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Mini Mech Mayhem Recensione: strategia a base di robottini su PSVR

Dopo Tiny Trax, Futurlab torna nei lidi di PlayStation VR con Mini Mech Mayhem, uno strategico a turni che mescola tattica e imprevedibilità.

recensione Mini Mech Mayhem Recensione: strategia a base di robottini su PSVR
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • A FuturLab non manca la voglia di sperimentare. Dopo l'ottimo Velocity 2X, lo studio britannico si è buttato a capofitto sulla realtà virtuale con Tiny Trax, originale racing game progettato in esclusiva per PlayStation VR. Due giochi accomunati dalla rapidità di esecuzione e dal senso della velocità, ma molto differenti in termini di meccaniche e game design. Con il progetto successivo, Mini-Mech Mayhem, la software house inglese ha deciso di proseguire sulla strada della VR, questa volta con uno strategico a turni dove gli ingredienti fondamentali consistono nella pianificazione e nella capacità di leggere nella mente degli avversari. Di nuovo, lo sviluppatore ha dimostrato una certa dimestichezza nel padroneggiare regole e generi diversi tra loro, offrendo nel complesso un'esperienza di gioco divertente e appagante, ma che poteva osare qualcosa in più in termini di varietà e profondità dell'offerta ludica.

    I mini-mech incontrano gli scacchi

    Nella sostanza Mini-Mech Mayhem si presenta come un tabletop game ispirato agli scacchi, con la differenza che si potrà contare su una sola pedina: un mech in miniatura. Le partite prevedono la partecipazione di quattro giocatori, e vengono disputate all'interno di una griglia 9x9 dove sono presenti delle trappole disposte in modo casuale. Per vincere il match bisogna ottenere per primi tre punti vittoria, che potremo guadagnare distruggendo i robottini degli avversari o raccogliendo la moneta d'oro generata al centro della scacchiera. Le regole sono basilari, così come le mosse a disposizione dei partecipanti: sarà infatti possibile muovere il proprio robot in orizzontale o in verticale, oppure sparare un missile nel tentativo di colpire gli avversari. Una volta posizionato il proprio mech nella prima riga della scacchiera, ad ogni turno bisognerà pianificare tre mosse tenendo conto del loro costo, parametro che determinerà l'ordine con cui verranno eseguite. Il movimento sarà più lento quante più caselle (fino a sei) decideremo di percorrere, mentre le fasi di fuoco avranno un costo specifico in base alla parte del mech avversario che prenderemo di mira.

    A seconda del bersaglio colpito potremo infliggere danni al nemico, farlo ruotare all'interno della casella oppure indietreggiarlo (magari verso una trappola), con tutte le implicazioni che questi effetti possono avere sul piano strategico. Vogliamo eliminare il robot dell'avversario per guadagnare un punto prezioso? Indebolirlo per costringerlo a un approccio più difensivo? Oppure deragliarlo dal suo percorso, liberandoci la strada verso la moneta d'oro?

    A movimentare ulteriormente le cose ci pensa il sistema degli "intercetti", un insieme di abilità speciali da giocare in tempo reale per ostacolare i nemici, con l'intento di interrompere e stravolgere i loro piani originali. In base all'abilità selezionata potremo inceppare l'arma di un avversario, spingere i robot, limitarne i movimenti, farli ruotare e così via, mischiando ulteriormente le carte in tavola.

    Giocati con criterio e furbizia, gli intercetti possono offrire dei vantaggi tattici considerevoli, tirandoci fuori dai guai anche nei momenti più difficili. Se da un lato questa meccanica farà storcere il naso ai puristi della strategia, data la buona dose di imprevedibilità che conferisce alla formula ludica, dall'altro bisogna riconoscere i benefici apportati al ritmo delle partite, e in generale alla varietà di situazioni che si può presentare sulla scacchiera.

    Lo sviluppatore si è comunque premurato di bilanciare il tutto a dovere, impedendo ai giocatori di abusare degli intercetti. Per attivare queste abilità, infatti, dovremo disporre di un'adeguata quantità di energia, risorsa che potremo recuperare sul campo raccogliendo o colpendo alcune sfere che compariranno sul tavolo. Più un'abilità sarà potente, inoltre, e maggiore sarà la quantità di energia richiesta per utilizzarla. Se gli intercetti possono ribaltare le sorti di una partita e scombussolare le tattiche degli avversari, è anche vero che usarli richiederà un certo impegno, visto che sarà necessario investire una parte delle mosse nella raccolta delle sfere energetiche.

    Pianificazione imprevedibile

    Nell'insieme Mini-Mech Mayhem si propone come un gioco di pianificazione e improvvisazione, dove le maggiori soddisfazioni derivano dalla capacità di leggere nella mente degli avversari servendosi del proprio intuito. Le regole sono piuttosto semplici, ma combinate tra loro finiscono per generare un ventaglio tattico di tutto rispetto, come il giocatore potrà apprendere nell'ottimo tutorial di cui è provvisto il titolo.

    Oltre a introdurre gli elementi principali del gioco, quest'ultimo includerà una serie di sfide aggiuntive che metteranno alla prova le nostre doti strategiche, e la nostra dimestichezza nel gestire le regole nelle situazioni più complicate. Anche se in Mini-Meh Mayhem è possibile giocare contro l'IA per sperimentare e perfezionare le proprie strategie, il piatto principale dell'offerta ludica rimane la modalità multiplayer, nella quale potremo sfidare altri tre giocatori in rete. Giocando contro altri utenti in carne e ossa, naturalmente, le partite si faranno sempre più divertenti e imprevedibili. Al momento della prova non abbiamo incontrato particolari difficoltà nel trovare altri tre giocatori nelle partite online, ma non possiamo sapere se le cose resteranno così anche nel prossimo futuro. Come per tutti i giochi VR incentrati sul multiplayer, la longevità del titolo dipenderà in buona parte dall'affiatamento della community. In quest'ottica, FuturLab ha fatto un buon lavoro per incentivare i giocatori a non abbandonare Mini-Mech Mayhem troppo in fretta? Magari spingendoli a tornare di tanto in tanto per disputare qualche partita?

    Purtroppo, la pecca maggiore del titolo si riscontra proprio nell'offerta ludica, e in un sistema di progressione un po' spento e stantio. Si parte dalla scelta del nostro mini-mech, che potremo decidere di personalizzare solo sul piano estetico, senza alcun impatto sul gameplay. I movimenti e le abilità saranno sempre uguali per tutti, così come l'unica arma a disposizione dei giocatori, un lanciamissili in grado di sparare in otto direzioni. Anche se si tratta di una precisa scelta di game design che non ci sentiamo di criticare, riteniamo che qualche elemento di personalizzazione in più avrebbe giovato alla varietà tattica e alla diversificazione degli approcci, a beneficio della rigiocabilità.

    Molto meno giustificabili, invece, la presenza di una sola arena di gioco e la scarsa diversificazione delle scacchiere, che si distinguono solo nella disposizione delle trappole. Niente modificatori, né diverse tipologie di terreno o di trappole con penalità specifiche, varianti che avrebbero potuto diversificare ulteriormente le partite e aggiungere nuove opzioni tattiche. Oltre alla soddisfazione di affinare le proprie strategie e il proprio intuito, in termini di progressione accumulare una partita dietro l'altra non riuscirà a offrire particolari stimoli, dato che il gioco si limiterà a dispensarci solo nuovi oggetti cosmetici con cui personalizzare l'aspetto del nostro robottino e del nostro avatar.

    Poco da segnalare, infine, sul fronte legato alla realtà virtuale. Mini-Mech Mayhem può vantare una realizzazione tecnica solida, sulla quale si sorregge un comparto grafico e artistico ben confezionato. L'atmosfera del gioco gronda di simpatia e leggerezza, in perfetta sintonia con il mood spensierato e accessibile della produzione, senza contare che la natura statica dell'esperienza scongiura sul nascere ogni potenziale problema di motion sickness. Lo strategico a turni di FuturLab può essere goduto anche dai meno avvezzi alla VR, ma non può certo definirsi uno dei giochi che abbia sfruttato al meglio il potenziale della realtà virtuale. L'azione ludica avviene sulla scacchiera posta di fronte a noi, con la quale dovremo interagire tramite dei touchscreen posti sul bordo.

    Anche se il giocatore viene incoraggiato a utilizzare i due PS Move per aumentare l'immersione, in realtà il titolo funziona perfettamente anche con il DualShock 4, dato che nella pratica tutte le mosse andranno selezionate tramite i relativi menu. Nessun tipo di interazione fisica con i robottini o con l'arena, dunque. L'impressione è che Mini-Mech Mayhem avrebbe potuto fare a meno della VR, e che il gioco avrebbe funzionato esattamente allo stesso modo anche sui tradizionali schermi. Rispetto all'uso della realtà virtuale fatto da Tiny Trax, ha tutta l'aria di essere un passo indietro. Senza nulla togliere alle qualità ludiche del titolo, che nel complesso rimane uno strategico a turni divertente e accessibile.

    Mini-Mech Mayhem Mini-Mech MayhemVersione Analizzata PlayStation 4Mettendo da parte i problemi dell'offerta ludica, Mini-Mech Mayhem si presenta come uno strategico a turni divertente, accessibile e bilanciato con competenza. L'enfasi riposta sul multiplayer resta sempre un'arma a doppio taglio, soprattutto per i giochi VR: misurarsi con altri giocatori in carne e ossa può regalare un'infinità di match intensi e imprevedibili, almeno fino a quando la community sarà abbastanza attiva da non rendere difficoltosa la ricerca delle partite. Peccato per la penuria di varietà nei contenuti, e per i limiti che ciò può comportare in termini di rigiocabilità. Anche se Mini-Mech Mayhem non fa un utilizzo particolarmente incisivo della realtà virtuale, l'esperienza confezionata da FuturLab rimane una gradita aggiunta alla libreria PlayStation VR, in particolare per i fan degli strategici a turni che non disprezzano una buona dose di imprevedibilità.

    6.9

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