Metro Exodus: recensione del DLC Sam's Story

A sei mesi dal primo DLC, il supporto di Metro Exodus si conclude con Sam's Story, una nuova avventura tra le acque di Vladivostok.

recensione Metro Exodus: recensione del DLC Sam's Story
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  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Stadia
  • Nei videogiochi, così come nella vita, è sempre bene non fermarsi alle apparenze. Un progetto disastroso al lancio può riprendersi grazie alla cura del tempo, al caro, vecchio olio di gomito e a un buon quantitativo di interventi sul codice. E allo stesso modo a un'avventura ottima pu far seguito un DLC scialbo, privo di mordente e sottotono. Pensando a quest'ultimo caso, la mente viaggia alla recensione di Two Colonels, il primo episodio extra di Metro Exodus. Un contenuto aggiuntivo che non ci ha entusiasmati e ha calato le aspettative legate al Season Pass del gioco di 4A Games.

    Come detto però le apparenze ingannano e, in soli sei mesi, lo studio ucraino è riuscito a confezionare un secondo DLC ben più degno di attenzione, coinvolgente e godibilissimo. Senza ulteriori indugi, quindi, è tempo di fare la conoscenza di Sam e salutare per l'ultima volta l'Aurora.

    Lo zio Sam

    La rivelazione che colpisce Artyom e lo instrada verso la sua personale ricerca della terra promessa non è cosa da poco: fino a quel momento, l'idea della vita al di fuori delle gallerie di Mosca era una chimera. Eppure nelle lande di Metro esistono sopravvissuti, opportunità, minacce e chissà cos'altro: lontano dall'oscurità del sottosuolo può tornare a esserci speranza. Si tratta com'è intuibile di un'epifania di un certo peso, e tutti i membri dell'Ordine di Sparta ne vengono investiti. Tra questi troviamo Sam, un ex marine americano talmente ben addestrato da aver ricoperto il ruolo di guardia del corpo del Colonnello Miller. Uno yankee, schierato su un fronte incerto a migliaia di chilometri da casa, per anni.

    Quando finalmente l'Aurora ha iniziato il suo viaggio, Sam comprende che può mantenere una vecchia promessa fatta al padre, rimasta sopita sotto le polveri radioattive di Mosca: può finalmente fare ritorno negli Stati Uniti. Ovviamente si tratta di una missione quasi impossibile, ma il nostro "americano" è fatto così: è più facile che il mondo finisca del tutto, piuttosto che la sua determinazione ceda di un passo. Dopo aver ringraziato i suoi compagni di ventura, la prima meta è l'oceano, nello specifico la costa di Vladivostok.

    Esattamente come in Two Colonels, il nuovo DLC di Metro introduce un'ambientazione inedita, snocciolando lore tra le maglie di dialoghi interessanti e ricchi di informazioni. La città che fa da cornice al DLC è il porto più grande a est della Russia, e nell'ultima guerra è stata "graziata" dai missili nucleari: gli ordigni, infatti, si sono inabissati, lasciando molti edifici ancora in piedi.

    Purtroppo lo stesso non si può dire delle persone, morte a causa dallo tsunami scatenato dall'esplosione delle bombe. Adesso Vladivostok è una malsana metropoli galleggiante, dove i banditi pullulano a tal punto da aver stabilito un proprio sistema economico, basato sulla compravendita di mutanti (usati come buoi da traino o perfino come cani da guardia).

    La nuova ambientazione è ricolma di fascino e, soprattutto, è così ampia da permettere a Sam's Story di riprendere quelle evoluzioni ludiche introdotte in Exodus. Troviamo quindi aree più aperte con obiettivi opzionali e barche da utilizzare come mezzi di locomozione sull'acqua. L'alternanza con le sessioni più lineari e claustrofobiche, questa volta, è però in armonia con il ritmo delle vicende ed è in grado di mantenere alta la qualità dell'esperienza per quasi tutta l'avventura. Solo le battute finali, affidate a un villain poco carismatico, generano meno entusiasmo ma, tra l'ottima "presenza scenica" di Sam - ben più sbottonato rispetto all'austero Artyom - e alcuni buoni comprimari, l'interesse resta sempre più che vivo.

    Bentornato Ranger

    Come abbiamo spiegato nella recensione di Metro Exodus, la chiusura della trilogia spinge abbondantemente sull'elemento "survival". Lo zaino di Artyom, utile per creare medikit e altri piccoli gadget, è il miglior compagno per l'intero viaggio dell'Aurora, e la sua assenza in Two Colonels si era fatta sentire considerevolmente.

    Anche da questo punto di vista ci sono ottime notizie, perché Sam parte per il proprio cammino con tutta la dotazione standard dell'Ordine di Sparta, portando sulle spalle la preziosa sacca salvavita. Sam's Story non si fa quindi mancare nulla e riesce a riproporre "in piccolo" l'esperienza del gioco principale; non solo, a differenza del precedente DLC, la progressione è più variegata e meno prevedibile, soprattutto nell'alternanza di combattimenti con nemici umani e mutanti.

    Restando in tema di abomini, c'è perfino spazio per una variante "elettrica" degli insettoidi incontrati nel titolo principale, capaci di far saltare la corrente di qualsiasi apparecchio elettrico nelle vicinanze. Ne conseguono alcuni scontri al cardiopalma alla luce di un misero accendino, nel pieno rispetto dell'anima ansiogena della serie. Non si tratta dell'unica novità di Sam's Story, perché la dotazione bellica dello yankee si arricchisce di un nuovo fucile semiautomatico in grado di sparare proiettili incendiari e di una devastante pistola - chiamata lo Stallone - capace di risolvere le situazioni più disperate. Le ultime armi introdotte non raggiungono per carisma il portentoso lanciafiamme di Two Colonels, ma si dimostrano due ottime aggiunte all'equipaggiamento. Infine, merita una menzione l'inedito accessorio per l'orologio da polso, dotato di un sonar per scovare oggetti nascosti e, soprattutto, mine antiuomo.

    Sul fronte contenutistico non troveremo null'altro tra le rovine di Vladivostok, eppure questo secondo - e ultimo - DLC riesce con facilità a colmare tutte le lacune del predecessore: una longevità ragionevole, un level design che riprende l'alternanza tra zone aperte e mappe anguste, e un protagonista capace, a suo modo, di lasciare un ricordo vivido dopo i titoli di coda.

    Forse non si tratterà di un'espansione in grado di stravolgere la formula ludica di Metro, e il pathos delle vicende è inficiato da un comparto animazioni che, a un anno dall'uscita di Exodus, mostra in maniera ancora più marcata i segni del tempo, eppure, una volta portata a termine l'avventura, ci si ritrova a indugiare - con un sorriso - nel pensiero di incontrare nuovamente Sam, quello yankee letale capace di sbronzarsi su un tetto attaccato dai mutanti.

    Metro Exodus Metro ExodusVersione Analizzata Xbox OneSam’s Story fa quasi tutto quello che a Two Colonels non era riuscito: riabbraccia le novità ludiche di Exodus e mette sul piatto una campagna di sei/sette ore rispettosa dell’avventura di Artyom. Sam, dal canto suo, risulta un personaggio interessante, e se 4A Games riconferma la sua qualità nel tratteggiare la lore di Metro, il comparto delle animazioni tradisce lo scorrere del tempo. Un anno dopo il viaggio dell’Aurora le battaglie di Vladivostok sono il perfetto congedo dall’ultima opera dello studio Ucraino. Un capitolo extra non imperdibile, a meno che non abbiate amato profondamente l’avventura principale. In quel caso, preparatevi alla vostra ultima missione.

    7.8

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