Monkey King Hero is Back The Game Recensione: un action game vecchia scuola

Il saggio Sun Wukong tenta di farsi spazio su PS4 e PC con un adattamento vecchio stampo, mancando in pieno il bersaglio.

recensione Monkey King Hero is Back The Game Recensione: un action game vecchia scuola
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • L'epoca PS2 ci ha regalato la naturale maturazione dei giochi tridimensionali che sconvolsero il genere platform appena una generazione prima. Jak and Daxter e Ratchet & Clank furono i diretti eredi di Crash Bandicoot e Spyro, due saghe leggendarie che spalancarono la strada a un gameplay più aperto, vario e avventuroso rispetto al passato. I platform del monolite nero hanno segnato non solo la piattaforma su cui uscirono, ma l'intero genere, influenzando anche i giochi d'avventura e dando il via a una tendenza ormai sfumata e latente.

    È un po' che non vengono pubblicati dei prodotti di questo tipo con cadenza regolare, ma di tanto in tanto c'è chi ci prova, talvolta fallendo o osando davvero troppo poco. In questo scenario si affaccia Monkey King Hero is Back The Game, adattamento videoludico dell'omonima pellicola in computer grafica celebre soprattutto in Cina. Un esperimento sulla carta davvero interessante, sopratutto in termini visivi e di design, che, ve lo anticipiamo senza troppi giri di parole, non riesce proprio a scrollarsi di dosso lo spettro della mediocrità: scopriamo insieme perché.

    Un'avventura antiquata...

    In Monkey King impersoneremo Sun Wukong, saggio liberato dopo oltre 500 anni di prigionia, lungo un viaggio di redenzione che lo lega a un giovane ragazzo in difficoltà, Liuer. Ambientato lungo dieci livelli che ripercorrono la mitologia cinese e i tratti marziali della disciplina kung fu, l'action adventure dà sfogo a una struttura di gioco tipica della scorsa generazione, trascinandosi dietro una realizzazione tecnica e concettuale a tratti pachidermica. Il gameplay di Monkey King si avvicina molto a quello di Knack, proponendo un sistema di combattimento che si evolve lungo tutta l'avventura e un'esplorazione di ampi spazi per lo più vuoti, inframezzati da caricamenti piuttosto frequenti e intermezzi animati di dubbia qualità, ripetuti fino allo sfinimento.

    Nella sua arcaica concezione il viaggio di Sun offre anche degli stralci di divertimento, perché le meccaniche di combattimento riescono a essere tendenzialmente appaganti, tra una schivata e un attacco leggero ben assestato in combo con uno pesante. Il problema è che, pur affidandosi a una struttura collaudata sin dall'alba dei videogiochi d'avventura, Monkey King non aggiunge al calderone alcun guizzo di creatività. L'andamento è estremamente lineare e ben poco profondo nella sua evoluzione. Persino la scoperta dei poteri e le magie in dotazione al saggio non riesce a insaporire un'offerta che nel 2019 appare stanca e poco curata: meglio affidarsi alla solita combinazione di attacchi scoperta nell'introduzione piuttosto che scervellarsi e consumare mana per ottenere lo stesso risultato contro nemici, boss e mini boss.

    ... lungo sentieri ricchi di caricamenti

    Le cose non migliorano se prendiamo in considerazione la varietà delle situazioni, le ambientazioni e le schiere di avversari che incontreremo lungo le circa sette ore necessarie per il completamente del gioco. Da questo punto di vista, Monkey King mostra il fianco sin dalle primissime battute, risultando ridondante e poco ambizioso nel valorizzare l'opera originale. Il design generale, e soprattutto quello dei personaggi, offre degli spunti molto interessanti da cui si poteva trarre ben altra ispirazione per donare un po' di mordente al giocatore.

    La noia che proverete lungo il cammino per i momenti morti e la riproposizione continua degli stessi pattern lascerà ben presto spazio a una sorta di rassegnazione. Questa vi farà tornare indietro nel tempo agli anni in cui i caricamenti, gli escamotage per nascondere gli stessi e le banali animazioni di intermezzo non erano soltanto necessari, ma, per via dei limiti tecnici delle piattaforme, erano forse l'unica via percorribile dalle software house per presentare la loro visione ai videogiocatori.

    Inspiegabili i frangenti in cui, per proseguire il loro racconto, i protagonisti sono obbligati in delle lunghe camminate in corridoi che portano da un livello all'altro, accompagnati da fiacchi dialoghi che potevano essere risolti in modo nettamente più veloce ed efficace.

    Nonostante i combattimenti siano la colonna portante del gioco, l'esplorazione e la ricerca dei materiali per i potenziamenti occuperanno un bel po' di tempo. Una caratteristica aggravata dal fatto che queste fasi si svolgono spesso in delle spoglie aree secondarie e sono quindi accompagnate, ancora, da caricamenti e interruzioni frequenti.

    Monkey King Hero is Back The Game Monkey King Hero is Back The GameVersione Analizzata PlayStation 4Se siete alla ricerca di un’avventura dai toni colorati, vicini a quelli dei grandi classici dell’animazione, fareste bene a rivolgervi ai capisaldi del genere. Monkey King: Hero is Back è un gioco che dovreste tenere in considerazione esclusivamente se siete dei fan sfegatati dell’omonimo successo cinematografico cinese, eventualmente affidandovi a un forte sconto post lancio. È un vero peccato, perché la fedeltà visiva con cui gli sviluppatori hanno confezionato questo tie-in offre dei momenti di qualità elevata, che vengono rovinati da un concept di gioco, un’esecuzione e una lentezza tendenzialmente inaccettabile anche dieci anni fa.

    5

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