Marvel's Spider-Man: recensione del terzo ed ultimo DLC, Silver Lining

Con Silver Lining si conclude la mini serie di contenuti aggiuntivi de La Città che non dorme mai: un episodio che apre le porte al futuro della serie.

Marvel's Spider-Man: Silver Lining
Recensione: PlayStation 4 Pro
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • New York è una città che non dorme mai. Schiacciata da un traffico assordante e dal vociare incessante dei passanti, Manhattan non conosce neppure un'ora di riposo, né di silenzio. In qualsiasi momento della giornata, dondolando tra i suoi grattacieli, è possibile assistere ad un viavai ininterrotto di automobili, lavoratori e, in particolar modo, criminali. E per riuscire a vegliare sulla Grande Mela, anche il nostro amichevole Spider-Man di quartiere deve restare sempre vigile, pronto a sventare l'ennesima minaccia. Dopo gli eventi che hanno visto protagonista Mr.Negativo, a mettere a repentaglio la tranquillità dei newyorkesi questa volta è Hammerhead, boss della malavita che ha intenzione di rivendicare il proprio domino sulla metropoli sfruttando le armi della Sable.

    È lui il principale antagonista della mini-serie La Città che non dorme mai, trittico di contenuti extra per Marvel's Spider-Man, ora giunto al suo atto finale, intitolato Silver Lining. Un'espressione che, se tradotta alla lettera, rappresenta un "rivestimento d'argento", ma che nel suo senso simbolico indica "il lato positivo" di una situazione spiacevole, la stessa in cui si trova invischiato l'arrampicamuri. In questo senso, la bella mercenaria Silver Sable, vera colonna portante dell'episodio, incarna entrambi i significati del titolo: da una parte, infatti, con i suoi capelli argentei, si intromette nella missione di Spidey, e dall'altra raffigura l'aspetto migliore di un capitolo meno stupefacente di quello che avremmo sperato.

    Argento vivo

    Insomniac continua il suo breve viaggio nei generi cinematografici: mentre La Rapina recuperava le atmosfere di un heist movie e Territori Contesi quelli di un gangster movie, con Silver Lining il team si inserisce nel campo dei film d'azione. Non è un caso, d'altronde, che questa terza ed ultima puntata poggi il piede sull'acceleratore, proponendoci alcune delle sequenze più rocambolesche ed esplosive del terzetto.

    Come conseguenza dei fatti dello scorso episodio, Testa di Martello è ancora a piede libero, ed il suo esercito di malviventi - forte delle armi ipertecnologiche trafugate alla Sable - diviene sempre più inarrestabile. Non contenta che i suoi amati giocattolini vengano utilizzati senza permesso da delinquenti di bassa lega, Silver torna a Manhattan con il solo scopo di aprire in due il cranio di Hammerhead. Un'alleata in più nella guerra al crimine è di certo gradita, ma la mercenaria tende a risolvere i problemi con metodi decisamente poco ortodossi, che entrano un po' in contrasto con l'etica del ragnetto.

    Ancora una volta, insomma, è una donna al centro della scena: prima Black Cat, poi Yuri Watanabe ed ora Silver Sable. La Città che non dorme mai imbastisce così uno scavo psicologico più approfondito in quelle strepitose figure femminili che nell'avventura di partenza non hanno trovato il giusto spazio. Come per le altre (anti)eroine, anche Sable è una guerriera ambivalente, che agisce sul labile confine che separa bene e male. Meno sorprendente rispetto a quella di Watanabe in Territori Contesi, la sua caratterizzazione risulta comunque il punto più alto toccato dalla sceneggiatura di Silver Lining che non si dimostra costantemente in grado di intrecciare in modo adeguato tutti i fili del racconto. La sua natura di episodio finale richiedeva infatti una maggiore focalizzazione sulla dimensione narrativa, la quale - invece - al pari di come avveniva nei predecessori - si esaurisce in poco tempo e con troppa fretta. Non bastano le classiche due ore della main quest per dare un senso di completezza tale da chiudere in modo soddisfacente le diverse sottotrame: per quanto a ciascuna delle protagoniste apparse nelle scorse puntate venga data una chiusura, si tratta perlopiù di semplicissime comparse, fugaci apparizioni inserite soprattutto come "contentino" per i fan, senza che la scrittura riesca a dar loro la meritata importanza. Si pensi che il destino di Yuri, rimasto in sospeso all'interno di Territori Contesi, in Silver Lining viene relegato ad una banalissima quest secondaria priva di mordente, che ha il solo merito di suggerirci una nuova ed intrigante sfumatura nel temperamento della poliziotta.

    Sorreggendosi sul fascino di una Sable combattiva e furente, che divora in un sol boccone tutto il poco carisma di Hammerhead, quest'ultimo atto riesce comunque ad intrattenere fino alla fine per due motivi fondamentali: anzitutto per una regia ed un ritmo tesi e pirotecnici, da vero "action movie", ed in secondo luogo per tutti gli indizi che dissemina nel corso dell'avventura, utili a delineare il quadro di quello che ci aspetta in un potenziale (leggasi: praticamente certo) sequel di Marvel's Spider-Man.

    Tenendo fede allo spirito roboante della messa in scena, anche il gameplay si fa ancora più caotico e spettacolare. I combattimenti di Silver Lining sono lunghi, complessi e visivamente ipertrofici, ricolmi di nemici di ogni genere e di un'effettistica sempre più invasiva, che incrementa la difficoltà delle battaglie. Non concedendo (quasi) nulla allo stealth, l'episodio fa leva su un dinamismo a tratti esaltante, che per qualche minuto riesce a far dimenticare la ripetitività insita nel continuo alternarsi di missioni tutte troppo simili tra di loro. A parlare, in Silver Lining, sono ovviamente i pugni, ed i gadget: sulla scia di Territori Contesi, gli scontri mantengono inalterato il divertimento insito nell'ottimo combat system di Marvel's Spider-Man, ma mostrano qualche concessione di troppo al caos che campeggia sullo schermo.

    Insomma, per quanto sia esaltante come da tradizione, da Silver Lining era lecito aspettarsi un pizzico di varietà in più, considerando che si tratta a tutti gli effetti (almeno per ora) dell'ultima missione che affronteremo in compagnia del nostro arrampicamuri di fiducia. Prevedibilmente, anche gli incarichi secondari non si distanziano affatto da quelli già completati in precedenza: occorrerà dunque sia smantellare di nuovo i covi dei cattivoni al soldo di Testa di Martello (con la costante reiterazione di sei ondate da mettere al tappeto), sia scovare nove registrazioni nascoste in bella vista lungo la mappa (che sostituiscono gli zaini di Peter) sia cimentarci nelle prove della dannata, e sempre più insopportabile, Screwball.

    L'unica variante, in questo caso, consiste nell'introduzione delle sfide "Bomba", in cui ci toccherà trovare in un tempo limite alcuni ordigni: attività che prendono il posto degli incarichi "Stealth" saggiati in Territori Contesi, e che si uniscono, come al solito, alle missioni Gadget e Combattimento. L'offerta generale di Silver Lining è dunque in linea con quella dei primi due add-on, per un totale di circa quattro ore di gioco necessarie a raggiungere il 100% in ogni quartiere e sbloccare così i tre costumi aggiuntivi del DLC, ai quali si affianca una tuta extra, disponibile gratuitamente, tratta dagli indimenticabili Spider-Man diretti da Sam Raimi.

    Terminati i titoli di coda, pertanto, resta il rammarico per una conclusione che avrebbe potuto essere più intensa ed al contempo la piacevolezza di aver vissuto un'altra, breve esperienza nei panni dell'Uomo Ragno, a cui si aggiunge anche il desiderio di scoprire al più presto quello che ci riserverà il futuro del Ragnoverso di Insomniac.

    Marvel's Spider-Man Marvel's Spider-ManVersione Analizzata PlayStation 4Silver Lining è un episodio che rannoda la storia di questa mini trilogia senza grandi guizzi: resta sul solco qualitativo tracciato dalle prime due puntate, punta i riflettori su una coprotagonista femminile davvero ben caratterizzata, fa leva su una spettacolarità da manuale e purtroppo affretta i tempi del racconto, calando momentaneamente il sipario sui vari personaggi con poca eleganza. Nel suo insieme, volendo tirare le somme del trittico di capitoli, La Città che non dorme mai ha saputo rivelarsi un contenuto abbastanza appagante, in grado di stuzzicare le curiosità dei fan per le prossime avventure dell'arrampicamuri. Furbescamente, Insomniac ha disseminato lungo tutte le puntate una serie di indizi che apre le porte al sequel di Marvel's Spider-Man, strutturando poco a poco il background narrativo da cui si ripartirà in futuro, e facendo così vibrare con forza i nostri sensi di ragno. Ed è proprio questo il lato positivo di un DLC che in fin dei conti avrebbe potuto “essere migliore”.

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