Monster Hunter Generations Ultimate Recensione: mostri e cacciatori su Switch

La versione Switch di Monster Hunter Generations arriva finalmente in Europa dopo il grande successo di Monster Hunter World.

recensione Monster Hunter Generations Ultimate Recensione: mostri e cacciatori su Switch
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  • Agli occhi dei cacciatori novizi, con ogni probabilità Monster Hunter Generations Ultimate apparirà come una bestia ostica da domare, al pari di quelle che popolano le vaste distese della Frontiera Giurassica. L'esordio del particolare hunting game di Capcom avviene su Switch infatti non con un titolo originale creato appositamente, bensì con la riedizione - potenziata e definitiva - dell'ultimo capitolo per Nintendo 3DS, accolta lo scorso anno in patria e ora anche nel resto del mondo. Forse persino in ritardo, quando ormai si erano perse le speranze e la serie, nel frattempo, è proseguita altrove con insperate fortune. L'atteso ritorno di Monster Hunter sui lidi Nintendo si realizza pertanto in un momento storico delicato, successivo a quel che è stato uno snodo di cruciale importanza per l'evoluzione del brand. Come accennato, è impossibile del resto ignorare quanto la rivoluzione Monster Hunter World (approdata anche su PC) abbia in parte riscritto - e soprattutto, ammorbidito - le severe regole della caccia ai mostri colossali, di fatto falsificando non poco l'esperienza con questo nuovo, "vecchio" capitolo. D'altra parte, però, Generations Ultimate rappresenta anche la summa contenutistica di un'incarnazione passata ma ancora molto amata dai giocatori della prima ora. Alla quale peraltro bisogna riconoscere meriti importanti che anche World ora come ora non può vantare. Partendo da tali presupposti, e limitando al minimo confronti dettati per lo più dai "paradossi temporali" dell'ordine di pubblicazione, vediamo quali arricchimenti porta con sé l'edizione Ultimate rispetto all'originale Generations. Se avete preso tutto e affilato le lame al massimo, è l'ora di partire per una nuova missione: la caccia è aperta.

    Vita di un cacciatore

    Anzitutto, chi fosse reduce da centinaia di ore trascorse in compagnia di Generations e avesse intenzione di raddoppiarle con Ultimate può dormire sonni tranquilli: Capcom ha messo a disposizione una speciale app sull'eShop della portatile a doppio schermo (dal funzionamento piuttosto macchinoso, in verità), che permette il trasferimento indolore del salvataggio originale su Switch.

    Se invece foste totalmente digiuni da ogni contatto con il peculiare action RPG di Capcom, sappiate che il fulcro dell'esperienza ludica ruota attorno a una sorta di rituale, semplice ma visceralmente pervasivo: pianificare con attenzione battute di caccia a belve sempre più letali e imponenti le quali, una volta abbattute dopo lunghi e faticosi scontri, forniranno materiali utili a ricavare equipaggiamenti sempre migliori. In questo senso, almeno fino a World, Monster Hunter è sempre stato una lama a doppio taglio: se si riesce a non fuggire dinanzi alla difficoltà che caratterizza le fasi iniziali, dovuta principalmente a un'accoglienza tutt'altro che amichevole, allora è probabile che scatti quella scintilla in grado di renderlo apprezzabile in tutta la sua complessità.

    Cacciare con Stile

    Esteticamente, sebbene a un primo sguardo Generations Ultimate tradisca immediatamente la sua genesi portatile, si apprezzano i necessari miglioramenti per il processo di porting da 3DS a Switch: all'ovvio aumento di risoluzione (720p in portatile, 1080p su TV, contro i 240p originali) si accompagnano una maggiore definizione dei contorni, merito del filtro anti-aliasing, e un aumento della profondità di campo.

    La scarsa generosità in termini di conta poligonale risulta compensata dall'ispirazione di un art style colorato e vibrante, che dona vita ai variegati habitat e credibilità ai comportamenti delle prede.
    La struttura del gioco ricalca di base quella del titolo del 2016. Sfruttando i rapporti tra le Gilde e la Wyccademia, centro nevralgico per le nostre "ricerche sul campo", il novello cacciatore non appena sceso dall'aeronave avrà il compito di difendere quattro diversi villaggi dalla minaccia di altrettanti bestioni (i boss Glavenus, Astalos, Gammoth, Mizutsune), cominciando dal ridente borgo di Bherna. Generations è anche il capitolo celebrativo del decennale del franchise, che per la prima volta si lancia in un'ardita sperimentazione volta a porre maggiore enfasi sulla personalizzazione dell'esperienza di gioco: ciascuna delle 14 tipologie di armi poteva essere associata a differenti Stili e Arti di Caccia. I primi determinano l'inclinazione verso un certo tipo di gameplay (equilibrato o aggressivo?) attraverso moveset specifici e abilità esclusive; agli Stili possono corrispondere fino a tre Arti che altro non sono che mosse speciali estremamente spettacolari - spesso di natura offensiva o evasiva - da poter innescare una volta che il tempo e i danni inflitti ai mostri avranno ricaricato un'apposita barra. Alcune delle novità in dote alla versione Ultimate gravitano proprio attorno a queste due caratteristiche.

    Nuove prede

    Oltre ai già conosciuti quattro Stili (Gilda, Offensivo, Aereo e Ombra), se ne aggiunge un paio completamente nuovo. Quello Valoroso, indicato solo ai veri temerari, si basa sul tempismo di rinfodero dell'arma durante gli attacchi subiti - rischiando vita e resistenza - in modo da caricare l'indicatore di uno status speciale, sbloccato il quale il cacciatore diventa più rapido e i suoi attacchi concatenati più potenti. Completamente differente è lo stile Alchemico, fondato sul supporto: scuotendo un gigantesco barile si ottiene un solo oggetto tra due selezionabili; la loro efficacia e il numero di scosse dipendono dalla quantità di tacche di una barra da riempire col tempo o menando fendenti.

    Entrambi gli stili donano dunque ulteriore varietà e dinamismo all'originale esperienza di gioco, fornendo ai veterani l'occasione di sperimentare inedite strategie con un sistema già complesso di per sé. Ultimate, inoltre, arricchisce ogni arma di una nuova Arte da sbloccare, oltre che introdurre lo status SP (Stile Potenziato), che garantisce vari vantaggi a seconda dello stile scelto: ad esempio, in Gilda velocizza il consumo di pozioni o il piazzamento dello trappole, mentre in Valoroso, la barra valore ricarica più rapidamente.

    Mostri, che passione!

    Veniamo quindi al cuore della faccenda: Monster Hunter sono i mostri e in Monster Hunter i mostri sono tutto. Generations Ultimate offre un bestiario composto da 129 mostri totali (contro i 107 dell'originale), di cui 93 grandi; non mancano vecchi ritorni come il Gravios, Crimson Fatalis e Lao-Shan Lung. Numeri importanti, che gli valgono il titolo di capitolo più corposo di tutta la serie (World ne possiede circa un terzo).

    Il respiro della caccia selvaggiaMonster Hunter ha un nuovo crossover con un altro franchise, e stavolta è di quelli prestigiosi: The Legend of Zelda. Il cacciatore può fregiarsi della tunica blu indossata da Link nel capolavoro Breath of The Wild, mentre il compagno Palico mima le sembianze dei buffi Korok dell'indimenticabile The Wind Waker. Tutto ciò non è forse bellissimo?

    E non è quantità senza sostanza: ogni mostro è estremamente caratterizzato, dal design alle abilità uniche che sfoggerà, fino ai pattern d'attacco variabili a seconda del suo grado di spossatezza. Pescando dal sovrabbondante roster vale la pena menzionare il nuovo Drago Antico Valstrax, affrontabile al termine di un'inedita storyline: più jet a reazione che rettile volante, il suo atterraggio a velocità supersonica è in assoluto uno dei momenti topici che il gioco sa offrire. Bloodbath Diablos, un'aggressiva viverna cornuta, è invece uno dei nuovi Devianti, creature che differiscono dalla loro forma base per colorazione e atteggiamento. Ma il vero pezzo da novanta di qualunque versione Ultimate che si rispetti è il leggendario G-Rank: dopo aver completato le missioni Chiave e Urgenti, si sblocca l'accesso al livello di sfida più in alto in assoluto, in cui vincere significa ottenere potentissime armature esclusive. Mostri più letali, più resistenti e con pattern d'attacco imprevedibilmente modificati...nessuno ha detto che era una passeggiata di salute, no?

    Anche se accettare incarichi da cacciatori solitari può sembrare affascinante, Monster Hunter regala il massimo della sua esperienza nelle battute multiplayer fino a quattro giocatori, in wireless locale oppure online. Dopo ore di prova, quest'ultimo si è dimostrato affidabile nella stabilità di rete, risultando magari un po' contorto quando si tratta di ricercare la stanza adatta alle nostre esigenze di caccia e raccolta. È importante ricordare inoltre che in occidente non è stata programmata alcuna funzionalità cross-play con Nintendo 3DS. L'ultima chicca, riguardante una nicchia di appassionati, è il transmog, possibilità che consente di mantenere le skill di una specifica armatura variandone l'estetica.

    Monster Hunter Generations Ultimate Monster Hunter Generations UltimateVersione Analizzata Nintendo SwitchImpegnativo, profondo, letteralmente mostruoso sotto ogni punto di vista: Monster Hunter Generations Ultimate apre una nuova stagione di caccia su Nintendo Switch. L'edizione definitiva dell'ultimo capitolo “classico” della serie è una voluminosa enciclopedia dei mostri che rende tributo agli oltre dieci anni di vita della caccia Capcom, grazie a una miriade di contenuti nuovi di zecca. Forgiato ben prima del terremoto Monster Hunter World, i giocatori occidentali potrebbero vivere Generations Ultimate come una sorta di paradosso. Se è vero che gli appassionati dell'arte venatoria virtuale si sentiranno subito a casa, i neofiti della serie dovranno scendere a molti compromessi per godersi una caccia dal gusto più antico, specialmente se hanno già calcato le lande del Nuovo Mondo.

    8.5

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