Milkmaid of the Milky Way Recensione

Milkmaid of the Milky Way è un'avventura grafica vecchio stile che ci porta in viaggio tra paesaggi bucolici e astronavi aliene...

recensione Milkmaid of the Milky Way
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  • Ruth è una giovane allevatrice che vive in una cascina isolata arrampicata sulla montagna in un fiordo norvegese. La sua è una storia tragica, fatta di rinunce, lutti e solitudini. La sua unica fonte di sostentamento, la vendita di prodotti caseari fatti da lei stessa col latte delle sue quattro mucche, è messa a rischio dalla diffusione dei cibi industriali a basso costo. Inizia così Milkmaid of the Milky Way, un'avventura grafica che unisce la nostalgia degli anni ‘90 - l'età d'oro in cui bastavano un game design semplice e pochi pixel per far sognare - con la sensibilità narrativa che caratterizza la produzione videoludica di questo secondo decennio degli anni 2000. La prima parte del gioco restituisce un'atmosfera solitaria e intimista, fatta di paesaggi aperti, ampi pascoli spazzati da un vento che si intuisce gelido. Poi una notte, improvvisamente, dei rombi di luce colorata lampeggiano sul muro della stanza di Ruth: la ragazza si sveglia di soprassalto e scopre che la sua mucca prediletta, Lykke, non si trova più nella stalla. È l'inizio di una catena di eventi che porterà Ruth all'incontro con una razza aliena umanoide che, come lei e la sua piccola fattoria, è in lotta per la sopravvivenza.

    Artigianato videoludico

    Accanto all industria del videogioco e alle sue produzioni ad alta professionalizzazione, che si tratti delle grandi realtà o dei piccoli studi indipendenti, è sempre esistita una produzione artigianale più o meno amatoriale, spesso sconosciuta al grande pubblico ma seguita da gruppi di appassionati. Prodotti che nascono da una grande passione e dalla voglia di mettersi in gioco.

    Se è innegabile che i videogiochi artigianali peccano spesso di ingenuità e risentono dei limiti dell'autoproduzione, c'è anche da dire che godono di una assoluta libertà creativa: libertà da vincoli produttivi ma anche dalle regole e dalla prassi che ogni professionalità, necessariamente, porta con sé.Milkmaid of the Milky Way potrebbe essere un caso emblematico di questo tipo di produzioni: realizzato interamente dal norvegese Mattis Folkestad nell'arco di due anni, si trova proprio al confine tra amatorialità e professionismo. Dico subito che l'ho trovato veramente ben fatto, capace di rielaborare in modo personale le convenzioni di un genere con uno stile caratteristico che lo rende immediatamente interessante e che rende perdonabili alcune piccole ingenuità ed imperfezioni. Lo stile grafico mescola digital painting e pixel art in modo molto particolare e molto libero: Folkestad crea delle superfici ruvide, texturizzate; gioca con le dimensioni dei pixel inserendo nello stesso screen dettagli a diverse risoluzioni, enfatizza la bassa risoluzione degli sprite nelle cinematiche; è ben evidente che si tratta di un'operazione di rilettura e rielaborazione piuttosto che di pixel art propriamente detta. La colonna sonora riesce sempre a raccontare alla perfezione l'azione, con brani di musica elettronica molto ben composti che mescolano sonorità acustiche a influenze sci-fi (potete trovare alcuni brani sul canale soundcloud dell'autore https://soundcloud.com/mattisfolkestad/tracks). L'aspetto più caratteristico però è la scrittura dei testi, che, pur se interamente in rima, riescono a risultare incredibilmente naturali e a non dare l'idea della filastrocca. La rima è un espediente che rende i testi sintetici e caratterizzati, evita la banalità del dialogo e la brutta scrittura.

    Il viaggio di Ruth

    La storia di Milkmaid of the Milky Way ruota attorno al rapporto tra l'antico e il nuovo, racconta di realtà piccole e fragili che rischiano di scomparire travolte dalla corsa veloce e implacabile del progresso. Il fiordo e l'astronave aliena sono in qualche modo mondi a parte, ricordi di un tempo passato che non esiste più.
    La struttura del gioco riflette questo contrasto proponendo un'alternanza continua tra polarità opposte: l'atmosfera lenta e introspettiva è rotta da momenti di pura azione, i paesaggi bucolici si mescolano all'estetica sci-fi. L'incontro con gli alieni non genera un cambio netto di atmosfera e linguaggio: non sono dipinti come creature mostruose, al contrario l'enfasi è posta sul rapporto umano tra i personaggi, sulla generosità e l'altruismo, sulla necessità di dare o chiedere aiuto per riuscire ad avanzare con la storia.

    La sceneggiatura è forse il punto più debole: i personaggi sono caratterizzati in modo interessante ma solo superficialmente e nonostante si noti l'attenzione nei confronti dell'aspetto più introspettivo e metaforico della vicenda il gioco non riesce a creare rapporti tra personaggi che vadano oltre all'interazione necessaria a risolvere i puzzle.
    La storia, d'altro canto, è credibile, originale e piacevole: nonostante non riesca a sviscerare completamente i grandi temi che si propone di trattare offre degli spunti di riflessione interessanti. Il gameplay è scorrevole e ben costruito: i puzzle sono abbastanza semplici ma non banali. Capiterà di dover prestare molta attenzione ai dettagli per riuscire a trovare l'oggetto che ci serve per proseguire e spesso saremo costretti a lunghi andirivieni tra pascoli erbosi e corridoi metallici. La ridotta estensione della mappa di gioco, l'impossibilità di combinare tra loro gli oggetti dell'inventario e la breve durata (ho completato il gioco in poco meno di tre ore) equilibrano il tutto rendendo nel complesso l'esperienza di gioco fluida e piacevole.

    Milkmaid of the Milky Way Milkmaid of the Milky WayVersione Analizzata PCMilkmaid of the Milky Way è un’avventura punta e clicca di ispirazione retrò ma con un’estetica e una sensibilità decisamente contemporanee.  È il frutto della grande passione del suo autore che è riuscito, da solo, a creare un prodotto di buona qualità in tutte le sue componenti. La scrittura è un po’ ingenua ma è resa piacevolissima da quei guizzi di creatività che sono il grande e inarrivabile pregio dei giochi artigianali, quelle cose un po’ fuori posto che portano una ventata di freschezza. Un ottimo esordio per un game designer decisamente promettente. Segnaliamo l’importante differenza di prezzo tra la versione PC distribuita tramite Steam (7,99€) e la versione per iOS (3,99€).

    7.5

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