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Recensione Mario Power Tennis

Direttamente dai campi del GBA, torna su Wii U il tennis mariesco

Mario Power Tennis
Videorecensione
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii
  • NGC
  • Wii U
Andrea Dresseno Andrea Dresseno ha iniziato a giocare alle elementari, prima a scrocco, poi si è reso autonomo. Scrive di videogiochi da quasi vent'anni, ma nel mezzo ci sono state alcune pause di riflessione: durante una di queste ha dato vita all'Archivio Videoludico, per cui ora si dedica anche alla conservazione del medium. Si dice sia nintendaro, ma non esistono prove. Lo trovate su Facebook.

Continuano sulla Virtual Console di Wii U le riedizioni dei grandi classici GBA. Un'offerta collaterale, se così vogliamo chiamarla, che di tassello in tassello arricchisce la softeca dell'ammiraglia di casa Nintendo. Ancor più che i titoli GBA erano del tutto assenti sulla VC di Wii, e hanno fatto la loro comparsa per la prima volta su Wii U con edizioni in tutto e per tutto fedeli a quelle originali. Pochi gli extra, e puramente superficiali: la possibilità di giocare il titolo sul Gamepad, oltre che sul televisore, e l'aggiunta opzionale di un filtro che smussa un'immagine per forza di cose pixellosa, vista la piattaforma di partenza. Per il resto, si tratta di vecchi classici resi nuovamente disponibili, per la comodità delle nuove generazioni e dei vecchi nostalgici.
Questa volta è il turno di Mario Power Tennis, episodio per GBA della serie tennistica di casa Nintendo, originariamente pubblicato nel 2005. Fate attenzione allo sviluppatore: Camelot. Gli stessi di Golden Sun e Shining Force. Cose c'entrano gli RPG con un gioco di tennis? In questo caso c'entrano eccome, visto che Mario Power Tennis non si limita a trascinarvi sul campo da gioco, ma infarcisce il tutto con una componente ruolistica che nella modalità Storia diventa parte integrante dell'esperienza, se non addirittura il punto forte dell'intero pacchetto.

LA VITA IN ACCADEMIA

Uno si aspetta di trovare subito Mario & soci, e invece no. Il titolo inizia all'Accademia del tennis e vi consente di scegliere tra due personaggi che diventeranno il vostro avatar: Max o Tina. Non fosse per alcuni dettagli sparsi per i viottoli dell'accademia - tubi decorativi e statue a forma di stella - si potrebbe temere per un istante di essere finiti nel gioco sbagliato. Una volta selezionato il proprio alter ego digitale, inizia la dura vita dell'aspirante tennista. La dimensione da GdR del titolo è accentuata sia dai frequenti dialoghi coi personaggi che popolano l'accademia, sia dalla necessità di esplorare le viuzze del luogo e potenziare le proprie abilità con la racchetta attraverso sfide specifiche e incontri in singolo o in doppio. C'è anche una storia, per quanto accessoria, a far da collante tra una sfida e l'altra, tra un pellegrinaggio e l'altro. In sostanza, però, è nello sviluppo del proprio avatar che si gioca gran parte dell'esperienza di questa modalità. E nelle sfide sul campo, ovviamente.

Va da sé che all'inizio sarete dei semplici novellini, costretti a fronteggiare compagni di livello pari e superiore al vostro per poter diventare dei veri e temibili professionisti. Accettare le sfide è quindi una componente vitale di questa scalata verso il successo. Come dicevamo, è possibile giocare in singolo oppure in compagnia di Max o Tina, a seconda di chi avete scartato in principio. C'è spazio anche per l'allenamento in solitaria, sia sul campo, con fasi precedute da un tutorial che vi fornirà le basi della disciplina, sia in palestra, con minigiochi pensati appositamente per affinare le vostre abilità. In base ai risultati ottenuti potrete spendere i punti esperienza guadagnati per salire di livello e migliorare singoli aspetti del vostro personaggio (e del vostro compare): dalla potenza alla velocità, dal servizio allo slice.
Mario Power Tennis non si risolve comunque nella sola modalità Storia. Per esempio, una volta completati con successo i minigiochi disponibili in palestra, questi vengono sbloccati nel menu principale, ed è possibile affrontarli come sfide a sé stanti. Inoltre, se preferite gettarvi subito nella mischia, potete dribblare la modalità Storia e accedere direttamente a quella Esibizione. È lì che Mario e l'allegra combriccola si palesano immediatamente come personaggi selezionabili, ognuno dotato di sbrilluccicosi colpi speciali. Perché è pur sempre un gioco di Mario, mica Top Spin.

COME TI DIVENTO TENNISTA

Guai, però, a credere che Mario Power Tennis manchi di tecnica. Anzi, pur con i soli due tasti del GBA e il supporto dei dorsali, il titolo Camelot sa regalare soddisfazioni anche a chi è alla ricerca di una certa dose di simulazione e profondità. Su Wii U la situazione non cambia, e sebbene il gioco non sia votato al realismo assoluto, non deluderà certamente gli appassionati della disciplina, tra volée, ace, rovesci e dritti astuti in quell'angolino lontano lontano, che il tuo avversario proprio non ci può arrivare (tutta bravura eh, troppo comodo parlare di fortuna). Immediato ma non per questo meno profondo anche il percorso di “formazione” del personaggio. Anche se l'atmosfera sembra allegra e spensierata all'Accademia, le fasi di allenamento non lo sono affatto, anzi: le prove per affinare la propria tecnica richiedono disciplina e precisione, pena la ripetizione infinita. Insomma, l'involucro non fa la sostanza, e di sostanza in questo titolo ce n'è indubbiamente.

Ovvio che il peso degli anni un po' si sente, soprattutto tecnicamente: d'altronde stiamo parlando di un gioco GBA, e questo incide per forza di cose sulla grafica. Che è comunque gradevole nel suo fiorire di pixel bene in vista, ma è una grafica GBA. D'altra parte è pur vero che se uno compra la riedizione di un gioco GBA su Wii U non può aspettarsi una rivoluzione tecnica, anche solo per rispetto filologico all'originale. Quindi rettifichiamo: se escludiamo la possibilità di inserire un filtro grafico che smussa i pixel con fare discreto, ci ritroviamo di fronte alla deliziosa grafica della versione originale, gradevole oggi come ieri. Rimane l'incognita prezzo: 6.99 euro per la riedizione di un titolo GBA non sono bruscolini. Ma il gioco c'è, era di qualità al tempo e lo è anche ora su Wii U. Una capatina la merita.

Mario Power Tennis Mario Power Tennis è un buon gioco, oggi come lo era nove anni fa su GBA. Il videogiocatore-archeologo alla ricerca di un'esperienza tennistica di qualità può andare decisamente sul sicuro col titolo Camelot. Un mix credibile di arcade e simulazione, che ha dalla sua una scelta curiosa: integrare l'attività sportiva con il mondo degli RPG. D'altronde, i ragazzi di Camelot sono quelli di Golden Sun e Shining Force: evidentemente la tentazione era troppa. Non aspettatevi quindi di finire subito in campo (a meno che non lo vogliate). Ampio spazio invece ai dialoghi, alle “quest” - che si risolvono qui in sfide necessarie per diventare dei veri professionisti del tennis - e alla trama, per quanto abbozzata. L'esperimento può dirsi riuscito, dato che alla profondità della disciplina si affianca una componente ruolistica appassionante e inedita per un titolo sportivo. A frenare l'entusiasmo solo il prezzo, non proprio basso per una riedizione da GBA, e la concorrenza, che negli anni si è fatta più agguerrita. Per dire, su Wii U si può giocare alla riedizione Wii di Mario Power Tennis per GC; se si possiede un 3DS c'è Mario Open Tennis, tanto per rimanere in casa Nintendo. Tuttavia, il vero videogiocatore-archeologo non si lascia scoraggiare, mai.

7.5

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