Master Detective Archives Rain Code Recensione: saprà turbarvi, e non poco!

Master Detective Archives Rain Code segna il ritorno del team di Danganronpa su Nintendo Switch: ecco come se la cava l'avventura investigativa.

Master Detective Archives Rain Code Recensione: saprà turbarvi, e non poco!
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  • In vista del lancio della nuova esclusiva Nintendo Switch, avevamo stilato un breve elenco dei motivi per cui Master Detective Archives: RAIN CODE avrebbe potuto sorprendere i possessori della console ibrida. Tra questi, avevano giocato da protagoniste le firme apposte al progetto: Kazutaka Kodaka e Rui Komatsuzaki su tutti. La nuova IP confezionata dagli autori della serie Danganronpa porta in scena un vortice di inquietudini e misteri, destinati a farsi sempre più cupi e disturbanti con l'avanzare delle indagini condotte dal nostro protagonista.

    Sullo sfondo di una città in cui non cessa mai di piovere, Too Kyo Games (già team di sviluppo di Death Come True e World's End Club) e Spike Chunsoft raccontano la discesa agli inferi di Yuma Kokohead, un apprendista detective che ha stretto un patto con una dea della morte. Ma svelare un mistero è sempre la scelta giusta da fare? Questa è la domanda che vi accompagnerà in Master Detective Archives: RAIN CODE, a partire dal 30 giugno 2023.

    Problemi di equilibrio

    Risvegliarsi privi di ricordi nello stanzino di una stazione ferroviaria non è un grande inizio di giornata. Tanto meno se al nostro fianco troviamo uno strano spettro che afferma di essere una dea della morte con la quale abbiamo stretto un patto. Eppure è così che prende il via il viaggio di Yuma Kokohead in Master Detective Archives: RAIN CODE, un'avventura investigativa con molto da dire, ma che paga dazio a una scarsa padronanza dei tempi della narrazione.

    Il titolo di Too Kyo Games, lo chiariamo subito, propone una trama intrigante e ben confezionata. Le indagini condotte nei panni di questo sfortunato apprendista detective catturano l'attenzione dall'inizio, in un crescendo che nella seconda metà dell'avventura travolge il giocatore con tematiche sempre più disturbanti. Gli indizi disseminati dagli sviluppatori lungo l'intero Master Detective Archives: RAIN CODE compongono un mosaico inquietante al punto giusto, che ha peraltro il merito di affrontare tematiche non scontate, dal sacrificio individuale al conflitto tra valori etici e complessità del mondo reale.

    A questi elementi, indubbiamente positivi, fanno purtroppo da contrappeso una verbosità e una ridondanza costanti, che rendono inutilmente prolissa l'intera esperienza di gioco. Il problema non è la durata complessiva dell'avventura - che si attesta sulla trentina di ore circa -, quanto piuttosto una gestione dei tempi non adeguatamente calibrata. Avvio delle indagini, raccolta degli indizi, formulazione delle ipotesi, verifica dei moventi e delle circostanze, ricostruzione delle modalità di svolgimento del crimine e successivo ulteriore riepilogo filmato dello stesso: ogni mistero di Master Detective Archives: RAIN CODE vede Yuma riflettere troppe volte sui medesimi elementi, anche quanto la soluzione del caso è ormai evidente.

    Nel tempo trascorso a Kanai Ward abbiamo sovente avuto la sensazione che gli sviluppatori avessero il timore di non riuscire a spiegare a dovere lo svolgimento dei fatti. Un timore che - a nostro avviso - è purtroppo sfuggito di mano a Too Kyo Games, trasformando l'incedere di Master Detective Archives: RAIN CODE in un percorso a ostacoli tra ripetizioni di dettagli già chiariti in precedenza. Un approccio peraltro appesantito ancor di più da un imponente volume di caricamenti.

    Tale difetto non mina completamente la godibilità del titolo, ma suscita non poca frustrazione, soprattutto quando alcuni colpi di scena - pur ben congeniati - vedono il proprio impatto sfumare di fronte a una costruzione troppo affrettata dei rapporti tra i personaggi principali. La nuova IP dei creatori di Danganronpa è densa di potenziale, e questa sua prima iterazione avrebbe potuto regalare molto di più tramite un chirurgico lavoro di sottrazione. Messo subito in chiaro questo punto, possiamo passare oltre e accompagnarvi in una visita guidata dell'immaginario di Master Detective Archives: RAIN CODE.

    Non può piovere per sempre

    Luci al neon, piccoli chioschi di ramen e ravioli giapponesi, sfavillanti grattacieli che contemplano baracche allagate dalla pioggia incessante. Kanai Ward e i diversi quartieri che la compongono rendono un variopinto omaggio all'estetica da futuristica distopia urbana più tradizionale, con un impatto complessivo - in termini di atmosfere - tutto sommato gradevole. Nonostante il comparto tecnico proposto non sfrutti a pieno il potenziale di Nintendo Switch, i misteri di questa città isolata dal mondo riescono a conquistarsi la curiosità del giocatore.

    Dopo essersi resa completamente indipendente dal Governo Unito, Kanai Ward ha chiuso i collegamenti con il mondo esterno, tramutandosi in un'autarchia ammantata tra le nubi di pioggia. I cittadini, oltre che dei raggi del sole, sono privati anche di molti diritti civili e politici, mentre l'ombra di una megacorporazione nota come Amaterasu esercita il proprio potere tramite un corpo scelto di "Pacificatori".

    In questo quadro, la ricerca della giustizia è un'illusione, tra crimini insabbiati, assenza di processi ed esecuzioni sommarie. Una situazione che richiama l'attenzione dell'Organizzazione Mondiale dei Detective, ente che riunisce al suo interno i più talentuosi professionisti dell'indagine e che conta tra le sue fila anche il nostro Yuma Kokohead. Ancora alle prime armi, il nostro alter-ego è solamente un apprendista, le cui competenze sono peraltro adombrate da una misteriosa amnesia. A compensare, ci pensa Shinigami, una dea della morte disposta a prestare i propri poteri in virtù di un misterioso accordo col protagonista.

    A partire da un prologo turbolento che mette subito sul piatto omicidi cruenti e violenze efferate, i giocatori vestono i panni di detective e si preparano a dissotterrare gli orrori di Kanai Ward. Un obiettivo lodevole, ma che richiede notevole sacrificio e altrettanto talento. Fortunatamente Yuma può contare su di una squadra di alleati di prim'ordine: insieme a lui, la metropoli piovosa ha infatti accolto anche un gruppo scelto di Master Detective, investigatori dotati di speciali poteri più o meno sovrannaturali. Tra travestimenti degni di Diabolik e riavvolgimenti del tempo, i comprimari di Master Detective Archives: RAIN CODE sono alleati estremamente utili, anche se dotati di personalità non troppo sfaccettate.

    Suddivisa in capitoli, la trama del titolo si sviluppa attraverso una lunga catena di omicidi apparentemente impossibili, dei quali dovremo sviscerare ogni singolo aspetto. Una missione nella quale Too Kyo Games ci guida passo a passo, indicandoci su una pratica mini-mappa le aree di interesse correlate all'avanzamento delle indagini. Anche la ricerca di indizi adotta il medesimo approccio, con gli elementi utili chiaramente evidenziati a schermo. A fronte di un'esplorazione degli scenari non troppo impegnativa, Master Detective Archives: RAIN CODE chiede ai giocatori di impegnare il proprio tempo nella ricostruzione della scena del crimine e dei moventi del colpevole. Per fare questo, però, non è sufficiente muoversi nel mondo terreno.

    Il labirinto dei misteri

    Arriviamo così alla caratteristica principale di Master Detective Archives: RAIN CODE, ovvero la possibilità di accedere a un'altra dimensione, pronta a materializzarsi grazie ai poteri di Shinigami. Nel labirinto del mistero, gli indizi e i tentativi di occultamento della verità prendono forma materiale, trasportando Yuma in un surreale susseguirsi di porte blindate e bivi deduttivi. Proiezioni astrali dei possibili colpevoli ostacolano qui l'avanzata del protagonista, sfidando il giovane detective in duelli logici.

    A seconda del quartiere di Kanai Ward in cui è avvenuto il crimine, i labirinti del mistero avranno estetiche differenti. A livello concettuale, potremmo dunque paragonare gli scenari evocati dalla dea della morte ai Palazzi di Persona 5, ma non aspettatevi il medesimo standard in termini di ispirazione artistica.

    In assenza di un sistema di combattimento "classico", Yuma deve ricorrere all'arguzia e al tempismo per avere la meglio sui criminali della metropoli. Le obiezioni avanzate da Pacificatori, assassini e corrotti si manifestano fisicamente in "attacchi verbali".

    Schivando e contrastando le accuse e i depistaggi degli avversari, il nostro detective potrà passare al contrattacco, sfoderando gli indizi raccolti nel mondo reale. A intervallare le battaglie ci pensano una serie di quick time event e mini-giochi (a corredo di questi ultimi, segnaliamo forme di fan-service ben poco contestualizzate). La ricerca della verità a Kanai Ward fa dunque affidamento tanto sull'ingegno quanto sulla prontezza di riflessi, in una forma di gameplay semplice ma efficace. Risolvendo i casi di omicidio e raccogliendo indizi, Yuma acquisisce una serie di punti esperienza da spendere per potenziare le sue abilità, con piccoli bonus da sfruttare in battaglia e nei mini-giochi. L'apprendista di Master Detective Archives: RAIN CODE può acquisire ulteriori PE anche tramite brevi indagini secondarie, non sempre adeguatamente ispirate.

    Completano il quadro la colonna sonora firmata da Masafumi Takada, con un tema principale decisamente orecchiabile, e una localizzazione in lingua italiana, che al netto di qualche inciampo rende il giusto servizio al doppiaggio inglese. In merito a quest'ultimo segnaliamo per dovere di cronaca il sussistere di alcuni problemi di sincronizzazione tra audio e labiale dei personaggi in diverse cut-scene: una problematica della quale Too Kyo Games è però già al corrente e che dovrebbe essere presto risolta.

    Master Detective Archives: RAIN CODE Master Detective Archives: RAIN CODEVersione Analizzata Nintendo SwitchSe potessimo estrapolare la sola essenza del comparto narrativo di Master Detective Archives: RAIN CODE, il nostro giudizio sulla produzione sarebbe ben più lusinghiero. Purtroppo, la nuova creazione degli autori di Danganronpa è afflitta da alcune problematiche legate al ritmo del racconto. Un comparto tecnico non troppo in spolvero ed elementi di gameplay non pienamente sviluppati contribuiscono a limitare il grande potenziale dell'opera di Too Kyo Games. Master Detective Archives: RAIN CODE resta a ogni modo un titolo in grado di farsi apprezzare dagli amanti delle avventure investigative dalle atmosfere inquietanti.

    7.5

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