Luigi's Mansion 3 Recensione: una perla fantasmagorica su Switch

Luigi's Mansion 3 è pronto a sconvolgere il catalogo Switch con la sua trascinante simpatia, e l'obiettivo è stato raggiunto in pieno.

Luigi's Mansion 3
Recensione: Nintendo Switch
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  • Switch
  • Eccolo che si muove, insicuro e appena tremante, tra le sale spettrali dell'Hotel Miramostri. Accompagnato dall'incerto fascio di luce della sua torcia Luigi esplora le boutique ai piani inferiori, e poi l'auditorium musicale, gli spazi lugubri del Museo di Storia Innaturale e ancora le attrazioni di un parco medievale, stranamente collocato in quello che non è soltanto un semplice resort, bensì un catalogo inesauribile di luoghi misteriosi e fantasmatici.
    È un piacere vederlo tornare, con la sua fifa improbabile ed il gorgo ineluttabile del Poltergust, dopo così tanto tempo dall'ultima volta. Era il 2013 quando l'improvvisato "acchiappafantasmi" di Nintendo si imbarcava nella sua seconda avventura, in un episodio portatile che purtroppo non riuscì a far breccia nel cuore dei giocatori come invece successe con l'originale, arrivato su Gamecube addirittura undici anni prima. L'obiettivo di Dark Moon era quello di superare il suo predecessore sul piano della varietà, spedendo Luigi a perlustrare una serie di manieri infestati, ciascuno con il proprio stile architettonico e un'atmosfera unica. Un intento sicuramente brillante, ma che finì per rendere il gioco un po' troppo disorganico e frammentato.

    Ed ecco allora che Luigi's Mansion 3, capolavoro con cui Nintendo si appresta a chiudere un'annata magistrale, trova il modo di risolvere il problema: i piani in cui è diviso il titanico albergo sono ancora diversificati, improbabili, inaspettati, ma tutti sono appunto impilati uno sopra l'altro nello stesso edificio, in modo che la lunga scalata verso l'attico si possa compiere senza interruzioni, salendo e scendendo a piacimento per riscoprire il dolce piacere di un backtracking ottimamente dosato.
    Il risultato è un prodotto che riesce finalmente a tener testa al capostipite della saga, rivendicando la grande originalità della sua formula e riuscendo, nelle tredici ore necessarie a raggiungere i titoli di coda, a sorprendere costantemente chi stringe in mano la console (o i Joy-Con!). Ogni volta che abbiamo dato una sbirciatina all'interno dell'hotel, anche prima dell'uscita, siamo sempre rimasti colpiti dall'inventiva con cui il team di sviluppo aveva condito la progressione, riempiendo ogni angolo con nuovi oggetti, piccoli enigmi e nuovi elementi con cui interagire. Oggi possiamo finalmente confermare che Luigi's Mansion 3 riesce a conservare dall'inizio alla fine questo strabiliante senso di meraviglia, senza neppure un momento di stanca: sballottandoci dalla pista da ballo di una discoteca al ponte di una nave pirata, assembla un'avventura varia a tal punto che è persino difficile ricordarne ogni sfaccettatura.

    L'avventura orrorifica di un fratello poco coraggioso

    Luigi's Mansion 3 si presenta come un adventure a tinte "macabre", traboccante di un orrore divertito e innocente, funereo ma brioso come quello di Casper e di Coco. Non è un caso, del resto, che il gioco arrivi sugli scaffali proprio nel giorno di Halloween, nella notte in cui spettri e fantasmi diventano innocui e meno tenebrosi del solito.

    L'incipit del racconto vede il timoroso protagonista arrivare assieme a Mario, Peach e ad una manciata di Toad nel sontuoso Hotel Miramostri, con l'intenzione di farsi una rilassante vacanza. Peccato che il paffuto Re Boo abbia altri piani per gli avventori, intenzionato ad intrappolarli per sempre all'interno di uno dei suoi quadri maledetti. Sfuggito per miracolo alle grinfie del perfido fantasma, sarà Luigi a dover liberare i propri compagni di viaggio, purtroppo finiti nelle tele del nemico. Per fortuna che proprio da quelle parti si trova l'attrezzatura del Professor Strambic, che in più di un'occasione è servita per liberarsi degli spettri dispettosi.

    In Luigi's Mansion 3 il racconto resta ovviamente in sottofondo, limitandosi a qualche buffa scenetta d'intermezzo che compare di tanto in tanto: il vero fulcro dell'avanzamento è rappresentato ovviamente dall'hotel, dalle sue sale e dai guardiani che le infestano, che si svelano al giocatore di piano in piano.
    Per quel che riguarda il gameplay, nonostante ci sia ancora una componente più movimentata, legata alla necessità di risucchiare le presenze ectoplasmatiche con lo strambo aspirapolvere di Luigi, la maggior parte dell'avventura si focalizza sull'esplorazione attenta e curiosa, e sulla risoluzione di piccoli enigmi ambientali: alle volte molto espliciti, alle volte invece demandati all'inventiva dell'utente, alla sua voglia di sperimentare con gli elementi dello scenario per scoprirne inaspettate reazioni. Lo diciamo subito affinché sia lampante: Luigi's Mansion 3 non è un gioco difficile, e il senso di sfida tipico degli action è quasi completamente assente anche a causa di alcune scelte discutibili legate alla gestione del Game Over. D'altra parte sarebbe ingiusto definire il titolo Nintendo come un prodotto banale o elementare: la sua formula di gioco fa perno su un puzzle solving costante e pervasivo, per cui ogni ambiente va scandagliato, razionalizzato, interpretato. Capita di rimanere bloccati, di scervellarsi di fronte ad uno strano meccanismo, e di vagare spaesati alla ricerca dell'ultimo collectible, e questo basta a rendere il titolo più che stimolante.

    Le interazioni con l'ambiente di gioco avvengono attraverso la fantasiosa attrezzatura di Luigi, dalle funzioni più disparate. Anzitutto c'è il Poltergust G-00, che può aspirare di tutto o soffiare via gli oggetti grazie ad un potente getto d'aria. Con questa poderosa aspirapolvere non si acchiappano soltanto gli spettri, ma anche i lembi dei tappeti, i drappi delle tende, gli angoli delle lenzuola e le falde delle tovaglie, per poi strapparle via con uno strattone deciso. E ancora si possono mettere in rotazione ventole e ingranaggi, strattonare corde e catene, cercando di capire come i vari elementi reagiscono ai flussi d'aria.

    A disposizione del nostro tremante eroe c'è anche una ventosa collegata ad un lembo di corda, che potremo appiccicare su vari oggetti per poterli trascinare e sbatacchiare in giro, così da spaccarli e rivelare il loro prezioso contenuto. E poi non mancano un paio di lampade: lo Strobobulbo è un flash che serve per stordire gli spettri, lasciandoli visibili e spaesati quel tanto che basta per poterli risucchiare.

    L'Arcobaluce, invece, svela gli elementi resi invisibili dalle "sfere spiritate", rendendoli nuovamente concreti. A partire da questi elementi Luigi's Mansion 3 riesce a costruire un'avventura ricchissima, sempre fresca e divertente, spassosa nel vero senso del termine. L'estro creativo del team di sviluppo fa sì che in ogni piano, se non addirittura in ogni stanza, ci siano elementi sempre nuovi, marchingegni da testare, segreti ben nascosti. Che sia una sega circolare con cui tranciare i drappi di piante carnivore, oppure una paperella gonfiabile indispensabile per superare aree allagate, la fantasia del team di sviluppo supera anche ogni più rosea aspettativa. Insistere in questo elenco di trovate e stratagemmi sarebbe quasi delittuoso, perché l'efficacia del gioco si basa molto sul piacere della scoperta; vi basti quindi sapere che fino alla boss fight finale Luigi's Masion 3 riuscirà in qualche modo a stupirvi.

    Gommiluigi aiutaci tu!

    A ribadire che il fulcro dell'esperienza è la ricerca e poi la risoluzione degli enigmi ci pensa anche l'introduzione di Gommiluigi, un doppione del protagonista che il giocatore può modellare con una sostanza viscida e molliccia. Grazie alle sua consistenza cedevole, Gooigi permette di esplorare anfratti altrimenti inaccessibili, attraversando tubi e grate come farebbe appunto un corpo gelatinoso. Sono bellissimi i momenti in ci è necessario alternarsi al controllo di Luigi e del suo doppio, per superare enigmi o sconfiggere avversari che richiedono l'intervento combinato di due Poltergust: un sistema è intelligente che rende molto più interessanti alcuni puzzle.

    Fra l'altro la presenza di Gommiluigi permette di giocare tutta l'avventura in cooperativa locale, elemento che per molti potrebbe essere determinante: in un mercato in cui la co-op "da divano" sembra essere l'ultima delle priorità delle software house, Luigi's Mansion 3 punta anche su un piacevolissimo risvolto "sociale", risultando un prodotto perfetto per coppie o per famiglie.

    Combattere i fantasmi

    Al netto di qualche altra piccola sorpresa legata all'equipaggiamento, il resto del gameplay è legato come dicevamo alla cattura dei fantasmi che si nascondono nelle sale dell'hotel. Le routine dell'operazione di disinfestazione sono sempre le stesse: si intontisce lo spettro con il flash dello Strobobulbo, e poi si comincia l'aspirazione con il Poltergust.

    Una volta agganciato il flebile "codino" della preda è possibile iniziare a strattonarla per ridurne la resistenza, e si può addirittura sbatacchiare qua e là il povero ectoplasma, con poca cura di mobili e suppellettili che nel frattempo andranno probabilmente in frantumi.
    Se prendiamo in esame i nemici regolari, quelli che si incontrano incessantemente per tutta la durata dell'avventura, bisogna ammettere che non ci sono molte tipologie di fantasmi che si aggirano dalle parti dell'Hotel Miramostri.

    D'altro canto è vero che pure gli avversari non si fanno scrupolo ad utilizzare gli elementi dello scenario: alcuni si coprono gli occhi con il fogliame caduto dai rampicanti di un piano... botanico; altri recuperano scudi improvvisati che vanno strappati con un colpo di ventosa. In generale le battaglie con i fantasmi restano però poco varie e generalmente monotone, a parte qualche momento sul finale in cui ci si trova letteralmente soverchiati dal numero di nemici (e giureremmo di aver visto anche una citazione ad Old Boy di Park Chan-wook).

    Bisogna ammettere che la componente "d'azione", se così vogliamo chiamarla, è la parte meno riuscita del gioco, anche se poi ci si imbatte una serie di Boss Fight che ribalta completamente la situazione. Ogni singolo piano ha di fatto uno "spirito guardiano", un nemico da affrontare per recuperare il tasto dell'ascensore che ci porta al livello successivo. Che si tratti di cavalieri pronti a sfidarci in una giostra medievale, di terribili giardinieri accompagnati da fameliche piante carnivore, o ancora di direttori d'orchestra nascosti dentro ad un pianoforte, gli scontri con i boss sono quasi tutti ispirati e divertenti, anche questi estremamente diversificati e con routine sempre efficaci.

    E c'è persino da dire che nella seconda metà dell'avventura non manca qualche battaglia in grado di mettere il giocatore in lieve difficoltà, nonostante l'abbondante quantità di cuori che il gioco dispensa (e che servono ovviamente per recuperare la salute).
    C'è però un ultimo aspetto da discutere, legato proprio alla gestione della difficoltà. Tutti i soldi che Luigi aspira senza sosta con il Poltergust, disseminati nei saloni dell'hotel, nei forzieri e nelle stanze segrete, possono essere investiti per acquistare due diverse tipologie di oggetti.

    Da una parte ci sono delle cartucce che svelano la posizione approssimativa dei collectible, dall'altra delle ossa dorate che, dopo una sconfitta, richiamano il simpatico Poltercucciolo (il cane-fantasma che accompagna Luigi) e riportano in vita il protagonista. Le finanze del nostro eroe sono così abbondanti che è impossibile restare senza un osso d'oro, e questo basta potenzialmente ad annullare anche il grado di sfida delle battaglie più impegnative.

    Si tratta chiaramente di una scelta fatta in nome dell'inclusività, che risulta forse un po' eccessiva e mette a repentaglio il bilanciamento della difficoltà. Un consiglio spassionato: evitate di cedere alla tentazione, portate con voi l'unico osso che il gioco vi costringe ad acquistare, e lasciate vuota la vostra riserva da lì in avanti.

    Vedrete che in questo modo Luigi's Mansion 3 saprà regalarvi anche qualche momento di tensione. Del resto questa soluzione potrebbe essere assimilata ad una Easy Mode che non viene proposta dal classico menù iniziale; ha davvero poco senso, quindi, lamentarsi della scarsa difficoltà se siamo noi a tararla verso il basso. Resta vero che sarebbe stato apprezzabile avere un'opzione per rendere un po' più impegnative anche le fasi da "acchiappafantasmi".

    Acchiappare fantasmi in multiplayer


    Dal menù iniziale è possibile accedere alla sezione Giochi Paranormali, che include tre minigame competitivi da affrontare in coppia o in squadre.
    Fluttuamonete è una sfida "acquatica" a chi acchiappa più monete, giocata a bordo di enormi papere gonfiabili, in una piscina in cui è necessario spingersi con il getto del Poltergust.

    Il minigame "Cacciaspettri" è una gara a chi acchiappa più fantasmi, ambientata in un cimitero: oltre ad usare al meglio Strobobulbo e Poltergust, i giocatori dovranno andare a smuovere le tombe alla ricerca degli spiriti più rari. Infine, "Cannonate" è una sorta di gigantesco tiro al bersaglio cooperativo, giocato con i cannoni di un borgo medievale: i membri di ogni team devono dividersi i compiti, così che uno possa caricare i cannoni ed all'altro spetti invece l'incombenza di far fuoco al momento giusto. Si può anche invadere il campo avversario per rubare le munizioni, innescando ovviamente la reazione degli sfidanti.

    Le sfide proposte dai Giochi Paranormali sono leggere e piacevoli, anche se difficilmente potranno rappresentare uno stimolo sulla lunga distanza, visto che manca quella varietà minima (di ambientazioni, strutture e regole) che possa stuzzicare i giocatori per molto tempo.
    Più interessante è invece la Torre del Caos, modalità cooperativa già vista in Luigi's Mansion 2.

    L'obiettivo è quello di liberare vari piani della torre dalle presenza dei fantasmi molesti, cercandoli di stanza in stanza ed aspirandoli prima che il tempo finisca. Una variazione ai ritmi più compassati della campagna, che si focalizza soltanto sulla componente più action del gameplay. Il multiplayer di Luigi's Mansion 3 non sarà il pilastro dell'offerta ludica, ma potrebbe bastare per movimentare una serata fra amici, dal momento che la Torre potrà essere affrontata anche in locale.

    Luigi's Mansion 3 Luigi's Mansion 3Versione Analizzata Nintendo SwitchDiciotto anni dopo il suo esordio, la serie "soft horror" di Nintendo dimostra ancora di essere una delle più brillanti e iconiche tra quelle ideate dalla casa di Kyoto. Ne facciamo anzitutto una questione di immaginario: Luigi's Mansion 3 ci porta in ambienti tetri ma giocosi, macabri ma divertiti, e rielabora con grande gusto e stile l'iconografia classica solitamente legata a Mario e Luigi. Questo capitolo in particolare non si risparmia sul fronte della varietà, e di piano in piano aggiunge elementi, oggetti, avversari per creare piccoli mondi in miniatura. Che siano le distese desertiche di fronte ad una piramide egizia, o un modernissimo centro fitness in cui i fantasmi vanno a peso, le aree che trovano spazio nell'Hotel Miramostri sono uniche e indimenticabili. Nel corso delle tredici ore dell'avventura ci si imbatte poi in una quantità letteralmente soverchiante di situazioni diverse: enigmi ispirati, prove di attenzione e tempismo, sfide di osservazione e momenti in cui mettere alla prova la pazienza e l'intuito. È vero che le fasi d'azione, in cui agguantare i fantasmi sfuggenti e dispettosi, sono forse il punto più debole della produzione, ma il loro scopo è soprattutto quello di movimentare un po' l'avanzamento, lasciando che i pilastri dell'esperienza siano l'esplorazione curiosa, la risoluzione dei puzzle e la tensione delle boss fight. Luigi's Mansion 3 è un gioco d'avventura estremamente intelligente e persino originale, ennesima dimostrazione di quanto sia vitale e vibrante la creatività di Nintendo.

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