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Mass Effect Andromeda Recensione

Dopo aver analizzato la campagna single player e il comparto multiplayer, ecco il nostro giudizio finale su Mass Effect Andromeda.

Mass Effect Andromeda
Videorecensione
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One

Una galassia tutta nuova da esplorare, con le sue storie, le sue minacce e un carico colossale di personaggi con i quali tentare l'assalto all'immaginario collettivo dei fan: non si può certo dire che quella di Bioware con Mass Effect: Andromeda sia una sfida da poco. Una sfida nata all'ombra di un'epopea giocata da milioni di utenti che, nel tempo, hanno elevato il Comandante Shepard e i suoi compagni al rango di vere e proprie icone della fantascienza videoludica. Cinque anni dopo, il team canadese è pronto a offrire al pubblico un nuovo universo narrativo che, a partire dall'incredibile bagaglio rappresentato dalla lore della space opera di Bioware, punta a ridefinire gli standard della saga e a trovarle una nuova "casa" tra le stelle di Andromeda. Benvenuti nell'anno 2819, Pionieri, Andromeda vi aspetta.

Spazio, l'ultima frontiera

La storia del nuovo Mass Effect si apre all'indomani dell'arrivo della nave-arca Hyperion tra i pianeti di Heleus, un settore della galassia di Andromeda particolarmente ricco di pianeti abitabili e risorse naturali, tutti elementi d'importanza cardinale per la riuscita dell'iniziativa colonizzatrice. Dopo 632 anni passati a sognare, nel gelido abbraccio del sonno criogenico, una nuova vita su un Eden fra le stelle, i membri dell'equipaggio della Hyperion, guidati dal "Pioniere" Alec Ryder, sono costretti a fare i conti con una sfida bel oltre le proprie aspettative, che metterà a rischio il futuro di questo frammento d'umanità lanciato alla volta dell'infinito.

Una forza naturale sconosciuta, il Flagello, ha infatti minato la vivibilità degli habitat selezionati dall'Andromeda Initiative, che ora rischia di aver viaggiato secoli solo per condannare i propri membri a un'esistenza miserabile, messa a repentaglio anche dalle mire di una nuova e misteriosa fazione aliena, i Kett. Ma è proprio quando l'inaspettato sembra aver precluso ogni possibile strada che il Pioniere (pathfinder nella versione originale) è chiamato a trovare una nuova via, un nuovo modo per trasformare in realtà la speranza degli uomini e alle donne della Hyperion, quella di trovare una casa a milioni d'anni luce da tutto ciò che conoscono. Proprio lo spirito della frontiera, la ricerca di un nuovo inizio, il desiderio di espandere i propri orizzonti oltre i confini della mappa rappresentano i punti chiave del filone narrativo inaugurato da Bioware con Andromeda, che segna una piacevole rivoluzione tonale rispetto alla prima trilogia. Archiviata l'estinzione su scala galattica incarnata dalla minaccia dei Razziatori, Andromeda si allontana dalla generale - e a volte forzata - cupezza dell'epopea di Shepard per offrire al pubblico un'avventura con connotazioni meno grame, che trova nel desiderio di scoperta la pietra di volta di una dimensione narrativa forte e articolata.
Una nuova prospettiva di cui il Pioniere è al tempo stesso simbolo e artefice, data la rilevanza, per molti versi inedita, delle scelte del protagonista sul tono generale dell'avventura. Accantonata la polarità del sistema EroeRinnegato, le opzioni dialogiche a disposizione dei giocatori rispondono a quattro archetipi caratteriali (Emotivo, Logico, Disinvolto, Professionale) le cui connotazioni morali non aderiscono a stereotipi d'allineamento, ma offrono invece uno spettro "personalizzante" decisamente più ampio e credibile. Anche il rapporto scelta-conseguenza risulta contestualmente più sfumato, e la sensazione è quella di avere un controllo più profondo della caratterizzazione del protagonista, la cui eco è chiaramente identificabili tanto nelle scene scriptate, quanto nella percezione che gli altri personaggi hanno di Ryder.
Nel nostro playthrough, ad esempio, ci siamo divertiti a trasformare la gang della Tempest (l'erede della mitica Normandy) in un colorito gruppetto di avventurieri spaziali, sul genere de "I Guardiani della Galassia", per intenderci. Non solo l'attitudine irriverente del nostro Pioniere ci ha concesso momenti di genuina memorabilità ma, grazie all'abilità degli sceneggiatori di Bioware, non abbiamo mai percepito stonature rispetto al feel epico che da sempre caratterizza la space opera dello sviluppatore, e che in Andromeda non ha perso una stilla della propria potenza immaginifica.

Una piega scanzonata che non tutti i nostri compagni di viaggio hanno sempre approvato in pieno, com'è giusto che sia in un titolo che pone un accento così forte sulla caratterizzazione dei personaggi.
L'equipaggio della Tempest è composto da un gruppo di avventurieri multispecie con cui non faticherete a stringere legami forti e duraturi, sebbene la definizione dei diversi personaggi - fortunatamente non concepiti come semplici propaggini del protagonista - spinge a sviluppare preferenze nette, che avranno probabilmente conseguenze sui vostri sforzi romantici.
In tutta onestà abbiamo trovato le romance di questo Mass Effect particolarmente interessanti, principalmente perché le interazioni in questo senso non sembrano più basate su eccessi da soap opera (o sul concetto di "se ti do ragione, ripopoliamo?") ma su un percorso condiviso fatto di fiducia e sostegno reciproco.
Ovviamente potete ancora provarci con qualsiasi entità "respirantibus", ma un generico atteggiamento da provolone non è più l'unica chiave per l'ottenimento di una cutscene piccantella. La scrittura di Mass Effect: Andromeda è perfetta? No, ci sono piccole fluttuazioni qualitative che ricorrono per tutta la durata dell'avventura, ma il bilancio complessivo è molto più che positivo, tanto che Andromeda non teme paragoni di sorta nel quadro generale del franchise.

Dopo le prime ore "d'assestamento" (fatta eccezione per Mass Effect 2, Bioware non è mai stata la campionessa degli esordi narrativi ad effetto), la storia prende il volo e trascina il giocatore in un universo colmo di intrighi, minacce, giochi di potere interplanetari e vicende indimenticabili.
Se uno dei più grandi pregi della saga di Bioware è sempre stato quello di offrire al pubblico una "space lore" incredibilmente complessa e suggestiva, Andromeda rappresenta tanto una conferma quando la promessa di un futuro radioso per la serie, grazie a una storia che convince e non fatica a mantenere alto il ritmo della narrazione, a dispetto di una mole di contenuti gargantuesca. La conclusione del gioco arriva con naturalezza e non delude, specialmente perché riesce nel doppio obiettivo di chiudere degnamente le vicende di questo primo capitolo, lasciando al contempo un certo numero di misteri e incognite sulle quali basare un inevitabile - e a questo punto auspicato - seguito.

Il miglior gameplay della saga

Come anticipato, il nostro viaggio tra le stelle di Andromeda si apre con il risveglio del protagonista dopo un sonno criogenico durato la bellezza di sei secoli, il tempo necessario per raggiungere la galassia che fa da teatro alle avventure dei fratelli Ryder.
I lineamenti del volto che vedremo emergere da una delle capsule di criostasi della nave-arca Hyperion dipenderanno dalle scelte operate durante la fase di creazione del personaggio, caratterizzata da un editor che, a onor del vero, appare piuttosto limitato, inferiore sul piano della personalizzazione, rispetto a quello visto in Dragon Age Inquisition. Una volta definiti genere e aspetto del protagonista, il gioco ci chiederà di selezionare l'archetipo di classe che ne definirà la dotazione di base per quel che riguarda poteri e abilità.

Fondamenta che potremo stravolgere in ogni momento (anche tramite respec), grazie alla valanga di opzioni offerte da quello che, con tutta probabilità, è il miglior sistema di progressione mai visto nella serie. La libertà di scelta è il "sale" dei giochi di ruolo, e con con Andromeda Bioware ha preso la felice decisione di migliorare la sapidità del gameplay permettendo ai giocatori di personalizzare il proprio Ryder in piena libertà, potenziando le - numerose - abilità legate ad ognuna delle tre macroaree di competenza del titolo (Combattimento, Biotica e Tecnologia) senza reali restrizioni.
Ad ogni passaggio di livello, potremo investire una manciata di punti nel potenziamento di abilità attive e passive, ognuna dotata di un proprio albero di sviluppo con tanto di diramazioni. A seconda di quanti punti collocheremo in ciascuna macroarea, potremo sbloccare e selezionare un Profilo di classe che garantirà al personaggio degli ulteriori bonus statistici e utilissime capacità speciali, offrendo una maggiore definizione all'archetipo prodotto. Potrete testare l'efficacia delle vostre preferenze sul fronte della progressione direttamente sul campo, dove Andromeda segna un nuovo standard per quel che riguarda il gunplay della saga. Abbandonata la farraginosità e la lentezza dei precedenti capitoli, il gameplay battagliero di questo nuovo Mass Effect alza l'asticella della serie offrendo dinamiche tps che non sfigurerebbero nei migliori esponenti del genere.
Gli scontri sono frequenti, frenetici e altamente appaganti, grazie anche a un sistema di copertura dinamico efficace (seppur non perfetto), alla grande dinamicità offerta dal jetpack in dotazione ai personaggi e a meccaniche di gunplay oliate ad arte, in grado di offrire feedback piacevolmente credibili (niente pew pew, per intenderci). La qualità del combat system, tra l'altro, permette di percepire chiaramente gli effetti dell'avanzamento del personaggio, offrendo galvanizzanti sensazioni da "castigamatti cosmici" senza però inficiare il grado di sfida del gioco, che ci è parso ottimamente calibrato. L'unico reale neo su questo fronte riguarda l'esecuzione degli attacchi in mischia, legati ad animazioni fin troppo prolisse che evidenziano inoltre una gestione degli impatti tutt'altro che perfetta.
In battaglia potrete usare un massimo di tre abilità attive a scelta tra quelle sbloccate per la vostra build (tra poteri biotici, tecnologici e combattivi), una restrizione che, seppur all'apparenza limitante, fa sì che il dominio del giocatore sui suoi avversari non sia mai totale, e contribuisce positivamente al bilanciamento generale del gioco. Morale della favola: vi sentirete potenti ma non invincibili, ed è cosa buona e giusta.

Per buona prassi, la qualità dei vostri exploit guerreschi dipenderà anche dall'armamentario equipaggiato da Ryder, scelto tra una valanga di pistole, fucili d'assalto, fucili a pompa, fucili di precisione e armi da mischia che potrete acquistare, raccogliere o produrre, per mezzo di un buon sistema di crafting, a partire dalle materie prime accumulate durante le esplorazioni galattiche della Tempest.
Con Andromeda, la serie Mass Effect sembra quindi abbandonare la sua tradizione di "gioco di ruolo in crisi d'identità", ottenendo finalmente un profilo ludico completo e pienamente definito in ciascuna delle sue componenti, compresa quella esplorativa. In sintonia con le finalità della Andromeda Initiative, nei panni del Pioniere avrete la possibilità di visitare la superficie di un buon numero di pianeti a bordo del Nomad, il potente veicolo ATV a disposizione della squadra di Ryder. Le dimensioni delle aree liberamente esplorabili variano di pianeta in pianeta, ma ognuna delle tappe di Ryder e compagni ha "materiale" a sufficienza per soddisfare le velleità pionieristiche di ogni giocatore.
Su ogni pianeta troverete una valanga di risorse e nemici da scannerizzare per fini scientifici, minacce da abbattere, depositi minerali da sfruttare e fantastici personaggi con cui condividere momenti memorabili. La quantità di cose da fare, tra missioni primarie, incarichi secondari e attività aggiuntive, è a tratti soverchiante, tanto che non facciamo fatica a definire Andromeda il capitolo contenutisticamente più ricco dell'intera saga.
Se le "Operazioni Prioritarie" che scandiscono l'avanzamento della trama non tradiscono, se non in rare eccezioni, l'ottimo standard cui la serie ci ha abituato, quelle secondarie cedono fin troppo spesso al fastidioso canone del "fetch questing". La qualità media degli incarichi secondari si attesta comunque su livelli piuttosto buoni, con qualche apprezzabile guizzo di genialità creativa.
Buona parte delle missioni, tra l'altro, sembrano pensate per spingere i giocatori a esplorare ogni anfratto delle mappe, ma la verità è che non avrete bisogno di nessun particolare stimolo per prendere "la strada panoramica", visto che ognuno degli habitat open-world saprà titillare la vostra curiosità con una dose consistente di punti d'interesse e segreti da scoprire.

Passando al multiplayer, non possiamo che confermare le impressioni positive riportate nella nostra precedente preview. Il multigiocatore di Mass Effect: Andromeda offre scontri cooperativi ad alto tasso di divertimento, con tutto il potenziale per tenervi incollati al pad decine di ore dopo aver visto i titoli di coda della campagna in singolo. Permangono alcuni dubbi sulla stabilità del comparto online, in gran parte dovuti alla scelta del peer to peer, ma durante le nostre prove non abbiamo mai riscontrato problemi tali da inficiare la qualità complessiva dell'esperienza.

Facce da Picasso

Sebbene la qualità generale del comparto tecnico di Mass Effect: Andromeda si attesti su buoni livelli, questo rappresenta - a mani basse - il proverbiale tallone d'Achille dell'intera produzione. Il gioco di Bioware è più che capace di incantare lo sguardo dei giocatori con panorami planetari da sogno (o da incubo, dipende dal pianeta), grazie a una direzione artistica in grande spolvero che trova nella perfetta caratterizzazione tecno-culturale di ogni civiltà galattica il proprio maggior pregio.

Purtroppo, però, la nuova avventura del team canadese soffre di una quantità fin troppo consistente di glitch e problemi di vario genere, in grado di influire negativamente sulla qualità dell'esperienza. Pur accantonando il discorso, ormai materia da meme, delle animazioni facciali- a volte totalmente fuori contesto - Andromeda ripropone gran parte dei problemi storici della saga, ovvero ritardi consistenti nello streaming di texture e contenuti, fenomeni di stuttering di diversa entità, pop-in ai limiti del tollerabile e tearing occasionale, generalmente localizzato nella parte alta dello schermo. Stuttering a parte, il frame rate risulta piuttosto stabile, sebbene non manchino cedimenti significativi, resi più evidenti da incertezze sul fronte del frame-pacing. Tornando alle animazioni, si tratta di un problema evidente ma non sistematico, caratterizzato quindi da fluttuazioni qualitative che, fortunatamente, non incidono con particolare brutalità sulla godibilità dell'ensamble. Bioware avrebbe potuto fare di meglio anche per quel che riguarda la gestione di menu, inventario e, più in generale, dell'interfaccia utente, a tratti piuttosto raffazzonata. Chiudiamo questa sezione con le note positive di doppiaggio e colonna sonora: il primo, pur tra alti e bassi, si attesta su livelli decisamente apprezzabili, mentre la seconda, con la sua alternanza tra musiche elettroniche e orchestrali, rappresenta uno dei punti di forza dell'intera produzione.

Mass Effect Andromeda Mass Effect: Andromeda accoglie i giocatori in un universo narrativo familiare e al contempo completamente nuovo, capace di conciliare rimandi concettuali all’epopea di Shepard senza però concedere spazio a manierismi o cliché di sorta. Archiviata la battaglia disperata di un eroe alle prese con una minaccia incontrastabile, Andromeda cala il giocatore in una galassia incredibilmente ricca e sfaccettata, tenuta insieme da una trama di alto livello, seppur lontana anni luce dai toni cupi della trilogia. Il risultato è un’esperienza narrativa fortemente coinvolgente e ispiratissima, più che capace di sostenere l’eredità di un’indiscutibile pietra miliare dell’universo videoludico. È Mass Effect, come lo ricordate e come lo avete amato, con l’aggiunta di un gameplay frenetico e appagante, il migliore nel panorama della serie. Andromeda segna un ulteriore passo avanti anche sulla qualità degli effetti esercitati dalle scelte degli utenti sul mondo di gioco, grazie soprattutto a un sistema morale finalmente libero da binomi morali fin troppo restrittivi. Pur mostrando il fianco a causa delle debolezze di un comparto tecnico problematico, Mass Effect: Andromeda è un gioco che incanta e conquista, una nuova space opera in grado di regalare al pubblico risate fragorose e momenti di intenso pathos, tra le maglie di un’avventura fatta di personaggi e storie indimenticabili.

Il gioco è stato provato su Xbox one, terminato in 52 ore e 35 minuti, completando tutte le attività principali e buona parte delle secondarie.

8.5

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