Mechstermination Force Recensione: sulla scia di Contra e Cuphead

Mechstermination Force è il nuovo progetto per Nintendo Switch di Bertil Hörberg, già autore dell'apprezzato Gunman Clive.

recensione Mechstermination Force Recensione: sulla scia di Contra e Cuphead
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  • Switch
  • Bertil Hörberg è un nome che dovrebbe essere noto ai fan dei platform (in particolare su console Nintendo), dal momento che si tratta dell'autore di Gunman Clive, una piccola gemma che uscì inizialmente su Android e iOS e poi su PC e 3DS, infine portata in HD anche su Switch. La collaborazione con Nintendo sembra essere stata proficua per Bertil, che anche in questa occasione lancia la sua ultima fatica in esclusiva per la casa di Kyoto, arricchendo la libreria dell'ibrida con un altro piccolo gioiello. Il suo Mechstermination Force si affaccia sull'eShop in un momento forse non del tutto propizio, a ridosso dell'uscita di Cuphead (leggi la recensione di Cuphead per Nintendo Switch), con cui possiede molti punti di contatto a livello di gameplay. Ciononostante, il titolo non merita certo di passare inosservato. Volete sapere il motivo? Bene, salite a bordo del vostro robot e seguiteci nella nostra recensione.

    Shadow of the Robot

    Tra le fonti di ispirazione che hanno nutrito la fantasia di Hörberg - come suggerito dallo stesso sviluppatore - troviamo nientemeno che Contra e Shadow of the Colossus: dal canto nostro, ci sentiamo confermiamo che questi due modelli di riferimento sono abbastanza palesi, ed al duo aggiungiamo anche un terzo nome, ossia il già citato Cuphead, in virtù dell'enfasi posta sulle battaglie con i boss, nonostante Mechstermination Force non condivida con l'opera di MDHR l'alto livello di difficoltà.

    L'opera non è certo uno di quei prodotti che "si completa da solo", ma non obbliga i giocatori ad avere gli stessi riflessi felini e la precisione millimetrica richiesti invece per completare la diabolica avventura di Cuphead.
    In quest'ultimo titolo dello sviluppatore svedese saremo chiamati, nei panni di uno fra quattro personaggi disponibili (con in aggiunta Gunman Clive come bonus per chi avesse acquistato la riedizione in HD del titolo omonimo), a salvare l'umanità da giganteschi mech che hanno attaccato le più importanti città del mondo. I quattro soldati giocabili presentano differenze di stampo esclusivamente grafico, poiché a prescindere dalla scelta il gameplay resterà identico a se stesso. In sostanza Mechstermination Force si figura come un'unica modalità boss rush: del resto, benché esista un hub, questa zona di centrale è concettualmente assimilabile al menu di selezione dei boss di Mega Man. Infatti, oltre a comprare upgrade e intrattenere strambe conversazioni con gli NPC presenti, non potremo svolgere nessun'altra attività che non consista nel massacro dei nemici.
    Il propulsore del gioco, d'altronde, consiste nella necessità di fronteggiare degli enormi robot di cui dovremo scovare i punti deboli nascosti, come nel succitato Shadow of the Colossus. Trovare le zone che dovremo colpire non sarà poi così immediato, e man mano che sbloccheremo upgrade e nuovo equipaggiamento otterremo mezzi inediti per affrontare gli scontri in maniera diversa.

    E qui tocchiamo un tasto che per alcuni potrebbe essere dolente: la quantità denaro che riceveremo come ricompensa per i nostri sforzi non è elevata quando avremmo sperato, ed i potenziamenti risultano fin troppo costosi. Ciò significa che il grinding sarà talvolta indispensabile per poter proseguire nella nostra caccia al robot, in un meccanismo che ci costringerà a ripetere ad oltranza le battaglie per conquistare un pizzico di vita in più, o un upgrade per un'arma che ci consentirà di aumentare la nostra potenza di fuoco.

    Questo limite diventa un po' più problematico quando consideriamo che non tutto è perfetto nel gameplay: se i controlli sono efficienti e rispondono con efficacia, lo stesso non si può sempre dire delle hitbox e dei pattern dei mech. Sarà a tratti alquanto complesso, infatti, individuare con precisione quale punto dei proiettili di nemici ci infliggerà un danno al contatto, dal momento che alcuni ci feriranno solo nella parte più interna dello sprite.

    Quando a schermo inizierà a piovere una pioggia di fuoco, calcolare adeguatamente le tempistiche di schivata risulterà alquanto difficoltoso. A ciò si aggiunge anche un problema analogo durante le fasi di platforming, che renderà complesso valutare tempi e spazi con i quali aggrapparsi alle superfici metalliche, un fattore che ci condurrà spesso a cadere rovinosamente al suolo, in balia degli attacchi dei giganteschi robot. Se in un platform più rilassato e permissivo simili mancanze non rappresenterebbero un grosso vincolo, dispiace notare come in un titolo in cui abilità e riflessi hanno un ruolo preponderante ci siano limiti strutturali che ostacolano la piena godibilità dell'esperienza. Mechstermination Force è sì un'opera divertente e piacevolmente vintage, impegnativa quanto basta e persino esaltante in alcuni frangenti, tuttavia è minata da alcune mancanze che inseriscono nella progressione saltuari ed evitabili momenti di frustrazione.

    Sul fronte visivo un plauso spetta senza dubbio ad un ottimo comparto grafico, tanto semplice nella messa in scena quanto ispirato sul piano del design e della scelta cromatica. Come per Gunman Clive, Bertil opta per un 3D in cel shading che per quanto non presenti un vero elemento distintivo al pari del precedente lavoro, si rivela comunque ben realizzato e sufficientemente dettagliato, per quanto riguarda sia i ciclopici avversari sia le ambientazioni, non eccessivamente generose in termini di dettagli ma pur sempre ben caratterizzate.

    Meno a fuoco il comparto audio, purtroppo, fatto di effetti sonori già più volte riciclati e una colonna sonora scarsamente incisiva, che in poco tempo finirà per divenire noiosa e ridondante.

    Mechstermination Force Mechstermination ForceVersione Analizzata Nintendo SwitchMechstermination Force ci propone una serie di battaglie adrenaliniche con boss giganteschi, di cui dovremo imparare i pattern e i punti deboli per affrontarli in modo sempre più efficiente, al fine di migliorare il tempo di vittoria ed il punteggio. In tal senso, l'obiettivo è stato centrato in pieno: benché la longevità non sia stellare (attestandosi a poco più di cinque ore) ed alcuni difetti strutturali indeboliscano l'appeal complessivo, in generale la nuova opera di Bertil Hörberg saprà tenervi incollati allo schermo di Switch grazie al suo stile ed al suo piglio adorabilmente vintage.

    7.5

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