Recensione Mario vs Donkey Kong 2

Donkey Kong torna alla carica. Riusciranno i Mini-Mario a fermarlo?

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  • DS
  • Paese che vai, usanza che trovi.

    Con Mario VS Donkey Kong, su GBA, Nintendo era riuscita a creare uno strano, ma riuscito, mix tra diversi generi di gioco. La struttura a missioni, il feeling immediato, i controlli semplici ed intuitivi hanno fatto dell’episodio per GBA un piccolo gioiellino del divertimento.
    Ora, grazie ai nuovi controlli ed alle nuove opportunità offerte dal DS, Nintendo poteva non approfittarne e riproporre lo stesso gioco uscito su GBA?
    Assolutamente no.
    Ma chi riteneva di trovarsi di fronte ad un semplice “adattamento” del titolo alle capacità offerte dalla piccola console di casa Nintendo dovrà ricredersi. Qui siamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione.

    Semplice ma funzionale

    Non appena si inizia il gioco si viene immediatamente catturati dallo splendido mini filmato che ci introduce all’azione.
    Mario e Donkey Kong sono uniti nei festeggiamenti per l’uscita della loro collana di miniature. Durante un’intervista però DK si innamora della bella intervistatrice la quale, preferendo i mini-mario rispetto ai mini-DK, incappa nelle furie dello scimmione, che non trova di meglio da fare se non rapirla per portarla all’ultimo piano del palazzo in cui si trovano.
    Tocca a Mario salvare la bella giornalista, ma questa volta il lavoro sporco sarà assegnato ai mini-mario stessi.
    Superato il breve filmato si viene subito trasportati nell’arena di gioco, in cui dovremo decidere la nostra missione.
    Tutto il gioco si svolge grazie all’ausilio del pennino, grazie al quale potremo e dovremo controllare i vari Mini-Mario sparsi per il livello.
    La formula di gioco, soprattutto nei primi livelli, è semplice ma funzionale. Troveremo visualizzati su schermo alcuni Mini-Mario (nel numero minimo di 2), delle monete sparse per il livello, una carta, diversi ostacoli ed una porta. Il nostro scopo sarà quello di stabilire un percorso che permetta ai Mini-Mario di raggiungere la porta ed uscire dal livello, cercando al contempo stesso di raccogliere quanti più bonus possibili.
    Il pennino servirà sia per controllare i Mini-Mario sia per interagire con l’ambiente.
    Passando il pennino sopra le minuature semoventi stabiliremo in che direzione esse dovranno muoversi, toccandoli arresteremo il loro cammino, facendo un movimento verso l’alto li faremo saltare.
    Naturalmente nei primi livelli il tutto è abbastanza semplice, ma andando più avanti la situazione cambia leggermente.
    Prima di far partire la marcia dei nostri Mini-Mario sarà opportuno studiare un modo d’agire consono e funzionale. All’uopo, all’inizio di ogni missione avremo la possibilità di avere una panoramica sull’intera area di gioco, ed il timer inizierà a scorrere solamente nel momento in cui cominceremo ad interagire o con i Mini-Mario o con l’ambiente.
    Se portare singolarmente ogni Mini-Mario alla porta può essere semplice, riuscire a raccogliere tutti i bonus, far si che i Mini-Mario non arrestino mai il loro cammino una volta avviati, e far si che entrino tutti insieme contemporaneamente (allo scopo di accumulare più punti bonus possibili ed ottenere le medagliette d’oro) è un’impresa ben più ardua.
    I Mini-Mario infatti, strizzando l’occhio ai gloriosi Lemmings, una volta partiti andranno dritti per la loro strada, incuranti di qualsiasi tipo di pericolo possano trovare sulla strada. Sta al giocatore far sì che non cadano da un burrone o non finiscano nelle grinfie dei nemici sparsi per il livello.
    Andando avanti nel gioco i tipi di ostacoli e di interazioni con l’ambiente andranno aumentando, e con questo anche i metodi di risoluzione delle missioni. Ogni nove missioni si ha un incontro con il boss. In questi incontri ci troveremo a fronteggiare DK usando i Mini-Mario raccolti fino ad allora come palle di cannone. Nostro compito sarà direzionare il cannone e fare fuoco al momento opportuno, evitando di far schiantare i Mini-Mario contro le pareti o contro gli ostacoli disposti da Donkey stesso.
    Questa è per sommi capi la formula di gioco. Non è utile soffermarsi più di tanto sulle tipologie di ostacoli che il giocatore potrà incontrare (basta sapere che essei cambieranno nelle varie fasi dell'avventura, ed un semplice tutorial illustrerà di volta in volta come interagire con gli stessi): è sufficiente invece lodare la varietà che un buon numero di trappole e strutture può regalare.

    Piccola menzione

    Sebbene da un DS sia lecito aspettarsi di più, la grafica del gioco riesce a risultare piacevole e funzionale allo stesso tempo. Abbandonata la grafica renderizzata del primo episodio, in questo capitolo Nintendo ha preferito adottare una classica grafica bidimensionale, caratterizzando i singoli sprite con delle linee molto marcate e dei colori vivaci. In questo modo viene a crearsi un simpatico effetto capace di far apparire il tutto come un cartone animato. I fondali sono disegnati con molta cura, vivaci e colorati, e riescono a mescolare egregiamente le piattaforme di gioco con il background visivo, senza comunque creare scomode confusioni.
    Il sonoro poi è superlativo. Oltre ai classici passettini dei Mini-Mario, è presente una serie di voci personalizzate (notevoli soprattutto quelle riprodotte quando si apre e chiude il coperchio del DS) e di rumori ambientali che rendono il tutto molto più apprezzabile.
    Le musiche sono riarrangiamenti dei temi ascoltati nel primo episodio e di vecchie glorie della grande N. Piacevoli da ascoltare e mai fastidiose.
    Sebbene, come già accennato, il DS sia in grado fare molto di più, come già ampiamente dimostrato, il risultato finale del titolo è gradevole sia agli occhi che alle orecchie, ed alla fine è questo che conta.

    Non è tutto oro quello che luccica

    Un gioco perfetto allora? Purtroppo no.
    Se da un lato la meccanica di gioco riesce immediatamente ad interessare, piacere e coinvolgere, allo stesso livello non può dirsi la longevità.
    Purtroppo è tangibile il rischio che il gioco diventi presto ripetitivo, anche nel corso delle prime missioni.
    Nel primo Mario VS DK all’aumentare dei livelli corrispondeva da un lato un aumento delle difficoltà, dall’altro un incremento delle nostre possibilità d'agire e delle opzioni offerte dal Gameplay. In questo episodio le nuove sfide non vengono accompagnate da un accrescimento graduale delle meccaniche di gioco: l'utente potrebbe dunque non essere invogliato a compiere l'impresa di ottenere le medaglie d’oro (essendo per lo più annoiato da un gameplay troppo monotono), e verso la fine dell'avventura principale l'abitudine al sistema di controllo potrebbe rendere di fatto il gioco sin troppo semplice.
    Inoltre può capitare che nel tentativo di premere un interruttore o di far cambiare marcia ai nostri Mini-Mario, innavvertitamente se ne arresti il cammino, facendo si che si incappi in una fastidiosa detrazione di punti, che ci allontana il più delle volte irrimediabilmente dalla'agognata medaglia d’oro. Un problema, questo, legato all'imperfetta calibrazione delle funzioni legate al Touch Screen.
    Un vero peccato, come il fatto che non sia stata inserita una modalità multiplayer. La Wi-Fi connection di cui si vede il logo nella confezione avrà il solo scopo di permettere lo scambio delle mappe da noi create. Questa possibilità, relata ad un editor ben strutturato, è comunque una scelta molto gradita: potremo creare fino a 10 mappe personalizzate, ognuna con ostacoli, trappole e altro. Potremo stabilire tutti gli elementi necessari a creare una sfida degna di nota (dove posizionare l’uscita, i Mini-Mario, i nemici, i pulsanti: ciascun dettaglio, persino i temi del fondale) ma tali elementi andranno sbloccati ottenendo tutti gli ori, e raccogliendo tutte le carte presenti nei livelli (le quali serviranno ad accedere ad un minigioco utile per sbloccare i nuovi contenuti di cui sopra). In tal maniera accontentarsi di una semplice medaglia di bronzo porta qualche svantaggio. E' forse questo l'unico incentivo al completamento del gioco nella sua totalità: non molto, dobbiamo ammettere. Avremmo preferito che il fattore longevità fosse garantito non dagli extra, quanto da un gameplay poco più vario e, sopratutto, in continua evoluzione, o da un nutrito numero di opzioni per il gioco di gruppo.

    Mario vs Donkey Kong 2: March of the Minis Mario vs Donkey Kong 2: March of the MinisVersione Analizzata Nintendo DSUn titolo accattivante, che riesce subito a divertire e ad interessare. Peccato che a causa della mancanza di alcuni piccoli accorgimenti non si possa parlare di capolavoro. Rivoluzionato nel suo sistema di gioco, Mario VS DK non riesce nell’impresa di superare il suo illustre predecessore, anche se riesce comunque a divertire.

    8

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