Monster Energy Supercross 3: Recensione del nuovo gioco di corse Milestone

Milestone presenta il terzo capitolo del videogioco ufficiale dedicato al campionato motociclistico AMA Monster Energy Supercross.

recensione Monster Energy Supercross 3: Recensione del nuovo gioco di corse Milestone
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Stadia
  • Il campionato AMA Supercross è estremamente spettacolare e adrenalinico, e nonostante la sua popolarità all'esterno del nuovo continente non sia ai massimi livelli, rappresenta uno degli show più intriganti del mondo delle due ruote. La spettacolarità non è però l'unico tratto distintivo del campionato patrocinato dall'American Motorcyclist Association: il nome "Supercross" è anche sinonimo di tecnica e precisione, elementi fin da subito catturati appieno dalla serie su licenza ufficiale sviluppata da Milestone, che si appresta a fare il proprio ritorno con un terzo capitolo forse non particolarmente innovativo, ma comunque di altissimo livello.

    Una legione ai nastri di partenza

    Iniziamo con una buona notizia: a partire da quest'anno, anche Supercross potrà contare sull'intero roster di piloti della stagione 2019. Così facendo gli sviluppatori hanno messo a nostra disposizione più di 100 piloti diversi, divisi come sempre tra le categorie 450SX e 250SX (con quest'ultima a sua volta divisa nelle sottocategorie "east" e "west"). Al primo impatto il gioco sembra aver mantenuto inalterato il suo feeling così come le dinamiche di base, e ci vogliono un po' di gare per iniziare a scorgere le novità e le sfumature inedite del nuovo arrivato.

    Vi invitiamo però a non fraintendere queste parole: non vogliamo assolutamente alludere ad una scarsa incisività dei cambiamenti apportati da questo terzo capitolo; chiunque abbia maturato un grado di conoscenza elevato con i predecessori non farà fatica a notare che gli spostamenti di peso funzionano in maniera leggermente diversa, e che il motore fisico è stato aggiornato per tener conto delle nuove animazioni.

    Un altro elemento inedito di quest'anno è la possibilità di creare piloti personalizzati di sesso femminile, una novità tutt'altro che rivoluzionaria ma comunque gradita, che non modifica solamente le animazioni e i modelli poligonali ma anche il comportamento del pilota. Le differenze sono comunque piuttosto limitate e non influenzano troppo le vicissitudini in pista.

    Restando in tema, pochissimi sembrano essere anche i ritocchi effettuati all'interfaccia dell'editor dedicato alla creazione dei nostri avatar, decisamente troppo spoglia e ingessata per risultare davvero appagante. Per fortuna, a rimettere in carreggiata il titolo ci pensa la solita carrellata infinita di personalizzazioni sbloccabili, come caschi, tute e livree ufficiali di molte delle marche più gettonate nel mondo del motorsport, ormai un vero e proprio marchio di fabbrica del team nostrano.

    Il primo impatto con la pista ci ha mostrato un gioco molto ostico anche ai livelli di difficoltà più bassi e davvero difficilissimo nella sua configurazione più cattiva (quella con la fisica avanzata e gli aiuti ridotti all'osso). Bastano poche gare, però, per iniziare a prendere confidenza con i (pochi) cambiamenti al modello di guida e il nuovo sistema di gestione dei salti, molto più reattivo e "manuale" rispetto al passato. Quest'ultimo aggiornamento, in particolare, risulta cruciale nell'economia di gioco. In fin dei conti stiamo parlando di uno sport in cui circa metà del tempo viene trascorso con le ruote staccate da terra.

    Di vitale importanza resta capire come e quando utilizzare "whip" e "scrub", due tecniche fondamentali per controllare la parabola dei nostri salti ed esser certi di riaprire il gas più rapidamente possibile. Se durante la fase aerea i miglioramenti sono tangibili, con le ruote nel fango le cose sembrano andare decisamente meno bene: le moto appaiono ancora troppo leggere, e i solchi che inevitabilmente si formano nel terreno giro dopo giro hanno ancora il ruolo di meri orpelli estetici.

    Anche i contatti con gli avversari non hanno subito particolari migliorie, confermandosi meno coerenti e rifiniti di quanto ci saremmo aspettati. Discreta invece l'implementazione delle condizioni meteo e del loro effetto sul terreno, sia dal punto di vista della guidabilità che da quello prettamente estetico: vedere moto e piloti inzupparsi progressivamente di fango in maniera così credibile aumenta considerevolmente il senso di immedesimazione.

    Ad un metro dal traguardo

    Monster Energy Supercross 3 è un pacchetto completo, ricchissimo e ben confezionato, che però non riesce a fare il passo decisivo verso la consacrazione nell'olimpo del motorsport videoludico. Le modalità classiche sono tutte al loro posto e niente è lasciato al caso, eppure sembra comunque mancare qualcosa. Abbiamo il "time attack", la più classica della sfide contro il tempo, una modalità "evento singolo" all'interno della quale organizzare sessioni mordi e fuggi, e l'immancabile "campionato".

    Il primo "box" del menu principale è come sempre dominato dalla modalità carriera, vero e proprio fiore all'occhiello di ogni corsistico che si rispetti. Quella proposta da Supercross 3 è però molto basilare e semplicistica: non è brutta, ma neanche pienamente soddisfacente. Si tratta perlopiù di portare a termine una serie infinita di gare una dopo l'altra, senza troppi fronzoli. Mai come in questo caso, però, è soprattutto una questione di gusti: molti preferiscono questo tipo di approccio a quello, leggermente più articolato nelle sue dinamiche fuori dalla pista, proposto da alcuni congeneri.

    La stessa sensazione la si ha addentrandosi nel tanto chiacchierato "compound", l'ormai immancabile area free-roaming (è stato anche pubblicato un video gameplay della cooperativa di Monster Energy Supercross 3). Quest'anno niente ambientazioni di fantasia: si va dritti in California, nei terreni che ospitano realmente i test dei maggiori produttori di moto iscritti all'AMA Supercross. Un'ottima mossa nell'ottica di aderire sempre più alle atmosfere della disciplina di riferimento. Nonostante l'introduzione di una co-op (fino ad un massimo di quattro giocatori) sulla carta piuttosto interessante, questa vasta area sembra però destinata a vestire ancora una volta i panni del semplice riempitivo all'interno del quale cercare qualche minuto di relax tra una gara e l'altra.

    Inoltre, sebbene la modellazione e il design siano di primissima qualità, troviamo decisamente anacronistico essere interrotti durante le nostre scorribande da messaggi sul "raggiungimento del perimetro esterno del compound", seguiti da fastidiosi respawn con dissolvenza a nero qualora decidessimo di continuare per la nostra strada. Per carità, siamo perfettamente consapevoli del basso impatto di tali sbavature, ma dobbiamo ammettere di essere rimasti un po' interdetti, vista la cura riposta nella realizzazione tecnica di ogni altro aspetto della modalità in questione.

    Ciò che separa nettamente Supercross dal resto dei prodotti targati Milestone è il suo editor di tracciati, che in un contesto come quello della disciplina in questionre, in cui ciascuna pista è contenuta in giganteschi stadi e segue determinate regole ben precise, brilla di luce propria. L'editor rappresenta anche uno degli elementi più completi e potenti dell'intera produzione, uno di quelli che, in tutta onestà, non ha mai avuto bisogno di grossi cambiamenti o migliorie. Funziona, fa il suo dovere alla perfezione, e il pubblico sembra apprezzarlo molto. Non è sicuramente un caso che nell'iterazione precedente della serie siano stati create svariate decine di migliaia di tracciati personalizzati.

    Al di là di qualche microscopica limatura qua e là, quindi, il team di sviluppo si è giustamente concentrato sull'aggiunta di nuovi contenuti, blocchi ed elementi di vario tipo per donare ulteriore varietà a quello che, ancora oggi, rappresenta uno dei maggiori punti di forza del titolo. Il resto della novità riguarda invece il multiplayer online: la più interessante, denominata "race director", è una semplice trasposizione dell'omonima modalità già presente in MotoGP 19, grazie alla quale potremo gestire una lobby online personalizzata avendo massimo controllo su penalità e regole dell'evento. Ottima per organizzare tornei tra amici oppure, chissà, anche per eventuali - ma attualmente abbastanza improbabili - risvolti "esportivi".

    Sempre in tale direzione sembra andare l'aggiunta di veri e propri server dedicati (a tal proposito, ricordiamo a titolo informativo che tale funzionalità non sarà disponibile nella versione per Nintendo Switch), il cui scopo è, logicamente, quello di migliorare l'esperienza online per la propria community.

    Monster Energy Supercross 3 Monster Energy Supercross 3Versione Analizzata PlayStation 4 ProSupercross 3 si presenta ai nastri di partenza con un piglio vagamente conservativo e meno esuberanza del previsto, sebbene continui a rappresentare uno dei titoli più completi all’interno del portfolio della software house meneghina. Forte dell’esperienza pregressa, Milestone ha cercato di consolidare gli ottimi risultati ottenuti lo scorso anno, lavorando molto bene sulla responsività dei veicoli a mezz’aria e dando vita a un titolo imperdibile per gli appassionati ma ancora ancorato al passato. La scarsa incisività dei solchi che si vanno formando giro dopo giro all’interno dei tracciati è sicuramente una delle mancanze più evidenti di un titolo che, almeno sotto questo punto di vista, sembra prendere la paga anche dal collega MXGP. Questo non significa che i risultati siano da buttare o che non si sia fatto un ennesimo passo in avanti verso la completa maturità: quella regalataci dal team nostrano è tutto sommato una simulazione bella da vedere, ben ottimizzata (come il predecessore, del resto) e stratificata, riflesso diretto di un’inconfutabile passione per la disciplina da parte di chi l’ha creata.

    7.8

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