Momodora: Reverie Under the Moonlight Recensione

Momodora: Reverie Under the Moonlight è un curioso Metroidvania già uscito su PC e ora disponibile anche su PS4 e Xbox One...

recensione Momodora: Reverie Under the Moonlight
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Momodora: Reverie Under the Moonlight è il quarto episodio di una serie di videogiochi sviluppati da un piccolo team indipendente, Bombservice. I primi due episodi sono gratuiti, mentre Momodora 3 è in vendita alla cifra quasi simbolica di 1,99€: si tratta di brevi action/platformer 2D a scorrimento laterale con un'insolita prevalenza di personaggi femminili. Ma la tenerezza delle protagoniste non deve ingannare: si tratta di giochi per nulla facili. Momodora: Reverie Under the Moonlight segna il passaggio dai brevi giochi amatoriali ad un prodotto completo e di buona qualità: c'è cura nel level design, i nemici sono ben costruiti, la pixel art e la colonna sonora sono curate e in grado di evocare atmosfere ben definite. A tutto questo si accompagna anche l'aumento della durata: intorno alle 4/5 ore, nella media delle produzioni indie. Uscito nel 2016 per Windows, è ora arrivato anche su console, allietando i nostri occhi con la sua splendida pixel art che possiede il fascino irresistibile della bassa definizione.

    Salvare il mondo con una foglia d'acero

    Momodora: Reverie Under the Moonlight è il prequel della saga di Momodora e racconta la vicenda di un personaggio più volte citato nei precedenti episodi: si tratta di di Kaho, sacerdotessa del villaggio di Lun, in missione per salvare il suo popolo e il mondo da una terribile maledizione. La regina di Karst, infatti, è caduta preda dell'oscurità e le sue terre si sono popolate di terribili mostri. Kaho, apparentemente indifesa e armata solo di un arco e di una foglia d'acero, si trova quindi a esplorare una terra sconosciuta, incontrando una popolazione disperata, pronta alla resa. Per fortuna non tutti sono rassegnati: fra tutti spiccano tre ardite dame - la strega gattara Cotillard, la cavaliera Cath e l'avventuriera Eri - che, ciascuna a suo modo, daranno a Kaho l'aiuto necessario per proseguire il suo viaggio e raggiungere la regina cattiva. La storia è suggestiva e coerente col mondo di gioco ma non raggiunge - e non vuole raggiungere - grandi livelli di profondità emotiva e di scrittura.

    Ed è giusto così: la narrazione così rarefatta lascia spazio ad un gameplay impegnativo, che richiede grande precisione e non perdona la minima disattenzione (non a caso l'autore del gioco cita, tra le sue fonti di ispirazione, anche "Dark Souls").
    Se l'esplorazione da un certo punto in avanti diventa non lineare, permettendo al giocatore di esplorare a piacimento le aree che compongono la parte centrale del gioco, la trama invece non si biforca. Con una sola eccezione: un terribile destino attende infatti Kaho se il giocatore non riuscirà a condurla al vero finale del gioco. Ai dialoghi è affidata solamente l'ossatura della trama, mentre l'atmosfera immersiva della storia viene raccontata attraverso le immagini: la pixel art raggiunge in questo quarto episodio della saga un livello di raffinatezza davvero lodevole. Gli sfondi, estremamente curati e suggestivi, definiscono la tinta emotiva delle ambientazioni: dalla freschezza un po' inquietante della foresta si passa presto ad un cielo cupo, squarciato da una luna rosso sangue.

    Girls are cool

    Kaho è un personaggio caratterizzato da delicatezza e determinazione allo stesso tempo. La sua apparente fragilità è restituita dalla corsa aggraziata e dall'eleganza dell'abbigliamento: una corta mantella da maga bianca, un miniabito nero e calze parigine rosse che lasciano intravedere qualche pixel rosa di pelle. Un look che ricorda un po' cappuccetto rosso, in particolare la versione che i Tale of Tales ne danno in The Path. Kaho è la rappresentazione di un femminile che può permettersi di apparire fragile, di non ostentare la propria forza e le proprie capacità di combattimento, senza essere per questo meno potente. Ma Kaho non è l'unico modello di donna presente nel gioco: l'universo di Momodora: Reverie Under the Moonlight è popolato quasi esclusivamente da personaggi femminili; la protagonista, le sue "aiutanti" e tutti i boss, anche quelli zoomorfi. Il game designer rdein, interrogato sulle ragioni di questa scelta, ha risposto così: "Beh, io di solito creo personaggi femminili perché penso che le ragazze siano cool. Non c'è molto più di questo, onestamente. È un processo molto naturale.

    Se penso "questo personaggio è il guardiano di questa campana sacra", inizio a disegnare e, all'improvviso, è una ragazza" (qui potete leggere l'intervista in lingua inglese).
    È un approccio molto spontaneo e interessante, diverso sia dalla sessualizzazione a tutti i costi, sia dalla rappresentazione inclusiva studiata a tavolino. Nel mondo di Momodora: Reverie Under the Moonlight la varietà e la personalità dei personaggi non è minimamente influenzata dal fatto che siano donne: guerriere, arciere, avventuriere, sacerdotesse, streghe, tutte diverse sia nell'abbigliamento che nella caratterizzazione.
    Spontaneamente, senza ideologia né censure, rdein riesce a rappresentare tante possibili identità ed aspetti del femminile. La cavaliera Cath è ricoperta da una pesante armatura che ne nasconde il sesso, l'avventuriera Eri è succintamente vestita con pantaloncini e reggipetto, mentre Cotillard indossa la classica "divisa" da strega composta da tunica nera e cappello a punta. Non manca il fanservice trash: nella bossfight contro la strega Lubella essa ci delizia esibendo un seno prosperoso che ballonzola sotto i colpi precisi di Kaho.

    Carino = Facile? Non stavolta!

    Momodora: Reverie Under the Moonlight ha tutte le caratteristiche tipiche del genere Metroidvania: una grande mappa interconnessa e non lineare, potenziamenti del personaggio tramite oggetti speciali e la possibilità, da un certo punto del gioco in poi, di accedere ad aree prima inaccessibili (e non è difficile indovinare come sarà possibile infilarsi in quei piccoli cunicoli). La morfologia dei livelli è quella tipica di un platform a scorrimento orizzontale: piattaforme di diversi livelli su cui saltare, piattaforme mobili e trappole semoventi, buchi riempiti di spine mortali. Le spine in particolare sono l'elemento caratteristico del level design: onnipresenti, pronte ad aspettare al varco al primo salto sbagliato o alla prima scivolata disattenta. La componente platform del gioco richiede un buon livello di precisione nel controllo della protagonista, chiedendo al giocatore di controllare il più possibile lunghezza e direzione dei salti, di saper attivare il doppio salto al momento giusto e di non prenderla troppo sul personale quando la povera Kaho verrà trafitta per l'ennesima volta.

    La componente action richiede altrettanta precisione e attenzione, se non di più: sin dalle fasi iniziali ci si troverà ad affrontare nemici pericolosi e con pattern di attacco specifici che bisognerà imparare a conoscere ed evitare per poter sopravvivere. La varietà e la cura nel design dei nemici è davvero notevole: ognuno ha il suo pattern di attacco e la maggior parte di loro possiede più di una mossa. La stessa cosa vale per i boss: hanno pattern d'attacco variegati e complessi, diversi a seconda della distanza a cui si trova Kaho. Alcuni richiedono una strategia specifica, mentre per altri è il giocatore a dover scegliere la tattica, cercando un compromesso tra il proprio stile di combattimento e le abilità del boss. Il gioco ricompensa i perfezionisti regalando un oggetto specifico per ciascuna boss battle completata senza subire danni: a volte gli oggetti sono simili ad altri che possono essere trovati o acquistati più avanti, a volte si tratta invece di oggetti unici nel loro genere. Al contrario di quanto avviene negli episodi precedenti della saga Kaho non troverà armi diverse da quelle di partenza:gli oggetti assumono quindi un'importanza cruciale. Kaho può equipaggiarne un numero limitato: avremo infatti tre slot per gli oggetti attivi (oggetti curativi e potenziamenti) e due soli slot per gli oggetti passivi. Tra questi possiamo trovare di tutto: potenziamenti per l'arco, oggetti difensivi, amuleti che rendono più facile accumulare monete. Si tratta quindi di scegliere quali oggetti equipaggiare in base alla situazione e al proprio stile di gioco. Oltre agli oggetti, nel corso dell'avventura Kaho troverà, sparsi per il mondo, dei frammenti di vitalità che ne aumentano la salute massima: di solito nascosti in aree segrete o diramazioni rispetto al sentiero principale, protetti da trappole o enigmi ambientali, i frammenti di vitalità sono fondamentali per riuscire a stare al passo con l'ammontare di danni crescente inflitto dai nemici.
    Il gioco, che comunque non è mai affrontabile con un approccio casual, offre tre livelli di difficoltà - facile, normale e difficile - più una modalità one hit KO, bonus per chi completa il gioco in modalità difficile. La difficoltà facile si differenzia dalla normale perchè fa iniziare il giocatore col massimo dei punti vita - rendendo inutile la caccia ai frammenti di vitalità - e lo equipaggia da subito con due oggetti difensivi molto potenti. Nella modalità difficile, invece, la quantità di punti vita iniziale è pari alla metà rispetto alla difficoltà normale, mentre aumenta il numero di nemici sulla mappa. Una volta terminato il gioco è possibile ricominciarlo con nemici più potenti conservando punti vita e oggetti. Degno di nota anche il trofeo "pacifista", che può essere considerato quasi una modalità di gioco: chiede al giocatore di completare il gioco senza uccidere nessun nemico ad eccezione dei boss. Aggiungiamo a tutto questo la presenza di piccole sidequest, di un boss segreto e di un easter egg sbloccabile al completamento del 100% della mappa: appare evidente dunque come la longevità di Momodora: Reverie Under the Moonlight possa andare ben oltre un singolo playthrough.

    Momodora: Reverie Under the Moonlight Momodora: Reverie Under the MoonlightVersione Analizzata PlayStation 4Momodora: Reverie Under the Moonlight è un breve metroidvania molto ben realizzato sia dal punto di vista estetico sia da quello del game design: la grafica in pixel art e la colonna sonora sono di alta qualità e il design dei personaggi è davvero grazioso, mentre sia gli enigmi ambientali che i combattimenti richiedono l’impegno, osservazione e capacità di apprendimento. La presenza di più livelli di difficoltà lo rende affrontabile anche dai giocatori meno esperti e allo stesso tempo garantisce un alto livello di sfida ai più capaci, incoraggiando tutti a mettere alla prova le proprie capacità e a migliorarsi indipendentemente dal livello di partenza.

    8.2

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