Recensione Metal Slug Anthology

Mission Complete!

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Disponibile per
  • PS2
  • Wii
  • Psp
  • Nell’ormai lontano 1996 una SNK in piena forma deliziava il mondo videoludico con un arcade che avrebbe fatto la storia: Metal Slug. Il titolo era uno sparatutto “alla Contra” con componenti platform, dotato di una grafica bidimensionale superlativa e di una carica umoristica senza paragoni. Nei panni del sottotenente Marco Rossi, e del suo secondo Tarma Roving, ci si trovava a dover sgominare le forze ribelli attraverso una serie di livelli superbamente congegnati, che si sviluppavano sia in orizzontale che in verticale (nei capitoli successivi verranno introdotti anche dei bivi) e trasportava il giocatore fino allo scontro con il boss di fine livello, solitamente grossi macchinari bellici o mostri alienoidi. Il design militaresco, la scelta dei colori, le animazioni fluidissime ed estremamente varie oltre che all’incessante ritmo hanno reso questo titolo in assoluto una pietra miliare e hanno dimostrato come i giochi 2D avessero ancora molto da dire, e ancora molte emozioni da regalare, in un momento in cui i poligoni iniziavano ad essere la prima scelta di tutte le software house più blasonate. Altri sei capitoli hanno seguito il primo episodio, nessuno dei quali ha rivoluzionato un gameplay assolutamente vincente, pur inserendo sempre elementi di novità: nuove armi, nuovi nemici, nuovi alleati, nuove stravaganze (e nel sesto capitolo anche abilità distinte per ogni protagonista). L’unica onta nella serie è un episodio rilasciato per PlayStation 2, guarda caso tridimensionale, che nulla ha a che spartire con i capolavori che compongono questa saga.

    La collection cui ci troviamo di fronte, comprendente tutti gli episodi 2D di Metal Slug, dal primo al sesto compreso Metal Slug X, è assolutamente irrinunciabile per qualsiasi videogiocatore: rappresenta tutto quello che un buon gioco deve essere. Adrenalinico, immediato, appagante, divertente. Finito un titolo si ha sempre la voglia di continuare per terminare il successivo, senza soluzione di continuità, per gustarsi tutte le espressioni divertenti, tutte le citazioni, tutta l’ispirazione con cui ogni capitolo è realizzato: dal mostro di fine livello iperdettagliato al semplice soldato che guida la moto, dal prigioniero che si smutanda al nuovo bipode dall’aspetto buffo, dal carro che spara sfere rotolanti anziché proiettili, alla cinquecento gialla con i mitragliatori montati sui fianchi. Non c’è davvero nulla fuori posto, ci si ritrova speso a bocca aperta davanti alla genialità degli svilupatori e delle loro trovate, come il robot che usa i missili come armi da mischia, o i personaggi che diventano ciccioni se mangiano molto cibo. E’ impossibile desiderare di meglio, se ne può solo desiderare di più, e quando si finiscono tutti i capitoli... li si può sempre ricominciare! Non ci si stufa mai di Metal Slug. Una vera bibbia del videogioco e del game design.
    Le aggiunte che SNK Playmore ha riservato per i possessori di Nintendo Wii sono in effetti secondarie: oltre ai contenuti sbloccabili composti da immagini, musiche e una gustosa intervista agli sviluppatori, la versione Wii si fa notare per alcuni sistemi di controllo alternativi che però non aggiungono davvero nulla ai magnifici sette. L’impostazione basilare consiste nell’impugnare orizzontalmente il Wiimote, muovere il proprio personaggio tramite d-pad, sparare e saltare con i pulsanti 1 e 2, mentre per lanciare le granate bisognerà scuotere il Wiimote. Nonostante la croce direzionale del controller non sia molto grande, il sistema di controllo risulta comunque comodo e sufficientemente preciso. Le alternative sono varie: si può collegare il nunchaku e muovere il personaggio con lo stick, si può comandare tutto da nunchaku sfruttandone i due tasti e il movimento, si può utilizzare il Wiimote come fosse lo stick di un cabinato e il nunchaku come pulsantiera e si può muovere il Wiimote a destra e sinistra per gestire lo spostamento del personaggio. Seppur interessanti, questi sistemi di controllo risultano una simpatica aggiunta totalmente inutile, in quanto dopo lo svanire dell’effetto stravaganza si tornerà quasi certamente ad utilizzare lo schema di controllo base. E’ prevista la possibilità di utilizzare il pad Gamecube al posto del nunchaku, il quale rivela essere l’unica vera alternativa al sistema di controllo predefinito. Incomprensibile la scelta di non supportare il classic controller, in quanto sarebbe stato certamente la scelta migliore per via della comodità d’impugnatura e della grandezza della croce direzionale.

    Tecnicamente parlando Metal Slug è assolutamente lo stato dell’arte del 2D, con animazioni, varietà ed effetti strepitosi. I primi cinque capitoli e l’episodio X spingevano oltre i suoi limiti un hardware comunque datato quale quello del NeoGeo MVS, mentre il sesto capitolo, sviluppato su scheda Atomiswave, esalta oltremodo le doti artistiche dei grafici SNK: il cambio di risoluzione ha permesso fondali assolutamente mozzafiato, unitamente a sprite rinnovati e privi del classico effetto “a grossi grani” che la risoluzione precedente imponeva. Il risultato finale è l’assenza totale delle scalette pixellose (splendidamente nostalgiche, ma in ogni caso anacronistiche) e un
    dettaglio complessivo degno di un anime. Inoltre, in tutti i capitoli ci sono stati dei seri miglioramenti riguardo la fluidità: gli episodi su MVS, in presenza di molti sprite su schermo, rallentavano vistosamente, mentre le loro controparti facenti parte dell’antologia per Wii sono assolutamente prive di scatti. Dal punto di vista sonoro ci troviamo nuovamente dinanzi ad un qualcosa di mastodontico: ogni capitolo ha un suo stile inconfondibile, spaziando tra temi militareschi, musiche jazz e sfuriate rock/metal, mantenendo un livello qualitativo altissimo e un pathos degno di accompagnare un gameplay tanto intenso. La risultante della somma di grafica e sonoro è qualcosa di estremamente amalgamato e coerente, che dona a tutti i capitoli, se possibile, ancora più appeal. Unica vera nota negativa riscontrabile sono i tempi morti: i primi 3 capitoli ne sono quasi totalmente privi, con solo qualche sporadico e istantaneo caricamento tra una missione e l’altra, mentre il quarto ed il quinto sono martoriati da attese, seppur brevi, distribuite tra una schermata e l’altra dello stesso livello: seppur non snervanti, risultano alquanto fastidiose. Differentemente dai precedenti, il sesto episodio è del tutto privo di caricamenti e
    scorre liscio dal primo all’ultimo stage.

    Metal Slug Anthology Metal Slug AnthologyVersione Analizzata Nintendo WiiIn definitiva Metal Slug Anthology è assolutamente un must buy. Carico di carisma, di divertimento, di immediatezza, di passione. I migliori sette shooter “terrestri” della storia racchiusi in un unico disco sono il sogno di qualunque videogiocatore degno di questo nome. Tecnicamente praticamente ineccepibile, graficamente eccelso, ricco di chicche e particolari, accompagnato da una colonna sonora ispirata, varia e sempre all’altezza, Metal Slug (inteso come serie) è una pietra miliare nella storia dei videogiochi. Le lievissime e circoscritte incertezze nella conversione e delle aggiunte non propriamente rilevanti non sminuiscono affatto quanto di eccelso di può trovare in questi titoli tutti da giocare. E rigiocare. E rigiocare...

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