Recensione Lucius 2

Omicidi a sangue freddo in nome del demonio

Versione analizzata: PC
recensione Lucius 2
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Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Lorenzo Morlunghi Lorenzo Morlunghi gioca ormai da oltre 20 anni a quasi tutto e adora parlare di videogiochi e farci video sopra, soprattutto per ridere. Nel tempo libero guarda anche film e legge qualche fumetto, ascoltando per lo più musica elettronica. Lo trovate su Facebook.

«Sono apparsi infatti nel mondo molti seduttori, che non riconoscono Gesù venuto nella carne.
Ecco il seduttore e l’anticristo!»
[Seconda lettera di Giovanni 1,7]



Lucius II è incentrato sulla figura dell’anticristo, ma se vi aspettate un rimando fedele alla tematica di origine biblica non è questo il gioco che fa per voi. O meglio, se per “rimando fedele” intendiamo il caos infinito di cui si fa carico di tale produzione, allora è il videogioco definitivo sull’argomento. Scherzi a parte, ci troviamo di fronte a uno di quei titoli che, nonostante la natura indie del progetto, crolla inevitabilmente di fronte a tutta una serie di limiti tecnici che lo rendono superato e fuori contesto. Il gioco che ci siamo ritrovati tra le mani è mal realizzato e insufficiente da ogni punto di vista, ma in fase di prova qualcosa di divertente è comunque emerso. Chissà: forse anche noi stavamo subendo un qualche tipo di controllo mentale da parte del malefico protagonista.

Nel nome del male...

In realtà l’universo di riferimento del titolo non è quello della letteratura sacra ma quello cinematografico, con particolare rimando al capolavoro del 1976 “Il Presagio”, in cui sono narrate le vicende di un bambino nato il 6 giugno alle ore 6:00 e che, in poche parole, si rivela essere l’araldo del male. Visti i temi trattati ci si poteva aspettare un’impostazione cupa e macabra, che potesse in qualche modo risultare controversa nel metterci di fronte a una serie di omicidi compiuti a sangue freddo in nome del demonio. Gli sviluppatori, invece, hanno deciso di troncare sul nascere qualsiasi moralismo, colorando il proprio gioco con le tinte di Postal e ridicolizzando l’intera vicenda. L’avventura ha inizio nel reparto psichiatrico di un ospedale, dove siamo stati rinchiusi a causa del nostro temperamento violento. La situazione è introdotta dal primo di una serie di filmati bidimensionali che ci accompagneranno per tutto il corso del gioco, superflui oltre misura.

Fondamentalmente lo scopo del titolo rimane quello di uccidere i personaggi presenti nel livello, senza nessun tipo di giustificazione che non sia quella legata all'esercizio puro e gratuito del male. Comunque sia, grazie a una serie di obiettivi trasversali che vanno dall’uccidere una suora in coma al recupero di documenti irrilevanti, la storia si dipana nell’arco di 10 capitoli in maniera estremamente lineare e monotona. Per tutta la prima metà del gioco ci siamo ritrovati a percorrere le corsie dei differenti piani dell’ospedale, al punto da perdere le speranze nei confronti di un qualche tipo di svolta estetica. La sorpresa invece è arrivata con la seconda metà del titolo, decisamente più varia nello spettro delle situazioni proposte, che ci porta in città di provincia o in dentro centrali di purificazione dell’acqua. È proprio in questo momento che la storia raggiunge il suo “picco più alto”, nel proporci il confronto/scontro tra Lucius e Isaac, altro figlio di Satana pronto a dimostrare di essere il più meritevole del ruolo di anticristo. Tale duello è il climax di quest’opera trash, che trova il suo coronamento nell’ultimo capitolo, in cui improvvisamente il gioco si ricorda della propria serietà. Spezzando l’atmosfera scanzonata costruita sino ad allora, Lucius II così non fa altro che darsi il colpo di grazia, demolendo l’intero apparato narrativo e lasciando il giocatore confuso sul senso da dare alla storia. Gli appassionati di cinematografia horror avranno il piacere di scoprire alcuni simpatici easter egg riferiti ad alcuni nomi famosi delle saghe che hanno terrorizzato il pubblico negli scorsi decenni. Siamo incappati in un negoziante di nome Freddy Krueger e in un neonato chiamato Jason Voorhees, senza dimenticarci dell’inquietante triciclo che avremo a disposizione all’inizio di ogni livello.

...dei bug infiniti...

Passiamo ora all’aspetto più importante di Lucius II che, non potendo fare leva su un intreccio avvincente di prim’ordine, ha puntato tutto sul gameplay e sulla profondità del sistema di crescita, anche in questo caso con risultati negativi. L’estrema libertà d’azione avrebbe dovuto consentire una varietà di approcci praticamente illimitata, nella possibilità di scegliere il sistema migliore per perseguire i nostri malevoli scopi (da leggersi: ammazzare tutti). All’atto pratico tutta questa libertà è sfuggita di mano al team, che non ha saputo bilanciare la difficoltà in relazione alle potenzialità di Lucius, che già dopo un paio di livelli avrà un vantaggio sconsiderato sui poveri bersagli. Le abilità del bambino sono suddivise in tre categorie principali: controllo mentale, psicocinesi e pirocinesi. Il primo gruppo è sicuramente quello più potente e ci consentirà di entrare nella mente del malcapitato di turno per fargli fare qualsiasi cosa ci passerà per la testa. Gli ultimi livelli si sono letteralmente trasformati in uno slasher movie, con scienziati e impiegati che brandivano asce e motoseghe seminando il panico in nostro nome. Il secondo gruppo è quello adibito al controllo a distanza degli oggetti, con la possibilità di far levitare degli strumenti altrimenti irraggiungibili e, addirittura, di attivare degli interruttori senza neanche avvicinarcisi. Infine il terzo gruppo riguarda la possibilità di controllare le fiamme, ma fino all’ultimo livello è praticamente inutile, in quanto non possiamo incendiare gli oggetti infiammabili, unico vero spunto creativo che questo ramo può conferire.
Tutta questa potenza è limitata dalla presenza di una barra del mana da cui attingere per poter sfruttare tali poteri, e che si riempie solo con l’omicidio o in certe aree dei livelli. Peccato che vi sia un’abilità passiva che permetta di recuperarlo semplicemente aspettando, rimuovendo qualsiasi residuo di sfida al già semplice titolo, che non dispone neanche dei livelli di difficoltà. Abbinando a tutto questo un’intelligenza artificiale che fa acqua da tutte le parti, le premesse per un dominio incontrastato del protagonista ci sono tutte.

I personaggi non si accorgono praticamente di nulla e, anche se dotati di barre del sospetto e del panico, non saranno quasi mai d’intralcio nelle nostre operazioni, rimanendo nei paraggi in attesa del loro mortale turno. La scoperta di un cadavere o l'atto di osservarci mentre facciamo levitare le cose saranno causa di attacchi di panico che possono essere evitati scappando per 30 secondi e tornando poi sul luogo del misfatto. Nessuno si ricorderà di voi, né vi accuserà di omicidio.
Nonostante sia possibile far suicidare chiunque nella tromba dell’ascensore, il gioco incentiva soluzioni alternative. I livelli sono infatti disseminati di oggetti con cui interagire per ottenere degli omicidi visivamente “spettacolari”. Vista la mancanza di una vera ricompensa aggiuntiva, però, nulla ci vieterà di andare in giro a lanciare dell’acido addosso alla gente, salvo terminare le (purtroppo) limitate scorte disponibili. Manomettere una sega circolare per farla schizzare addosso a un operaio, lanciare del liquido esplosivo attraverso un condotto d’aerazione o combinare del veleno con le ciambelle sono solo alcuni dei tanti modi con cui farci largo nella nostra diabolica missione. Purtroppo non sempre tali scelte sono di facile comprensione o di rapida esecuzione e non nascondiamo di aver abusato dei metodi semplici nella maggior parte dei casi.
La nostra libertà avrà comunque un limite, dettato da alcuni fattori esterni. Il primo riguarda i crocifissi appesi in giro, che ci impediranno di fare qualsiasi cosa attorno a loro, ma potranno essere capovolti lanciandogli addosso qualcosa. Il secondo intralcio sarà quello delle aree riservate, in cui qualsiasi adulto, anche dei semplici passanti, inizierà a darci la caccia insultandoci e cercando di agguantarci, pur ricordando che potremo sempre sacrificare parte della nostra salute per liberarci dalla “mortale” presa. L’intera campagna ha richiesto circa 8 ore, con un tempo medio per livello di 45 minuti, in cui abbiamo letteralmente ucciso chiunque fosse presente, ottenendo peraltro un achievement apposito alla fine del gioco. Attenersi rigorosamente agli obiettivi senza spargere troppo sangue e senza farsi scoprire richiederebbe molto più tempo, tempo che però potreste sempre sfruttare per divertirvi con qualsiasi altro gioco a vostra disposizione. Qualsiasi.

...e del Glitch Grafico

Il lato tecnico spesso è il punto debole delle produzioni indie, che aggirano problemi relativi al budget puntando sul 2D o su una buona caratterizzazione di ambienti e personaggi. Lucius II non fa nulla di tutto ciò: è sviluppato in 3dìD e ha un lato artistico tremendo, offrendoci un impatto visivo tranquillamente paragonabile a quello di un titolo di 10 anni fa. L’engine non sfrutta alcun tipo di tecnologia uscita negli ultimi tempi: gli effetti particellari, la modellazione poligonale, la definizione delle texture e il sistema di illuminazione, tutti elementi rimasti fermi all’era Playstation2. A tutto questo va aggiunto il terrificante motore fisico implementato per l’occasione, vero fulcro attorno a cui ruota tutto il gameplay. In Lucius II ogni cosa che tocchiamo schizza via nei modi più imprevedibili, che sia un cadavere o un carrello, e gestire tali elementi in maniera efficiente per asservire i nostri scopi è un’impresa spesso frustrante. Il lancio degli oggetti, al contrario, è abbastanza preciso, ma ha l’attrito settato su valori altissimi, per cui una bottiglia lanciata a piena potenza in un forno diventa immobile nell’esatto istante in cui ne tocca la superficie. Il giocatore ringrazia, il realismo un po’ meno.

Le animazioni sono un altro tasto dolente. I personaggi si muovono in maniera legnosa e le animazioni facciali sono limitate alla sola bocca, per non parlare del ragdoll disastroso. Interessante è il modo con cui i personaggi si trasformano quando muoiono grazie a esplosioni e acidi, grazie alla rapida applicazione di una texture arancione, nera o verde (a seconda dei casi) che appare a chiazze lungo tutto il modello. Segnaliamo anche un rudimentale sistema di smembramento dei nemici, che nei pressi delle pericolosissime saracinesche saranno in grado di perdere la testa: anche durante la fase di apertura. Sul sonoro (oltre a ricordare l’assenza della traduzione italiana sia voci, testi e interfaccia) il giudizio è assimilabile a quanto già espresso sul fronte grafico. Escludendo la voce narrante, tutti i personaggi sono doppiati in maniera approssimativa, eliminando qualsiasi barlume di coinvolgimento che il titolo poteva ancora sperare di offrire. Gli adulti ci insultano gratuitamente e le reazioni nei casi di panico sono ai limiti del ridicolo: momenti di altissimo livello secondi solo alle canzoni che cantano i ricoverati del reparto di psichiatria. Unica nota positiva per i requisiti di sistema, che con un generico “dual core”, 4GB di ram e una GTX 275 rendono abbordabile il titolo praticamente a chiunque abbia comprato un PC negli ultimi 7 anni; c'è da dire tuttavia che, data la qualità finale, il team avrebbe potuto tenerli molto, molto più basso. Sulla macchina di prova (i7 3770k, GTX670 e 16GB di ram) Lucius II non ha chiaramente avuto alcun tipo di incertezza al massimo del dettaglio e in 1080p.

Lucius 2 Quello che ci troviamo tra le mani è un titolo disastroso sotto tutti i punti di vista e al giorno d’oggi non ha motivo di esistere sul mercato, anche considerando il prezzo a cui viene venduto (19.99€). Non vi è un singolo motivo in base al quale, soprattutto di fronte a una miriade di alternative possibili, dovreste prendere in considerazione questo prodotto, a meno che non siate amanti del trash più spinto. Solo in questo caso Lucius II è un titolo che non può mancare nella vostra collezione e sicuramente non vi lascerà insoddisfatti; anzi, potreste provare un crescente senso di soddisfazione nell’approfittarvi di una delle peggiori intelligenze artificiali mai viste in un videogioco. In quel caso si potrebbe godere appieno della libertà d’azione che il gioco vi lascia, dei problemi di bilanciamento che vi rendono un dio (o un diavolo) in Terra praticamente già dalla prima missione, oppure dell’inconsistente storia che fa da sfondo al massacro che compirete indisturbati più e più volte. Utile solo per farsi due risate con gli amici, alla ricerca del bug più divertente e delle morti più fantasiose.

3.5

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