Lords Of Hellas Recensione del gioco da tavolo: gli dei che scesero dalle stelle

La recensione di Lords of Hellas, gioco da tavolo ad ambientazione fantasy che non mancherà di conquistare gli appassionati del genere...

recensione Lords Of Hellas Recensione del gioco da tavolo: gli dei che scesero dalle stelle
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E se tutta la mitologia greca classica narrasse in realtà di un intervento alieno sulla Terra? Se gli eroi leggendari che conosciamo non fossero altro che guerrieri potenziati da tecnologie al di la delle nostre conoscenze? Se le stesse divinità non fossero altro che capricciose ed ultra tecnologiche entità extraterrestri giunte sul pianeta richiamate dal sangue e dalla furia della guerra? Tutto questo è Lords of Hellas.

Un Kickstarter di gran successo

Lords Of Hellas è il nuovo boardgame di Awaken Realm, giunto alla distribuzione dalle nostre parti attraverso Asmodee Italia dopo una massiccia e fruttuosa campagna Kickstarter da oltre 1.700.000 £, con una comunicazione davvero imponente che ha fatto venire l'acquolina in bocca a tantissimi giocatori sparsi per il globo.In BreveDurata: 90'
Numero di giocatori: da 1 a 4
Numero ideale di giocatori: 4
Tipologia: competitivo
Complessità: medio - alta
Publisher: Asmodee Italia
Lingua: Italiano
Età: 14+
Prezzo suggerito: 99€

D'altronde la formula sembrava vincente fin dall'inizio: nell'epoca dell'antica Grecia scossa dai tumulti di una guerra, i creatori hanno immaginato l'intervento di una razza aliena ipertecnologica, responsabile della maggior parte dei miti e leggende che oggi conosciamo, grazie alla messa a disposizione di strabilianti armi e dispositivi ma anche tramite la creazione di terribili mostri tecno-organici.
La campagna promozionale quindi ha fin da subito fatto leva su alcune fantastiche miniature che coniugavano proprio tutti questi aspetti. Minotauri con protesi cibernetiche, guerrieri in armatura potenziata, mostri bio meccanici presi direttamente dai miti con armi da guerra manco fossero usciti da Horizon: Zero Dawn e gli imponenti monumenti raffiguranti le divinità Zeus, Athena ed Hermes (ribattezzato Oscar Pistorius, ma su questo ci arriveremo dopo).
Mito classico e fantascienza: come poteva insomma non essere un successo? La qualità delle sculture e del design è sembrata incredibilmente alta ed accattivante, e non c'è dunque da stupirsi che il progetto di crowdfunding abbia segnato in poco tempo il raggiungimento dei vari obiettivi della campagna.

Il gioco, nel dettaglio

Lords Of Hellas è un boardgame strategico di controllo territoriale, caratterizzato non solo dalla presenza di tante miniature, ma anche da diversi approcci di gioco, con una meccanica piuttosto varia ed interessante. La logica è completamente competitiva e fino a quattro giocatori saranno chiamati a vestire i panni di un eroe classico (Perseo, Achille, Eracle ed Elena) a capo di un esercito di opliti e sacerdoti, pronto a compiacere gli dei tramite essenzialmente quattro diverse - ma assolutamente intersecabili - strade:

1) il controllo militare di due differenti territori (tutte le regioni dello stesso colore formano un territorio), con le proprie truppe di soldati
2) il controllo militare-religioso di cinque regioni contenenti dei templi (i quali possono essere costruiti solo in alcune zone dove si trova un santuario)
3) la costruzione e il controllo di uno dei tre grandi monumenti dedicati alle divinità spaziali
4) la sconfitta di almeno tre mostri leggendari da parte del proprio eroe durante la caccia

Queste condizioni di vittoria prevedono effettivamente approcci spesso molto differenti tra di loro, generando una buonissima profondità e variabilità delle partite - attributo importantissimo per non trasformare Lords Of Hellas in un ripetitivo gioco di spostamento truppe.

Il set up iniziale è abbastanza laborioso ma il bellissimo tabellone contiene già molte aree dedicate per disporre le carte (imprese eroiche, attacchi dei mostri leggendari, eventi, benedizioni ecc.).
Ogni giocatore inizierà con i propri bonus caratteristici di ogni eroe e due opliti, in una regione a sua scelta. Da quella regione inizierà il suo cammino verso la conquista e non mancheranno certo gli scontri con gli altri eserciti visto che in Lords of Hellas l'attributo dell'aggressività, oltre a sposarsi perfettamente con l'ambientazione, è fondamentale ai fini della vittoria.
Questo significa che non c'è spazio quindi per timidi architetti intenti a costruire esclusivamente i tre giganteschi monumenti: l'antica Grecia è in guerra e il sangue è la più preziosa delle offerte, dunque le quattro condizioni di vittoria dovranno per forza realizzarsi tramite una strategia mista, ben variata e studiata.
Nel proprio turno ogni giocatore potrà compiere le proprie azioni normali, ovvero muovere i propri opliti in base al valore di autorità (un valore 1 equivale ad un solo oplita e così via), muovere il proprio eroe in base all'attributo di velocità posseduto, cimentarsi in una delle imprese eroiche disponibili se ci si trova sulla regione relativa e se le condizioni iniziali sono soddisfatte, pregare mediante la spedizione di uno dei propri sacerdoti verso i tre monumenti.
L'azione preparazione permette di fare due azioni, tra cui curare gli eroi, rinforzare le truppe e pescare carte scontro. Toccherà poi ad una delle sette azioni speciali disponibili: passaggi utilizzabili a consumo (tranne uno), che determineranno fortemente la strategia della nostra partita.
Potremo allora reclutare nuovi opliti, far marciare tutte le unità di opliti verso una regione adiacente, costruire dei templi nelle regioni in cui è consentito, effettuare una preparazione (per curare ad esempio un eroe ferito, o magari per pescare le carte scontro che rappresentano le nostre capacità belliche sia contro gli altri giocatori che contro i mostri), usurpare una regione controllata da altri, cacciare un mostro leggendario schierato sul tabellone (alla ricerca non solo di gloria ma anche di potenti artefatti da utilizzare in battaglia) o infine erigere una porzione di monumento.

Attenzione però, perché quest'ultima opzione permetterà sì di ottenere importanti favori, scatenando tuttavia al contempo eventi imprevedibili e soprattutto attivando mostri leggendari, che potranno iniziare a scorrazzare per la plancia seminando il panico fra le truppe.
Mentre gli eroi possono muoversi liberamente sul tabellone, ignorando la presenza delle truppe altrui, gli opliti, se intenderanno muovere in un territorio militarmente occupato o con la presenza di altre truppe, dovranno immediatamente ingaggiare uno scontro, perché nonostante quello che vi hanno insegnato al liceo sulla filosofia classica, a quei tempi gli schiaffoni erano evidentemente più efficaci del dialogo.
I turni quindi si svolgeranno in ordine, senza limiti, fino al raggiungimento di una delle condizioni di vittoria; di certo non mancheranno i colpi di scena, i cambi di fronte, i successi e le imbarazzanti cadute (specie durante la caccia ai mostri).
Non si usano dadi per i combattimenti: gli esiti degli scontri verranno determinati in base al numero di opliti interessati dal conflitto, all'eventuale supporto che il nostro eroe può fornire in battaglia e alle carte scontro ottenute con la preparazione, combattendo i mostri leggendari, con le benedizioni e con le missioni eroiche a disposizione.
Una fase interessantissima, nonché forse la più divertente, è proprio quella della caccia. Quando un giocatore decide di iniziare questa fase, oltre a trovarsi nella stessa regione del mostro che intende impagliare e appendere sopra il caminetto di casa, dovrà essere in grado di infliggere almeno una ferita allo stesso mediante la corrispondenza tra il simbolo arma riportato su una delle carte scontro del giocatore e il simbolo arma riportato su uno degli slot ferita del mostro.

A meno di una uccisione istantanea (cosa difficilissima se non a livelli avanzati di partita), il nostro amichevole mostro risponderà ai nostri attacchi iniziando uno scontro (evidentemente anche lui non deve essere stato particolarmente attento durante le lezioni di filosofia al classico). Toccherà agli eroi difendersi con l'ausilio delle carte scontro, sperando poi di avere abbastanza carte per continuare la battaglia. Questo può generare scene piuttosto esilaranti in verità, con eroi che partono baldanzosi e si ritrovano nel giro di un paio di scambi ad abbandonare la caccia dopo discrete nuvole di schiaffi, con sommo ludibrio da parte degli altri giocatori.

La componentistica

L'attrattiva principale di Lords Of Hellas, anche così com'era stato durante il crowdfunding, è rappresentata dalle miniature. Sono ben novanta, tra cui i quattro eroi, i tre monumenti componibili (Zeus, Athena Hermes), i sette mostri (Minotauro, Chimera, Medusa, Sfinge, Idra, Cerbero e Ciclope), i sessanta opliti e i sedici sacerdoti, suddivisi nei quattro eserciti disponibili.
Il design è accattivante: la commistione tra sci-fi spinto e mitologia ha permesso ai modellisti polacchi di spaziare tantissimo con la creatività e bisogna ammettere che tanti di noi quando hanno visto le prime immagini in rete hanno esultato di gioia.

Ma la verità si scopre solo quando si apre la scatola: già, perché quei capolavori di plasticità e modellazione che abbiamo visto nei numerosi rendering in rete di fatto non corrispondono del tutto alle miniature che posizioneremo sul tabellone.
Opliti e sacerdoti risultano molto piccoli (ventidue millimetri, si sapeva), ma oltre ad una colorazione non felicissima (il giallo fa molto gioco anni ‘80/'90), il dettaglio è decisamente approssimativo. Inoltre le miniature fuori dalla scatola sono completamente storte, ricurve. Essendo in materiale piuttosto morbido si possono sempre sistemare e raddrizzare con un phon e un po' di pazienza, ma non è quello che mi sarei aspettato da un prodotto di così alto livello e così pubblicizzato.
Il discorso cambia per gli eroi e per i mostri fortunatamente, dove però si notano i segni degli stampi e delle saldature tra i diversi pezzi di plastica. Alcuni esempi? Perseo ed Elena hanno letteralmente perso molti dei tratti somatici che mi avevano entusiasmato sui rendering, la Chimera ha dei residui di plastica stampata sotto la criniera (giunture e segni dello stampo), mentre la Sfinge, che rimane la migliore tra i mostri assieme alla Medusa quanto a posa e realismo, perde alcuni bellissimi dettagli.
E poi i tre monumenti, responsabili di tanta attrattiva: essendo delle statue componibili in più sezioni l'attenzione è rivolta tutta agli incastri che, a malincuore, devo dirvi che risultano un po' imprecisi e lasciano brutte fessure di qualche millimetro tra i bordi. Per chi dipinge miniature una discreta seccatura.
Riscontrare poi che un braccio di Hermes (che ha bellissime protesi sulle gambe, da qui la trovata dei miei cattivissimi compagni di partita Moema, Giacomo e Milvio di ribattezzarlo Oscar Pistorius) risulti sproporzionato rispetto a tutto il resto del corpo, o che il torso di Athena di fatto sia inclinato in maniera innaturale rispetto il bacino, non fa gridare al miracolo come avremmo desiderato.
Perché tutti questi difetti nei rendering non si vedevano e per un gioco che punta molto del suo fascino proprio sulle miniature è piuttosto frustrante.
Facciamo un piccolo ed utile confronto. Quando ho aperto la scatola di Rising Sun di Eric Lang prodotto dalla CMON (che si pone come diretto concorrente di LOH) ho esclamato semplicemente "WOW!". Il dragone e le altre grandi miniature, i samurai, ogni componente è veramente di alto livello. Quando ho aperto la scatola di Lord Of Hellas, carico di aspettative, e ho notato i difetti che vi ho elencato ho esclamato "COSA?!" (in realtà l'espressione era un tantino più colorita ma per rispetto dei nostri lettori ne riportiamo una versione edulcorata).

E' un peccato perché il grande tabellone, le carte illustrate e i token a disposizione sono decisamente belli e di ottimo livello qualitativo.
Non è una bocciatura assoluta, intendiamoci, ma con le aspettative generali che si erano create, questo titolo avrebbe dovuto puntare all'eccellenza anche e specificatamente in questo campo; per un'utenza esigente (visti anche i prezzi in gioco) resta una certa sensazione di incompiuto, di "si poteva far meglio". D'altronde quanti finanziatori in meno avrebbero avuto con un marketing più vicino alla realtà?

Valutazione generale

Per fortuna la personale parziale delusione per il livello qualitativo delle miniature è stata presto sostituita dal sano divertimento provato nel giocare Lords Of Hellas.
Il gioco funziona e anche molto bene. È un competitivo ragionato e ottimamente bilanciato, lungo quanto serve, dato che con un gruppo affiatato difficilmente impiegherete più di un'ora e mezza per raggiungere la vittoria, e con molta variabilità.
La meccanica di gioco è fluida e anche piuttosto semplice, basta circa mezz'ora per per capire le regole di base; i turni dei giocatori si susseguono ordinatamente ed è molto bello vedere il proprio piano realizzarsi col procedere degli stessi, salvo magari essere costretti a cambi di strategia all'ultimo per l'esito di una caccia andata a male o per un'improvvisa espansione di un avversario.

La caccia è divertente, mi sarei aspettato qualcosa di più dalle imprese eroiche, le quali, nonostante siano strategicamente molto importanti, si riducono al rispetto di una condizione iniziale di partenza e al rapido proseguimento sul percorso indicato turno dopo turno, nella speranza che qualche altro eroe non la completi prima di noi.
In definitiva Lords of Hellas è un validissimo titolo, originale anche se non rivoluzionario, con alcune dinamiche che accontenteranno chi vuole uscire un po' dal metodo Eric Lang iniziato con Blood Rage e migliorato in Rising Sun.
Potenzialmente è un gioco da oltre 8 in pagella, ma che, a causa di una componentistica un po' al di sotto delle aspettative e di una pubblicità sicuramente un po' esagerata rispetto al reale contenuto, necessariamente perde qualche punto tra gli amanti del genere.

Giochi da Tavolo e Board Game Giochi da Tavolo e Board GameVersione Analizzata MultiLords of Hellas vanta un'ambientazione molto affascinante e un'espandibilità davvero golosa, non a caso le varie espansioni che saranno rese disponibili (alcune solo per Kickstarter) e che vedono la discesa in campo di eroi come Ulisse e divinità come Poseidone sono già state ben pubblicizzate. Cacciare un Ciclope gigantesco o il Cerbero con armi ad energia e super armature, mentre i nostri eserciti tentano la conquista del Peloponneso, devo ammettere che è un'esperienza piuttosto appagante. Il gioco diverte e intrattiene, e la possibilità di cercare la propria strategia vincente attraverso il completamento di obiettivi sempre diversi è un ulteriore elemento di interesse e di originalità. A livello di meccanica non è un gioco migliore o peggiore rispetto Rising Sun, è semplicemente diverso ed è un bene che esistano delle alternative valide al grande potere che ormai detiene Cool Mini Or Not nel genere. Dove purtroppo perde qualche punto rispetto al concorrente è nella parte puramente materiale, con una componentistica che se fosse stata più aderente alla campagna di marketing avrebbe potuto settare nuovi standard di comparazione generale. Quale dei due preferire? Difficile rispondere. Rising Sun prevede delle parti dialettiche come potrebbero non essere gradite a tutti, oltre ad eventuali difettucci dovuti al numero di giocatori; ed è proprio in questo contesto che può intervenire Lords Of Hellas, che invece prevede un approccio più ragionato e individualista. Il gioco funziona benissimo dai tre ai quattro giocatori e rimane fluido ed imprevedibile quasi fino all'ultimo momento.

7.4