MLB The Show 22 Recensione: lo spettacolo del baseball americano su PS5

La simulazione di baseball sviluppata da San Diego Studio è pronta a conquistare i fan: ci sono sostanziali migliorie rispetto a MLB The Show 21?

MLB The Show 22 Recensione: lo spettacolo del baseball americano su PS5
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  • Xbox Series X
  • All'Angel Stadium di Anaheim il coro "M-V-P!" si sente spesso: non solo per Mike Trout, l'esterno centro simbolo della seconda squadra di baseball di Los Angeles e uno dei giocatori più forti della MLB, ma per Shohei Othani, il fenomeno giapponese capace di polverizzare nel 2021 record su record in tantissime categorie. Un campione completo come non se ne vedevano dai tempi di Babe Ruth (il "Bambino" aveva iniziato la carriera come pitcher), un atleta dotato di una forza da supereroe nel colpire la palla e di una precisione da robot nei lanci. E se i fan degli Angels gli hanno dedicato una serie di cori speciali come "It's Shoe-hei time!", i ragazzi di San Diego Studio (ex 989 Studios) di Sony lo hanno scelto come testiomial dell'attesissimo MLB The Show 22, il nuovo capitolo della simulazione di baseball più bella e amata del pianeta.

    Dopo aver essere stata esclusiva per il mondo PlayStation per quasi un ventennio, la serie di SDS ha debuttato lo scorso anno sulle console di Microsoft direttamente sul servizio Game Pass: MLB The Show 22 è sbarcato finalmente anche su Nintendo Switch. E come Shohei Othani, anche MLB The Show 22 punta a riconquistare il titolo di MVP delle simulazioni sportive.

    Una stagione all'ultimo respiro

    La stagione della Major League è stata salvata all'ultimo inning e il nuovo contratto collettivo firmato dai proprietari e dall'associazione giocatori ha portato in dote una serie novità a livello sportivo, come l'introduzione del battitore designato anche nella National League, i playoff a 12 squadre, il corridore in seconda base negli extra inning e il PitchCom, un dispositivo per impedire di rubare i segnali sul monte di lancio. Non sono mancate poi differenziazioni anche a livello economico, dall'aumento dei salari minimi fino alla luxury tax per le franchigie, la nuova tradeline e altro ancora. C'era davvero il rischio che la stagione di baseball venisse cancellata come quella del 1994 e si giocasse "solo" in virtuale con MLB The Show 22 o con Out of the Park Baseball 23, in uscita il 22 aprile.

    Il team di San Diego Studio si batte da anni con quello di Visual Concepts per il primato nel campo delle simulazione sportive: un titolo sancito non solo dalle vendite ma anche dai numerosi premi assegnati dalla critica. MLB The Show 22 si è presentato all'opening day con una squadra ben preparata dopo un anno di rodaggio sulla nuova generazione di console: il team di sviluppo ha scelto la strada della continuità per un'annata un po' particolare, e alcune novità, come l'allargamento dei playoff a 12 squadre o gli aggiornamenti nelle rotazioni e nei roster delle squadre, arriveranno con i prossimi aggiornamenti.

    Giro di mazza

    Quello che abbiamo sempre apprezzato in una simulazione come MLB The Show è il gameplay: colpire la palla per un doppio o un fuoricampo dà un'immensa gioia al giocatore, così come chiudere come rilievo l'ultimo inning con tre strikeout. Gli alchimisti di SDS sono riusciti a migliorare la loro formula magica sia nella fase in battuta, sia in quella sul monte di lancio: il contatto mazza/palla offre una maggiore varietà nei colpi e trovare il timing giusto regala ancor più soddisfazioni.

    Il "Pinpoint Pitching" implementato lo scorso anno si ispirava al sistema di lanci della defunta serie MLB 2K, ed è stato tarato meglio, almeno nella versione PlayStation 4/5; per Xbox One di contro è stato segnalato qualche problemuccio di input/lag nella gestione la levetta analogica destra, soprattutto per i lanci verso il basso. Il Pinpoint Pitching in MLB The Show 21 era un po' troppo facile e permettevaa tutti prestazioni alla Randy Johnson (debutta quest'anno nel parco Leggende) o Roger Clemens dei tempi d'oro: nella nuova interazione offre un maggior realismo e, soprattutto, causa un numero superiore di lanci sbagliati e di basi regalate. Comunque, lanciare con un pitcher del calibro di Scherzer, Burnes o Alcantara è elettrizzante in MLB The Show 22.

    Gli esterni giocano meglio

    Le nuove animazioni aggiunte e la maggior attenzione dedicata a riprodurre il comportamento di interni ed esterni nella fase difensiva fanno compiere un ulteriore passo in avanti alla serie: avere in squadra fenomeni come Cody Bellinger, Kevin Kiermaier, Nolan Arenado o Mookie Betts fa davvero la differenza, specialmente quando ci si trova ad affrontare le temibili "fly ball". I lanci tra interbase ed esterni appaiono più naturali e fluidi, così come traiettorie in volo dopo una battuta o un rimbalzo sull'erba.

    A rendere più credibili le prese degli esterni è in particolar modo la lettura delle traiettorie: i difensori, infatti, non vanno più da un punto a un altro in modo automatico, sperando di intercettare la palla, ma si muovono e si posizionano con angoli più realistici. Insomma, giocate difensive più simili alla realtà, piccoli miglioramenti e dettagli che i veterani della serie coglieranno e che fanno di MLB The Show il punto di riferimento nel baseball.

    Cambiamenti anche per i cosiddetti "check swing", ossia quando il battitore inizia a girare la mazza ma si blocca per consentire alla palla di passare - senza colpirla - ed evitare così un possibile strike. Abbiamo avuto la sensazione che vengano giudicati meglio dagli arbitri gestiti dalla CPU. Gli effetti sonori, poi, danno quel qualcosa in più al giocatore: è impressionante sentire quanto cambia il suono di una palla ricevuta nel guantone in base alla sua velocità.

    Per quanto riguarda il gioco di corse, rubare qualche base sembra diventato un po' più complicato rispetto al precedente capitolo, anche con corridori fenomenali come Starling Marte o Whit Merrifield e senza scomodare sua maestà Rickey Henderson: urge pertanto una bella patch. I bunt di sacrificio, invece, funzionano meglio mentre la CPU, anche ai livelli più alti, ha la fastidiosa tendenza a girare la mazza su qualsiasi cosa arrivi sul piatto: lavorando con gli slider nelle opzioni è possibile limitare questo trend e trovare la quadra.

    Modalità e personalizzazione

    Una delle modalità più apprezzate negli ultimi anni è quella denominata da "March to October" capace di offrire un'esperienza più semplicistica rispetto alla Franchise e facendo vivere l'intera magia di una stagione nella MLB in poco tempo (si giocano spezzoni di partite).

    Un'opzione apprezzatissima da chi non ha molto tempo da dedicare all'esperienza, che nella nuova interazione porta in dote una serie di novità: la possibilità di disputare più stagioni (anziché una sola) e di avere una off season con tanto di scambi, free agency e persino Minor League. Insomma, un piccolo passo in avanti per quella che molti consideravano come una versione "light" della solita Franchise. A mancare sono però le possibilità di personalizzazione, non solo dei campionati o delle division ma anche dello stesso spring training o del draft. Le trade vanno assolutamente migliorate, perché ancora troppo facile ingannare la CPU scambiando dei campioni per dei brocchi.

    Carriera e altre opzioni

    Road to the Show è la modalità carriera di MLB The Show 22 già da diversi anni. Per la nuova stagione SDS ha aggiunto una serie di eventi live per rendere più coinvolgente l'esperienza di gioco: vedere due leggende del calibro di Ken Griffey Jr. o Joe Mauer fornire statistiche su un rookie è qualcosa che l'appassionato adorerà, anche se alle volte i loro commenti sembrano centrare poco con quello che accade sullo schermo. Rispetto allo scorso anno, la progressione è stata velocizzata ed è possibile personalizzare il proprio campione in modo ancor più particolareggiato. Si tratta di piccoli miglioramenti, nulla di più: la modalità sembra infatti ancora mancare di mordente.

    Diamond Dynasty, dal canto suo, è la versione di FUT del baseball: rispetto all'opera di EA, la produzione di SDS è meno affamata di denaro e dà al giocatore la possibilità di creare delle line-up da favola senza dover spendere una fortuna, giocando soprattutto offline: per l'annata 2022 sono state aggiunte nuove leggende oltre ai sopracitati Randy Johnson e Joe Mauer come Ryan Howard, Justin Morneau, Chase Utley, Kirk Gibson, Dontrelle Willis, J.R. Richard, Kevin Youkilis, Jered Weaver, Mike Mussina, Brian Wilson, Ray Durham e Mike Napoli. Peccato continui a mancare Derek Jeter.

    In particolare, è stata insertita la nuova modalità "Mini Stagioni" che permette di disputare partite di solo tre inning contro le squadre create dagli altri giocatori ma gestite dalla CPU, un po' come le Squad Battles in FUT. Si tratta in fin dei conti di un mini campionato davvero divertente da giocare. Le novità in Diamond Dynasty non si esauriscono qui: possiamo anche giocare in cooperativa con amici e sfidare altri avversari umani nelle modalità "2vs2" o "3vs3". Purtroppo, si possono disputare solo partite di esibizione e non è possibile giocare in contemporanea con i propri compagni: a turno uno lancia, uno batte e uno corre. Un vero peccato.

    L'editor per creare i ballpark

    MLB The Show 21 aveva finalmente accontentato i fan con il tanto desiderato editor per creare il proprio ballpark: nell'edizione 2022 è stata introdotta finalmente la possibilità di giocare in notturno e di gestire persino l'impianto di illuminazione dello stadio. È stata posta maggiore attenzione nello sviluppo dei quartieri, mentre gli oggetti di scena disponibili sono più o meno quelli presenti nella versione precedente. A parte qualche bug nei caricamenti delle proprie creazioni, non c'è molto altro da segnalare.

    Da vedere MLB The Show 22 resta splendido. La presentazione è impressionante, mentre la qualità delle animazioni sul monte di lancio lascia a bocca aperta. I modelli poligonali dei lanciatori e battitori sono di buonissimo livello, nonostante siano stati sviluppati su un motore di qualche generazione fa. Non mancano dei problemucci nella rappresentazione delle folte capigliature, e qualche volto poco simile alla controparte reale, ma vedere gli atleti reagire a uno strikeout dandosi qualche colpetto con la mazza sul casco o innervosirsi è semplicemente fantastico. MLB The Show 22 è pieno di tocchi di classe e dettagli tutti da scoprire (tra cui le mazze con inciso il nome dei giocatori) e la riproduzione dei campi è davvero di classe, esattamente al pari dell'illuminazione che genera ombre realistiche, soprattutto al tramonto. Sul piano della fluidità, la versione PS5 che abbiamo testato si è dimostrata complessivamente solida per quanto riguarda il frame rate, a parte qualche sporadico calo.

    Passiamo ora al commento tecnico: negli States ha fatto scalpore l'uscita di scena del telecronaca Matt Vasgersian, voce di MLB The Show sin dal lontano 2006. Il presentatore dell'MLB Network è stato sostituito da due telecronisti di casa ESPN: Jon Sciambi e Chris Singleton.

    Nuova telecronaca, nuovi dialoghi e un commento play-to-play migliore. Le informazioni fornite dal nuovo duo tendono a essere precise e dettagliate, ed è bello sentire i telecronisti emozionarsi per una bella giocata o nel raccontare qualche aneddoto. Non manca però una serie di bug (il numero degli eliminati negli inning spesso sono sbagliati) e dopo una decina di partite si noterà un po' di ripetitività nei commenti. Si tratta comunque di un buon inizio.

    MLB The Show 22 MLB The Show 22Versione Analizzata PlayStation 5La simulazione di San Diego Studio si dimostra solida anche nella nuova annata: il gameplay resta sontuoso, anche se alcune modalità cominciano a sentire il peso degli anni. Da questo punto di vista ci aspettavamo qualcosa di nuovo. La possibilità di giocarlo direttamente sul GamePass al Day One è un valore aggiunto per tutti gli appassionati di baseball su Xbox, mentre l'arrivo su Nintendo Switch farà felici moltissimi giocatori. Nonostante l'approccio conservativo tenuto da SDS, MLB The Show 22 si conferma insomma, insieme a NBA 2K22, la miglior simulazione sportiva disponibile per le nuove generazioni di console.

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