Recensione Manhunt

Leggi la nostra recensione e le opinioni della redazione sul videogioco Manhunt - 1090

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Disponibile per
  • PS2
  • Xbox
  • Pc
  • Un gioco che farà
    parlare di se.....

    Dopo il
    grande successo ottenuto con la serie GTA, la Rockstar Game tenta una nuova via
    del successo, con un titolo che lascerà il segno nel panorama video ludico della
    PS2. Già criticata per la eccessiva violenza elargita in Grand Theft Auto,
    Manhunt porterà questa lieve voce ad un urlo di protesta. Ma in fondo crediamo
    che sia proprio questo che vadano cercando alla Rockstar. Andiamo ad esaminare
    questo titolo che ci porta nel malato mondo degli home-video pirata a tema
    ultraviolento.

    Nuova vita

    Omicidio, assassinio, delitto e castigo. James Earl Cash sa
    bene cosa significhino queste parole, e sa anche che questa è la sua ultima
    camminata. La guardia che urla “Uomo morto in marcia”, la stanza con il lettino,
    le cinghie che lo legheranno e il medico incaricato di praticargli l’iniezione
    letale: ultimi istanti di una vita vissuta ai margini, con alti e bassi, che si
    sta concludendo con l’esecuzione della sua condanna a morte. Quello che
    quest’uomo non sa è che il liquido che gli sta per essere iniettato nelle vene
    non è letale veleno ma un potente anestetico, necessario a simulare la sua
    morte. La sua vita è stata scelta da un oscuro regista deciso a farlo diventare
    la star dei suoi malati film di ultraviolenza, fino a che morte non li separi.
    Al risveglio, la nuova vita di Cash viene apostrofata con queste parole “Mettiti
    l’auricolare ed ascolta la mia voce. E’ l’unica cosa che vorrai sentire. Dammi
    retta e tutto sarà finito prima che arrivi l’alba.” Da adesso in poi il nostro
    ex-galeotto sarà costretto ad eseguire i folli ordini dati dalla voce del
    regista, che lo spingerà ad eseguire azioni sempre più brutali e violente, solo
    per poterle riprendere e vendere le videocassette al mercato nero del
    home-video. Starà a Cash tentare di sopravvivere il più a lungo possibile.

    Manhunt: Che la caccia all’uomo
    inizi

    Da
    una premessa tale non si poteva di certo credere che questo fosse un gioco
    tranquillo. In effetti, Manhunt ha tutti gli elementi necessari a renderlo un
    titolo assolutamente straordinario, ma innegabilmente inadatto ad un pubblico
    non maturo o troppo sensibile. Già dall’inizio si capisce cosa dovremmo
    aspettarci durante lo svolgimento del gioco. La prima, facile, esecuzione ci
    viene mostrata in tutta la sua violenza. Imbustare la testa di una persona,
    riempirla di violenti cazzotti ed infine spezzargli il collo, non sono azioni
    che di solito fanno gli eroi dei VG. E questo è solo l’inizio dell’escalation di
    violenza che accompagna “l’avventura” di Cash. Come tipologia di gioco possiamo
    paragonare Manhunt a famosi stealth game, (Metal Gear Solid o Sprinter Cell). La
    sola differenza è che mentre in questi titoli interpretate la parte di un
    militare nascosto e tutti ignorano la vostra presenza, nel gioco della Rockstar
    le varie bande che vi trovate ad affrontare sanno esattamente che ci siete, sono
    pagate per saperlo e sanno che debbono uccidervi nel più cruento dei modi. Tutti
    i nemici che incontrerete vi stanno cercando: spesso li troverete a girare per
    le strade in cerca di dettagli, tracce o rumori che possano rivelare la vostra
    presenza. Unico modo per Cash, e per voi, di evitare di essere scoperti, è
    muoversi furtivamente, scivolando da ombra ad ombra. Sinceramente non ho mai
    apprezzato l’idea che si potesse pensare ad una persona perfettamente nascosta
    nell’oscurità tanto da passare inosservata, ma qui la cosa è giustificata (le
    zone di nero sono effettivamente imperscrutabili) e, soprattutto, reciproca.
    Loro non possono vedervi quando state nascosti, ma per voi vale lo stesso. Un
    Hunter fermo in una zona di “nero” risulta decisamente poco visibile al
    giocatore e questo aggiunge ansia alla paura. Ogni ombra può essere una
    minaccia, ogni svolta potrebbe portarvi faccia a faccia con un nemico non visto.
    Una volta scoperti non pensate che la fuga sia semplice. Gli Hunter sono veloci
    almeno quanto voi e riuscire a togliersi dalla loro vista per buttarsi
    nell’oscurità inosservati diventerà pian piano sempre più complicato. Inoltre,
    la gestione dell’ottima AI rende difficili e pericolosi tutti gli scontri in
    corpo a corpo. Oltre alla difficoltà obbiettiva di abbattere un nemico grosso,
    cattivo e ben armato si aggiunge anche il fatto che questi cercherà
    costantemente l’aiuto dei compagni per volgere a suo favore gli esiti della
    lotta. Dopo il primo livello difficilmente troverete dei cacciatori in giro da
    soli. Molto spesso andranno in gruppi da due o tre e collaboreranno attivamente
    per mettere una prematura scritta "fine" alla vostra storia. Non di rado vi
    capiterà di ritrovarvi inseguiti da un gruppo di hunter che, dividendosi,
    cercheranno di tagliarvi la strada per impedirvi la fuga. Inoltre, il fatto che
    non seguano un percorso nettamente prestabilito, rende ancora più complicato
    raggiungere le spalle di un nemico per poterlo uccidere. Le armi a vostra
    disposizione per “giustiziare” i cacciatori saranno inizialmente casuali e di
    singolo utilizzo. Troverete buste di plastica, cocci di vetro, fili di nailon ed
    altro, disposti per strada o nascosti dentro i sacchetti della spazzatura,
    apribili a calci. Man mano che il gioco procederà si avranno a disposizione
    svariati tipi di armi, ognuna con il proprio fattore "rumore" e
    "attacco/difesa". Si passa dalla pesante mazza da baseball in metallo al leggero
    e più silenzioso pugnale da caccia, dal massiccio macete alla meno ingombrante
    mannaia. I mezzi per procurare una morte violenta messi a vostra disposizione
    sono veramente molteplici, anche se a volte i risultati finali non saranno così
    diversi come ci si potrebbe aspettare da una così vasta opzione di scelta.
    Alcune volte vi troverete a cambiar arma solo per il gusto di vedere come sia la
    nuova scena di morte effettuata da Cash. Nota molto positiva è che tutte le armi
    o gli oggetti presi dal nostro personaggio sono ben visibili sul suo corpo.
    Esistono quattro divisioni da rispettare. Armi ad uso singolo, armi leggere,
    pesanti, ed in più gli oggetti per attrarre l’attenzione. Le prime tre categorie
    comprendono sia armi da mischia che da fuoco. Tatticamente questa scelta fa si
    che si possa decidere se rintanaci nell’ombra in attesa di colpire alle spalle,
    oppure se imbracciare e ingaggiare violenti combattimenti all’ultimo colpo.
    Nella lista di oggetti per attrarre l’attenzione troviamo mattoni, scatolame,
    bottiglie e teste di nemici. Ogni pezzo ottiene un’area di rumore ed una
    reazione diversa da parte del nemico. Far trovare una testa in mezzo ad un
    corridoio metterà molto più sulla difensiva gli Hunter che l’aver sentito un
    rumore dietro l’angolo. Inoltre, potrebbe capitare che un cacciatore, attratto
    con questo macabro specchietto per le allodole, vada ad avvisare i propri
    compagni della scoperta, facendovi saltare la possibilità di un attacco furtivo.
    Ma adesso passiamo ad altro......

    Visione del tutto

    Andando ad esaminare il gioco in se, senza
    lasciarsi influenzare dall’eccessiva e gratuita violenza distribuita in Manhunt,
    possiamo notare come, oltre all’ottimo livello di AI già citato in precedenza,
    altro grande punto di forza di questo titolo sia espresso dall’ottimo sonoro.
    Presente nel titolo in formato Dolby ProLogic II, possiamo gustare ed
    amplificare le sensazioni di ansia che l’attesa e la paura già ci fanno vivere.
    Ogni momento di gioco è accompagnato da una base musicale bella e d’atmosfera,
    capace di catapultarci in un attimo dall’oziosa pausa d’attesa nel buio alla
    disperata fuga per la vita, il tutto sottolineato dall’aumento del volume e dal
    crescere del ritmo. Inoltre tutti i suoni sono ben curati. Dal tagliare le funi
    con il macete al rumore di stappo che otteniamo estraendo il piede di porco dal
    cranio di una nostra vittima, tutte le campionature sono verosimili. Sbattendo
    la nostra arma su di una superficie per attirare l’attenzione dei cacciatori, ci
    si accorge di come ognuna abbia un rumore caratteristico. Che sia un’arma a lama
    grande o piccola, con il manico di metallo o legno, che sia ferro pieno oppure
    scatola di latta, ogni rumore è diverso, distinguibile e riconducibile alla
    controparte reale. Altra particolarità di questo titolo è data dalla possibilità
    di utilizzare un microfono/cuffia USB, in modo da calarsi ulteriormente
    nell’esperienza di gioco. In questo modo i commenti ed i suggerimenti del
    regista arrivano direttamente alle nostre orecchie (proprio come a Cash) e i
    rumori da noi emessi durante la partita vengono riportati in gioco, arrivando ad
    attirare anche l’attenzione degli Hunter. Urlare di sorpresa per l’improvvisa
    comparsa di un nemico o gridare improperi ad un cacciatore che vi fronteggia,
    non faranno altro che attirare l'attenzione su di voi. Quindi, occhio a quello
    che fate. Graficamente Manhunt si presenta ben realizzato, con linee e tratti
    simili a quelli già visti in GTA:VC. L’ambiente di gioco risulta pulito e ben
    delineato. Non possiamo dire che questa sia la migliore grafica presente sulla
    PS2, ma da un gioco che non fa del comparto tecnico il suo punto di forza, non
    ci saremmo potuti aspettare di meglio. L'ultima nota va spesa sul gameplay. Per
    variare ed evitare di annoiare il giocatore solo con sezioni di gioco stealth, i
    programmatori hanno ben pensato di inserire intere sezioni dove l’unico modo per
    andare avanti è imbracciare un’arma da fuoco e buttarsi, pur tentando di avere
    una tattica di base, in violente sparatorie. Dover gestire una riserva di
    energia limitata e abbattibile con due semplici fucilate impedisce al giocatore
    colpi di testa alla Rambo, obbligandolo a pianificare comunque le sue
    azioni.

    Conclusioni

    Giudicare un titolo come questo non è semplice. Nel giocarlo troverete
    molti colpi di classe che da soli vi ripagheranno della spesa, ma l’eccessiva
    violenza gratuita potrebbe essere un deterrente per molte persone. Personalmente
    l’ho trovato ben fatto, gradevole, d’atmosfera e decisamente coinvolgente, ma mi
    sento di consigliarvi un eventuale affitto prima dell’acquisto. Ci metterete
    pochissimo a capire se amare o disprezzare questo titolo. Ma quale che sia la
    vostra opinione su questo gioco, sono sicuro che Manhunt farà parlare di se (nel
    bene o nel male) davvero per molto tempo. Saluti dalla cripta. Il
    Nonmorto

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