Madden NFL 22 Recensione: il football americano secondo EA Sports

Si rinnova l'appuntamento annuale con Madden NFL 22, il gioco sportivo più venduto negli Stati Uniti. Ecco le novità di questa edizione.

Madden NFL 22 Recensione: il football americano secondo EA Sports
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  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Dopo l'ennesima vittoria di Tom Terrific, TB12 o The GOAT - abbiamo finito da tempo i soprannomi e gli aggettivi nei confronti dell'ex QB di Michigan, Tom Brady - la stagione NFL 2021/2022 si apre con una serie di punti interrogativi. I Chiefs riusciranno a sistemare la linea offensiva per proteggere la loro stella Patrick Mahomes? Come giocherà l'attacco dei Saints dopo il ritiro del fenomenale Drew Brees? Ce la farà una leggenda del college football come Urban Meyer a riportare in vita i derelitti Jacksonville Jaguars? Purtroppo, non abbiamo una sfera di cristallo ma abbiamo ingannato il tempo in attesa di risposte con Madden NFL 22, la simulazione di football americano targata EA di cui vi parliamo nella nostra recensione. A proposito di sportivi a marchio Electronic Arts, date un'occhiata alla nostra prova della demo di FIFA 22.

    Doppio testimonial, doppio divertimento!

    Quest'anno EA ci ha sorpreso proponendo non uno bensì due testimonial (l'ultima volta era successo con Madden NFL 10): Tom Brady e Patrick Mahomes, il presente e il futuro della NFL. Il tutto alla faccia della "Madden Curse" che, in un modo o nell'altro, ogni anno colpisce in pieno o di striscio il testimonial del gioco (basta vedere la stagione di Lamar Jackson dei Ravens dello scorso anno).

    Il buon Tom era quasi riuscito a esorcizzare la maledizione nonostante la cover di Madden NFL 18 e uno spettacolare commercial realizzato ad hoc con tanto di specchio rotto: morale della favola, Super Bowl perso contro i Philadelphia Eagles del famoso schema "Philly Special" orchestrato da Nick Foles. Lo scorso anno era toccato a Mahomes il ruolo di uomo immagine della simulazione di EA: da campione in carica aveva perso la possibilità del "back to back" proprio contro TB12 in maglia Tampa Bay Buccaneers. Che sia finalmente arrivato il turno di Aaron Rodgers o di qualche altra sorpresa?

    Imparare dai propri errori

    L'edizione 2020/2021 di Madden NFL non era partita benissimo (a livello vendite, invece, aveva frantumato ogni record): EA Tiburon con tanta pazienza e numerose patch aveva trasformato il brutto anatroccolo in un bel cigno. La pandemia aveva inciso pesantemente nello sviluppo e il team di Orlando per rispettare le tempistiche aveva pubblicato un gioco intriso di bug e glitch, riuscendo persino a sbagliare il logo presente nella endzone di una delle franchigie NFL (fatto sparire dopo una tempestiva patch). La community di Madden NFL non l'aveva presa benissimo. Ad aumentare la frizione tra le parti aveva contribuito la modalità "Franchise", una delle più apprezzate oltreoceano che negli ultimi tempi era stata sacrificata sull'altare di MUT, la versione con palla ovale del celebre Ultimate Team.

    Con Madden NFL 22 la musica è davvero cambiata e il team di sviluppo ha compiuto uno sforzo notevole apportando una serie di cambiamenti alla suddetta modalità che permette al giocatore di vestire i panni di un allenatore/general manager di una delle 32 franchigie della NFL. L'introduzione del "Franchise Staff" è sicuramente una delle aggiunte più significative: possiamo finalmente contare su un offensive e defensive coordinator, oltre a un responsabile del personale nella gestione dei giocatori. La progressione dello staff è strutturata ad "albero delle abilità" (i veterani del college football la ricorderanno nello splendido NCAA Football 14 della stessa EA) e avremo la possibilità di sbloccare delle skill specifiche. Inoltre, come capo allenatore potremo anche decidere l'intensità degli addestramenti, un aspetto da considerare nella gestione/prevenzione degli infortuni durante il corso della stagione. Nei mesi precedenti all'uscita del gioco, EA Tiburon aveva pubblicizzato con grande enfasi una nuova funzionalità chiamata "Dynamic Gameday" che, a detta dello stesso team di sviluppo, avrebbe finalmente permesso all'IA di far giocare le squadre come le loro controparti reali, con statistiche e percentuali realistiche (le "Next Gen Stats" introdotte lo scorso anno).

    Il Dynamic Gameday nelle nostre prove è andato discretamente; va testato però con l'inizio della stagione NFL. A settembre inoltrato la modalità Franchise beneficerà - finalmente - di un nuovo sistema di scouting che permetterà al giocatore di mandare i propri scout alla ricerca di qualche fenomenale rookie in tutti gli Stati Uniti. Fin qui tutto bene, o quasi. Quello che continua a mancare nella modalità Franchise è la possibilità di personalizzare qualsiasi aspetto del gioco: dalla squadra fino al playbook passando per lo stadio, EA Tiburon negli ultimi anni ha fatto tabula rasa di queste opzioni e non sembra intenzionata a riproporle.

    Il gameplay

    Ogni anno le polemiche sul bilanciamento del gameplay della serie Madden NFL non mancano mai: il running game e il passing game sono sempre sotto la lente di ingrandimento degli appassionati. Sin dalle prime partite è facile notare come i movimenti e le animazioni dei vari Aaron Donald, Travis Kelce, Davante Adams e compagnia siano ancor più realistiche e, soprattutto, più naturali.

    L'inerzia nei movimenti è cambiata e adesso è molto più difficile usare la velocità di un linebacker come Khalil Mack per andare a coprire i buchi della secondaria e placcare chiunque. Il peso di un giocatore, il cambio di direzione/passo incidono molto di più rispetto al passato: questi mutamenti si avvertono non solo quando si placca un avversario o si va per chiudere un quarto down palla in mano, ma soprattutto quando si lancia in profondità per testare la secondaria.

    Cornerback e safety, come nella realtà, si trovano in grande difficoltà a contenere la velocità di ricevitori del calibro di Stefon Diggs e Tyreek Hill. In Madden NFL 22 il problema è ancor più evidente quando si prova a marcarli a zona: la "Cover 2", per esempio, fa acqua da tutte le parti e l'IA si dimentica di seguire i WR nei tagli in profondità! La cosa assurda è che passando a una copertura a uomo la situazione migliora nettamente e per i wide receiver diventa più difficile liberarsi dalla guardia asfissiante di una safety.

    Con le prime patch la situazione è comunque migliorata e l'IA si è dimostrata meno smemorata nei tagli. La differenza di peso tra i giocatori, invece, è molto più marcata nel running game (storicamente uno dei punti deboli della serie) e diventa ancor più importante trovare il buco giusto per scatenare a tutta velocità il proprio running back. La linea offensiva da qualche anno continua a fare le bizze: in più di un'occasione guardie e centri si dimenticano di bloccare e in Madden NFL 22 la situazione non è cambiata di molto. Per quanto riguarda l'IA, abbiamo apprezzato invece i progressi fatti nella gestione dei quarterback: la CPU, invece, di aspettare l'arrivo di un pass rusher fa uscire tempestivamente dalla tasca i vari Lamar Jackson e Russell Wilson della situazione per evitare sack e dolorose perdite di yard. In generale, i QB appaiono più smart del solito e non si limitano ai soliti lanci in sicurezza per completare il down, sfoggiando un playbook di giochi molto più credibile e consistente che in passato (soprattutto se si gioca a difficoltà All-Madden). Gli offensive coordinator guidati dall'IA, invece, sembrano peccare di troppo ottimismo: spesso, si ostinano a tentare dei field goal dalle 60 yard piuttosto che fare dei comodi punt. Va bene rischiare, ma così è un po' troppo.

    Per quanto riguarda la sopracitata funzione Dynamic Gameday, EA Tiburon ha cercato di ricreare il vantaggio di poter giocare in casa: come nella realtà, affrontare i Broncos a oltre 1600 metri di altezza dal livello del mare può avere un impatto negativo sulle performance delle squadre in trasferta, così come sfidare i Seahawks nel loro rumorosissimo stadio (le comunicazioni tra i giocatori sono pressoché impossibili). Le difficoltà vengono simulate attraverso uno schermo tremolante/sfocato prima di uno snap oppure una barra dei punt che scorre sempre più veloce e così via. Carina l'idea, ma va perfezionata. Da sistemare, invece, la gestione delle penalità: rispetto a una normale partita NFL, di fazzoletti lanciati sul campo se ne vedono troppo pochi anche intervenendo sui vari slider disponibili.

    Nuova Storia: Face of the Franchise

    Da qualche anno la Storia "Longshot" è stata sostituita da una più accattivante rinominata "Face of the Franchise". Questa modalità offre al giocatore la possibilità di vivere per qualche partita l'atmosfera dei college a stelle e strisce. In attesa del ritorno della blasonata serie NCAA Football (si parla del 2022), possiamo giocare nei panni di una giovane stella in attacco o in difesa in una delle dieci più famose università americane: Clemson, Florida, LSU, Miami, Michigan State, Nebraska, Oklahoma, Oregon, Texas e USC.

    Si disputano un paio di partite per conquistare il titolo universitario (quest'anno è possibile giocare anche in difesa come linebacker) prima di poter partecipare a eventi prestigiosi come lo Scouting Combine e il Draft NFL. Purtroppo, la sceneggiatura messa insieme da EA Tiburon fa acqua da tutte le parti, così come i dialoghi proposti (sul banale andante).

    Face of the Franchise manca di spessore e scemato l'entusiasmo iniziale ci si annoia per davvero: sarebbe stato bello poter disputare un'intera stagione universitaria prima di tentare il salto nella NFL. Le scelte compiute dalla CPU al Draft NFL sono piuttosto discutibili e non sembrano tenere conto delle reali necessità delle varie franchigie. Nella nuova versione, poi, non sono mancati alcuni spettacolari e divertenti glitch durante i filmati o nei minigiochi (con i giocatori che sparivano dal campo): per fortuna, alcuni sono già stati sistemati.

    Le altre modalità e MUT

    "The Yard" e "Superstar KO" sono due modalità di gioco di stampo arcade/multiplayer online che sono state aggiunte nelle ultime annate. La prima è un divertente "6 vs 6" con giocatori suddivisi in diverse classi che possono sfruttare abilità speciali sulla falsariga dei vari NFL Street e NFL Blitz: la base è buona ma è migliorabile. Superstar KO, invece, permette di giocare con o contro i propri amici in partite "1 vs 1", "2 vs 2" o "3 vs 3" scegliendo le proprie stelle e cercando di mettere a segno un filotto di vittorie: è sicuramente la modalità più arcade e divertente tra quelle presenti in Madden NFL 22.

    E veniamo a MUT (Madden Ultimate Team), la prediletta da mamma EA (restando in tema, qui trovate il nostro speciale su FUT di Fifa 22): non sono state introdotte novità rilevanti, a parte la possibilità di fare aggiustamenti durante l'intervallo delle partite. Sono state aggiunte delle nuove carte che possono migliorare i valori dei giocatori ed è stata perfezionata la chimica per creare una squadra vincente: di sostanzioso non c'è altro da segnalare.

    Una grafica non proprio di nuova generazione...

    Da vedere Madden NFL 22 è piacevole, ma non è nulla di strabiliante, soprattutto se lo confrontiamo con la versione next-gen della serie NBA 2K di Visual Concepts. EA Tiburon non è riuscita a spremere per bene tutta la potenza della nuova generazione di console. Noi l'abbiamo provato su Xbox Series S e siamo comunque rimasti impressionati dalla bellezza delle inquadrature/immagini pre-partita che mostrano lo stadio, i fan che fanno festa o i giocatori prima del calcio d'inizio.

    Gli stadi lasciano letteralmente a bocca aperta: dall'half-time fino agli interventi dei reporter dalla sideline, EA Tiburon è davvero stata capace di catturare la magia di una partita NFL. I replay, poi, riescono a far apprezzare ancor di più i piccoli gesti compiuti da un giocatore per conquistare quella maledetta yard per chiudere il down. Per quanto riguarda i tratti somatici e le animazioni dei vari Rodgers, Kamara, Bosa e soci c'è poco da dire: sono migliorati, anche se continua a mancare ancora l'effetto meraviglia. Perfezionamenti significativi anche per il coaching staff: Gruden, Belichick, Arians e tutti gli altri HC appaiono più simili alle loro controparti reali, rispetto a quanto visto nelle precedenti versioni di Madden NFL.

    A non far dormire sonni tranquilli a EA Tiburon sono soprattutto bug e glitch che, anche quest'anno, hanno colpito un po' tutte le modalità di gioco: dai giocatori che cambiano maglia durante un'azione, ai loghi deformati, c'è davvero di tutto. Non possiamo fare altro che aspettare nuove patch e aggiornamenti. Da segnalare, infine, l'imperdibile OST ufficiale di Madden NFL 22, mentre il commento tecnico affidato al duo Brandon Gaudin e Charles Davis non ci ha entusiasmato più di tanto (già da qualche anno, in verità).

    Madden NFL 22 Madden NFL 22Versione Analizzata Xbox Series XPer chi non gioca a Madden NFL da qualche anno, il nuovo episodio può essere l'occasione giusta per ricominciare. La modalità Franchise è stata risistemata e la direzione presa sembra essere quella giusta, mentre il gameplay, in attesa degli aggiustamenti nella secondaria, si fa apprezzare per una fisica rinnovata nell'inerzia dei movimenti dei giocatori e per un'IA che in più di un'occasione ci ha stupito positivamente. La magia della nuova generazione per ora si è vista poco: Madden NFL 22 resta comunque un bel gioco da vedere anche se era lecito aspettarsi qualcosa di più. In generale, il nostro consiglio è quello di aspettare che EA Tiburon sistemi bug e glitch vari: il tempo c'è e la stagione è appena iniziata.

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