Recensione Monkey Island 2 Special Edition

Recensita la versione iPhone della seconda avventura di Guybrush Trheepwood

Versione analizzata: iPhone
recensione Monkey Island 2 Special Edition
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • iPhone
  • iPad
  • Pc

Esattamente come il greco o il latino caratterizzanti le opere letterarie del passato, anche il linguaggio di quelle videoludiche richiede, per permettere una più larga fruibilità di queste, una traduzione in idiomi - in questo caso, esclusivamente estetici - più inclini e più simili alle abitudini digitali del periodo. Nel caso di Monkey Island 2, di cui la Special Edition vuole essere il remake, i grafici ed i programmatori di LucasArts si sono impegnati a fondo per costruire una moderna trasposizione del classico originale, oggi disponibile su PC, console ed iPhone, presentandoci una veste grafica completamente rimodellata, accostata al classico ed intramontabile humor della serie ed agli enigmi che l’hanno resa celebre.
Vediamo insieme se, quanto ed in che modo la nuova versione riesce a convincere ed a rispettare le - altissime - aspettative maturate con anni di silenziosa adulazione di un classico senza tempo.

Sono Guybrush Threepwood...

Le rivisitazioni grafiche di pietre miliari del genere, soprattutto agli occhi dei fan più estremisti, vengono facilmente bollate, senza mezzi termini, come sacrilegi: guai a toccare anche un pixel di un solo scoglio dei Caraibi, anche se tali modifiche rappresentassero - potremmo dire quasi oggettivamente - evidenti miglioramenti nel lato visivo del gioco. E nella Special Edition di LeChuck’s Revenge, generalmente, è proprio così. A parte alcuni aspetti che non ci hanno convinto pienamente (uno tra tutti, la a volte eccessiva “plasticosità” dei personaggi), la resa grafica di questo remake si presenta sempre brillante e priva di pesanti difetti di sorta, mostrando sempre tondeggianti e colorati sfondi su cui personaggi altrettanto curati si muovono, parlano, gesticolano, respirano semplicemente.
Ci perdonino i fan più estremisti (quelli di cui parlavamo poco sopra), ma riteniamo che questa edizione speciale possa dare al titolo una nuova esteriorità, che non ha nulla da invidiare - anzi! - alla ricetta di pixel che abbiamo tanto amato nel classico originale. Ed allo stesso modo, la nuova veste grafica sembra praticamente perfetta anche agli occhi di chi LeChuck’s Revenge non sa neanche che cosa sia, con un’interfaccia accogliente e facilmente assimilabile in pochi minuti di gioco, in comunione con un sistema di aiuti testuali attivabile semplicemente scuotendo l’iPhone.
Analogo giudizio positivo va poi al lato sonoro del titolo, che si fa vanto di bellissimi accompagnamenti musicali sempre adatti per ogni situazione, in comunione con un doppiaggio sempre ad alti livelli e particolarmente azzeccato per sottolineare le caratteristiche peculiari di ogni personaggio.
La difficoltà degli enigmi del gioco è quella brutale e senza pietà a cui la serie ci ha da sempre abituato, ma senza che si scada mai nel non-sense e senza che ci sia bisogno di usare “tutto con tutto” per risolvere un determinato puzzle. O almeno, intendiamoci, di non-sense nel gioco ce n’è, e ce n’è tanto, ma rappresenta il costante sfondo di un’avventura il cui modus operandi gli riesce ad aderire perfettamente, richiedendo che il pensiero di chi gioca si stabilizzi sugli assurdi canoni impostati dai programmatori Lucas, molti anni fa.
L’interfaccia che useremo per dare ordini al nostro Guybrush risulta sempre comoda - nei limiti del touch screen - e ben costruita: sulla parte bassa dello schermo avremo una serie di icone con le quali scegliere l’azione da compiere (i vari Parla, Usa, Apri, Spingi...), e cliccando nell’angolo in basso a destra avremo accesso all’inventario. Il sistema di controllo, e parliamo ora della parte adibita al puntamento del cursore, presenta due diverse impostazioni, a differenza della Special Edition precedente: è possibile sia “trascinare” il cursore col dito, proprio come nel predecessore, che cliccare direttamente nel punto desiderato, trasformando il nostro dito direttamente nel puntatore, che risulterà quindi invisibile a schermo. Dalla nostra, abbiamo trovato più comoda questa seconda opzione, che permette una più agevole disamina del territorio di gioco, senza aver un puntatore da “spingere” forzatamente.
Per gli sfaticati, segnaliamo la possibilità di vedere fin da subito gli oggetti con cui è possibile interagire, semplicemente cliccando con due dita sullo schermo.
Lo schermo tattile dell’iPhone non può comunque esimersi dal mostrare i propri limiti, evidenti soprattutto in presenza di un oggetto piccolo e non ben visibile a schermo, che il nostro dito potrebbe avere difficoltà a puntare. Crediamo che le soluzioni adottate, comunque, rappresentino il miglior compromesso tra comodità e precisione, rendendo i limiti strutturali imposti dai dispositivi Apple facilmente aggirabili e mai particolarmente problematici.

...quello che ha ridotto LeChuck in mille pezzi!

La trama di questa Special Edition, ovviamente, segue fedelmente quella già vista nel LeChuck’s Revenge originale: Guybrush, finito su Scabb Island, si ritrova a cercare il leggendario tesoro di Big Whoop, che si scoprirà strettamente legato alla sopravvivenza del suo acerrimo nemico, forse non sistemato a dovere come credeva. Partirà così una lunga serie di enigmi, incontri, oggetti, che porterà il nostro Threepwood a situazioni ironiche ed assurde, come quando sarà costretto a disseppellire un cadavere per prenderne le ossa, o ad infiltrarsi in una festa in maschera con un costume tutt’altro che elegante.
Una serie di puzzle, come accennato precedentemente, che nonostante sia dalla difficoltà crescente e mai magnanima, seguirà sempre una linea logica e mai slegata da una semplicità di fondo, inasprita però dalle numerosissime variabili disponibili tra cui sarà possibile scegliere.
Segnaliamo inoltre la possibilità, facendo scorrere verticalmente due dita sullo schermo, di passare alla versione originale del titolo, il cui sistema di controllo risulterà (ovviamente) però più scomodo e difficoltoso. Consigliamo ai nostalgici, quindi, di rivolgersi preferibilmente all’emulazione del classico su PC, piuttosto che su un iPhone pesantemente legato all’obbligo del touch control.

Monkey Island 2: LeChuck's Revenge - Special Edition La Special Edition di LeChuck’s Revenge riesce perfettamente a portare a termine il suo intento, quello di tradurre in termini odierni una delle più belle avventure grafiche della storia. Il titolo, forte di una veste grafica del tutto rinnovata, non ha perso il caratteristico humor che contraddistingue l’originale, ma anzi lo amplifica grazie alla superba qualità del doppiaggio, adatto per ogni personaggio e situazione. L’unico appunto che ci sentiamo di muovere al titolo riguarda il sistema di controllo, sì comodo ma, soprattutto in presenza di oggetti minuscoli, non sempre precisissimo. Per il resto, è il Monkey Island che tutti conosciamo, un must have sia per gli amanti del genere che per chi ne se avvicina per la prima volta, tra enigmi, situazioni assurde e demenziali, e roditori che se potessero vorrebbero rodere il legno. O forse no?

8.5

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