Metal Max Xeno Recensione: cacciatori di un mondo in rovina

Idee originali e un immaginario variegato non ripagano un comparto tecnico fin troppo datato: eccovi la nostra recensione di Metal Max Xeno per PS4.

recensione Metal Max Xeno Recensione: cacciatori di un mondo in rovina
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • La serie di Metal Max ha origini piuttosto datate e problematiche. I primi capitoli, creati dallo studio Crea-Tech di Hiroshi Miyaoka in collaborazione con Data East, risalgono ai primi anni Novanta per le piattaforme NES e SNES, e hanno riscosso un discreto successo soprattutto in terra nipponica. In seguito il marchio ha avuto vita difficile, con la chiusura di Data East per bancarotta e problemi di licenza, passando per le mani di Success Co. per alcuni anni con il titolo di Metal Saga. Infine, a salvare il brand ci ha pensato il team di Enterbrain di Kadokawa Company, che ha riportato il franchise al suo titolo originale (Metal Max) e ne ha ripreso la regolare produzione sulle console casalinghe e portatili del decennio scorso, tra PlayStation 2 e Nintendo DS, sbarcando successivamente anche su dispositivi mobile. La serie è infine tornata con un nuovo episodio, Metal Max Xeno, sviluppato da Kadokawa Games, Cattle Call e 24Frame e disponibile per PS4 e PS Vita anche in Europa, dopo una prima release in patria avvenuta durante la scorsa primavera.

    Guerra ai SoNs

    Metal Max Xeno ci cala, come da prassi per la saga, in un mondo post-apocalittico dilaniato da un grave cataclisma, nel quale l'umanità cerca di sopravvivere alle dure leggi del nuovo mondo creatosi dopo la catastrofe. Il racconto ci porta in una location completamente devastata e desertica, Tokyo Bay, rinominata Distokio dai suoi abitanti; ci troviamo circa un secolo dopo il "Grande Annientamento", in seguito al quale il supercomputer chiamato NOA ha tentato di sterminare l'intera umanità con l'obiettivo di prevenire dei futuri disastri ambientali. Nonostante la sua sconfitta, però, NOA ha lasciato sulla terra alcune sue creazioni robotiche, delle unità dagli intenti omicidi chiamati SoNs e che ovviamente hanno l'obiettivo di eliminare ciò che è rimasto della razza umana. Il giocatore viene dunque calato nei panni di un protagonista dal passato oscuro, la cui missione è di cancellare totalmente tutti i SoNs presenti sulla Terra: l'eroe, il cui nome di default è Talis, può essere personalizzato dall'utente in termini di equipaggiamento, abilità e nome di battesimo e appare come un guerriero armato fino ai denti e in possesso di un braccio bionico. L'obiettivo del personaggio è vendicare la sua famiglia, uccisa proprio dalle truppe dei malvagi robot. Dopo i primi minuti di gioco, sufficienti a introdurci al background narrativo del nuovo capitolo di Metal Max e a prendere dimestichezza con le meccaniche principali, ci viene introdotta la Iron Base: guidato da un'intelligenza artificiale, il nostro avatar giungerà presso una base segreta sotterranea, tecnologicamente avanzata, che come lui ha l'obiettivo di distruggere i SoNs rimasti.

    È qui che facciamo la conoscenza di alcuni personaggi che risulteranno fondamentali nel corso dell'avventura: il leader della base, D'Annunzio, ed il capo meccanico Jingoro , insieme al suo protetto e Po-M, un androide che offre servizi logistici. Ciascuno di questi comprimari ricoprirà un ruolo di notevole importanza nell'epopea di Talis, offrendogli supporto per quanto concerne risorse, compravendita, assegnazione di missioni e acquisizione di informazioni.

    Sul piano ludico ciò si traduce in un grande hub centrale da poter raggiungere in qualunque momento grazie ai teletrasporti disseminati lungo il mondo di gioco: all'interno di questa location sarà possibile fare rifornimento prima di tornare in missione nel mondo esterno, compresa la possibilità di acquistare e modificare gli equipaggiamenti del proprio tank. L'obiettivo è chiaramente intuibile: viaggiare lungo tutta Distokio, annientare i SoNs che attanagliano la popolazione in una morsa di terrore e trovare i pochi superstiti rimasti in un mondo che non appartiene più all'umanità.

    Alle armi!

    Dal punto di vista del gameplay, Metal Max Xeno segue gli stilemi dei suoi predecessori: ci troviamo di fronte un J-RPG estremamente classico nell'impostazione, ma con alcuni elementi che rendono la produzione in qualche modo unica. Il gioco, infatti, ibrida il gameplay in un combat system diviso tra scontri con armi bianche o da fuoco e possenti battaglie a bordo di veicoli corazzati: i duelli avvengono a turni, come da tradizione del genere, ma a seconda delle aree in cui ci troveremo sarà possibile combattere nei panni dei protagonisti o dei possenti carroarmati di cui sono in dotazione.
    L'opera propone una buona varietà sia per quanto riguarda il sistema di progressione che i combattimenti. Come già detto, gli scontri a turni si svolgono prevalentemente all'interno di possenti carri armati super accessoriati: il cosiddetto vehicle system è la vera punta di diamante della produzione e, nella maggior parte dei casi, rappresenta l'unica soluzione per sopravvivere contro i SoNs. Nelle vaste zone desertiche occorrerà avanzare e combattere a bordo del tank se si vuole avere qualche chance di sopravvivere: la facoltà di impersonare il protagonista, dandogli anche l'opportunità di lottare in prima persona contro nemici minori, si presenta soltanto nelle basi o in piccoli dungeon, nei quali non sarà possibile introdursi con il carro armato.

    L'intera esperienza, insomma, risulta tutto sommato ben bilanciata tra vehicle system e scontri a turni come nei più classici crismi dei giochi di ruolo giapponesi: che sia a bordo della vettura o a piedi, le soluzioni offerte dal sistema di lotta permettono di effettuare attacchi semplici e speciali, di utilizzare oggetti curativi o in grado di modificare il proprio status e anche di azionare un comando di difesa contro gli assalti nemici.

    La lunga guerra ai robot stermina-umani, però, non sarà così facile: le mappe sono disseminate di avversari, che purtroppo non brillano molto in quanto a varietà del "bestiario", e il nostro eroe potrà sfruttare solo un numero limitato di munizioni, al termine delle quali non avremo più modo di attaccare, e ci toccherà quindi rifornirci adeguatamente presso la base. In qualunque momento, inoltre, è possibile "switchare" tra tank e personaggio; tuttavia, come già spiegato, optare per la seconda ipotesi in campo aperto, quando ci si trova di fronte ai SoNs più impegnativi, equivale a morte certa soprattutto nelle prime ore di gioco. La progressione, come il resto della struttura ludica, è bipartita tra il rango di Talis ed il carro armato: il tank potrà essere personalizzato nella struttura e nell'estetica con nuove parti, modelli, armi e cromature presso il garage di Jingoro nella Iron Base. Il giocatore inoltre avrà la capacità di specializzare gli eroi attraverso una serie di classi, ciascuna con abilità e statistiche specifiche: Cacciatore (rango di partenza), utile nel combattimento ravvicinato e nell'acquisizione dei punti deboli dei nemici; Sopravvissuto, in grado di effettuare auto-cura e di sganciare oggetti in grado di confondere e distrarre i SoNs; Soldato, unità di fanteria; Gangster, guerriero versatile ma anche piuttosto lento nei movimenti; e infine abbiamo il Medico, che come suggerisce il nome è capace sia di guarire e rianimare i compagni del party, sia di eseguire potenti e micidiali colpi speciali per annientare i nemici. Acquisendo esperienza si potrà salire di grado, sbloccare perk e accrescere quindi il potere dell'eroe, aumentandone di rimando tutte le statistiche del caso, e al tempo stesso sbloccando abilità sempre nuove per infliggere quanti più danni possibili durante i combattimenti.

    Metal Max, arrivi tardi

    Le meccaniche ruolistiche di Metal Max Xeno, pur risultando ben amalgamate e forti di una certa originalità stilistica, sono in grado di offrire un'esperienza solida e divertente nonostante il concept di partenza non risulti particolarmente profondo o stratificato. Col passare del tempo, infatti, la struttura ludica finisce col prestare il fianco a una certa ripetitività, ripiegandosi in un vortice infinito di scontri con una scarsa varietà di nemici: una dinamica da cui consegue un senso di progressione che non risulta lampante e immediato sin da subito. L'interfaccia di comandi, opzioni e personalizzazioni, inoltre, non ci sono parsi pienamente leggibili sin dal primo momento, rendendo le dinamiche ruolistiche un pelo confuse.

    Un difetto da imputare anche alle ambientazioni e alla struttura delle mappe, tanto vaste quanto simili nella struttura, ma soprattutto eccessivamente spoglie: il più delle volte, infatti, ci si ritroverà a solcare le dune di sabbia, rovistando tra le rovine di Distokio e incappando continuamente in un numero piuttosto alto di nemici minori. Il vero neo della produzione, tuttavia, è di tipo tecnico e grafico: la base creativa dell'immaginario di partenza si dimostra piacevole in termini artistici, un gradevole misto tra un affresco distopico e un'estetica cyberpunk. Questi ultimi risultano accentuati dai modelli dei personaggi, che in presenza delle sequenze video della storia appariranno sotto forma di artwork disegnati a mano, sfoggiando un character design delizioso e pittoresco, simile allo stile visivo di Final Fantasy.
    Il vero, problema, tuttavia, è che il nuovo capitolo della saga si presenta come un gioco dal comparto tecnico piuttosto retrogrado: l'estrema semplicità di modelli e personaggi risulta alle volte spiazzante e rende Metal Max Xeno un titolo visivamente datato, certamente poco consono alle potenzialità offerte dall'hardware delle console Sony di ultima generazione. Non riesce a farsi apprezzare appieno neanche il design strutturale del mondo di gioco, poco incline a un'esplorazione appagante e utile soprattutto per avanzare da un punto A fino a un punto B, al fine di portare a compimento incarichi principali e secondari: questi ultimi, inoltre, non sono particolarmente numerosi e variegati per quanto concerne le attività da svolgere, limitandosi a offrire ulteriori SoNs da eliminare e un sistema di "ricercati" che, se completato, offre punti aggiuntivi da spendere nello sviluppo dei personaggi.

    Le animazioni, soprattutto, si dimostrano legnose, mentre le texture e gli effetti particellari - al netto di un frame rate che ci è parso quanto meno stabile - si sono rivelati estremamente poveri di dettagli e fin troppo approssimativi.
    In conclusione potremmo affermare che, sul versante tecnico, Metal Max Xeno non ripaga una discreta dose di stile mista a un gameplay soddisfacente: l'immaginario di base e le meccaniche ruolistiche divise tra personaggi e tank potrebbero sì appagarvi e rappresentare un motivo d'acquisto.

    Al tempo stesso, però, dovrete accettare un compromesso fondamentale: l'idea, cioè, di giocare un titolo graficamente datato e retrogrado, incapace di reggere il confronto con l'hardware di riferimento e, soprattutto, con altri e più recenti esponenti J-RPG che ultimamente hanno popolato il mercato. Esempi che, purtroppo, fanno impallidire su tutti i fronti l'offerta del nuovo capitolo di Kadokawa Games.

    Metal Max Xeno Metal Max XenoVersione Analizzata Playstation 4Metal Max Xeno porta sulla console ammiraglia Sony, e sulla sua sorellina portatile, l'ultimo capitolo di una saga dal passato difficile. Lo fa con un titolo che prende i crismi più gettonati del J-RPG, amalgamandoli con l'intrigante vehicle system e calando il tutto in un immaginario affascinante e pittoresco. La discreta, ma non eccezionale, mole contenutistica, tuttavia, presta il fianco a un comparto tecnico fin troppo datato per riuscire a soddisfare appieno una platea di giocatori che, proprio di recente, ha potuto conoscere alcuni esponenti del genere ben più sontuosi, profondi e solidi.

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