pezzo.

    L'impasto ludico di Loop Hero è tanto semplice nell'approccio quanto complesso da esplorare in ogni suo singolo elemento: l'idea di non aver il controllo diretto sull'azione viene immediatamente sostituito dalla pura e semplice pianificazione strategica, dato che i parametri da tenere in considerazione sono diversi.

    Nulla che un utente esperto di GDR non abbia mai visto, eppure gli sviluppatori sono riusciti a dare al tutto un tocco differente, fieramente brillante e per questo stimolante: che si punti a creare un soldato in grado di resistere a scontri prolungati, o un guerriero specializzato nel gestire gruppi interi di nemici, non c'è una soluzione univoca per completare con successo un capitolo dell'avventura. È proprio la costante sperimentazione, coadiuvata da un quantitativo esorbitante di segreti, a fare di Loop Hero un titolo da esplorare minuziosamente carta dopo carta.

    Asso pigliatutto

    Fino a questo momento, infatti, abbiamo elencato i diversi tarocchi che si possono rinvenire, ossia ambientazioni, creature, edifici e covi di mostri. Quello che il gioco non rende palese è che tali carte possono essere combinate dando vita a risultati del tutto nuovi: per esempio, una magione gotica porta un vampiro a irrompere nella lotta se l'eroe dovesse affrontare una creatura davanti l'edificio; tuttavia cosa succederebbe mettendo la dimora del succhiasangue davanti a un villaggio di anime innocenti e inermi? Lasciamo a voi il piacere della scoperta.

    Scovare una combinazione di carte è un incentivo stimolante per mettere "sulla plancia di gioco" tarocchi inediti. Situazioni ludiche ottimamente accompagnate da una lore che si fa sempre più complessa man mano che si raccolgono ulteriori dialoghi: l'avventura è infatti suddivisa in diversi capitoli di difficoltà crescente, in cui è possibile comunque tornare in un livello già affrontato (ognuno generato proceduralmente) per testare ulteriori combinazioni.

    Una spada, un pugnale e un libroIn Loop Hero sono presenti tre classi, ossia il guerriero, il ladro e il negromante. Sebbene la ricetta ludica rimanga la medesima, la varietà di build "esclusive" per ogni specializzazione modifica la pianificazione e, pertanto, la percezione stessa dell'avventura. È doveroso menzionare come Four Quarters abbia giustificato il tutto con la narrazione: a seguito dell'oblio, anche le memorie sono andate perse, e a ogni nuovo elemento il protagonista avverte di aver ricordato qualcosa che aveva sempre saputo. Sbloccare una classe non aggiunge un nuovo personaggio, ma fa riemergere nel protagonista il ricordo di essere stato "altro". Un tocco di classe che abbiamo particolarmente apprezzato.

    Modificare un elemento potrebbe portare a risultati inaspettati, e proprio su questo aspetto emerge il pregio più importante di Loop Hero. Prima di lanciarsi all'avventura e tentare di far luce sui misteri del gioco, un passaggio obbligatorio prevede una sosta in un hub (dapprima un semplice focolaio, poi un villaggio sempre più strutturato).Come i roguelite insegnano, è qui che si possono spendere le risorse accumulate tra una sortita e l'altra in nuovi edifici, magari ritirandosi prima della dipartita per mantenere intatto il bottino: dal costruire una fucina per migliorare l'equipaggiamento di base allo sbloccare delle nuove classi, passando per torri di guardia e piccole attività per produrre ulteriori materiali. Oltre al villaggio principale, è presente anche un sistema di crafting per creare oggetti che donano bonus passivi alle statistiche. Di contro, Loop Hero chiede spesso e volentieri di non puntare direttamente al boss di turno, ma di dedicarsi con una certa perizia al farming di materiali. Impossibile pensare di proseguire senza aver sbloccato determinati edifici, anche se la causalità dell'esperienza potrebbe premiare i più temerari.

    Dato che il combattimento si svolge autonomamente, il giocatore può solo predisporre il terreno più fertile per la vittoria, e come detto non sono presenti azioni dirette per influenzare le sorti dello scontro (è possibile solo cambiare l'equipaggiamento). Chi attaccherà per primo, e quale possa essere il bersaglio nel caso di lotte tra più partecipanti, è deciso unicamente dalle probabilità (con rare eccezioni).

    Se questo da un lato rappresenta il marchio di fabbrica di Loop Hero, dall'altro il "fattore fortuna" influenza ogni singolo elemento dell'esperienza: loot raccolto, carte ottenute e apparizioni di creature. Ciò significa che, alle volte, partite intere possono andare in malora per un imprevisto, come l'apparizione di un campo di Goblin in un punto particolarmente trafficato del percorso, e classi come il negromante ne subiscono maggiormente gli effetti (basta che un mostro punti al protagonista e non alle sue evocazioni).

    Di mazzi e missioniPrima di partire verso una nuova spedizione verso l'ignoto, è possibile definire il mazzo di carte da cui si attingerà nel corso della partita. Grazie al fattore combo di cui abbiamo già parlato, ogni tarocco inedito riesce spesso a dar vita a innumerevoli situazioni da sfruttare a proprio vantaggio, e tale selezione è un altro momento che richiede massima pianificazione da parte del giocatore. Degna di menzione è la carta "il villaggio" che, come da tradizione nei GDR, assegna casualmente quest all'eroe, introducendo anche una barra dell'esperienza e abilità da sbloccare a ogni passaggio di livello.

    Sbavature che rendono Loop Hero un titolo provante per la pazienza e per il tempo stesso necessario a raggiungere i titoli di coda; la longevità, idealmente, si piazza tra le 30 e le 40 ore di gioco, ma ribadiamo come questa sia difficilmente quantificabile (specialmente per chi vorrà scoprire tutti i segreti). In tal senso, il lavoro di Four Quarters ci ha ricordato un'altra perla indipendente ancora oggi decisamente luminosa, ossia The Binding of Isaac (se volete saperne di più, vi rimandiamo alla recensione di The Binding of Isaac). L'offerta ludica di Loop Hero è talmente densa e particolare da rendere secondario il "comparto grafico", interamente realizzato in 8 bit, alternato tra rappresentazioni basilari dei personaggi e piacevoli sprite che emergono nelle scene di dialogo. Anche la colonna sonora accompagna i loop con una buona chiptune e, sebbene le tracce siano piacevoli, dopo aver macinato decine di ore si avverte una leggera mancanza di varietà.

    Loop Hero Loop HeroVersione Analizzata PCLoop Hero è uno dei roguelite più interessanti su cui abbiamo posato gli occhi di recente. L'idea di "togliere" al giocatore la partecipazione dai combattimenti trova sfogo in un vero e proprio "metagioco" in cui definire i canoni dell'avventura da affrontare. Grazie a una ricchezza ludica fuori scala, le scoperte saranno in grado di stimolare il viaggio verso i titoli di coda, e anche di guardarsi intorno alla ricerca di nuovi segreti. Gli unici nei del lavoro di Four Quarters si riscontrano sia nel fatto che il gioco costringe a sessioni specifiche di farming sia nella casualità estrema di tanti elementi ludici. Nulla che pregiudichi un'esperienza ricca, dirompente e meritevole di essere scoperta. Devolver Digital ha fatto di nuovo centro.

    8.2

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