Lost Judgment: Recensione del DLC I Dossier di Kaito

Un DLC che amplia finalmente il background di Masaharu Kaito ma che si scontra con un gameplay non perfettamente in linea col personaggio.

Lost Judgment: Recensione del DLC I Dossier di Kaito
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  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Dopo che il franchise di Yakuza è stato rivoluzionato dall'introduzione di Like a Dragon (per approfondire, ecco la nostra recensione di Yakuza Like A Dragon) e dalle sue meccaniche da JRPG con combattimenti a turni, Judgment ha raccolto l'eredità della serie originale. SEGA ha dichiarato che il futuro della saga principale sarebbe stato legato alla nuova ossatura di stampo ruolistico, mentre Judgment avrebbe dovuto mantenere l'anima da brawler open map dei sette capitoli che avevano Kiryu come protagonista, per ibridarla con le meccaniche investigative.

    A Lost Judgment è toccato il difficile compito di trasformare quello che è nato come "semplice" spin-off nel capostipite di una saga duratura, e ci è riuscito alla grande (se ne parlava nella recensione di Lost Judgment). Il futuro del nuovo brand, però, è stato compromesso dalla battaglia legale (quando si dice l'ironia della sorte) in corso tra SEGA e l'agenzia che gestisce i diritti d'immagine di Takuya Kimura, attore che presta volto e voce a Takayuki Yagami, il protagonista di Judgment. La diatriba ruota attorno al fatto che l'agenzia non è d'accordo con l'intenzione di SEGA di pubblicare i titoli anche su PC, e SEGA ha già dichiarato di essere pronta ad abbandonare la serie nel caso non si riesca a trovare un accordo tra le parti.

    Il nuovo DLC I Dossier di Kaito, in questo senso, rappresenta sulla carta un'opportunità per Ryu Ga Gotoku Studio di sondare il terreno e valutare un possibile cambio di protagonista. Masaharu Kaito è infatti stato finora solamente un comprimario nei due Judgment, ma nel caso in cui Kimura dovesse abbandonare il progetto potrebbe ereditarne il ruolo di personaggio principale e scongiurare l'abbandono del marchio da parte di SEGA. Nonostante il DLC fosse in programma sin dal lancio di Lost Judgment e della conseguente diatriba legale, però, I Dossier i Kaito dimostra che trasformare l'ex gangster macchiettistico nella star di un legal drama non è un compito semplice.

    Quando Yagami non c'è

    La premessa narrativa del contenuto aggiuntivo è che Yagami si trova lontano da Kamurocho per qualche giorno a causa di un impegno di lavoro. Questo lascia Kaito, la sua fidatissima spalla che ha abbandonato il mondo della Yakuza per aprire un'agenzia di investigazioni, nella posizione di doversi prendere cura dell'ufficio e dei clienti. È esattamente in questo momento che il passato di Kaito bussa alla sua porta: un uomo gli chiede di trovare sua moglie, che si credeva morta suicida due anni prima che è stata vista aggirarsi recentemente per le strade di Kamurocho. La vera sorpresa?

    La donna è l'ex fidanzata di Kaito, fuggita in cerca di una vita migliore quando lui era uno yakuza, pronto a mettere la propria famiglia criminale davanti a tutto. Basta poco per rendersi conto che I Dossier di Kaito, in realtà, non è mai stato un tentativo di Ryu Ga Gotoku Studio di affrancarsi dalla figura di Yagami per poter mantenere in vita il franchise di Judgment.

    È la più classica delle origin story di quello che nei due capitoli della serie è stato "solo" una spalla, approfondita in maniera superficiale proprio in virtù della sua posizione subalterna.

    Non che ci sia nulla di male in questo, sia chiaro, e anzi è bello poter finalmente conoscere il background di un personaggio così poco sfruttato come Kaito. Il DLC si concentra infatti sugli aspetti essenziali: solo quattro capitoli (della durata di un'ora l'uno), privi di missioni secondarie o particolari distrazioni. Due giorni per rivangare il passato di un ex-yakuza che finalmente non viene descritto solamente come un malavitoso ma come un essere umano con degli affetti, dei ricordi e delle relazioni interpersonali.

    Tutto questo funziona perché I Dossier di Kaito è un videogioco scritto davvero molto bene, capace di equilibrare la solita folle ironia di RGG Studio a momenti di rara dolcezza che danno finalmente una dignità narrativa a quella che fino ad oggi era poco più di una macchietta. È qui però che il contenuto di questo DLC traballa : Kaito ha sempre funzionato alla grande in coppia con Yagami. Lui il braccio, l'altro la mente dell'agenzia Yagami; lui quello pronto a menare le mani pur essendo dotato di un grande cuore, l'altro quello scaltro e creativo sempre incline mettersi nei guai. Erano e sono tuttora un'accoppiata vincente che funziona benissimo anche in relazione alle altre guest star della serie, ma rimuovere Yagami dall'equazione significa privare Kaito del ruolo per cui è stato concepito.

    Anzi, a dirla tutta, I Dossier di Kaito costringe il suo protagonista a indossare i panni di Takayuki pur essendo un personaggio costruito proprio per evidenziare le sue differenze con il collega. È un picchiatore grande come una montagna, non un detective navigato, e questo è ciò che lo ha reso fondamentale nei due capitoli principali come membro dell'agenzia.

    Investigazioni e combattimenti

    La dissonanza appena discussa si traduce in alcune scelte di gameplay che non sono perfettamente a fuoco. Kaito è chiamato a prendere il posto di Tak, indossando così i panni dell'investigatore.

    Questo vuol dire che al di là delle risse da strada, il burbero protagonista dovrà impegnarsi in investigazioni e analisi delle scene del crimine in cui si trova invischiato. Il twist, in questo caso, è che Kaito non ha grandi doti da detective e si appoggia al suo istinto quasi animalesco, sfruttando i propri sensi primitivi come l'udito, la vista e l'olfatto: pertanto si è chiamati ad alternare mazzate adrenaliniche a sezioni di gameplay in prima persona in cui bisogna guardarsi attorno, ascoltare i rumori circostanti e annusare certi oggetti. Lo stacco tra queste due anime di I Dossier di Kaito (che, va detto, sono la spina dorsale di Judgment e Lost Judgment) è nettissimo e gestito in maniera non sempre elegante. Non tanto perché vedere un ex-yakuza rissoso che annusa le piante sulle scene del crimine è un po' straniante, quanto perché si tratta di sezioni realizzate con cura altalenante e che rallentano il ritmo di una narrazione altrimenti quasi impeccabile.

    I Dossier di Kaito, complici le sole quattro ore di durata, scorrerebbe veramente a meraviglia se non si fosse obbligati ad impattare con le investigazioni, che di fatto soffrono degli stessi problemi già evidenziati in passato, apparendo ancora lente e a tratti controintuitive. Lo stesso vale per le missioni d'infiltrazione, le quali richiedono un approccio stealth che non aggiunge quasi nulla all'insieme e che anzi finisce per sottrarre al gioco una discreta dose di frenesia.

    Il combat system funziona comunque piuttosto bene. Gli stili a disposizione di Kaito sono due: uno incentrato sui colpi veloci e, soprattutto, sui contrattacchi utili a spezzare le combo nemiche, e uno simile al Beast Style di Kriyu, incentrato quindi sulla forza bruta e sulla possibilità di raccogliere automaticamente ogni oggetto contundente a portata per polverizzarlo sulla schiena dei nemici.

    A dire la verità si ha proprio il sentore di avere per le mani un Kiryu-bis all'interno di uno spin-off nato proprio per prendere un po' di distanza dal dragone di Dojima, ed è proprio qui che si realizza che in realtà le indagini e le sezioni da detective siano state inserite in maniera un po' forzata per evitare di trasformare questo DLC in un capitolo apocrifo di Yakuza, più che un'espansione di Lost Judgment.

    Luci e ombre

    I Dossier di Kaito è un DLC tutto sommato piacevole, che vede i suoi punti più alti nella narrazione, nel combattimento e nella solita (perfetta) commistione di maturità ed estrema ironia che caratterizza i lavori di RGG Studio da più di un decennio a questa parte.

    Il capitolo finale, in questo senso, è una montagna russa che passa da momenti di estrema dolcezza a esplosioni di rabbia e adrenalina, per poi terminare con una delle bossfight più splendidamente nosense dell'intera storia del team. La breve durata gioca a favore del risultato finale, forte di una scrittura che, nonostante debba relazionarsi ad un'estensione estremamente più concisa, riesce a risultare credibile e appassionante senza prendere nessuna scorciatoia. Il dubbio più grande resta quello del prezzo in relazione ai contenuti proposti: il DLC viene offerto gratuitamente a chiunque abbia già acquistato la versione deluxe di Lost Judgment, mentre gli acquirenti del gioco base dovranno sborsare 30 euro per l'espansione. Oltre a questo va anche detto che questo DLC non ha in alcun modo alterato la storyline di Judgment, né l'ha effettivamente avviata verso una chiusura anticipata. L'unica cosa messa in chiaro è che Masaharu Kaito è un personaggio dalle ottime potenzialità narrative e con un background emotivo finalmente esplicito, ma che non sembra essere in grado di reggere sulle proprie spalle gli eventuali futuri capitoli della serie.

    Lost Judgment Lost JudgmentVersione Analizzata PlayStation 5I Dossier di Kaito approfondisce la spalla tuttofare di Takayuki Yagami, introducendo delle rivelazioni sul passato di Kaito molto interessanti e, soprattutto, esposte con grande eleganza. Si tratta di un capitolo aggiuntivo incentrato sulle risse che, purtroppo, costringe il proprio protagonista a sottostare ad alcune dinamiche di gameplay che si sposano male con la sua natura più violenta ed animalesca, oltre ad essere realizzate con un livello di cura discutibile. È un peccato, perché se RGG Studio avesse avuto il coraggio di osare e rimuovere gran parte delle fasi investigative il DLC avrebbe funzionato infinitamente meglio, complice una scrittura davvero di buon livello.

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