Mario Kart Tour Recensione: il racing game Nintendo sfreccia su smartphone

Mario Kart Tour è arrivato su iPhone e Android per infiammare i nostri smartphone. Si tratterà di una pole position o sarà una falsa partenza?

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  • Tra tutte le serie dedicate alla mascotte baffuta di Nintendo, una in particolare riesce ad appassionare utenti esperti, giocatori saltuari della domenica e a comunicare con forza la filosofia unica della sua azienda. Stiamo parlando di Mario Kart, il titolo più colorato e crudele della Casa di Kyoto. Quando la compagnia nipponica ha deciso di avvicinarsi al settore mobile (come dimostra ad esempio il recente Dr. Mario World), l'attesa per una trasposizione del gioco di corse si era fatta quindi piuttosto pressante, carica della speranza di vedere i kart sfrecciare su tutti gli smartphone del mondo.

    Siamo quindi giunti al momento fatidico, pronti a tirare le somme su Mario Kart Tour dopo ore spese in derapate schiva-banane. Il semaforo lampeggia e il numero gigante davanti ai nostri occhi scandisce gli istanti che ci separano dalla partenza, finché non arriva il tempo di premere sull'acceleratore.

    Corse e funghi su mobile

    Era solo questione di tempo perché i circuiti del Regno dei Funghi approdassero anche sui cellulari. Parliamo in fondo di un brand prolifico (basti pensare al ritorno nelle classifiche UK di Mario Kart 8 Deluxe) e decisamente adatto anche all'utenza meno avvezza al gaming duro e puro. L'accessibilità, in questo caso, è stata perfino accentuata, dato che Mario Kart Tour possiede tutta una serie di meccaniche pensate specificatamente per il mercato mobile: la prima, e più influente, è l'accelerazione automatica.

    In pratica non è richiesto di premere alcun tasto virtuale, il mezzo raggiungerà autonomamente la velocità massima, e starà a noi evitare che incappi in qualche ostacolo lungo il tragitto. Spostandoci infatti sul fronte della manovrabilità, sin dalle prime battute l'utente deve selezionare un sistema per affrontare ogni curva: potremo decidere se svoltare semplicemente il kart, oppure se approfittare di ogni tornante per lanciarsi in una derapata (con conseguenti boost a seconda della durata).

    I movimenti sono legati ai tocchi laterali dello schermo, mentre quelli verticali sono adibiti all'uso degli oggetti: una volta raccolto un power-up, l'assenza di input lo posiziona alle spalle del kart, mentre le altre interazioni permettono di utilizzare il gadget sul personaggio (nel caso di un fungo), lanciarlo di fronte o alle spalle.
    Sulle prime questo sistema, specialmente per chi ha un ingente monte ore sul capitolo per Wii U/Switch, potrebbe risultare quasi straniante, ma una volta fatta l'abitudine il feeling della serie rimane praticamente immutato. Non solo, il gameplay congegnato da Nintendo permette effettivamente di giocare con una mano sola, e una volta rotti gli indugi iniziali questo episodio "tour" acquisisce un senso tutto proprio: quello di un'esperienza "mordi e fuggi", adatta a brevi sessioni di gioco in qualsiasi luogo. Dal punto di vista della connessione (richiesta obbligatoriamente), infatti, l'episodio per mobile funziona egregiamente anche con un semplice 4G, invogliando l'utente a un rapido giro ogni volta in cui la monotonia della vita rischia di prendere il sopravvento.

    Piloti a puntate

    Prima di scendere in pista e dare battaglia mordendo l'asfalto è necessario selezionare il proprio pilota, ed è qui che qualche nota stonata inizia a farsi sentire: personaggi, kart e deltaplani, i tre elementi da scegliere prima di ogni corsa, sono infatti bloccati e legati alle microtransazioni.

    Esistono due valute fondamentali: le monete, da raccogliere sul tracciato o con i bonus giornalieri, e i rubini, distribuiti con una certa parsimonia, a meno che non si voglia aprire il portafogli. Proprio questi ultimi sono indispensabili per sbloccare un tubo a propulsione che, casualmente, regalerà un nuovo pezzo per la propria collezione.
    Lasciando da parte il modello economico di Mario Kart Tour (ci ritorneremo in seguito), la rotazione dei piloti è fondamentale per progredire all'interno del gioco. Ogni personaggio ha più "confidenza" con determinate piste: questo implica che, se sceglieremo uno specifico avatar all'interno di un circuito, potremo raccogliere fino a 3 oggetti anche con un singolo cubo. Ottenendo un tris di elementi uguali, è possibile perfino sbloccare una "frenesia", ossia una ricca dotazione di power-up utile a macinare punti. Ogni azione - dal colpire un avversario con un guscio all'eseguire una derapata perfetta - aumenta lo score generale. Giunti alla fine della corsa, il punteggio sblocca delle Megastelle per raggiungere i grand prix successivi. Ne consegue che tagliare il traguardo al primo posto non è l'obiettivo primario, ed è possibile lasciarsi una pista alla spalle dopo aver raccolto le cinque stelle disponibili.

    Al netto di evidente riciclo dei tracciati, con il gioco che ripropone sistematicamente alcuni circuiti dei capitoli per Game Boy Advance, 3DS, Gamecube e N64 con delle opportune modifiche (ad esempio ostacoli aggiuntivi o rampe con turbo annessi), nell'insieme l'offerta della progressione è abbastanza soddisfacente, dal momento che Nintendo aggiunge nuove coppe con una notevole costanza.

    L'obiettivo finale consiste insomma nel collezionare tutti e venti i piloti, i diciannove kart disponibili e gli undici deltaplani. Giunti a questo punto, tuttavia, ci si scontra col muro delle microtransazioni: La Casa di Kyoto non ha rinunciato al classico sistema della valuta premium, ossia i sopracitati rubini, e ha perfino introdotto un Gold Pass in Mario Kart Tour. Questo abbonamento mensile garantisce, al costo di 5.49 euro, personaggi, mezzi, accessori e la modalità 200 cc. L'esborso, a nostro avviso, è veramente esoso, soprattutto se messo a confronto con il sistema di Apple Arcade. Si tratta di un esperimento quindi, che a nostro avviso dovrebbe essere rimodellato quanto prima, altrimenti si rischia di incorrere nelle ire della community.

    Mario Kart Tour, in ogni caso, non pone quasi nessun vincolo al gioco libero: l'unico, a voler essere pignoli, è rappresentato dall'esperienza cumulabile per il roster di guidatori e mezzi. Ad ogni uso, piloti, vetture e deltaplani aumenteranno i punti base in dotazione, dando un piccolo assist per la raccolta di Megastelle. Esiste un limite "quotidiano" all'upgrade generale ma, una volta superato, nulla vieta di scendere ancora in pista.

    In attesa quindi dell'introduzione di un vero comparto multiplayer (ad ora ci sono solo delle classifiche di score tra utenti per ottenere premi), l'esperienza di Mario Kart Tour vive su binari leggeri, oppressa in parte dalle microtransazioni, ma con un valore che sarebbe ingiusto non considerare.

    Ora come ora, resta comunque una variante in scala molto ridotta dei titoli della serie base: mancano ad esempio i circuiti antigravitazionali, il sistema di peso legato al pilota selezionato e diversi personaggi che giustifichino appieno l'esborso richiesto dal pass. Anche il fronte tecnico non è esente da imperfezioni, con un paio di piste che presentano dei consistenti cali di frame rate (la prova è stata svolta su un Huawei P10 Lite).

    Nel complesso, Mario Kart Tour rimane un racing game più che godibile, ma da Nintendo era lecito aspettarsi una cura maggiore.

    Mario Kart Tour Mario Kart TourVersione Analizzata Android GamesMario Kart Tour è una produzione che merita quantomeno di essere gustata da ogni nemico giurato dei gusci blu. Il titolo pubblicato da Nintendo è un episodio in miniatura, capace di introdurre diverse meccaniche che favoriscono la rotazione di personaggi e mezzi. La strategia scelta per le microtransazioni risulta un tentativo riuscito a metà: da un lato c’è la solita valuta premium, dall’altro un Gold Pass fissato a un prezzo davvero esoso. Un certo riciclo delle piste e una progressione che ben presto punta tutto sul collezionismo (a pagamento) colpiscono duramente il capitolo per mobile che, al netto di queste “ingenuità”, possiede un gameplay che si sposa perfettamente alla sua piattaforma. Che siate in fila all'aeroporto o in attesa dal medico, la voglia di fare un giro in pista non mancherà. Sarebbe bastata un po’ di cura e lungimiranza in più da parte della Casa di Kyoto e Fire Emblem Heroes avrebbe avuto un degno rivale nella propria scuderia.

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