Recensione Marvel: Ultimate Alliance

Scontri sovraumani a portata di remote control...

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  • PS2
  • Xbox
  • Xbox 360
  • Wii
  • PS3
  • Psp
  • Intro

    Quando si parla di picchia-duro-a-scorrimento è inevitabile fare un salto nel passato per ricordare le migliaia di proposte ludiche su console e soprattutto su cabinato che hanno segnato un’intera generazione. Tra i combattimenti di strada con mattoni e spranghe di ferro di “Final Fight” e i leggendari massacri alla “Golden Axe”, si assistette però anche ad un altro scontro, ovvero quello tra le due più note case editrici di fumetti americani: si parla in questo caso della DC e della MARVEL, che utilizzarono il mercato videoludico come campo di battaglia per un irrisolvibile battaglia a colpi di titoli che risaltassero la potenza dei loro bignamini in calzamaglia. Superman e Batman si rivelarono i migliori soggetti per beat ‘em up e non possono essere considerati da meno le celebri schermate per cabinato dedicate a Punisher -affiancato dall’instancabile Nick Fury- e a Spiderman. Non è, tuttavia, questo il luogo né il momento per discutere riguardo alla “lotta” tra major dei fumetti, e nemmeno per parlare delle vere origini di questo genere di videogiochi, ben più vetusti di quel che si pensa; l’interesse si sposta quindi sul come questa linea ludica si sia evoluta dal semplice side-scrolling ai motori grafici e di gioco di ultima generazione. Gli esempi si sprecano, ma è bene in quest’ambito dare importanza agli alti e bassi della serie di hack’n’slash in stile MARVEL creati dalla Raven Software, e in particolar modo all’ultima uscita adattata per Nintendo Wii: “Marvel Ultimate Alliance”.

    Masters of Evil

    L’attacco da parte di robot antropomorfi allo Helicarrier dell’organizzazione paramilitare S.H.I.E.L.D. scuote certamente l’animo del colonnello Fury, il quale, assunto il comando, decide di convocare i suoi uomini migliori affinché facciano piazza pulita degli invasori meccanizzati. Lo Spiderman di quartiere, il patriottico Capitan America, il possente Thor e il per niente ragionevole Wolverine accorreranno alla chiamata, per porre rimedio con i loro mezzi a quello che sembra essere il tentativo di Dr. Doom di mettere in ginocchio lo S.H.I.E.L.D. e colpire con devastanti missili la città sorvolata dallo Helicarrier. A quanto pare, però, i piani del metallico re del male sorpassano di gran lunga le aspettative di Fury e dei suoi prodi, i quali, dopo aver sventato l’attacco, si ritroveranno a dover fronteggiare un nuovo gruppo di supercriminali, denominato “Masters of Evil”. Sarà compito di una nuova squadra di supereroi mandare in frantumi gli oscuri piani dei signori del male e salvare le vite di numerosi civili e di amici x-men rinchiusi nelle tetre celle del castello di Dr. Doom. Riusciranno i nostri eroi nel loro coraggioso intento? Lo scoprirete nella prossima puntata.

    X-men e compari

    Inaspettatamente, nel 2004 la Raven Software si è distaccata dall’usuale produzione di spara-tutto in soggettiva per cimentarsi nello sviluppo di una serie di action RPG dedicati alle avventure dei supereroi creati dalla nota casa editrice americana MARVEL. Fu il tempo di “X-Men Legends”, acclamato tributo al mondo dei fumetti, che riscosse un discreto successo non solo tra i comuni utenti del videoludico, ma soprattutto tra i fan delle creature partorite dalla mente di Stan Lee: non deluse il pubblico nemmeno il successivo “X-Men Legends II: rise of Apocalypse” in cui i paladini della giustizia si unirono ai guerrieri delle forse oscure per contrastare gli oscuri progetti di un terribile nemico comune. L’esperienza ludica di entrambe le proposte non era certamente innovativa, ma godeva di una modalità multiplayer in cui fino a quattro giocatori (due in più dell’usuale hack’n’slash per console) avrebbero avuto l’occasione di partecipare contemporaneamente ad una squisita e continua rissa alla ricerca del boss finale.
    A questo punto, cosa mai potrebbe stupire il pubblico di videogiocatori e di lettori MARVEL ormai sazi delle prelibatezze servite fino ad ora? Il Wii e i suoi effetti speciali sono la miglior risposta a questa sfida e il miglior implemento al buon lavoro di sviluppo della Raven Software nel concepimento di “Marvel: Ultimate Alliance”.

    L'alleanza definitiva

    All’avvio di una nuova partita, il giocatore verrà istruito sulle funzionalità del remote control all’interno di “Marvel: Ultimate Alliance”. Ogni azione del personaggio, a differenza dei precedenti lavori Raven, viene effettuata tramite la simulazione del movimento con il Wiimote: sarà così possibile eseguire affondi, schiacciate, colpi laterali e verso l’alto o continue e durature “scosse”. Questi sono, quindi, i gesti fondamentali per poter interagire con il proprio eroe. Alternando i movimenti appena descritti sarà possibile l’esecuzione di combinazioni di attacchi che renderanno più efficaci e duraturi i colpi diretti contro il nemico. Il nunchuck assumerà un ruolo secondario, ma non per questo superficiale: lo stick controllerà lo spostamento del personaggio sulla mappa e i pulsanti C e Z saranno rispettivamente adibititi al salto e all’interazione con gli elementi dello scenario (la pressione del tasto Z può essere sostituita anche con il movimento del nunchuck nella direzione desiderata).
    Una volta assunta praticità (alcuni test indicheranno il grado di apprendimento iniziale della meccanica di gioco) sarà tempo di lanciarsi nella prima missione. Come nei due capitoli di “X-Men Legends”, il giocatore potrà avvalersi di quattro combattenti, decidendo quale tra questi controllare direttamente e quali lasciare in gestione alla CPU. Inizialmente risulterà inaspettatamente ampia la gamma di azioni effettuabili tramite remote control e quindi particolarmente complicato domare il proprio personaggio nei combattimenti; ancor più complesso sarà fare i conti con i poteri speciali di ogni singolo super-eroe, il cui accesso avviene tramite l’esecuzione di movimenti con il controller tenendo contemporaneamente premuto il tasto B. Le difficoltà iniziali riguarderanno anche (e soprattutto!) l’utilizzo del tasto Z (o dell’alternativo spostamento del nunchuck) per parare colpi o afferrare i nemici.
    Fortunatamente la componente RPG non sarà di impiccio nella digestione di queste difficili meccaniche di gioco, poiché il sistema utilizzato risulterà semplice ed intuitivo: ogni personaggio ha quattro misurini attraverso i quali sarà possibile verificare lo stato della salute del supereroe, l’ammontare di energia per utilizzare i poteri, il numero di punti esperienza accumulati nel corso della missione e l’ammontare di forza necessaria per utilizzare un colpo speciale. Ogni personaggio, una volta raggiunto un certo numero di punti esperienza (accumulabili sconfiggendo nemici o portando a termine obiettivi previsti dalla missione), acquisisce un nuovo livello che determinerà l’aumento delle sue caratteristiche o della forza dei suoi poteri (tali punteggi aggiuntivi potranno essere distribuiti manualmente dal giocatore o automaticamente dalla CPU). Non c’è da preoccuparsi se si impiegano in battaglia sempre gli stessi eroi; infatti, i personaggi inutilizzati assumeranno una parte dei punti esperienza di quelli già guadagnati da quelli in uso. Per quanto riguarda l’equipaggiamento, ognuno dei combattenti può indossare un unico oggetto tra quelli reperiti nelle missioni e per il recupero di vita ed energia dovrà avvalersi delle sfere rosse e blu che fuoriescono dai corpi dei nemici sconfitti (tutto è automatico e non c’è bisogno di dare comandi come nei precedenti “X-Men Legends”).
    Superato il “trauma” dell’approccio, sarà piacevole ed esaltante la scoperta di nuovi modi per realizzare combo e colpi speciali, nonchè quella di particolari interazioni con nemici e ambienti: mettendo da parte il gusto più che unico di scaraventare contro il nemico oggetti raccolti qua e là nelle stanze esplorate, si rivelerà di grande effetto l’opportunità di disarmare nemici (e utilizzare di conseguenza le loro armi), distruggere i nemici effettuando una “scossa” dopo una presa o privarli dell'immunità ad un tipo di potere con colpi speciali. A far compagnia a questo interessante aspetto del titolo, vi sono numerose varietà di mascalzoni pronti ad intralciare con le loro armi il cammino dei supereroi nei più improbabili scenari. Gli appassionati del fumetto e i temuti “MARVEL zombies” potranno galvanizzarsi dinanzi alle visioni in tridimensione di celebri luoghi citati nei racconti dei loro beniamini (dalla Stark Tower fino agli abissi di Inferno) e alle rappresentazioni più che accurate dei personaggi dell’universo MARVEL. La varietà, quindi, è di sfondo a questo titolo, che cerca di allontanarsi dal borioso ripetersi delle situazioni di gioco dei precedenti lavori della Raven. Impegno costante non è stato invece dedicato per i “boss di fine livello”: alcuni presentano scontri che richiedono un minimo di tattica e astuzia, altri soltanto un’insensata azzuffata che toglie spazio all’ingegno del giocatore.

    Downtime e gingilli vari

    I cinque atti in cui è diviso il gioco sono intervallati da delle soste in locazioni di ritrovo in cui sarà possibile organizzare il proprio gruppo prima di cimentarsi in una nuova missione. I check-point dislocati in giro per il mondo non soltanto permetteranno di rianimare i combattenti caduti in battaglia e organizzare la propria squadra, ma garantiranno anche l’accesso a questi luoghi di quiete e ristoro.
    Non vi sono negozianti (come nei comuni action RPG di questo genere), ma le monete raccolte nel corso delle varie avventure possono essere direttamente spese nella scheda del personaggio per incrementare le statistiche delle abilità o la forza dei singoli poteri. Assume notevole importanza, all’interno dell’organizzazione finanziaria del gruppo, la possibilità di sbloccare i costumi storici e più conosciuti degli eroi in gioco: infatti, ogni personaggio ha a disposizione quattro set di indumenti e ognuno di questi garantisce a chi lo indossa tre bonus che andranno ad implementare ulteriormente i poteri e le caratteristiche di base. Degna di nota è anche l’opzione riservata alla creazione di una squadra personalizzata, tramite la scelta di un nome e di un simbolo, con cui tener testa ai leggendari gruppi di supereroi da tutti conosciuti: anche questo elemento è soggetto a potenziamenti in termini statistici, che influenzeranno l’efficacia in azione dei componenti del team.
    Tutto quindi è gestito in maniera rapida e indolore dalla scheda del combattente stesso, affidando così ai PNG (personaggi gestiti dalla CPU) compiti d’altra natura. Importanti nomi della MARVEL saranno il pretesto fondamentale per l’inserimento di missioni secondarie nella story-line principale: alcuni di questi, inoltre, metteranno il giocatore nella facoltà di scegliere il destino della propria squadra attraverso dialoghi con risposte multiple. La trama, certamente, non è delle più originali, data l’insistenza con cui si rimarcano momenti topici già raccontanti su carta stampata. Molti fan potrebbero tuttavia trovare la storia di fondo una continua ed eccellente citazione, atta all’intrecciare personaggi dell’universo MARVEL che mai prima d’ora si erano incontrati; fa gola ai lettori appassionati anche il cast di eroi utilizzabili e sbloccabili: buona parte degli x-men, l’intera squadra dei fantastici quattro, il mortalmente sarcastico Deadpool, il possente Luke Cage, l’enigmatico Dr. Strange e l’infernale Ghost Rider sono soltanto alcuni dei nomi che dimostrano come “Marvel: Ultimate Alliance” sia un prodotto principalmente destinato ai conoscitori del mondo dei fumetti (purtroppo nel team mancherà il tanto amato Frank Castle, alias Punisher, i cui diritti sono stati già in precedenza assunti dalla THQ per lo sviluppo di uno spara-tutto dedicato). Per quanti invece ignorino i riferimenti alle vignette dei supereroi, è stata aggiornata la sezione di quiz già presente nei due capitoli di “X-Men Legends”, attraverso la quale il giocatore non erudito in materia potrà venire a conoscenza di quanto è stato scritto sulla vita dei protagonisti del gioco. Non da meno, infine, sono le sfide della sezione “simulazione”, nelle quali i singoli personaggi acquisiranno punti esperienza completando brevi missioni a tempo, e l’opportunità di collezionare gustose immagini dei protagonisti in un apposito album sempre a disposizione del giocatore.

    Luci e fuochi d'artificio

    Indiscutibile è l’attenzione predisposta nella riproduzione in tridimensione dei virtuosi made in MARVEL. Altrettanto encomiabile è lo studio e seguente utilizzo della luce, dei riflessi e degli effetti che questi creano in contatto con gli sprite e gli elementi dello scenario. Fondamentalmente è cambiato ben poco dall’approccio visivo offerto dalla Raven nei precedenti lavori per la MARVEL: la telecamera segue, tramite visuale aerea, il personaggio controllato dal primo giocatore, che potrà ruotare l’inquadratura con la torsione del nunchuck. Le scene animate sono di qualità decisamente altalenante e, purtroppo, sviliscono parecchio le potenzialità del titolo, poiché incorrono spesso in evidenti e grossolani errori. Le pecche estetiche di taluni movimenti dei personaggi non inficiano tuttavia in maniera insopportabile il generale andamento grafico del titolo, di suo già ben organizzato tramite menu chiari e di rapido accesso.

    Marvel: La Grande Alleanza Marvel: La Grande AlleanzaVersione Analizzata Nintendo WiiI più contenti per l’uscita di questo prodotto sono i fan dei supereroi MARVEL, ma non saranno di certo meno impressionati dalla carica ludica del titolo i comuni utenti di action RPG in stile hack’n’slash. Raven, con “Marvel: Ultimate Alliance”, ha dimostrato di poter riproporre in maniera snella e ancor più varia i lavori prodotti tra il 2004-2005, interessati alle avventure dei mutanti di Xavier. Resta ancora basso il livello delle sceneggiature e dell’accuratezza dei particolari, soprattutto grafici, che accompagnano da un lato la gradevole esperienza “beat’em up” e dall’altro la sottile componente manageriale. Nintendo e la sua ultima rivoluzionaria console hanno saputo dare un tono decisamente alternativo e ricercatamente nuovo alla suddetta esperienza di “picchia-duro a scorrimento”, riparando con un eccezionale sistema di controllo alle mancanze che limitano il valore artistico del titolo. In definitiva un buon prodotto, quindi, che può impegnare per numerose e gustose ore i giocatori di hack’n’slash più incalliti.

    7.5

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