Recensione Michael Jackson: The Experience

Ubisoft vi sfida a ballare come il re del pop

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    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • 3DS
  • PSVita
  • Psp
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Just Dance Michael Jackson

Ubisoft con Just Dance pare aver trovato la gallina dalle uova d’oro. Mentre ancora scarseggiano dati certi sui risultati di vendita del secondo capitolo, che comunque difficilmente saranno deludenti, i quattro milioni di pezzi venduti dal capostipite fanno ancora discutere l’intera industria videoludica.
Come si dice in questi casi, bisogna battere il ferro finché e caldo, anche se Ubisoft pare che non abbia affatto bisogno di qualcuno che glielo suggerisca. Infatti, a poco più di due mesi dalla release di Just Dance 2, ecco esordire sul mercato Michael Jackson: The Experience. In linea prettamente teorica, sarebbe lecito aspettarsi un esplosivo e riuscitissimo gioco di ballo. Del resto, se già da sole le meccaniche di gioco di Just Dance paiono sufficientemente solide, unirle a un nome e un fenomeno culturale, come lo è tutt’ora Michael Jackson, non può che portare a un successo assicurato, tanto più in questo momento dove, è brutto da dirsi, la morte del re del pop gli ha donato una seconda giovinezza commercialmente parlando.
Eppure così non è. Eppure Ubisoft pare aver sciupato un’occasione facile, facile. Come e perché? Scopriamolo insieme.

Pochi brani, ma ben coreografati

Innanzitutto la conferma: Michael Jackson: The Experience non aggiunge assolutamente nulla alle meccaniche di gioco rispetto a Just Dance. Sì, purtroppo avete letto bene.
Per chi non conoscesse la saga di Ubisoft, in questo titolo dedicato al re del pop vi si chiederà di riprodurre più o meno fedelmente i movimenti dei personaggi digitalizzati sullo schermo, stringendo nella mano destra il Wiimote. Come per Just Dance vale anche qui il solito avviso. Naturalmente è possibile barare: piuttosto che muovere l’intero corpo, sarà sufficiente agitare il solo telecomando, nella direzione richiesta, per ottenere comunque ottimi risultati e punteggi alti. Ovviamente, lo spirito e la filosofia del gioco vanno irrimediabilmente perduti: perché avete comprato un titolo di danza, se poi preferite restare immobili di fronte alla TV muovendo solo il braccio?
Superata questa questione filosofica, passiamo ad analizzare i tre aspetti fondamentali dei videogioco: le musiche presenti, le coreografie e la capacità del Wiimote nel riconoscere i vari movimenti effettuati. Potendo contare su una licenza musicalmente pesante, Ubisoft è riuscita a mettere insieme 26 tracce che pescano a piene mani dalla sconfinata discografia di Michael. A conti fatti le tracce, purtroppo, sono poche soprattutto se si considera che Just Dance 2 vanta una tracklist di 44 brani. Fortunatamente però, avrete a che fare con pezzi originali: niente cover, niente remix assurdi. Da Rock With You, a Bad, passando per Black Or White e The Girl Is Mine è comunque presente una buona selezione dei maggiori successi del cantante. Cosa più interessante, tra l’altro, la scelta di optare non solo per i classici più ballabili, ma anche per canzoni dall’andamento meno ritmato sulle quali si è comunque riusciti a creare coreografie assolutamente riuscite.
Ed è proprio questo l’unico elemento inattaccabile dell’offerta Ubisoft. Ogni canzone è accompagnata da passi di danza assolutamente travolgenti e meravigliosi da riprodurre. Naturalmente il merito principale va a Michael: la maggior parte dei movimenti sono fedelmente ripresi dai suoi video o dalle sue numerosissime performance. Rispetto a Just Dance 2, almeno in questo senso, non ci sono assolutamente paragoni: la classe e le abilità di Jacko sono irraggiungibili e tutt’oggi capaci di stupire amanti del ballo e non. Purtroppo in ciò è insito anche un risvolto della medaglia. Alcune canzoni, infatti, sono estremamente difficili e quasi impossibili per chi non possiede un minimo di basi. Ubisoft, proprio per venire incontro a questi utenti, ha architettato due espedienti solo parzialmente riusciti. Da una parte vi sarà data la possibilità, ma solo in alcuni brani, di impersonare un membro del corpo di ballo piuttosto che Michael stesso. Questi, è vero, compiono passi più semplici rispetto al cantante, ma livelli difficili resteranno comunque tali. Dall’altra Ubisoft ha pensato di rendere disponibili una serie di video istruttivi per imparare a eseguire alcuni passi particolarmente intricati. L’iniziativa è lodevole, ma purtroppo è vanificata da un errore strutturale a dir poco grossolano: per visionarli bisognerà prima sbloccarli completando alcuni livelli. Perché per fruire di un video di tutorial, devo prima cercare di superare proprio ciò che non mi riesce? Appena potremmo lo chiederemo a qualche sviluppatore Ubisoft, ve lo promettiamo.
Giungiamo così all’ultimo tassello fondamentale di Michael Jackson: The Experience: la risposta ai comandi del Wiimote. Purtroppo anche in questo caso non possiamo che riprendere la casa francese: perché incaponirsi nel non voler sfruttare il Motion Plus? Esattamente come per Just Dance 2 infatti, anche in questo titolo non sarà supportato l’add-on di Nintendo. La scusa del non voler creare esperienze di serie b per coloro che fossero sprovvisti della periferica ormai non regge più.
Fortunatamente il gameplay si difende comunque bene. Nonostante alcuni momenti di black out totale, il Wiimote si rivela capace di rivelare piuttosto bene la propria posizione e di relazionarla alla coreografia in atto. Ancora una volta, come già detto, è possibile barare, ma per raggiungere i risultati migliori sarà necessario senso del ritmo e una buona conoscenza dei passi di danza. Proprio per questo motivo, tornano in aiuto del videogiocatore tutta una serie di icone che anticipano di qualche secondo il prossimo movimento da eseguire. Utili, ma non sempre esplicative come si vorrebbe.

I brani di Michael Jackson: The Experience

1. Bad
2. Beat it
3. Billie Jean
4. Black or White
5. Dirty Diana
6. Don’t Stop ‘Till You Get Enough
7. Earth Song
8. Ghosts
9. Heal the World
10. In the Closet
11. Leave Me Alone
12. Money
13. Remember the Time
14. Rock With You
15. Smooth Criminal
16. Speed Demon
17. Streetwalker
18. Sunset Driver
19. The Girl is Mine
20. The Way you Make Me Feel
21. They Don’t Care About Us
22. Thriller
23. Wanna Be Startin’ Something
24. Who Is It
25. Will You Be There
26. Workin’ Day and Night

Poco con cui divertirsi

Difficile comunque rimanere soddisfatti dell’offerta di Ubisoft. Se con Just Dance 2 si potevano ancora sopportare certe mancanze, in un gioco su Michael Jackson diventa impossibile trattenersi dal denunciare l’assoluta mancanza di contenuti extra.
Innanzi tutto, nonostante questa sia una lamentela secondaria, viene da chiedersi perché manchino i video ufficiali ad accompagnare le esibizioni. Ancora una volta, infatti, ci si troverà di fronte uno o più ballerini digitalizzati con le fattezze o di comparse o di Michael stesso. Alle loro spalle, invece, si alterneranno diverse immagini, più o meno fisse, che in qualche modo ricordano le ambientazioni viste nei video delle rispettive canzoni. L’idea è sicuramente carina e stilisticamente Michael Jackson: The Experience funziona, ma perché rinunciare alla presenza dei video ufficiali?
Desta inoltre qualche perplessità l’assoluta mancanza di sbloccabili, se si escludono i video di tutorial di cui vi abbiamo parlato poco sopra. Sin dall’inizio tutti i brani sono disponibili e non c’è traccia di documentari o modalità di gioco alternative che possano in qualche modo spingere l’utente a giocare ancora al titolo se non per il personale piacere di battere il punteggio più alto.
Proprio inerentemente alle modalità di gioco, le cose sembrano addirittura peggiorate rispetto a Just Dance 2. Laddove è sempre possibile giocare fino in quattro in contemporanea, il Dance Battle, che permetteva fino a otto ballerini di darsi battaglia, e il Just Sweat, una sorta di endurance che proponeva un brano dopo l’altro fino allo sfinimento, sono spariti. In Michael Jackson: The Experience potrete unicamente selezionare un brano e ballarlo, magari in compagnia di tre amici. Stop.
Inutile quindi dirlo: parlando in termini di longevità il gioco ha vita breve, più breve di quanto già non lo fosse quella dei suoi colleghi. In multiplayer ci si diverte, ma per quanto? Basta infatti una serata in compagnia per ballare almeno la metà dei 26 brani presenti. Insomma anche da questo punto di vista il titolo Ubisoft è largamente deludente.

Michael Jackson: The Experience Michael Jackson: The Experience è senza mezzi termini una delusione totale. Là dove la licenza sui brani del re del pop ci aveva fatto sperare in un prodotto di tutto rispetto, ci troviamo addirittura di fronte a una versione depotenziata di Just Dance 2. Certo la qualità delle coreografie e dei brani presenti è indiscutibile, ma valgono veramente i nostri soldi 26 tracce tra l’altro conosciutissime sui quali avremo già ballato in centinaia di altre occasioni? Consigliato solo agli irriducibili della saga di Ubisoft e a quelli che proprio non riescono a rimanere indifferenti al fascino di Michael Jackson.

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