MediEvil Recensione: il ritorno di Sir Daniel Fortesque su PS4

Sir Daniel Fortesque, l'eroe di Gallowmere, torna su PlayStation 4 dopo oltre 15 anni di assenza dalle scene. Come se la cava questa riedizione?

MediEvil 4K
Recensione: PlayStation 4 Pro
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • Sono passati più di vent'anni da quando Sir Daniel Fortesque ha liberato le terre di Gallowmere dall'ombra nera di Zarok, ritagliandosi un posto speciale nei cuori e nelle menti dei giocatori. Del resto i toni lugubri e scanzonati di MediEvil si amalgamavano a una struttura ludica ben bilanciata, che affiancava le fasi hack ‘n' slash a una componente esplorativa piacevole e funzionale. Non stupisce quindi che gli appassionati abbiano gioito nell'apprendere che il cavaliere ossuto sarebbe tornato grazie agli sforzi di Other Ocean, che - come era lecito aspettarsi - ha optato per l'ormai nota formula del remake audiovisivo. In altre parole, sebbene rimanga estremamente fedele all'opera originale, la versione PS4 di MediEvil vanta un comparto grafico e sonoro più moderno, qualche indovinata aggiunta sul piano contenutistico, e un miglior sistema di telecamere.

    Dopo aver provato il gioco in diverse occasioni, abbiamo messo le mani sul prodotto finito, desiderosi di rendere Fortesque l'eroe che avrebbe dovuto essere in vita. Mentre raccoglievamo i calici, sgominavamo le masnade di demoni e... morivamo impietosamente, non ci siamo limitati a osservare la presentazione visiva o ad apprezzare i ritocchi del team di sviluppo: dovevamo sondare l'efficacia di un gameplay che affonda le proprie radici negli anni '90, perché mentre il Sir Daniel d'oltretomba è più affascinante del suo alter ego in carne e ossa, non sempre i videogiochi reggono altrettanto bene lo scorrere del tempo.

    Il viaggio di redenzione di Sir Daniel

    Facendosi strada fino a Lord Kardok, l'ultimo ostacolo prima dell'infido Zarok, Fortesque lasciava dietro di sé i cadaveri dei demoni e delle aberrazioni che osavano incrociare le lame con la sua.

    Fiero e impavido, il campione di Re Pellegrino ha guidato l'esercito in una battaglia lunga e intensa, fino all'ultimo respiro. Prima di esalarlo, a causa di alcune ferite mortali, è riuscito a portar con sé anche lo stregone, regalando a Gallowmere l'alba di un nuovo giorno e la possibilità di sperare in un futuro di pace.

    Così i bardi narrano le gesta di Sir Daniel, che a distanza di cent'anni entusiasmano i cittadini come se fossero state appena compiute. Eppure, immerso nel buio dei piani inferiori del suo vestibolo, il malvagio Zarok vive ancora, e passa le giornate a studiare un tomo di stregoneria per soddisfare un'insaziabile fame di conoscenza proibita. A un certo punto, quando lo sguardo del maligno si posa su una pagina del librone, i suoi occhi cominciano a brillare di un verde ancor più intenso e un sorriso si stampa sul suo volto smunto: è ora della vendetta.

    Zarok esegue un portentoso incantesimo, che - oltre a riportare in vita i morti e il suo esercito di abomini - rende i cittadini di Gallowmere degli schiavi obbedienti. Un singolo elemento di questa malefica equazione però sfugge all'altezzoso stregone, che senza volerlo risveglia anche Sir Daniel Fortesque, il suo antico nemico. Quando i ricordi dei tempi che furono cominciano a riaffiorare nella mente del cavaliere, scopriamo finalmente la verità "storica" dietro le fandonie da poema cavalleresco: Daniel non è affatto l'eroe della leggenda e anzi è perito vergognosamente alla prima pioggia di frecce, colpito dritto in un occhio dal dardo di uno sgherro qualunque. Schernito dalle avide garguglie e dagli eroi di pietra del mitico salone, Fortesque dovrà dimostrare il suo valore, intraprendendo un viaggio di redenzione che lo condurrà fino all'Antro di Zarok. Nei 22 livelli dell'avventura, che in media potrebbe richiedere dalle 6 alle 10 ore per essere completata in ogni sua parte, lo scheletro affronterà una cospicua varietà di nemici, incluse zucche giganti, demoni alati e anime perdute, senza mancare di stringere qualche occasionale alleanza.

    Poggiando su una vena ironica onnipresente, percepibile persino nelle schermate di caricamento, la narrazione si dipana e "vive" grazie agli incontri coi personaggi del mondo di gioco, ma anche con la lettura dei libri sparsi per i livelli e le pagine del tomo di Gallowmere. Insomma, nonostante le poche sequenze di intermezzo, farsi strada fino a Zarok risulta piacevole e, laddove la qualità della sceneggiatura scricchiola, ci pensa la carica nostalgica a risollevare la situazione. A tal proposito, il fattore nostalgia gioca un ruolo importante in MediEvil, come ben dimostra una precisa scelta che non abbiamo condiviso pienamente.

    Difatti, sebbene la voce narrante sia stata sostituita, il doppiaggio in italiano è rimasto sostanzialmente inalterato, nel bene e nel male. Se alcuni personaggi risultano abbastanza convincenti, complici le simpatiche inflessioni dialettali, sono diverse le voci che superano il confine del caricaturale per raggiungere i lidi del grottesco. I tempi comici errati, inoltre, finiscono per inficiare la corretta ricezione di alcune battute, come ben dimostra il primo dialogo tra Daniel e Tim l'Astuto nel Salone degli Eroi. Per fortuna, è proprio il nostro cavaliere a battersi per "principessa risata", grazie alle sue (volutamente) goffe animazioni e al fatto che, non potendo parlare per ovvi motivi, è costretto a mugugnare per esprimere gratitudine o dissenso.

    L'arte della guerra e i piaceri dell'esplorazione

    L'anima ludica di MediEvil è indissolubilmente legata al 1998, l'anno del debutto sulla prima PlayStation. Detto questo, i ragazzi di Other Ocean hanno modernizzato il sistema di telecamere, che ora consente di gestire più liberamente la visuale. Pur essendo assolutamente sensata, tale soluzione non ottiene sempre i risultati sperati: determinate angolazioni, ad esempio, impediscono una visione ottimale della scena, oppure il passaggio repentino a un'inquadratura fissa - si pensi ai cunicoli delle Caverne di Cristallo - potrebbe finire per disorientare il giocatore.

    Al nuovo sistema si aggiunge anche un'inquadratura ravvicinata, perfetta per ammirare gli scorci più suggestivi o avere una posizione chiara dei nemici volanti. Non stiamo parlando di una novità rivoluzionaria, ma se non altro ci ha permesso di utilizzare arco e balestra con maggior efficacia.

    Come dicevamo poc'anzi il gameplay di MediEvil sprizza anni '90 da tutti i pori, cosa che ci ha fatto temere per la riuscita di questa versione PS4. Eppure, dopo aver esplorato la totalità dei livelli e raccolto tutti i calici, possiamo dirlo con buona certezza: il titolo di Other Ocean si mantiene gradevole da giocare, anche grazie ai meriti che fecero dell'originale un piccolo cult. La grande varietà di nemici, ambientazioni e armi, infatti, controbilancia una componente hack ‘n' slash ormai datata, che non bada al feedback dei colpi inferti o a mantenere alta la leggibilità dell'azione. Fortesque può sferrare un serie di veloci fendenti ma anche caricare un colpo più potente, che varia in base all'arma utilizzata. Lo spadone magico, per dirne una, permette a Sir Daniel di eseguire un attacco circolare che sbaraglia i nemici vicini, mentre il gigantesco martello di Stanyer rilascia una scarica di fulmini quando colpisce il suolo.

    Le mosse a disposizione del prode cavaliere sono limitate, questo è indubbio, ma la presenza di lance, archi di vario genere e alcuni strumenti di morte non convenzionali - come la famosa Corazza Draconica - riesce ad allontanare l'ombra della ripetitività.
    Sebbene siano un po' caotiche, le schermaglie con le creature demoniache richiedono un certo grado d'attenzione, pena l'ennesima e ingloriosa dipartita. I neofiti non si lascino ingannare dai primi livelli: in MediEvil si muore, soprattutto quando si è sprovvisti di uno scudo o di un buon numero di fiale della vita. Gli attacchi rotanti degli spaventapasseri svuotano la barra dell'energia in un batter d'occhio, mentre i guardiani del lago - oltre a infliggere danni considerevoli - si chiudono a guscio per diventare invulnerabili. Ci sono poi gli infidi diavoletti, che al posto della forza bruta preferiscono giocare d'astuzia, rubando le armi al nostro eroe. Come se gli avversari regolari non fossero abbastanza, Fortesque dovrà vedersela con diversi boss prima di bussare alla porta di Zarok. Si parla chiaramente di scontri piuttosto classici, che impongono di memorizzare i pattern d'attacco degli opponenti per capire quando è il momento di passare all'offensiva.

    L'esplorazione e il backtracking costituiscono l'altra metà dell'offerta ludica di MediEvil e talvolta si rivelano imprescindibili per proseguire il viaggio dell'impavido guerriero. Accedere al ritrovo delle streghe ne "La Collina del Cimitero" consente di raccogliere non soltanto il calice ma anche un prezioso talismano, che servirà per evocare le vecchie megere nelle fasi più avanzate e sbloccare missioni secondarie.

    In sintesi, nonostante siano caratterizzate da dimensioni contenute, le mappe vanno esplorate con meticolosità, perché nascondono molti più segreti di quanto si possa immaginare. Spesso inoltre l'unico modo per riempire il calice - guadagnandosi la relativa ricompensa nel Salone degli Eroi - è quello di eliminare gli avversari nelle aree più defilate, a riconferma di quanto abbiamo affermato sull'importanza delle gite di Daniel.

    A tal proposito, avremmo gradito un intervento più marcato sul fronte del platforming, che per fortuna è presente in modo più massiccio solo in un paio di quadri. Scordatevi insomma la responsività delle esperienze odierne e preparatevi a calcolare al millimetro ogni salto, anche dopo aver acquisito l'abilità di scattare.

    Prima di spostarci sul versante tecnico, ci teniamo a menzionare un inedito contenuto "endgame", legato a doppio filo all'esplorazione: nel Vestibolo di Zarok infatti è possibile liberare una ventina d'anime, che andranno a popolare ogni angolo di Gallowmere. Dopo aver ritrovato uno spirito bisognerà condurlo nel luogo prestabilito ed esaudirne l'ultimo desiderio, in modo da fargli varcare le porte del paradiso. Trattasi di un'aggiunta indovinata e calzante coi toni del racconto, che oltre a dilatare la longevità complessiva, fornisce una buona scusa per tornare nei luoghi già battuti.

    Gallowmere in 4K... con la Sinfonica di Praga

    Condurre MediEvil alle porte della modernità è stato un compito tutt'altro che semplice per il team guidato da Nick Bruty e Norman Badillo, gli art director di Other Ocean. Bisognava infatti analizzare i livelli e i personaggi del titolo di Studio Cambridge, coglierne lo stile artistico, e ricrearli in modo che potessero ricordare ai fan le rispettive incarnazioni "classiche", pur se in 4K e forti di un dettaglio grafico decisamente superiore (parliamo di 10.000/20.000 poligoni a personaggio).

    Dagli zombie ai contadini corrotti, passando per i frati malvagi, fino ai demoni delle tenebre, i tanti antagonisti che popolano Gallowmere sono stati realizzati nel rispetto del materiale originale, al pari di Sir Daniel Fortesque e lo stesso Zarok. La corazza del nostro eroe, ormai logora dopo averlo protetto in mille battaglie, riflette la luce in modo ottimale e come da tradizione ci lascia ammirare le braccia e la testa di colui che l'indossa. Ogni peculiarità del design di Daniel è ancora lì, dalla mandibola mancante ai denti sporgenti, fino all'occhione destro che quasi sporge dalla testa cava.
    Lo stesso discorso vale per le ambientazioni che - sebbene siano rimaste identiche per estensione e costruzione scenica - hanno beneficiato di un sostanziale upgrade visivo. I raggi del plenilunio che penetrano attraverso le vetrate del mausoleo, le fiaccole che illuminano flebilmente gli angoli delle sale o le folate di vento che muovono la vegetazione del cimitero, lasciano trasparire l'accurato lavoro degli sviluppatori, che hanno evitato di donare eccessivo realismo ad alcuni elementi per richiamare i tratti del ‘98.

    Nel complesso, la veste grafica di MediEvil si attesta su livelli più che discreti, con qualche picco qualitativo e una serie di texture più grezze al seguito, ma resta di minor pregio se paragonata a quella di altre recenti remake. Per farla breve, è dal punto di vista squisitamente artistico che l'opera del team di Emeryville mostra i muscoli, riuscendo a regalare degli scorci realmente affascinanti. La prima volta che ci è stata presentata la famosa collinetta che porta al mausoleo, siamo rimasti incantati a osservarla per qualche minuto, rapiti dalla bellezza di un'atmosfera che non ha tradito le proprie origini.

    Sarebbe stato molto facile, infatti, cadere nella trappola dei colori sgargianti e rovinare quei toni alla Nightmare Before Christmas che hanno fatto la fortuna dell'originale. Ciascun set di livelli è dotato di una propria identità fotografica e fa un uso molto specifico della palette cromatica. Le aree degli spaventapasseri e delle zucche, per dirne una, accentuano l'arancio e il verdastro, mentre il regno dei non morti è caratterizzato da una forte componente di blu "stregato".

    Grazie alla risoluzione in 4K ottenuta tramite il ben noto upscaling, MediEvil vanta un'ottima pulizia dell'immagine, almeno in-game: nelle sequenze filmate talvolta è possibile notare una sorta di patina che va a smorzare un po' la lucentezza dei colori, come accade al risveglio di Sir Daniel. In ogni caso, pur non facendo gridare al miracolo, le cutscene restano amabili a vedersi e, al pari della splendida mappa di Gallowmere realizzata in 3D, vantano una certa carica nostalgica.

    Ben diverso è il discorso per quanto concerne il frame rate, che purtroppo - soprattutto in alcuni livelli - zoppica vistosamente. Ne "Il Campo degli Spaventapasseri" ad esempio le oscillazioni sono continue e i 60 fps faticano a stabilizzarsi. Sperando che una patch correttiva possa risolvere la situazione, ci accingiamo a parlare della vera punta di diamante di questa rivisitazione. L'accompagnamento musicale infatti è stato registrato nuovamente dall'Orchestra Sinfonica di Praga, ed il risultato lascia semplicemente senza fiato: i cori di "The Sorcerer Returns" annunciano il compiersi di un maleficio portentoso, lasciandone quasi percepire il terribile potere, mentre le note di "Killer Corn" motivano l'eroe scheletrico ad avanzare con sprezzo del pericolo, facendosi largo tra orde di demoni e creature malefiche.

    MediEvil MediEvilVersione Analizzata PlayStation 4 ProIl MediEvil di Other Ocean saprà fare la gioia di chi per anni ha atteso il ritorno di Sir Daniel Fortesque. Grazie a una vena ironica che permea ogni oncia del racconto e del mondo di gioco, farsi strada fino a Zarok è ancora piacevole come vent’anni fa, sebbene la scelta di mantenere il doppiaggio originale sia condivisibile fino a un certo punto. La ricetta ludica alla base della produzione è la medesima del ‘98 e ciò potrebbe demotivare chi era curioso di salvare Gallowmere per la prima volta. I vecchi appassionati, che difatti costituiscono il pubblico di riferimento, non faticheranno a rituffarsi in battaglia, anche perché la buona varietà di nemici e ambientazioni riesce a controbilanciare la formula datata della componente hack ‘n’ slash. Sorvolando sui contenuti inediti, che ben si sposano con l’offerta classica, le migliorie implementate dal team di sviluppo vivono di alti e bassi. Il sistema di telecamere e il frame rate, ad esempio, zoppicano in più occasioni, mentre il comparto artistico e l’accompagnamento musicale - che abbiamo trovato di gran pregio - riescono a far chiudere un occhio su un impatto grafico soltanto buono. Ad ogni modo, nobili dame e prodi cavalieri, l’eroe di Gallowmere è tornato, ed è pronto ad accompagnarvi in un viaggio dal sapore della nostalgia.

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