Marvel's Spider-Man Remastered Recensione: Peter Parker su PlayStation 5

Vediamo insieme come gira la Remastered di Marvel's Spider-Man sulla "neonata" Playstation 5. Ci avrà convinto? Ecco il nostro verdetto.

Marvel's Spider-Man Remastered 4K
Recensione: PlayStation 5
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  • PS5
  • Sono trascorsi due anni da quando Insomniac ha brillantemente dato inizio al suo Ragnoverso videoludico: la ragnatela intessuta da Marvel's Spider-Man ha saputo catturare un gran numero di appassionati, configurandosi come uno dei migliori tie-in mai realizzati, sia per valori produttivi, sia per la capacità di reinterpretare, in chiave al contempo inedita e familiare, l'immaginario della Casa delle Idee (qui potete trovare la nostra recensione di Marvel's Spider-Man su PS4). E ora il Peter Parker di Insomniac è pronto a volteggiare anche su PlayStation 5 grazie a una versione Remastered sviluppata con indubbia competenza. L'operazione di restauro operata dal team non rivoluziona ovviamente l'esperienza di gioco, ma riesce a massimizzare gli elementi distintivi della produzione, avvicinando il colpo d'occhio a quello di Marvel's Spider-Man Miles Morales, la grande espansione stand alone che, pur nella sua natura cross-gen, è stata pensata per mettere in mostra le potenzialità dell'hardware next gen di Sony.

    L'edizione rimasterizzata del primo Spider-Man valorizza appieno il galvanizzante sistema di movimento del protagonista, rende più fluide le combo durante gli scontri e regala alla città di Manhattan scorci di una ricchezza mai vista prima. Inoltre, dona al protagonista un volto tutto nuovo, per un risultato inizialmente un po' straniante ma che, nell'economia del racconto, garantisce una performance attoriale di assoluto rispetto. Ben lontano dall'essere un lavoro pigro o rinunciatario, pertanto, Marvel's Spider-Man Remastered potrebbe invogliare ben più di un giocatore a rivestire nuovamente i panni dell'amichevole uomo ragno di quartiere su PlayStation 5.

    La nuova veste dell'Uomo Ragno

    Bastano poche immagini per rendersi conto dell'evidente salto grafico operato da questa Remastered. La cinematica iniziale acquista del resto una voluminosità tutta nuova grazie agli inediti effetti di luce, alle texture molto più definite, e in generale a una serie di dettagli aggiuntivi che arricchiscono le superfici della casa di Peter e i materiali del suo costume. La prima novità che balza all'occhio è rappresentata dalle fattezze del protagonista, che ora ha assunto le sembianze di Ben Jordan, dal viso ben più giovane rispetto a quello del precedente John Bubniack.

    Per quanto sia comprensibile il senso di spaesamento che può colpire quei giocatori più affezionati alla prima versione di Peter, c'è da ammettere che la qualità del motion capturing si è dimostrata superiore, nonché in grado di creare una buona continuità con le performance di stampo next gen viste in Miles Morales. Al di là di questa modifica radicale, le aggiunte grafiche proposte dalla Remastered vanno ricercate soprattutto sui particolari che compongono la scena: a uno sguardo più attento si notano elementi del tutto assenti nella versione PS4, senza contare un'illuminazione molto più realistica che dona alle sequenze d'intermezzo una cornice visiva sicuramente più appariscente.

    Così come in Spider-Man: Miles Morales, anche la rimasterizzazione del primo capitolo presenta su PlayStation 5 due differenti modalità grafiche, Fedeltà e Prestazioni, volte a valorizzare al meglio rispettivamente la risoluzione e il frame rate. Selezionando la prima opzione, Spider-Man Remastered risulta davvero un gran bel vedere: già di partenza il gioco base proponeva un comparto grafico di indubbio pregio, e l'hardware next gen di Sony non fa altro che acuire le potenzialità del motore. La risoluzione che spinge verso il 4K aumenta le pulizia generale del colpo d'occhio, la definizione delle texture ambientali e di quelle che ricoprono la tuta di Spidey, mentre l'implementazione del Ray Tracing illumina gli spazi come mai prima d'ora, dando alla città nuova vita e nuovi colori. I riflessi sulle pozzanghere o sull'asfalto leggermente bagnato, uniti alle immagini che si specchiano nelle vetrate, offrono in sostanza uno spettacolo a cavallo tra due generazioni. Il compromesso per un simile traguardo tecnico risiede però nel frame rate ancorato a 30 fps come su PS4 PRO, che in un titolo dinamico e frenetico come Marvel's Spider-Man possono risultare una piccola limitazione per quei giocatori che preferiscono la fluidità alla resa grafica.

    Il DualsenseCosì come in Miles Morales, l'implementazione delle feature del nuovo controller di PS5 è pensata per essere tutto sommato "morigerata": non ci sono insomma gli effetti persino esagerati di Astro's Playroom (qui la nostra recensione di Astro's Playroom), onde evitare di distogliere l'attenzione del giocatore dall'azione. Ecco quindi che i grilletti adattivi applicano un po' di resistenza aggiuntiva quando Spidey spara le sue tele, e la vibrazione "di fino" trasmette un breve impulso quando queste si attaccano ai palazzoni di New York. Il feedback aptico viene sfruttato a dovere anche durante qualche scena d'intermezzo, per amplificare l'immersività e sottolineare i momenti più importanti della narrazione.

    Per questa fetta di pubblico esiste la modalità Prestazioni, che spegne il ray tracing e riduce la risoluzione, ma inchioda il frame rate a 60 fps. In un'avventura open world che fa leva sulla frenesia delle acrobazie tra i palazzi, sulla velocità degli attacchi di Peter e sull'appagamento garantito da ogni combo ben riuscita, una simile fluidità può rendere l'esperienza molto più esaltante. Correre sulle vetrate, tuffarsi a capofitto nel traffico, sbaragliare orde di nemici e poi schizzare di nuovo tra i tetti di Manhattan sono azioni che traggono un enorme beneficio dai 60 fps. Per questo, molti utenti potrebbero scegliere di sacrificare qualche dettaglio tecnico, che nel rapido flusso degli spostamenti può passare anche inosservato (come nel caso dei riflessi nelle vetrate), in favore di una fluidità a tratti estasiante. Al pari di quanto ribadito nella recensione di Spider-Man: Miles Morales, anche in questa edizione rimasterizzata non c'è un'opzione oggettivamente superiore all'altra, e tutto è pensato per adattarsi alle preferenze dei giocatori.

    In definitiva le migliorie apportate all'edizione Remastered si percepiscono in pochissimo tempo e ci permettono di promuovere senza riserve il lavoro operato da Insomniac, molto meno timido e conservativo di quello che temevamo. Vero è che non si raggiungono pienamente i traguardi toccati, su PS5, dall'espansione con protagonista il giovane Miles, e il motivo risiede non tanto nel dettaglio prettamente grafico, quanto nell'uso meno massiccio dell'effettistica. Del resto i poteri di Morales (come il Venom che produce pirotecniche scariche bioelettriche), l'Harlem innevato e la città puntellata dalle luci natalizie creano una cornice visiva maggiormente ricca, densa e d'impatto, dove ilbalzo next gen ci è parso un po' più avvertibile.

    Un'avventura sempre ricca e divertente

    A due anni dall'esordio, Marvel's Spider-Man resta una produzione travolgente e appagante, al netto delle sue pur presenti incertezze ludiche. Volteggiare nei panni di Peter è sempre estasiante, merito di un sistema di traversing tanto intuitivo quanto dinamico, e alla stessa maniera battagliare contro manipoli di nemici, tramite l'utilizzo del free flow reinterpretato da Insomniac, restituisce sensazioni ancora parecchio adrenaliniche, con una buona dose di varietà offerta dall'utilizzo dei numerosi gadget a disposizione di Peter.

    Amplificare la qualità visiva o spingere sul pedale della fluidità sono due opzioni equamente valide per fare in modo che gli scontri appaiano più intensi di quelli saggiati su PlayStation 4. Dopo aver provato a fondo un'esperienza più condensata e bilanciata come quella di Miles Morales, in ogni caso, non possiamo fare a meno di constatare, con maggior consapevolezza, che nel primo capitolo siano presenti frangenti più diluiti che indeboliscono l'efficacia complessiva della produzione: ci riferiamo, ad esempio, a missioni secondarie dal concept discutibile e ridondante, oppure a fasi stealth dai meccanismi abbastanza approssimativi. Un po' meno rifinita risulta anche l'interfaccia: Miles Morales ha fatto passi in avanti anche su questo fronte, rappresentando - come abbiamo scritto in fase di review - una concreta maturazione del brand di Insomniac.

    A compensare qualche incertezza dettata dall'età ci pensa una notevole mole contenutistica: l'edizione rimasterizzata di Marvel's Spider-Man contiene al suo interno sia costumi inediti, sia i DLC che compongono l'arco narrativo La Città che non dorme mai, un perfetto (e imprescindibile) ponte d'aggancio tra il primo episodio e l'avventura del giovane Miles (se siete interessati, potete recuperare la nostra recensione di Spider-Man DLC: La rapina). Poco comprensibile è invece il modello di vendita adottato da questa Remastered, che di fatto è acquistabile unicamente in bundle con la Ultimate Edition di Miles Morales. Una scelta a nostro avviso francamente limitante: dato l'impegno profuso nel processo di rimasterizzazione, siamo convinti che la versione PS5 di Marvel's Spider-Man avrebbe potuto essere venduta anche in formato stand alone.

    Marvel's Spider-Man Remastered Marvel's Spider-Man RemasteredVersione Analizzata PlayStation 5Peter Parker torna su PlayStation 5 con un’edizione che massimizza ogni pregio dell’opera di Insomniac: colpo d’occhio, sistema di movimento e fasi di combattimento sono valorizzati al massimo dalle due modalità inserite all’interno della Remastered, capace di donare nuovo lustro ad uno dei migliori giochi tratti da un fumetto. Si intravedono scorci di next gen tra i grattacieli di Manhattan: nell’uso del ray tracing, nei caricamenti fulminei, nella granitica fluidità dell’azione. Valutata soltanto dal punto di vista dell’ammodernamento visivo, insomma, l’edizione rimasterizzata di Marvel’s Spider-Man può dirsi pienamente promossa, con pochissimo da invidiare al più “moderno” Miles Morales, concepito con in mente già gli hardware di nuova generazione. E dunque, ancora una volta, Insomniac ci ha insegnato cosa significa “essere migliori”.

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