Mega Man 11 Recensione: Il blu è il colore della nostalgia

Il robottino blu di Capcom torna sugli schermi con Mega Man 11, nuovo episodio dell'acclamata saga Action Platform 2D.

Mega Man 11
Recensione: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Nelle ultime settimane vi abbiamo più volte parlato di Mega Man 11, accompagnandovi fino al lancio del nuovo titolo Capcom dal malinconico profumo vintage. La mascotte storica della casa di Osaka ha tentato più volte di affermarsi tra le nuove generazioni, spesso spingendo troppo l'acceleratore sull'effetto nostalgia, con tanto di grafica in pixel art ispirata ai capitoli 8-bit della serie. Con Mega Man 11 Capcom ha optato per un approccio diverso, cercando di svecchiare l'anima originale senza stravolgerla, per produrre un gioco capace di soddisfare sia i vecchi appassionati che le nuove leve. L'esperimento può considerarsi riuscito, visto che la formula utilizzata si adatta senza problemi a ogni genere di giocatore, dall'amante delle speedrun al principiante alle prime armi. L'impostazione narrativa è sempre la solita: il malvagio Dr. Wily mette in moto uno dei suoi piani fuori di testa a base di robot e secchiate di guai, ed il povero Mega Man è costretto a intervenire per limitare i danni.
    Questa volta l'avventura ruota attorno alla tecnologia Double Gear, progetto abbandonato in passato da Wily e riesumato per seminare il panico con 8 robot presi in prestito dal laboratorio del Dr. Light. Dopo la più classica delle introduzioni, realizzata tramite illustrazioni e dialoghi con grafica in game, l'iconica schermata di selezione del livello appare davanti agli occhi dell'utente. A questo punto basta scegliere con quale nemico aprire le ostilità, per testare finalmente le novità del sistema di gioco.

    Two gears is megl che one

    L'elemento inedito di quest'avventura è la tecnologia Double Gear, inventata da un giovane Dr. Wily ai tempi dell'università e rispolverata in occasione dell'ennesimo attacco alla convivenza pacifica fra umani e robot. Per permettere a Mega Man di affrontare ad armi pari gli scagnozzi meccanici di Wily, Light lo modifica aggiungendo il Double Gear anche alla sua struttura.

    Grazie a simile strumento, Mega può rallentare il tempo o aumentare la propria potenza di fuoco per qualche secondo, ma deve assicurarsi di disattivare l'abilità prima del suo surriscaldamento. Le due opzioni si possono anche attivare contemporaneamente, garantendo un notevole potenziamento dei talenti, ma impedendo la disattivazione manuale ed obbligandoci a rinunciare alla skill per alcuni secondi. In termini di gameplay questa è l'unica novità degna di nota aggiunta dagli sviluppatori. Sotto ogni altro punto di vista l'esperienza è molto vicina a quella tradizionale dei capitoli precedenti. La prima parte dell'avventura ruota attorno a otto livelli difesi da altrettanti boss.

    Alle caratteristiche di questi nemici corrispondono quelle del livello da lui presidiato: gli sviluppatori hanno esplorato tematiche classiche come il fuoco, il ghiaccio o l'elettricità, inserendo anche varianti più creative come l'acido e i (bastardissimi) palloncini. Come da tradizione, per completare i livelli è necessaria una buona dose di trial & error, ed i primi tentativi servono per metabolizzare gli ostacoli, cercando di mettere il più possibile a frutto le vite e le risorse a disposizione. Dopo aver analizzato a dovere la sfida e aver perfezionato ogni salto e ogni uccisione, si può finalmente puntare alla vittoria. Anche in questo caso è stato mantenuto l'elemento principe della serie, che permette di assimilare le armi dei boss sconfitti per usarle a proprio vantaggio. È proprio questo dettaglio che rende così divertenti le sessioni di Mega Man, nonostante la gran quantità di disagio provocata dalle morti ripetute del protagonista. Trovare l'ordine ideale per affrontare i nemici è da sempre motivo di enorme divertimento e la difficoltà generale rende tutto ancor più epico. Non è un caso se molti giocatori ricordano ancora la sequenza "consigliata" dei migliori capitoli della serie. Come specificato, anche i boss possono contare sui vantaggi garantiti dal Double Gear e possono cambiare pattern di attacco attivando o disattivando la tecnologia in questione. Tutto ciò rende le battaglie maggiormente coinvolgenti, costringendoci a memorizzare il doppio delle sequenze rispetto al passato.

    Pioggia di bulloni

    Quando il muro alzato dal gioco diventa troppo alto per superarlo con le proprie forze, si può fare un salto al laboratorio del Dr. Light per investire i bulloni raccolti nei livelli e acquistare utili potenziamenti. Fornendo al dottore la giusta quantità di materiali, si possono costruire vite extra, preziose taniche di energia che ripristinano interamente la salute, oggetti che ricaricano le armi secondarie e una vasta gamma di circuiti aggiuntivi per Mega.

    Una volta investite le risorse nei potenziamenti, l'esperienza sul campo di battaglia diventa molto più accessibile: i ramponi chiodati riducono lo slittamento nel livello ghiacciato; il robot uccello permette di sopravvivere a una caduta mortale; e la carica automatica del Mega Buster aiuta a concentrarsi solo sui salti e sul movimento, senza dover tenere sempre premuto il pulsante dello sparo. I miglioramenti sono tanti e rendono la vita del protagonista drasticamente più facile. Il fatto di poter salvare il proprio status in qualsiasi momento permette, inoltre, di creare un salvataggio con una scorta adeguata di vite e di taniche energetiche, per ripartire da una situazione vantaggiosa prima di affrontare un livello. Un approccio di questo tipo rende tutto più gestibile anche per gli utenti meno esperti.

    Fare, o non fare. Non c'è provare!

    Oltre alla meccanica appena descritta, la presenza di tre livelli di difficoltà offre a tutti l'opportunità di divertirsi con Mega Man 11. Il grado facile è pensato per le nuove leve: poter affrontare il gioco ricevendo una quantità generosa di oggetti per ricaricare armi ed energia, con un numero infinito di supporti alle cadute e con tanti altri aiuti, riduce di gran lunga lo stress tipico della serie, permettendo al tempo stesso di migliorare i riflessi e la coordinazione.

    Una vagonata di extraPer completare il gioco a livello di difficoltà normale, superando gli otto stege base e i quattro aggiuntivi, ci sono volute circa 7 ore di impegno incessante. Al termine dei titoli di coda, però, l'esperienza con Mega Man si è tutt'altro che conclusa. Oltre al già citato livello di difficoltà estremo, infatti, ci sono anche diverse sfide capaci di mettere a dura prova l'abilità dei giocatori. Tra le speedrun, le partite affrontate sparando il minor numero possibile di colpi e altre diavolerie, i contenuti presenti nel titolo Capcom sono davvero tanti e ben studiati. A questi si affianca una galleria dedicata ai modelli poligonali dei nemici e dei boss, che però si sblocca completamente già dopo la prima run.

    Il livello di difficoltà normale è adatto a chi non disdegna una sfida impegnativa senza abbracciare del tutto il masochismo estremo: la presenza di oggetti utili in vari punti dei livelli garantisce quel piccolo aiuto indispensabile per non impazzire completamente, permettendo anche di aggirare il sistema farmando bulloni con un pizzico di pazienza. Il tasso di complessità più alto, dal canto suo, mette l'utente di fronte a una montagna apparentemente invalicabile ed è consigliata solo ai cyborg e ai fanatici della saga. In questo caso, le cose si fanno davvero difficili dopo aver sconfitto gli otto boss. I quattro livelli nella fortezza di Wily, ancora gestibili a difficoltà normale, con l'impostazione più estrema rappresentano la via più breve verso la scomunica. La versione Nintendo Switch, quella da noi testata, soffre di un lievissimo input lag, impercettibile nelle situazioni normali ma evidente in quelle più concitate (o nel livello di Bounce Man, che promette di diventare senza sforzo il più odiato dai giocatori). Si tratta di un difetto piuttosto grave per un gioco di questo tipo, che però danneggia (appena) solo la fetta di pubblico più hardcore, quella che sputerà sangue per conquistare la vetta delle classifiche nelle sfide.

    Mega Man 11 Mega Man 11Versione Analizzata Nintendo SwitchIl ritorno di Mega Man convince sotto molti punto di vista e farà felici sia i giocatori meno esperti sia la nutrita fascia di utenti di medio livello. Le novità del gameplay aggiungono un ulteriore strato di profondità alle meccaniche dei capitoli precedenti, senza intaccare troppo la difficoltà. L’acquisto dei potenziamenti è a discrezione del giocatore e la sfida è in grado di soddisfare anche le aspettative degli androidi più esperti. Dopo la cocente delusione maturata con Mighty No. 9, i fan di Mega Man possono finalmente tornare a sorridere.

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