Recensione Madden NFL 08

Placcaggi in alta definizione made in Canada

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Disponibile per
  • PS2
  • Xbox 360
  • Wii
  • PS3
  • Pc
  • Psp
  • Battaglia autunnale

    L'autunno è oramai giunto e, come ogni anno, il campo di battaglia per lo scettro della miglior qualsivoglia simulazione sportiva è pronto.
    Imperversa dunque la solita lotta tra il colosso canadese EA Sport e l'americana 2KGames; lo scontro si gioca sui parquet NBA, sui ghiacci NHL e, nel nostro caso specifico, negli stadi ospitanti le partite NFL (National Footbal League), la lega maggiore di football americano: “disciplina” capace di fermare il paese d'oltreoceano ma che solo negli ultimi anni si sta pian piano espandendo anche nel vecchio continente.
    Quest'anno EA sembra avere una carta in più non da poco: le licenze ufficiali. Per la prima volta, infatti, sarà l'unico titolo a detenere l'intero parco licenze per team, giocatori e stadi, fattore importantissimo quando si tratta di uno sport basato quasi completamente sulle statistiche come questo.
    Il titolo, sviluppato per Xbox360 e PS3 e distribuito da Electronic Arts, ha visto la luce sul mercato europeo il 12 Settembre 2007.

    Un anello per domarli tutti

    Approcciandoci al menù iniziale di NFL 08 scopriamo subito la prima di una serie di innovazioni introdotte dagli sviluppatori per aumentare la longevità e rendere più vario ed accessibile un prodotto relativamente “di nicchia” come questo.
    Dopo la selezione di un team preferito ci troviamo di fronte ad una serie di piedistalli dall'altezza differente (qualcosa di molto simile ad un podio, per intenderci) dove sono collocati, dall'alto verso il basso, anelli di dimensioni sempre maggiori.
    Alla fine di ogni match giocato in single o in multiplayer riceveremo dei punti esperienza che andranno a “riempire” gradualmente i suddetti gingilli per permetterci di sbloccare nuove uniformi, squadre e giocatori leggendari, nonchè una serie infinita di oggetti collezzionabili che andranno a riempire la nostra bacheca personale.
    Oltre a questi saranno messi in palio dei trofei specifici, corrispondenti al completamento di determinati obbiettivi come completare un passaggio di tot yard, compiere una serie di intercetti e molti altri.
    Questi trofei non avranno solo funzione ornamentale ma potranno essere messi in gioco dall'utente in ogni momento, contro la CPU o contro un amico, per vincerne di nuovi (possibilmente “rubandoli all'avversario”).
    Seppur tale feature non sia né una novità assoluta né, a conti fatti, estremamente interessante, contribuisce certamente ad aumentare l'adrenalina dei semplici match d'esibizione e rende leggermente più longevo persino il single player.

    Per quel che riguarda le modalità di gioco il menù di Madden 08 è davvero ricco: al fianco del classico “Quick match” e di un sostanzioso “Practice mode” correlato da video, vediamo tornare la modalità Franchigia con la possibilità di gestire, anche se solo in parte, le finanze della squadra, gli allenamenti individuali ed il mercato, nella speranza di notare qualche giovane di talento da inserire negli schemi.
    Attraverso la modalità “Superstar” sarà inoltre possibile interpretare la carriera di un solo giocatore immergendosi totalmente nelle partite grazie alla telecamera in terza persona dietro le spalle. Qui, naturalmente, non avremo il controllo sull'intera squadra, sui giochi e sul mercato ma solo e soltanto sulla nostra carriera personale.

    Questione di skill

    Le novità più succulente del neonato in casa EA risiedono nel gameplay, dove possono esprimersi al meglio le doti di ogni simulatore sportivo.
    Il football, per sua natura, è uno sport basato sulla tattica, sugli schemi difensivi ed offensivi e sui repentini cambi di schieramento, ed il brand Madden, da che mondo è mondo, ha sempre raggiunto un grado di eccellenza nella riproposizione digitale degli schemi di gioco reali, aiutando anche i meno esperti con la famosissima opzione “Ask Madden”, che permette di ricevere dei consigli sulle giocate più efficaci a seconda della situazione.
    Quel che non era mai riuscito alla serie ludica, invece, era di venire incontro a tutti quei videogiocatori che vogliono avvicinarsi al mondo del football ma che non ne conoscono gli interpreti, requisito fondamentale per portare a buon fine ogni giocata.
    Con l'episodio di quest'anno si è voluto risolvere anche questo inconveniente, indicando con una serie di icone “speciali” le peculiarità di ciascun atleta: un atleta molto veloce sarà contrassegnato da una scarpa alata, un passatore accurato da un mirino, un passatore dal braccio potente da un missile, un difensore roccioso da un muro, un attaccante devastante da un camion, e via dicendo.
    Non sarà più necessario, quindi, studiare l'enorme mole di -talvolta- incomprensibili statistiche che riempiono le righe di codice del gioco e, anche i novizi, dopo aver dato un'occhiata al completissimo video tutorial presente in-game, sapranno sfruttare a dovere ogni asso nella loro manica.
    Utilizzare intelligentemente i giocatori con capacità “fuori dal comune” sarà molto importante, se non fondamentale, per raggiungere l'obbiettivo ultimo di ogni partita: la vittoria. Passare ad un giocatore con un'ottima presa (indicato da una mano con un pallone) sarà inutile se il suo marcatore si rivelerà un difensore tenace (icona con le manette), capace quindi di restargli incollato.
    Il giocatore dovrà perciò scegliere accuratamente lo schieramento ad ogni azione e pianificare le sue mosse come se stesse partecipando ad una complessa morra cinese.
    Non tutto si esaurisce ad un mero confronto di statistiche dato che, ognuno di questi campioni, potrà eseguire delle mosse particolari, atte ad aumentare spettacolarità ed efficacia di ogni giocata e perfettamente interfacciate al sistema di controlli.
    Il ricevitore acrobatico, ad esempio, potrà controllare al volo e senza fermarsi lanci normali, potenti e anche non precisissimi se, con giusto tempismo, premeremo il tasto Y; il passatore dal braccio possente potrà effettuare lanci di gran lunga più lunghi e veloci rispetto agli avversari per bucarne le difese; il giocatore agile (indicato con una freccia), grazie ad RB ed LB, potrà effettuare scarti e portare il pallone da una mano all'altra per disorientare gli avversari mentre il difensore potente (contraddistinto da un toro) sarà in grado di placcare al petto e alle gambe, grazie al nuovissimo “Hit Stick 2.0”.
    Questo sistema permette di controllare i placcaggi duri tramite il solo stick destro: premendolo verso l'alto effettueremo un placcaggio al petto, premendolo verso il basso una presa alle ginocchia; anche in questo caso bisognerà stare attenti a chi avremo di fronte visto che l'agilità di alcuni tra gli atleti dell'NFL potrà rendere vani questi contrasti.
    La stessa attenzione andrà posta anche in fase di attacco: tentare di evitare un placcaggio alto in salto o uno basso in giravolta potrebbe portare conseguenze terribili come palle perse (in gergo fumble) e addirittura infortuni.
    Tutte queste feature non sono che un preludio alla caratteristica più interessante degli atleti, denominata “read the play” e prerogativa esclusiva dei quarterback, vero e proprio perno di molte squadre.
    Le franchigie in possesso dei quarterback più geniali, denotati dall'icona della lampadina, saranno in grado di leggere in anticipo le mosse difensive ed offensive degli avversari, specialmente quando questi si ostineranno ad impiegare un piccolo range di opzioni; così, quando l'indicatore della lampadina si riempirà, il giocatore (o la CPU) potrà vedere disegnato in anticipo sul campo lo schema avversario, e preparare le contromisure adeguate.
    Purtroppo non è tutto oro quel che luccica e, se tutta questa serie di innovazioni riesce a portare nuova freschezza al brand, un'immensa varietà d'azione e, soprattutto, un buon livello di coinvolgimento anche da parte dei “novellini”, il pessimo bilanciamento dell'intelligenza artificiale di avversari e compagni rende tutti gli sforzi pressochè vani, trasformando ogni match nel festival della frustrazione.
    Giocando a livelli più facili (Rookie e Pro) la squadra controllata dal giocatore umano diventa imbattibile e, di contro, quella avversaria nulla: estrema facilità ad intercettare i passaggi, numerose palle perse dalla CPU ed incredibile facilità nel portare a compimento qualsivoglia giocata, indipendentemente dallo schema. Il tutto sfocia in risultanti "tennistici", rendendo l'esperienza marcatamente noiosa.
    Appena si passa da Pro ad All-Star le cose cambiano radicalmente, senza una curva d'apprendimento graduale.
    Questa volta è la nostra squadra a non capire a quale sport sta giocando ed è la CPU ad intercettare il 90% dei passaggi, sackare (placcare il quarterback prima che lanci) ad ogni azione e renderci la vita impossibile con attacchi e difesa perfetti.
    La noia si trasforma quindi in frustrazione e se prima il gioco era adatto a tutti ora restringe il suo campo d'azione ai soli super esperti del football americano dato che, per portare a compimento un'azione a questi livelli di difficoltà, bisogna conoscere molto bene schemi e giocatori, ben al di là dell'interfaccia ad icone e dei consigli di Madden, in questo caso controproducenti oltre che inutili.

    It's good to play together?

    Giocare online grazie al pieno supporto delle funzionalità XboxLive risolve in parte questi difetti legati all'IA computerizzata: laddove i giocatori in campo sono controllati da umani le partite risultano infatti estremamente godibili, vuoi anche per l'estrema bontà del netcode che caratterizza i prodotti sportivi EA di quest'anno.
    Anche nel gioco online, purtroppo, vi è una minima influenza della CPU (non si possono controllare tutti i giocatori contemporaneamente), specialmente in difesa dove, anzi, è spesso consigliabile lasciar fare all'intelligenza al silicio.
    Nonostante questa pratica renda le giocate molto più efficaci e redditizie, occorrono, spesso e volentieri, i fastidiosi intercetti che minano il realismo di ogni match e, a conti fatti, rendono Madden ingiocabile ai meno esperti.
    Non si spiega, infine, data la bontà del netcode, la completezza delle licenze e la possibilità di scaricare i roster aggiornati, la mancanza di una modalità online per creare e partecipare a tornei classificati, vero fiore all'occhiello di ogni titolo sportivo.
    La gravità di tale mancanza, assolutamente non sopperita dall'inserimento di alcuni, a nostro avviso inutili, mini giochi, viene aggravata dal fatto che il football targato EA è l'unico prodotto della lineup sportiva a presentare questa inspiegabile mancanza.

    Arte in movimento

    Graficamente Madden 08 è un piccolo capolavoro della tecnica: seppur i modelli poligonali degli atleti siano leggermente più ricchi di poligoni e definiti rispetto allo scorso anno, presentano una mole di animazioni tale da far impallidire qualunque concorrente di questa generazione.
    Oltre alle animazioni facciali che distinguono un giocatore dall'altro, caratterizzando, in particolar modo, quelli più famosi, sono presenti movenze personalizzate per i contrasti, per la corsa, per i passaggi, per le cadute e per i dribbling, a seconda della posizione in campo, del tipo d'azione eseguita e, nel caso di un contatto, dalla posizione di un contendente rispetto all'altro.
    Il pacchetto è talmente completo da risultare reale, tanto che si nota addirittura un leggero movimento delle spalle quando un giocatore (fermo) respira in maniera affannata ed il “piegamento” dello scarpino e del piede durante la corsa.
    A questi incredibili dettagli si aggiunge una realizzazione a dir poco perfetta di tutti i palazzetti della lega NFL, sia indoor sia outdoor, conditi da ottimi effetti luce, capaci di rendere partite diurne, notturne e al coperto in maniera molto credibile; oltretutto, collegandosi ai server EA, è possibile impostare il meteo di ogni match secondo quelle che sono le condizioni climatiche presenti in quel preciso momento in quella data località, con tanto di cambi dinamici a partita iniziata.
    Se ancora non bastasse è doveroso aggiungere che i campi, sotto la pressione degli atleti, si rovinano, marcando in tal modo le zone del campo in cui si è giocato di più e concorrendo, una volta resi “terrosi”, a sporcare le divise degli uomini in campo.
    Tanta meraviglia grafica non è eguagliata, purtroppo, nel comparto audio che, fatta eccezione per una colonna sonora piuttosto orecchiabile, è un completo disastro.
    John Madden, icona storica del football americano, è stato inspiegabilmente soppiantato per essere sostituito da una scialba radiocronaca affidata ai cronisti locali, il cui unico lato positivo è l'essere tifosi della squadra casalinga ed impreziosire così, seppur raramente, la cronaca del match.
    Altrettanto pietosi gli effetti sonori dello stadio che non vanno oltre quelli intrinseci della partita, lasciando da parte tutta la componente “tifoseria” e portando il fattore coinvolgimento ad un livello molto vicino allo zero.

    Madden NFL 08 Madden NFL 08Versione Analizzata Xbox 360Madden 08 è, in definitiva, un prodotto più che discreto, minato soltanto dalle limitazioni di un'IA esageratemente sbilanciata che, a conti fatti, ne riduce la longevità, per altro non incrementata dalle gravi mancanze nelle modalità multiplayer online, chiave oramai fondamentale di questa generazione videoludica. Le grosse innovazione ed un comparto grafico davvero eccellente, tuttavia, rendono il prodotto apprezzabile agli appassionati, che troveranno pane per i loro denti ed un gioco davvero completo e anche ai novellini che, seppur limitati nell'esperienza dai già citati difetti, avranno la possibilità di divertisti per una manciata di ore.

    7.5

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