Lumines Remastered Recensione: un'esplosione di musica e colori su Switch

A tredici anni dal lancio su PSP, il puzzle game Lumines torna con una edizione rimasterizzata: l'abbiamo provata su Nintendo Switch.

recensione Lumines Remastered Recensione: un'esplosione di musica e colori su Switch
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • In principio fu Tetris. La saga dei tetramini iniziò nel lontano 1984 con la geniale intuizione di un certo Aleksej Pažitnov, programmatore all'Accademia delle Scienze dell'URSS. Da allora son passati oltre trent'anni. Dal comunismo morente degli anni '80 del secolo scorso, l'opera di Pažitnov ha attraversato i decenni, accompagnando l'evoluzione tecnologica, senza mai perdere fascino e smalto ma, soprattutto, travalicando ogni barriera socio-culturale. Ha addirittura dato il nome a una patologia associata al subconscio "procedurale" denominata, appunto, Tetris Syndrome. Ecco, il sottoscritto se li sognava di notte, i blocchetti.

    The Lumines Syndrome

    Poi, nel corso degli anni, vennero altri puzzle game, opere più o meno "belle" da vedere, o "divertenti" da giocare. Tutte, però, sono accomunate da un filo sottilissimo (eppure indistruttibile) che rappresenta al tempo stesso il loro pro ma anche un grosso contro: l'assuefazione che generano. Al giocatore, infatti, viene richiesto (salvo caso particolari) di completare il livello o battere il punteggio dato entro il tempo limite.

    Magari eseguendo un'unica azione reiterata. Meglio se tale azione porta a impilare con un ordine maniacale e sempre più rapidamente forme geometriche per farle scomparire dallo schermo e liberare spazio per quelle che verranno dopo.
    Una goduria che in molti hanno già ampiamente provato. Il genere di cui vi stiamo parlando, in effetti, è quello che ha sofferto meno gli scossoni evolutivi del nostro amato medium. Il motivo è presto detto: è rimasto sostanzialmente sempre uguale a sé stesso. Poi, quando una rara congiunzione astrale ha favorito la nascita di un genio, nel firmamento è apparsa una fulgida stella in grado di porsi come una pietra miliare che ogni appassionato deve possedere per farsene vanto. Nel nostro caso, quella pietra miliare è stata Lumines. Lumines, per chi non lo conoscesse, è giunto come un fulmine a ciel sereno sul primissimo handheld Sony, nel 2004. Ed è stato subito amore a prima vista. L'opera di Tetsuya Mizuguchi fu accolta in maniera entusiasta da critica e pubblico e il titolo conobbe un meritatissimo, prorompente successo tanto da esser trasposta su - quasi - ogni dispositivo esistente. Tetsuya Mizuguchi. Un genio che durante la sua lunghissima carriera ha sempre cercato di mescere in un tutt'uno equilibrato e lisergico arti visive e sonore per sperimentare e solleticare le nostre abilità sensoriali. Un campo d'indagine che non ha mai abbandonato da Rez, per passare a Every Extended Extra, Child of Eden...e Tetris. Già. Mizuguchi, da sempre affascinato dai tetramini (stranamente), ha annunciato di esser al lavoro su Tetris Effect, in uscita su PlayStation 4 e VR. E sarà un Tetris con tanta musica, esattamente come Lumines.

    Modalità di gioco

    La formula ludica proposta da Lumines possiede una doppia anima, come da tradizione. Da un lato, le meccaniche di gioco appaiono estremamente semplici, immediate, quasi elementari. Dall'altro, però, l'unica azione che è necessario compiere tira fuori tutta la sua anima bastarda per rendere le cose terribilmente complicate (e soddisfacenti, se si riesce nell'intento).?Far cadere dei blocchi quadrati colorati (a loro volta suddivisi in altri quattro quadratini) sulla griglia di gioco, in modo da impilare blocchi dello stesso colore e cancellarli dallo schermo. Questo è tutto ciò che dobbiamo fare. Nulla di eccezionale, all'apparenza. L'opera di Tetsuya Mizuguchi, però, presenta una caratteristica in più: una barra "sequenza" che passa sulla griglia a intervalli regolari per pulirla dai "perfect match" che abbiamo prodotto.

    È proprio la presenza di quella barra che rende il tutto diverso da qualunque altro puzzle game. Perché quella barra segue la musica. Un'intuizione felice, quella di "abbinare" il ritmo della musica all'azione di gioco, al pari di un rhythm game. Il connubio tra cromatismo e iterazioni sonore è il tratto di Lumines e in questa Remastered, ovviamente, non poteva mancare. Anzi, ne esce esaltato, perché con Switch possiamo immergerci ovunque vogliamo nel mondo lisergico di Mizucughi. Ogni sfondo possiede un proprio ritmo, i propri colori distintivi e la barra li segue, si adatta al cambio di stile, alla velocità di caduta dei blocchi colorati. Anche loro cambiano colore, ovviamente, costringendoci ad adattare repentinamente l'occhio per poter capire gli abbinamenti e riformulare la nostra strategia. Ci sono momenti, ad esempio, in cui la lentezza della soundtrack ci da il tempo di pensare e di mettere assieme una gran quantità di combinazioni. Altri, invece, che non si ha il tempo per mettere insieme una tattica...e si va per assonanza, cromatica o acustica. Ecco qual è la magia di Lumines. Cosi essenziale eppure così profondo e sfaccettato, esattamente come le facce dei blocchi colorati che ci troviamo a far cadere. Lumines è, ancora una volta, un tripudio di effetti e sensazioni davvero unico nel suo genere. La scelta dei brani musicali e dello stile non si discosta dai canoni della serie, con un mix azzeccato di brani (forse ormai non proprio attuali) dance e house, per passare improvvisamente a sonorità quasi ipnotiche, lente, oniriche e tornare con altrettanta celerità a martellanti sequenze elettroniche.

    Cosa facciamo con questi blocchi?

    Riguardo, infine, all'aspetto prettamente contenutistico, Lumines Remastered propone alcuni diversivi e grandi classici già visti in altre versioni, molto divertenti e impegnativi che ci hanno fatto tornare indietro nel tempo. Purtroppo, però, il titolo inciampa sulla modalità multigiocatore. Quest'ultima è possibile affrontarla solamente in locale (in modalità TV o da tavolo) con un amico, mentre le classiche leaderboard saranno comunque globali. Certo è sempre possibile affrontare una cattivissima I.A., ma il confronto online sarebbe stato ancora più divertente. Ad ogni buon conto, di cose da fare, Lumines Remastered, ne ha lo stesso.

    Si va dalla canonica modalità Sfida, in cui si tenta di avanzare senza soluzione di continuità per cento diversi step di difficoltà ovviamente crescente. Anzi, potremmo dire esponenziale. Proseguendo, infatti, il ritmo e la velocità si fanno sostenute e impegnative. Ci sono, poi, la Sfida a Tempo e Puzzle. Con quest'ultima vengono proposti una serie di livelli predefiniti con figure date. Non dovete far altro che comporle sullo schermo usando proprio i quadrati che scenderanno sulla griglia. Vi sono, poi, le modalità Modifica Skin e le Missioni. La prima vi consente di assemblare la vostra playlist, utilizzando le skin sbloccate nell'ordine che più vi aggrada mentre le Missioni (una cinquantina in tutto) non sono altro che rompicapi sempre più difficili da risolvere, peraltro con un numero limitatissimo di mosse.

    Lumines Remastered Lumines RemasteredVersione Analizzata Nintendo SwitchAl netto di qualche mancanza, come il multiplayer online, il lavoro di Resonair fatto con questa rimasterizzazione non può che essere premiato. Lumines Remastered si pone come un prodotto time consuming vecchia scuola, capace di tenere incollato il giocatore per ore e ore, ghermendolo con il suo stile inconfondibile. Il feeling rimane quello di sempre per la vecchia guardia mentre, chi non ha mai avuto modo di provare l'opera di Tetsuya Mizucughi non può assolutamente farsi sfuggire questa ennesima perla videoludica. Abbiamo testato la versione Nintendo Switch e ci siamo trovati a giocarlo in ogni momento libero, anche (e soprattutto) fuori casa. Insomma, Lumines Remastered per Nintendo Switch non è solo un prodotto solido: è proprio la versione più indicata per il periodo estivo.

    8

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