Minecraft Story Mode Stagione 2: Recensione Episodio 1 (Hero in Residence)

Tornano le avventure di Jesse e compagni: la recensione di Hero in Residence, primo episodio della nuova stagione di Minecraft Story Mode.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Minecraft Story Mode Stagione 2: Recensione Episodio 1 (Hero in Residence)
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Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Seppur con qualche alto e basso, Minecraft: Story Mode si è rivelato un prodotto superiore alle nostre aspettative, il ponte perfetto tra il "blocchettoso" mondo di Minecraft e l'ormai arcinota struttura dei giochi Telltale. Dopo gli strascichi del finale della scorsa stagione, "allungato" tramite l'innesto forzato di tre episodi aggiuntivi mediamente fiacchi, le avventure di Jesse e i suoi amici dell'Ordine sono tornate a farci compagnia più in forma che mai, rinvigorite da qualche discreto innesto ludico e da una storia completamente inedita, che speriamo possa essere alla pari con quella - decisamente riuscita e avvincente - dedicata al "witherstorm". Nonostante il ritmo elevato e la narrazione ricchissima, le incognite per il futuro restano però ancora molte. Prima tra tutte la difficoltà, incredibilmente bassa.

Vacanze a Beacontown

Dall'ultima volta che abbiamo incontrato i nostri eroi, è passato diverso tempo. Jesse è il leader e fondatore di Beacontown, una cittadina moderna, libera e progressista. E si sa, gestire un'intera città non è affatto semplice. A farne le spese è, come sempre, il tempo libero, quello che una volta il protagonista della storia trascorreva giocando a fare l'avventuriero. Qualcosa però potrebbe presto cambiare. Una nuova minaccia si sta avvicinando, tanto inaspettata quanto feroce.

La vita del nostro fidato protagonista è di nuovo in pericolo, ed è giunto il momento di tornare ad indossare i panni dei membri dell'Order of the Stone. L'incipit narrativo è quanto di più semplice ci si potesse aspettare, sebbene riesca comunque a risultare estremamente funzionale; è un inizio un po' timido, ma tutto sommato interessante. Nell'oretta e mezza di tempo in cui il capitolo ci ha tenuti occupati, si sono susseguite classiche sequenze scriptate a base di QTE, numerosi dialoghi e qualche simpatico intermezzo dal ritmo più compassato, sorretto solitamente da sezioni più ragionate costituite attorno a semplicissimi enigmi ambientali. In tali sezioni abbiamo notato una maggiore attenzione al crafting, vero e proprio leitmotiv di questo "nuovo inizio". Una volta avvicinatici alla "crafting table" ci siamo visti costretti a consultare una lista di "ricette" più corposa del solito, e raramente ci è capitato di essere realmente tenuti per mano come accadeva in passato. Tutto ciò si scontra però con un imprevisto calo della difficoltà dei puzzle (che già era tendenzialmente bassa), in questo primo episodio tutti di banale risoluzione. E così, tra un paio di blocchi da spostare e qualche altro da craftare, il nostro entusiasmo iniziale è lentamente andato un po' scemando. Del resto lo sappiamo, quello di Minecraft è un brand che gravita attorno a un target di età molto inferiore rispetto a quella di chi sta scrivendo questo articolo. E non c'è niente di male, per carità. Però insomma, l'idea che questa seconda stagione possa divenire ancor più "sempliciotta" della prima, sia in termini prettamente narrativi che ludici, non ci entusiasma particolarmente.
Decisamente favorevoli alla produzione Telltale sono invece le sparute migliorie all'interfaccia, ora leggermente più descrittiva e curata nell'aspetto grafico rispetto al passato. Anche il limitato gameplay del titolo ha subito un piccolo processo di restyling, ben visibile soprattutto nelle - poche - fasi di combattimento di questo "Hero in Residence". Gli sviluppatori californiani hanno pensato bene di aggiungere una barra dedicata alla stamina e dare maggior peso alla schivata. Tralasciando i soliti creeper e ragnetti vari, a sorprendere maggiormente è la presenza di una sorta di boss fight, con tanto di pattern predefiniti da memorizzare. Sulla carta l'idea non è male, l'esecuzione però soffre moltissimo la natura semplicistica e oltremodo accessibile dell'impianto ludico. La più grande sorpresa, però, è arrivata a inizio episodio, quando finalmente ci è stata data la possibilità - in perfetto stile Minecraft - di creare liberamente una scultura per un nostro concittadino, utilizzando una vera e propria griglia creata ad hoc.

Abbiamo finalmente potuto muovere e posizione vari tipi di blocchi a nostro piacimento, con un editor ancora piuttosto rudimentale (e che mal si sposa con le levate analogiche del pad, purtroppo) ma tutto sommato funzionale. Se non altro, è un modo per avvicinarsi ulteriormente alla natura spensierata e creativa del brand di riferimento. Poco importa, dunque, se il risultato di tale attività non condiziona in alcun modo il nostro proseguimento: l'importante è divertirsi. Qualunque cosa facciate, sarà un successo. In una tipologia di giochi così costrittiva e possessiva, già questa è una vera e propria boccata d'aria fresca. Piccola, quasi insignificante, ma di ottimo auspicio per il futuro. Un futuro che, nonostante le buone sensazioni scaturite da questo primo episodio, resta quantomai incerto e pieno d'incognite. Anche perché, inutile negarlo, quando si parla di Telltale, gli eventuali problemi vengono a galla principalmente nella parte centrale della stagione.

Minecraft Story Mode Stagione 2 Minecraft Story Mode Season 2 fa il suo esordio con un episodio dirompente e denso di avvenimenti, un nuovo inizio che forse ha come unico difetto quello di apparire fin troppo sbrigativo, ricco di buone idee poco sviluppate che speriamo di veder riproposte in maniera più estesa in futuro. La struttura dell'episodio appare però molto bilanciata: ci sono un po’ di enigmi, una buona dose di QTE, spesso molto riusciti, e quintali di dialoghi pronti ad essere riversati sui vostri schermi sotto forma di sottotitoli. Ovviamente in inglese, a meno che a tale localizzazione non preferiate quella portoghese o, perché no, quella nell’immancabile cinese semplificato. Ma insomma, alla fine della fiera, non è poi così difficile comprendere una storia così semplice e lineare come quella proposta da Hero in Residence. Il bilanciamento tra azione e riflessione ci è parso decisamente buono, e i presupposti per fare bene anche in questa seconda stagione ci sono davvero tutti. Speriamo soltanto che i prossimi episodi sappiano presentarci enigmi ambientali leggermente meno banali. Non chiediamo la luna, ma almeno di tornare sui livelli dei vecchi capitoli.

6.5

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