Marvel vs Capcom Infinite Recensione

I supereroi Marvel e i personaggi Capcom tornano a scontrarsi in Marvel vs Capcom Infinite, nuovo picchiaduro sviluppato dalla casa di Osaka.

Marvel vs Capcom Infinite
Recensione: PlayStation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Nonostante i numerosi tentativi di farsi apprezzare dai propri fan, negli ultimi anni Capcom ha passato un periodo difficile fatto di errori madornali, critiche violente e prese in giro più o meno giustificate da parte del regno dell'Internet. Se è vero che la casa di Osaka si è macchiata di qualche leggerezza di troppo nei confronti di saghe storiche molto care ai fan, non si può comunque negare il suo impegno recente verso un approccio più accorto e sensato.
    Nonostante questo, ogni suo nuovo annuncio viene accolto dalla solita ondata di bile mista a veleno tanto cara alle community tossiche che popolano la rete. Marvel Vs Capcom: Infinite non si è salvato dalla dinamica appena descritta.
    Colpevole di esser stato presentato con un video di pessima qualità, il gioco è diventato il nuovo bersaglio preferito dei leoni da tastiera, che ben prima della sua uscita lo hanno bollato come un prodotto scadente e mal realizzato. La situazione, come vedremo, non è così tragica, anche se il gioco presta comunque il fianco a qualche critica severa ma argomentata. Pur presentando molte differenze rispetto a Ultimate Marvel Vs Capcom 3, Infinite segue le orme tracciate dai precedenti esponenti di questo epico crossover, rispolverando vecchie meccaniche e aggiungendone di nuove.

    Il punto della situazione

    Come funziona, quindi, questo Infinite? Le novità rispetto a Marvel Vs Capcom 3 sono molteplici, a partire dal numero di personaggi presenti in ogni squadra. Gli sviluppatori hanno infatti optato per un approccio simile a quello di X-Men vs. Street Fighter (1996), con team di due elementi in grado di alternarsi nell'arena o di combattere contemporaneamente per brevi periodi di tempo. La fonte d'ispirazione principale di Capcom per Infinite, tuttavia, va ricercata in un passato ancor più remoto, ovvero nell'originale Marvel Super Heroes.

    Il titolo del 1995 era basato sulla serie Il Guanto dell'Infinito e sulla lotta contro Thanos e le sue gemme. Il temibile villain e le gemme dell'infinito tornano anche in questo episodio, influenzando la storia e il gameplay in modo più o meno evidente. Il cattivo di turno, questa volta, è Ultron Sigma, fusione di due entità robotiche intenzionate a creare un mondo epurato da qualsiasi forma vivente e dominato dal freddo metallo. A ostacolare la sua avanzata troviamo vari esponenti degli universi di Marvel e di Capcom, riunitisi per l'occasione tra battute e frecciatine degne del discusso binomio Disney/Marvel. La modalità Storia di Infinite è piuttosto corposa e tra un combattimento e l'altro accompagna il giocatore per diverse ore. Durante lo sviluppo dell'arco narrativo il livello di difficoltà cresce regolarmente, permettendo all'utente di prendere confidenza con vari personaggi e con le nuove meccaniche di gioco. Nel corso dell'avventura appaiono anche personaggi attualmente non selezionabili, che presumibilmente vedremo uscire sotto forma di contenuti aggiuntivi scaricabili dai negozi online.

    Gemme e assist

    Il sistema di combattimento di Infinite ruota principalmente attorno a due elementi: le gemme e gli assist. Rispetto a Marvel Vs Capcom 3, dove era possibile scegliere tra varie mosse con cui far intervenire i due membri del team rimasti fuori dall'arena, questa volta la meccanica degli assist è molto più libera. Premendo l'apposito tasto si può far entrare il secondo personaggio per prendere il posto del primo, scegliendo autonomamente come agire una volta sul ring. Questo vuol dire che è possibile sfruttare gli assist per coprire eventuali scoperture (mosse lente, colpi parati o salti pericolosi) e, soprattutto, per costringere l'avversario a effettuare scelte cruciali mentre è sotto pressione.

    Ogni personaggio è dotato di mosse dall'esecuzione piuttosto lunga, che anche se bloccate costringono a un periodo di inattività prima di poter contrattaccare. Chiamando l'assist in quelle circostanze si hanno a disposizione varie opzioni di attacco con cui minacciare il rivale, costringendolo a scegliere se parare alto, basso, se difendersi da una presa e via dicendo. Rispetto al passato le combo sono più brevi, ma la libertà assoluta del tag premia la creatività dei giocatori e la loro voglia di sperimentare nella modalità allenamento, a caccia di soluzioni inedite e difficili da leggere. L'altro elemento di rottura rispetto al passato è rappresentato dalle gemme. Nel gioco ci sono sei gemme differenti, ognuna dotata di poteri ben precisi. Alcuni di questi gioielli sono molto immediati e garantiscono risultati notevoli anche ai principianti, mentre altri sfruttano meccaniche più complesse, a tutto vantaggio dei mostri dell'arcade stick. Queste gemme possono essere scelte nella schermata di selezione del team e, se sfruttate con intelligenza, permettono di creare combinazioni davvero letali. Sotto un certo punto di vista il sistema ricorda quello degli Arcani di Arcana Heart, picchiaduro anime tutto al femminile in cui a seconda dell'abbinamento tra lottatrice e Arcano si aprivano possibilità di combo e strategie d'attacco sempre diverse. Le gemme di Infinite sostituiscono anche l'amata/odiata meccanica di comeback chiamata X-Factor, di Marvel Vs Capcom 3. Quando un giocatore si trova a un passo dalla morte può evocare l'infinity storm, che attiva tutta una serie di bonus potenziando temporaneamente i personaggi. Mentre questo potere è attivo, l'avversario ha ben poche possibilità di contrattaccare e l'unica opzione sicura è quella di chiudersi in difesa aspettando che l'effetto svanisca. Si tratta di una scelta di design comprensibile per assicurarsi che le partite siano in bilico fino all'ultimo, ma intacca i ritmi di gioco creando vere e proprie battute d'arresto negli scontri, normalmente fluidi e dinamici.

    Il picchiaduro trasversale

    Ormai sono anni che Capcom è alla ricerca della formula di gioco adatta a tutti. Un tempo i giochi di combattimento erano caratterizzati da un livello di difficoltà molto alto, sia in termini di manualità che di prontezza di riflessi. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una costante semplificazione delle meccaniche di gioco, dettaglio che ha indispettito non poco gli utenti più esperti cresciuti a pane e quarti di giro col pugno. Le ultime azioni di Capcom lasciano pensare a un'inversione di tendenza su questo fronte. Menat, l'ultima arrivata di Street Fighter V, è stata pensata per calmare i pruriti dei giocatori più tecnici e anche Marvel Vs Capcom: Infinite va nella stessa direzione.

    Capcom sembra essere riuscita a trovare un piacevole equilibrio per offrire un'esperienza accessibile per i neofiti e appagante per i professionisti, come abbiamo avuto modo di confermare dopo una lunga chiacchierata con Schiaccisempre, fortissimo pro player italiano specializzato nei picchiaduro.
    La rosa di personaggi di Marvel Vs Capcom comprende lottatori più accessibili e combattenti difficili da padroneggiare (in generale, i personaggi in grado di volare sono più complessi, potendo sfruttare una serie di cancel con cui estendere le combo) ad esistono versioni leggermente diverse delle stesse combo, dove aggiungendo un passaggio più o meno difficile si può infliggere qualche danno extra (dettaglio importante nelle sfide più serrate).
    Se temevate l'ennesima semplificazione, sappiate che non dovete preoccuparvi.
    L'unico elemento forse troppo permissivo è il tempismo per gli hit-confirm (continuare una combo dopo essersi assicurati che un attacco sia andato a segno senza infrangersi sulla guardia), ora molto più largo rispetto ai vecchi capitoli del franchise. Nulla di tragico, comunque.

    L'occhio spento e il viso di cemento

    Dopo aver analizzato a fondo le meccaniche di gioco, passiamo alla nota dolente di Infinite: il comparto tecnico. Pur non raggiungendo i livelli infimi del primissimo trailer, la componente visiva del picchiaduro Capcom è deludente. I modelli poligonali dei personaggi sono scarni e animati in modo approssimativo. Parliamo di una saga che non ha mai brillato per la qualità delle animazioni, ma almeno in passato la direzione artistica contribuiva a nascondere tale lacuna. Questa volta il character design è inspiegabilmente trascurato e le sensazioni scatenate da questo scempio sono molto simili a quelle provocate da The King of Fighter XIV. Osservando il volto di Chris Redfield, il pelo di Rocket Raccoon e altri dettagli del cast di Marvel Vs Capcom si prova un misto di rabbia, disappunto e negazione. Fortunatamente a risollevare la situazione intervengono alcune arene piuttosto curate e una fluidità a dir poco rocciosa. Considerando che sulle stesse piattaforme di Infinite girano picchiaduro come Guilty Gear Xrd o il nuovo Dragon Ball, è difficile non rimanere con l'amaro in bocca di fronte a un look tanto trasandato.

    Il ritorno del rollback

    Per valutare il comparto online non abbiamo avuto molto tempo. I server del gioco sono stati infatti aperti solo a partire dalla giornata di domenica 17 settembre. Nonostante questo, siamo riusciti a giocare diversi match riscontrando problemi di lag principalmente contro avversari americani. Il sistema di gestione della latenza scelto da Capcom è ancora una volta quello del rollback, già visto in azione con Street Fighter V.

    Rispetto al picchiaduro di Ryu e compagni, però, la situazione di Infinite sembrerebbe più stabile e nella nostra serata di sfide in rete ci è capitato raramente di imbatterci nei terribili teleport tipici di questo approccio all'online. Naturalmente abbiamo giocato in una condizione ideale, con i server ancora scarichi e pochi giocatori impegnati a darsi mazzate virtuali, ma ricordiamo che Street Fighter V ebbe problemi gravissimi anche prima del day one. Per giocare online con Infinite si possono effettuare le classiche ricerche per le partite amichevoli e classificate e si possono attivare le richieste di combattimento nella modalità Allenamento, per trasformare il tempo di attesa in utili sessioni di studio per migliorare le proprie combo.

    Marvel vs Capcom Infinite Marvel vs Capcom InfiniteVersione Analizzata PlayStation 4Marvel Vs Capcom: Infinite è un gioco di combattimento piacevole e studiato per soddisfare sia i giocatori esperti che i neofiti del genere. Questa volta la casa di Osaka è riuscita a centrare il bersaglio, creando un’esperienza trasversale da giocare a più livelli. Peccato solo per il comparto tecnico insoddisfacente e per l’enorme operazione di riciclo fatta con il cast. Sono pochi, infatti, i lottatori inediti rispetto al precedente capitolo della serie, anche se molti veterani vantano un gameplay e un set di mosse del tutto rinnovato. Il roster di Infinite è un’occasione sprecata all’interno di un progetto sviluppato senza mai uscire da un’accogliente comfort zone. Una scelta sicura ma triste. Un approccio comprensibile, considerando l’attuale reputazione di Capcom tra i suoi fan di vecchia data.

    7.9

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