Recensione Megaman Battle Network 5: Double Team

Anche su DS, Megaman.exe combatte per la libertà del Net!

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Disponibile per
  • DS
  • Doppio team su doppio schermo

    Chi non conosce o non ha mai sentito parlare di Megaman? Si tratta di uno dei personaggi più famosi di Capcom, apparso sotto spoglie diverse per ogni saga, in un nutrito numero di titoli tra svariati episodi consecutivi, remake e raccolte (in pieno stile Capcom, si potrebbe dire).
    Fece il suo esordio su Gameboy advance nel 2001 con Megaman Battle Network, al quale sono seguiti con cadenza annuale altri 4 capitoli di questa saga, più un altro al momento ancora in fase sviluppo. In occasione dell’uscita del quinto episodio, la casa di sviluppo ha deciso di portare un gioco di questa serie anche su DS. Purtroppo per noi non si tratta, come ci piacerebbe, di un riadattamento completo per la console a due schermi, ma solo di un porting del gioco per gba. Eppure...

    Net society

    Megaman Battle Network è ambientato in un mondo simile al nostro, in un futuro non troppo distante dall’epoca attuale, in cui la grande diffusione degli apparecchi elettronici e della rete internet e la semplificazione delle relative interfacce di utilizzo hanno permesso agli stessi di entrare nella vita quotidiana di tutti. Sono diffusissimi i PET (PErsonal Terminal), dei dispositivi portatili in grado di collegarsi alla quasi totalità degli apparecchi elettronici ed alla rete. All’interno di ogni PET risiede un “navi”: un’entità virtuale con un’avanzatissima intelligenza artificiale, in grado di comunicare con l’utente semplicemente dialogando e capace di esplorare la rete internet e i dispositivi a cui ci si collega entrandoci fisicamente, camminando ed interagendo direttamente come farebbe un essere umano in giro per una città. Ma il cyberspazio è infestato da pericolosi virus, così i navi devono all’occorrenza sapersi difendere usando i “battlechip”, dei programmi speciali inviati appositamente dal padrone del PET, che possono essere usati come armi. Ovviamente, visto l’ampio utilizzo dei battlechip da parte dei possessori di PET, anche le sfide tra navi non sono certo cosa rara.
    I protagonisti della saga sono Lan, il figlio del dr. Hikari, rispettato uomo di scienza ed abile programmatore, ed il suo navi Megaman, creato dal dr. Hikari stesso. Fin dai primi episodi della serie, Lan e Megaman si ritrovano per un motivo o per l’altro ad affrontare e sconfiggere gli agenti (ed i relativi navi) di associazioni criminali organizzate che mirano al controllo della rete (che, vista la sua ormai fondamentale importanza nella vita di tutti, può assicurare grande potere). La trama del gioco è semplice e abbastanza leggera: si rifà, anche troppo, allo stereotipo dell’adolescente che riesce, servendosi delle proprie abilità unite ad una serie di situazioni fortuite, a sconfiggere cattivi grandi e grossi. Non c’è da aspettarsi dunque intrecci troppo complessi o personaggi particolarmente carismatici.

    Regolari mansioni da antivirus

    Ciò che rende unico Megaman Battle Network è il suo originale sistema di combattimento, che pur coinvolgendo direttamente il giocatore nell’azione, non manca di richiedere un pizzico di strategia, offrendo buone possibilità di personalizzazione a seconda del nostro stile di gioco.
    I combattimenti, nei quali potremo imbatterci casualmente mentre camminiamo (come succede già in molti jrpg), si svolgono su un campo rettangolare formato da 18 pannelli (6 in larghezza e 3 in altezza: i 9 pannelli a sinistra sono del nostro navi, quelli a destra sono del gruppo di virus che abbiamo incontrato. All’inizio del combattimento comparirà una schermata nella quale bisogna selezionare dei battlechip a nostra scelta tra i 5 che ci vengono proposti in maniera casuale, dopodichè comincerà l’azione vera e propria: in tempo reale dobbiamo muovere Megaman sui pannelli (possiamo muoverci solo sulla nostra area, quella a sinistra) schivando gli attacchi nemici ed attaccando con i chip (usando il tasto A) che abbiamo precedentemente selezionato, che funzionano da armi monouso, o usando il buster (con il tasto B), un’arma da fuoco di supporto a bassa potenza e munizioni infinite che potremo usare in qualsiasi momento nel caso i chip non bastassero; nel frattempo una barra nella parte superiore dello schermo si riempirà gradualmente e quando sarà completamente piena potremo interrompere il combattimento (premendo L o R) per selezionare altri chip, dopodichè il combattimento continuerà ancora come prima, fino a che i virus non saranno eliminati. Dopo ogni scontro riceveremo un giudizio di “busting level” che valuta in una scala da uno a dieci la nostra abilità; più è alto, maggiore sarà la possibilità di ottenere un nuovo battlechip dal nemico sconfitto. I battlechip che ci vengono proposti all’inizio di ogni “turno” sono scelti a caso dal “folder”, una sorta di deck di battlechip che possiamo modificare completamente a nostro piacimento, scegliendo tra i chip che finora abbiamo trovato eliminando virus, girando per la rete o acquistandoli nei negozi. Progredendo col gioco si troveranno chip sempre nuovi che permetteranno di sperimentare nuove combo e nuovi modi di affrontare un combattimento, spetterà a noi organizzarli nel folder saggiamente per poterne sfruttare tutte le potenzialità ed essere pronti a qualsiasi tipo di virus.

    La dura vita di un navi eroico

    Nei vari episodi di Megaman Battle Network si sono sempre alternate sezioni ambientate nel mondo reale ad altre di esplorazione del cyberworld. Nelle prime si impersona Lan e si assiste, tramite i dialoghi con i personaggi non giocanti, allo svolgersi degli eventi ed al progradire della storia; nelle altre si impersona Megaman, che deve raggiungere un punto o un altro della rete in cerca di informazioni oppure addentrarsi in grandi apparecchi elettronici sabotati dal cattivo di turno tramite il suo navi. Queste ultime corrispondono ai classici “dungeon” dei giochi di ruolo: il protagonista deve farsi strada tra i meandri labirintici del mondo elettronico, superando semplici enigmi e puzzle che spezzano la monotonia dei continui combattimenti casuali, fino a raggiungere e sconfiggere il navi che sta causando tutti i guai.
    In questo quinto episodio è stata aggiunta un’altra variante: le “liberation missions”. Numerose aree della rete sono state invase e conquistate dall’organizzazione criminale Nebula e la squadra federale di agenti scelti, della quale entrerà a far parte anche Megaman nelle prime fasi del gioco, deve agire e riconquistarle per il bene del Net. Queste missioni trasformano il gioco in una sorta di strategico a turni, in cui usando uno alla volta tutti i personaggi della squadra (non useremo solo Megaman in combattimento dunque) dobbiamo, fase dopo fase, riacquisire i territori invasi fino a raggiungere e sconfiggere il navi Nebula a capo di quell’area.
    Completando le liberation missions a fianco di compagni sempre nuovi, l’anima di megaman “risuonerà” con quella di altri navi, rendendo possibile il “soul unison”, una tecnica che permette, sacrificando l’utilizzo di un chip durante un combattimento, di imitare per un numero limitato di turni uno dei navi incontrati durante il gioco, assumendone in parte la forma, insieme al suo tipo di attacco e ad altre sue abilità peculiari.

    Conversione o evoluzione?

    Battle Network 5 è uscito per GBA in 2 versioni, che sono entrambe incluse nella cartuccia per DS; da una versione all’altra cambiano alcuni personaggi e relativi navi che si incontrano durante il gioco, ma a parte questo c’è ben poco (giusto qualche extra in più) che può spingere a rigiocare il gioco dopo averlo già finito una volta in una versione; ciononostante il titolo vanta comunque una buona longevità: occorrono circa 30-35 ore per portarlo a termine e se si vuole provare ad affrontare anche i boss segreti e cercare di completare la propria collezione di chip, il monte ore sale ulteriormente. A questo va anche aggiunta la possibilità di poter sfidare un altro giocatore (anche lui in possesso di una cartuccia del gioco) in scontri all'ultimo chip.
    Ma cosa offre in più questa versione DS rispetto alla controparte GBA? Per quanto riguarda l’aspetto tecnico non è stato aggiunto nulla. Graficamente i giochi di questa serie hanno sempre raggiunto un ottimo livello qualitativo, con un 2d dal tratto netto e pulito, località quasi sempre ricche di particolari, sprites dei personaggi e dei virus ben disegnati ed animati; pur rendendo godibile lo stile da cartone animato del gioco, ciò che su Game Boy sembrava ottimo sulla nuova console Nintendo pare troppo limitato. Lo stesso vale per quanto concerne il sonoro: le musiche e gli effetti sono gli stessi (e alla stessa qualità audio) usati anche nella versione GBA, gli unici elementi in più sono i pochi campionamenti vocali, con le esclamazioni più frequenti di un paio dei personaggi principali.
    Sono state aggiunte però alcune features che giustificano l’utilizzo del DS: menu navigabili tramite touchscreen, la mappa visualizzabile sullo schermo secondario e il cambio attivo di navi durante il combattimento. Mentre l’uso del touchscreen nei menu è pressapoco inutile e poco pratico, più che altro perchè implementato in maniera troppo semplicistica, le altre due caratteristiche si dimostrano ben più interessanti: la mappa permette di tenere sempre sott’occhio la propria posizione nell’area in cui ci si trova, evitando di perdersi (chi ha giocato altri capitoli della saga non potrà che apprezzare questa possibilità offertaci); il sistema dello scambio attivo permette di scegliere due immagini-clone dei navi insieme ai quali abbiamo precedentemente combattuto e di portarcele dietro durante le nostre scorribande nel cyberworld (ma non nei dungeon o nelle liberation missions); quando incapperemo in uno scontro coi virus avremo la possibilità di cambiare in qualsiasi momento il navi che stiamo utilizzando con uno dei due che abbiamo scelto, tramite la pressione sul touchscreen di una delle due icone apposite. Al contrario di quanto può sembrare, il cambio di navi è semplice e funzionale da usare, ma soprattutto giova molto alla giocabilità ed aggiunge ulteriore varietà ai frequenti combattimenti, permettendo di sperimentare tecniche ancora più complesse (sono possibili anche degli attacchi in combo a due navi) per vincere la battaglia con stile ed ottenere l’agognato “busting level: S”.

    Megaman Battle Network 5: Double Team Megaman Battle Network 5: Double TeamVersione Analizzata Nintendo DSSe si è disposti a sorvolare su una trama senza pretese, Megaman Battle Network 5 DS può essere un buon jrpg, vista la varietà che propone col suo sistema di gioco. Purtroppo il titolo non è stato pensato espressamente per il DS (nè riadattato in maniera opportuna) quindi dal punto di vista tecnico, pur non deludendo, lascia comunque un po’ a desiderare. Ovviamente il gioco è fortemente consigliato a chi ha già potuto apprezzare questa saga con gli scorsi episodi usciti per Game Boy advance.

    7.5

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