Loot River Recensione: Dark Souls incontra Tetris, una perla su Game Pass

Come si può miscelare sapientemente Tetris con un gioco che prende a piene mani dai Souls? Loot River è un esempio perfetto di ibrido ben riuscito.

Loot River Recensione: Dark Souls incontra Tetris, una perla su Game Pass
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • Xbox Series X
  • Avventura. Mistero. Voglia di proseguire: tre aspetti che contraddistinguono molte produzioni videoludiche sia presenti che passate, e che in fondo rappresentano una costante del nostro medium preferito. Il desiderio di esplorare, scoprire i segreti del mondo di gioco e avanzare a tentoni durante la partita, incarna del resto un mix vincente che crea dipendenza. Non per nulla i videogiochi di tipo roguelike stanno avendo così tanto successo recentemente. Tutte queste caratteristiche sono racchiuse in Loot River, un nuovo dungeon crawler che combina scontri in tempo reale con lo spostamento di blocchi, una meccanica che, per intenderci, si avvicina a quella propria dell'universo di Tetris.

    Tetris e morte

    Nonostante sia l'ennesimo esponente di un genere ampiamente esplorato, Loot River possiede una precisa identità. La sua peculiarità, promossa molto nelle campagne di marketing pre-lancio, è la presenza di una meccanica in stile Tetris che, contro ogni aspettativa, ha dimostrato di funzionare alla grande. L'opera con visuale isometrica ci chiama a vestire i panni di un guerriero sconosciuto e dotato del potere della Reliquia, un artefatto che permette di spostare i "tetramini" di questo misterioso mondo.

    A causa di circostanze non molto chiare, nascoste tra i meandri dell'interessante lore, i luoghi in cui si svolge l'avventura sono stati completamente allagati ma in compenso riempiti di piattaforme galleggianti che è possibile spostare a piacimento per avanzare, a patto che qualcosa non ne impedisca la corsa. Al centro del sistema di controllo ci sono i due analogici, col sinistro che serve a muovere il personaggio e il destro preposto al controllo dei tetramini.

    In virtù di questa peculiare caratteristica, è il gioco stesso a consigliare l'utilizzo del pad. Rimbalzando da un pezzo all'altro, il guerriero dovrà anche giocare d'astuzia, in un'esperienza capace di amalgamare in modo piuttosto intrigante azione e rompicapo.

    Questa meccanica dello spostamento di tetramini ci è parsa davvero ben riuscita e si sposa perfettamente sia con l'economia ludica sia con l'affascinante teatro delle gesta del guerriero: un mondo dark fantasy che strizza l'occhio agli scenari da incubo tipici dell'immaginario di Lovecraft.

    Un roguelike duro e puro

    Come ogni roguelike che si rispetti, anche in Loot River troviamo elementi tipici del genere quali il permadeath, una curva d'apprendimento assai ripida e anche ambientazioni di stampo procedurale. Dopo ogni dipartita chiaramente bisognerà ricominciare da zero e se si decidesse di non spendere le risorse accumulate nella run appena conclusasi, queste andrebbero perdute. I viaggi ad ogni modo avranno inizio a Santuario, l'hub principale del gioco, che oltre a dare l'accesso ai livelli permetterà di comprare armi e di potenziare il personaggio. Qui si farà la conoscenza di Iphis, una donna che non solo conferirà l'immortalità al protagonista ma anche un arudo compito: trovare un modo per spezzare un'antica maledizione. Da Santuario ci si potrà spostare alla prima mappa di gioco, un villaggio sommerso dove si potranno imparare i rudimenti del combattimento, complice la presenza di nemici differenti e dotati di abilità prestabilite.

    A tal proposito, il titolo di Straka.studio ci metterà a disposizione numerose mosse per dilaniare le carni degli opponenti, dall'attacco base, a quello caricato, fino alla schivata e al sistema di parry. Abbattendo gli avversari sarà possibile guadagnare esperienza e salire di livello, per poi spendere i punti raccolti per aumentare le cinque statistiche di base.

    Durante la nostra avventura nei dungeon incontreremo gli immancabili forzieri che ci daranno ricompense come armi, denari, anelli o modificatori (quest'ultimi li approfondiremo più avanti). Gli appena citati anelli offrono numerosi bonus al giocatore, dalla possibilità di rilasciare saette dopo una serie di colpi, fino alla resurrezione dopo una morte e all'aumento più o meno considerevole delle statistiche.

    I nostri strumenti di morte, inoltre, potranno fregiarsi di abilità per tutti i gusti, che ci torneranno utili durante il nostro percorso verso l'ignoto, dalla creazione di fulmini, all'evocazione di uno scudo capace di parare tutti i colpi, fino all'invisibilità. Occasionalmente durante l'esplorazione troveremo diversi NPC che - previa interazione - faranno ritorno a Santuario per poi offrirci i loro servigi, tra nuove armi, magie e vestiti. Per ottenere i beni che abbiamo appena citato bisognerà munirsi di monete d'oro e "conoscenza", una valuta quest'ultima senza la quale sarà impossibile acquistare gli oggetti permanenti.

    I dungeon superati tempreranno certamente lo spirito del giocatore, che potrà recuperare energia con delle pozioni da utilizzare al momento più opportuno.Quattro misere fiaschette d'altra parte non faranno miracoli ed è qui che entrerà in gioco un sistema cardine di Loot River: l'investimento delle pozioni. Ci sarà un personaggio - chiamato Soap - che all'entrata di ogni livello ci chiederà di investire i nostri intrugli curativi e, in base a quanti ne affideremo all'NPC, al nostro ritorno a Santuario ne riceveremo il doppio.

    Capirete bene quindi che decidere il dafarsi sarà un vero dilemma: affidare a Soap le pozioni e avere un vantaggio sul lungo termine o mantenerle per avere un supporto al momento del bisogno? Parliamo in sostanza di una scommessa che richiederà un pizzico di strategia e soprattutto la capacità di stimare l'effettiva minaccia rappresentata da specifici nemici. In realtà, a dirla tutta, sarà possibile guarire dalle ferite usando degli anelli speciali ma sulle prime battute l'utlizzo delle pozioni è certamente la soluzione consigliata.

    Nel mezzo di un dungeon oscuro

    Come si presta il gameplay in stile soulslike alle meccaniche legate a Tetris? Incredibilmente bene, a dirla tutta, perchè la possibilità di gestire il terreno rende gli scontri molto più adrenalinici, dinamici e soprattutto strategici. Al comando di una piattaforma

    ad esempio potremo scegliere di isolare il nemico più forte o di punzecchiare gli sgherri minori fino alla morte. Abbiamo apprezzato molto tutte le varie possibilità di approccio per decimare i nostri avversari, sia utilizzando la forza bruta che l'intelligenza. Da citare inoltre sono i modificatori, oggetti che troveremo durante l'esplorazione dei dungeon che ci permetteranno di mutare il mondo di gioco a seconda del nostro volere. Per fare alcuni esempi, potremo decidere di ridurre l'ampiezza di una determinata mappa, aumentare o aggiungere nemici, modificare la difficoltà per ricevere ricompense più succulente, evocare dei "mid-boss" e molto altro.

    L'impasto ludico insomma è pregevole ma non è esente da problematiche in materia di hitbox, perché i nemici a volte non riescono a colpire il protagonista per motivi sconosciuti. Da segnalare è anche la loro tendenza a cancellare repentinamente delle mosse in favore di altre, che purtroppo caratterizza gli stessi boss del gioco.

    Occhi e orecchie soddisfatte

    Sul fronte visivo, le ambientazioni tetre e cupe che fanno da sfondo all'avventura sono realizzate in modo splendido, con una pixel art curata in ogni minimo dettaglio. L'acqua ad esempio è rappresentata in maniera magnifica in ogni sua onda e increspatura e anche gli scenari dark fantasy e i nemici ispirati alle mostruosità lovercraftiane sono riusciti a bucare lo schermo.

    Ad accompagnare il giocatore ci sarà anche una splendida colonna sonora, che riuscirà a sottolineare perfettamente ogni momento dell'esperienza, dalle sonorità elettroniche degli scontri coi boss, alle melodie celtiche dedicate all'esplorazione di Santuario. Insomma, la creatura di Straka Studio ci ha sorpreso, presentando un prodotto finale ottimamente confezionato e con meccaniche profonde, che gli hanno effettivamente permesso di distinguersi dalla massa.

    Loot River Loot RiverVersione Analizzata Xbox Series XLoot River è un'opera completa, difficile e ben confezionata. Una meccanica unica quella delle piattaforme in stile Tetris, che ben si presta al mondo di gioco creato dai ragazzi di Straka Studio. Peccato per il neo rappresentato da quel problema alle hitbox e alle animazioni di certi personaggi. Nel complesso, tuttavia, il gioco è più che valido, divertente, impegnativo e che vi terrà incollati allo schermo a lungo.

    8

    Quanto attendi: Loot River

    Hype
    Hype totali: 15
    77%
    nd