Monster Hunter Rise Recensione: il miglior hunting game di tutti i tempi

Monster Hunter Rise arriva su Nintendo Switch, il nuovo episodio della serie Capcom è pronto a conquistare tutti i cacciatori di mostri.

Monster Hunter Rise
Recensione: Nintendo Switch
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  • Pc
  • Switch
  • Coloro che frequentano con regolarità la serie di Monster Hunter e ne hanno seguito lo sviluppo nel corso degli anni sapranno benissimo che ogni episodio ha sempre presentato meccaniche ed elementi esclusivi, che purtroppo assai di rado sono stati ereditati dalle successive incarnazioni. Per fare qualche esempio, se Monster Hunter Tri e MH3U introdussero il combattimento subacqueo, che in realtà non seppe convincere quasi nessuno, MH4U tentò un primo e rudimentale approccio al Mounting, mentre Generations e Generations Ultimate fecero invece leva sugli Stili di Combattimento, sulle Arti e sulle cosiddette versioni "Deviant" delle creature più amate dai fan (per tutti i dettagli consultate la nostra recensione di Monster Hunter Generations per Nintendo 3DS). Pubblicato nel 2018 su PC, PlayStation 4 e Xbox One, Monster Hunter: World si è invece sottratto a questa ferrea regola del franchise, poiché Capcom, anziché escogitare nuove ed entusiasmanti diavolerie legate alla lotta coi mostri, ha preferito semplificare il più possibile la formula originale dell'hunting game, concentrando le proprie risorse nella costruzione di un ambiente complesso e sterminato.

    Da Monster Hunter: World a MH Rise

    Vantando forse per la prima volta un impianto tecnico moderno e un colpo d'occhio che lasciava senza fiato, MH:W ha subito polarizzato su di sé le attenzioni del pubblico casual e di coloro che fino a quel momento avevano guardato la serie di Capcom col cannocchiale, che di conseguenza vi si sono fiondati sopra come un branco di Diablos affamati.

    I Cacciatori "veterani", al contrario, si sono divisi in due schieramenti ben distinti: da una parte vi sono coloro che, stanchi delle limitazioni imposte dalla console Nintendo, si sono lasciati stregare dalle meraviglie del Nuovo Mondo (a proposito, qui trovate la nostra recensione di Monster Hunter: World); mentre dall'altra hanno trovato posto i "puristi" indignati dalle semplificazioni proposte dal gioco e soprattutto dalla ridotta varietà offerta, sia in fatto di bestiario che di equipaggiamento.

    Con l'avvento di Monster Hunter Rise, che sin dalle prime occhiate ci ha dato l'impressione di voler unire innovazione e tradizione, Capcom potrebbe aver sintetizzato la giusta formula definitiva per soddisfare sia le necessità della vecchia guardia che quelle delle nuove leve. Senza ulteriori indugi, scopriamo dunque i considerevoli pregi e le trascurabili imperfezioni di quello che rappresenta il miglior Monster Hunter finora concepito.

    La calamità che torna ogni cinquant'anni

    Quando Capcom pubblicò il primo trailer del suo Monster Hunter Rise fu subito chiaro a tutti che il nuovo hunting game per Nintendo Switch avrebbe incluso un impianto narrativo più ricco e accurato del solito, nonché ispirato a questo giro allo squisito folklore tipico del Paese del Sol Levante.

    Ambientato nel Villaggio di Kamura, un suggestivo e colorato insediamento umano che in tutto e per tutto ricorda i paeselli del Giappone feudale - tant'è che addirittura presenta una splendida struttura molto simile agli sfarzosi castelli degli Shogun, ma che in verità funge da acciaieria - Monster Hunter Rise pone infatti il giocatore nei panni di un novello Cacciatore incaricato di scoprire l'annoso segreto che si cela dietro la cosiddetta Calamità. Come spiegato dall'anziano Fugen nelle prime battute, ogni cinque decenni un'enorme orda di mostri travolti dalla rabbia attacca il Villaggio di Kamura, ma nessuno è ancora riuscito a comprendere cosa spinga le bestie a comportarsi in questo modo bizzarro. Chiamato "Furia" dai locali, l'inspiegabile e preoccupante fenomeno che rischia di cancellare per sempre l'intero villaggio è inoltre accompagnato dal ritorno del Magnamalo, un massiccio e implacabile Wyvern Zannuto che si nutre di mostri più piccoli, come ad esempio l'Arzuros o il Tobi-Kadachi (vi abbiamo parlato dell'astuto Magnamalo e dei suoi terrificanti attacchi nella precedente prova di Monster Hunter Rise).

    Tra una battuta di caccia e l'altra, saremo quindi chiamati a debellare in via definitiva la famelica bestia avvolta nel "fuoco infernale" e a prender parte alle cosiddette Missioni Furia, che come vedremo a breve chiedono ai partecipanti di allestire una specie di fortezza e di utilizzare i vari strumenti da caccia per respingere intere orde di mostri inferociti.

    Complici un sottile strato di lore e dei personaggi secondari finalmente partecipi come le gemelle Hinoa e Minoto, due stupende fanciulle Wyverniane per giunta agghindate come miko (termine nipponico utilizzato per indicare le giovani donne impiegate come sacerdotesse nei pressi dei templi shintoisti), rispetto al passato la trama di Monster Hunter Rise ci è parsa più ispirata e coinvolgente, anche perché lo sviluppatore, proprio come accadeva nei vecchi episodi ospitati dalle precedenti macchine della Casa di Kyoto, ha di nuovo separato gli incarichi della storia - che qui prendono il nome di "missioni villaggio" - da quelli proposti nella base e affrontabili sia in solitaria che in modalità multiplayer.

    Una scelta a nostro avviso azzeccata che trasforma la campagna offline in una sorta di lungo tutorial (di 25-30 ore circa) necessario a prendere familiarità col sistema di combattimento, nel caso il giocatore sia al suo primo rodeo, o comunque a sperimentare e padroneggiare con calma tutte le numerose novità escogitate dai ragazzi di Capcom per migliorare la qualità della vita ben oltre le nostre più rosee previsioni.

    Certo, siamo ancora molto lontani dai traguardi raggiunti sul piano narrativo dalle serie rivali come Toukiden e GOD EATER, che sin dal principio hanno scelto di coinvolgere nelle proprie vicende numerosi compagni di squadra ben caratterizzati, dando al giocatore un team affiatato e la piacevole impressione di avere tra le mani un JRPG in piena regola (per maggior informazioni rileggete la nostra recensione di GOD EATER 3). Ciononostante, la sceneggiatura di Monster Hunter Rise riesce a trascinare senza alcuna forzatura l'utente in un'intrigante ricerca sul campo, motivando l'esplorazione e l'abbattimento di creature sempre più letali, e riservandogli di tanto in tanto persino qualche piacevole e per nulla scontato colpo di scena.

    L'addestramento è la miglior cura per l'inesperienza

    Per quanto concerne la progressione, la formula di Monster Hunter risulta pressoché invariata: al Cacciatore è assegnato un Grado, che appunto ne indica il livello e pone un limite ai mostri che può affrontare. Pertanto, se al livello iniziale è possibile combattere solo creature debolucce come gli Arzuros o i Lagombi, facendo salire il proprio Grado Cacciatore si sbloccano di volta in volta nuovi obiettivi sempre più impegnativi con cui mettere a dura prova l'abilità del protagonista e il suo equipaggiamento.

    Del resto, quello dell'hunting game non è mai stato un genere semplice, e Monster Hunter in particolare poggia su un gameplay estremamente profondo e articolato che potrebbe spiazzare i neofiti. Come accennato in una nostra precedente anteprima di Monster Hunter Rise, il team di sviluppo ha riposto molta attenzione nel tutorial del prodotto, allo scopo di guidare passo passo i principianti ed evitare che vadano incontro a un autentico sovraccarico di informazioni. Se è vero che da sempre gli NPC son soliti elargire consigli e indicazioni ben precise sulle attività praticabili, descrivendo in maniera molto dettagliata le varie dinamiche e lasciando al giocatore il tempo necessario ad acquisirne quantomeno le nozioni principali, il nuovo capitolo dell'hunting game ha compiuto un ulteriore passo in direzione dei neofiti. Difatti, Capcom ha introdotto una nutrita selezione di incarichi speciali che prendono il nome di "missioni addestramento", e che consentono di apprendere direttamente sul campo (e senza prolisse e tediose spiegazioni) le basi della caccia, il modo corretto in cui eseguire le tecniche particolari - come la Cavalcatura Wyvern o le combo più potenti delle varie armi - e via dicendo.

    Così come i tour hanno sempre favorito l'esplorazione, permettendo agli utenti di familiarizzare con una data area o magari di raccogliere determinati materiali senza prestare attenzione ad alcun limite di tempo, lo sviluppatore ha dotato il Villaggio di Kamura di un'Area di Addestramento in cui mettere alla prova la propria abilità senza dover intraprendere alcuna missione. In questa zona è infatti collocato un buffo Tetranadon di legno, ossia il bersaglio perfetto su cui testare le combo di base e le tecniche avanzate, come la modalità demone delle Doppie Lame.

    Tra l'altro, il Toadversary non è esattamente un manichino immobile, ma a seconda delle preferenze del giocatore può anche seguirne i movimenti, rispondere al fuoco, e così via; dal momento che la Training Area può essere utilizzata persino in modalità multiplayer, questa simpatica novità tende a diventare un utile strumento per trasmettere ai compagni le proprie conoscenze o anche solo lavorare sulla coordinazione e il gioco di squadra.

    Chi trova un Canyne trova un tesoro

    Prima di addentrarci nell'analisi del sistema di combattimento di Monster Hunster Rise, è bene esaminare l'elemento che più di ogni altro ha suscitato il nostro entusiasmo. Già a partire dai titoli appartenenti alla terza generazione, la saga di Capcom ha affiancato al giocatore dei buffi assistenti, la cui utilità ed efficacia in battaglia è aumentata di episodio in episodio.

    Se finora pensavamo che il Felyne (o Palico, se preferite) avrebbe continuato a occupare il gradino più elevato nella scala evolutiva degli assistenti, la lunga prova cui abbiamo sottoposto il prodotto ci ha spinti a ricrederci già dopo poche ore. Sebbene avessimo ipotizzato sin dal primo istante che l'introduzione del Canyne, ovvero un cane combattente selezionabile come compagno e addirittura cavalcabile, avrebbe snellito le fasi esplorative, non ci aspettavamo che il fedele quadrupede diventasse un elemento chiave nell'economia di Monster Hunter Rise. Senza nulla togliere alle doti bellicose dei Canyne, che a dire il vero sono dei caparbi combattenti, se i nostri amici a quattro zampe risultano così irrinunciabili è perché possono essere richiamati e cavalcati in qualsiasi momento attraverso un semplice fischio.

    In groppa al Canyne l'altrimenti tediosa necessità di compiere lunghi tragitti per raggiungere l'obiettivo, o comunque inseguire un mostro in fuga, diventa una veloce e gradevole passeggiata, in quanto il peloso compagno gode di una grande velocità, la sua resistenza non diminuisce in nessuna circostanza, e addirittura può compiere dei balzi notevoli e arrampicarsi rapidamente sui rovi. Tra l'altro, quando il canide attraversa la mappa col protagonista in groppa, il Cacciatore è per giunta libero di utilizzare oggetti di recupero per ripristinare salute e resistenza, ricorrere alla cote per affilare l'arma smussata, combinare gli item raccolti sul campo per preparare bombe e trappole, e altro ancora. Tantissime attività che in passato costringevano i Cacciatori a fermarsi e che quindi non facevano altro che incrementare i tempi morti.

    Come se non bastasse, durante la cavalcatura si può addirittura assumere il controllo dell'animale e ricorrere all'arma che questi stringe tra i denti per lacerare rapidamente i mostri ingaggiati, un'azione che risulta molto divertente quando ci si ritrova a dover lottare contro creature di taglia piccola o appartenenti al Grado Basso.

    Tanto i Canyne quanto i Felyne dispongono infatti di equipaggiamenti di tutto rispetto, che comprendono un'arma e due pezzi di armatura con cui alterare i valori di attacco, difesa e resistenza elementale, per non parlare delle abilità speciali ottenute in base al set indossato. A queste vanno poi aggiunte tutte le specialità apprese salendo di livello, e che il giocatore può attivare o disattivare a sua discrezione. Ve ne sono una marea, ragion per cui sebbene Monster Hunter Rise costringa a creare entrambi i compagni all'inizio dell'avventura, durante la campagna se ne possono reclutare intere dozzine, in modo tale da poter cambiare assistenze in base alle necessità. A tal proposito, nel Villaggio di Kamura esiste un'area chiamata "Piazza Compagni", e come suggerito dal nome include delle funzioni legate all'utilizzo dei due preziosi animali.

    Se il simpatico Kogarashi consente di formare una squadra di massimo di quattro elementi e di inviare i cosiddetti "miaocenari" in esplorazione, affinché tornino con tante materie prime diverse, il Trovacompagni ha sempre una nutrita lista di aspiranti assistenti da reclutare e con cui diversificare il proprio esercito.

    Il Dojo di Shirubei è infine il luogo in cui si possono spendere i punti Kamura per allenare manualmente Canyne e Feline e far sì che avanzino di livello molto prima del tempo. Uno strumento che quindi torna utile nel caso si voglia sviluppare velocemente un compagno appena ingaggiato.

    Creature endemiche e come utilizzarle

    L'introduzione del Canyne non è comunque l'unico stratagemma che Capcom ha escogitato per eliminare la maggiore parte degli storici tempi morti del brand. Per esempio, lo sviluppatore nipponico ha finalmente abbandonato le Bevande Calde e Fredde, il cui ingerimento permetteva nei vecchi giochi di resistere alle temperature estreme di vulcani, tundra e deserto. Una soluzione ludica che non abbiamo mai gradito e che tutto sommato ci sembrava abbastanza illogica, nonché un totale spreco di tempo e risorse.

    Per valorizzare e incentivare invece l'esplorazione, il team ha introdotto un ciondolo speciale che prende il nome di floretto e che una volta indossato fa sì che il Cacciatore assorba il polline dagli spiriuccelli incontrati durante la missione. Le mappe di Monster Hunter Rise sono infatti colme di questi esseri luminosi, che una volta sfiorati conferiscono dei bonus in termini di attacco o difesa, o meglio ancora accrescono il valore massimo di salute o resistenza per tutta la durata della quest.

    Insomma, se passeggiare in groppa al cane è già un piacere di suo, l'introduzione del floretto invoglia a compiere piccole deviazioni tra una fase di lotta e l'altra, così da godere di quanti più bonus possibili e accrescere le proprie chance di tornare a casa vittoriosi. Non meno importante è la cosiddetta Fauna Endemica, ossia l'insieme di tutte le piccole forme di vita che popolano le mappe di Monster Hunter Rise, e di cui fanno parte gli stessi spiriuccelli. Se questi possono essere utilizzati per ottenere dei potenziamenti, molti altri fungono invece da aiutanti permanenti o vanno usati in modi specifici.

    Ad esempio, i Velerospi e Pararospi immagazzinano rispettivamente al loro interno delle spore velenose o paralizzanti, che una volta rilasciate sono abbastanza forti da avvelenare e immobilizzare per qualche tempo anche le bestie più grandicelle. Proseguendo, se la Lumacura acceca i mostri e cura i Cacciatori, incontrare un Gufortuna o un Felicicorvo incrementa i premi ottenuti a fine missione, mentre la buffa Pallarana si gonfia a dismisura per attirare involontariamente verso di sé tutti i predatori.

    Dal momento che le creaturine appartenenti alla Fauna Endemica sono più di 50, i vantaggi che queste offrono sono davvero tanti, perciò vale la pena di memorizzarne ogni singolo effetto e di cercarle durante lo svolgimento di una battuta di caccia. La bestiola all'apparenza più insignificante potrebbe infatti offrirvi all'occorrenza il tempo necessario per rimettere in sesto il personaggio o magari consentirvi di distrarre, avvelenare o ustionare la vostra preda, semplificandovi il lavoro.

    Di tutte le creature facenti parte della Fauna Endemica, le più straordinarie sono senza dubbio gli insetti filo, che ampliano la rosa delle azioni eseguibili sia durante l'esplorazione sia in battaglia. Consumando un segmento dell'apposita barra - che si ricarica col tempo e può essere estesa raccogliendo altri insetti filo - i Cacciatori del Villaggio di Kamura sono in grado di compiere manovre aeree che prendono il nome di filoscatti, ossia tecniche che possono essere sfruttate per volare e raggiungere rapidamente un obiettivo. Basti pensare che le si può utilizzare persino per muoversi in verticale e scalare i muri, oppure ancora per ricomporsi o piombare addosso al nemico. Ciascuna categoria di arma prevede almeno una o due azioni basate sugli insetti filo, che di conseguenza prendono il nome di Attacchi Fildiseta.

    Non tutti sono ugualmente efficaci, tant'è che durante la nostra prova abbiamo usato di rado quelli delle Doppie Lame, mentre altri appaiono davvero utili, come per esempio il "Cratere d'impatto" del Martello, che fa balzare in aria il personaggio per poi atterrare in picchiata sull'avversario, infliggendogli un devastante attacco aereo, oppure il "Colpo ascendente" della Spada Lunga, che prevede l'utilizzo di un insetto filo per ricorrere a un calcio volante, seguito - in caso di riuscita - da un micidiale affondo in caduta. Azioni extra che richiedono molta pratica per essere padroneggiate, ma che se sfruttate a dovere riescono puntualmente ad accorciare le distanze tra il mostro e il giocatore, consentendogli di partire alla carica o di sottrarsi a situazioni di estremo pericolo.

    Il vero vantaggio offerto dagli insetti filo è però rappresentato dalla possibilità di cavalcare un mostro e assumerne il controllo per un breve lasso di tempo. Chiunque abbia sperimentato le rudimentali meccaniche di mounting di MH4U e abbia inoltre assistito alle dispute territoriali fra bestie di specie differenti che avevano luogo in MH:W avrà sicuramente provato a immaginare almeno una volta come sarebbe stato poter salire in groppa a una determinata creatura e spingerla ad attaccarne un'altra.

    Evidentemente anche ai piani alti di Capcom devono aver sognato la medesima cosa, poiché in Rise, in seguito a una disputa tra belve, è possibile ricorrere all'insetto filo per imbrigliare la creatura che ha avuto la peggio e costringerla a passare al contrattacco.

    Il Wyvern Riding è una meccanica che durante la nostra prova ci ha convinti sempre di più, poiché oltre a generare situazioni visivamente spassose, si tratta di una strategia alquanto valida per arrecare danni di una certa entità al nemico e al tempo stesso cercare di spaccare alcune sue parti del corpo.

    Una volta "a bordo", infatti, il giocatore stabilisce non solo il percorso seguito dal mostro imbrigliato, ma decide anche quando schivare e quali attacchi utilizzare. Come risultato, riempire l'apposita barra entro lo scadere del tempo fa sì che la creatura sottomessa ricorra al devastante attacco chiamato "punitore cavalcabile", il cui effetto cambia a seconda della bestia sotto il proprio comando. Una gradita novità che in situazioni di svantaggio può essere usata per capovolgere la situazione e indebolire il più possibile il l'obiettivo della missione.

    La Furia cieca dei mostri

    Menzionate in precedenza, le Missioni Furia rappresentano forse la novità meno ispirata di Monster Hunter Rise. Dovendo respingere intere orde di mostri, che in base alla difficoltà selezionata scendono in campo a ondate, a inizio attività i giocatori hanno a loro disposizione un paio di minuti per rafforzare fino ai denti le difese di Kamura e bloccare chiunque provi ad attaccare il villaggio.

    In questa mappa speciale sono quindi collocati numerosi cancelli, la cui totale distruzione corrisponde al fallimento: il compito dei Cacciatori è quello di proteggere almeno l'ultimo di questi, posizionando lungo il percorso qualsiasi meccanismo possa respingere o anche solo rallentare l'avanzata della Furia. Le balestre automatiche, i cannoni, bombe esplosive e il gigantesco ammazzadraghi sono solo alcuni degli espedienti escogitabili per riuscire nell'impresa, che ad ogni modo risulta divertente solo se affrontata in compagnia.

    Mentre dividersi i compiti e gestire con astuzia le orde di mostri regala grandi soddisfazioni, al contrario una Missione Furia intrapresa in solitaria si dimostra alquanto frustrante, poiché l'unico partecipante si ritrova a dover respingere da solo i mostri in arrivo e al contempo ripristinare ad una ad una tutte le varie strutture necessarie per rallentarne l'avanzata.

    Anche perché le Missioni Furia di livello più alto schierano in campo i cosiddetti mostri Apex, ossia delle versioni incredibilmente forti e resistenti delle creature già presenti nel bestiario, e pertanto il rischio che queste riescano a distruggere i cancelli è spesso proporzionato al numero di giocatori presenti.

    A proposito del multiplayer, durante le settimane antecedenti il lancio di Monster Hunter Rise, i server sono stati quasi sempre chiusi affinché il team potesse apportarvi gli ultimi ritocchi in vista della grande apertura. Abbiamo pertanto avuto pochissime occasioni per mettere alla prova il netcode del titolo, che in ogni caso ci ha sorpresi in positivo.

    Sorvolando sull'anacronistico utilizzo dei codici amico, che purtroppo Nintendo non sembra ancora in grado di lasciarsi alle spalle, durante le sessioni multiplayer non abbiamo riscontrato problemi di latenza, il che suggerisce che almeno tra utenti provenienti dalla stessa area del mondo non dovrebbero esserci difficoltà di comunicazione. L'unico nostro vero rimpianto è quello di non aver potuto verificare la presenza di una chat vocale interna, in quanto il menu include una voce che lo suggerirebbe, ma poiché nei giorni in cui era consentito giocare online non tutte le funzioni erano già attive (il supporto è agli amiibo è ad esempio arrivato con una recente patch), dovremo attendere il lancio del prodotto per stabilire se gli utenti saranno costretti a cercare soluzioni alternative come l'app per mobile di Nintendo, Discord o Skype. Un'eventualità che ci farebbe un po' storcere il naso, ma che in ogni caso non intaccherebbe in alcun modo il valore di Rise.

    Un piccolo grande mostro

    Lasciandovi il piacere di scoprire sulla vostra pelle le novità meno importanti - ma non per questo meno gradevoli - di Monster Hunter Rise, è tempo di parlare del suo impianto artistico e tecnico, che a causa della natura ibrida di Nintendo Switch ha sollevato non poche perplessità nel corso dei mesi, soprattutto in coloro che si sono avvicinati alla serie attraverso MH:W. Esattamente come la demo pubblicata su Nintendo eShop, il codice finale presenta un framerate granitico sia in modalità dock che in portabilità, tant'è che non abbiamo registrato il benché minimo tentennamento nemmeno nel corso delle più affollate Missioni Furia.

    Sviluppato in RE Engine, ossia il motore grafico proprietario col quale Capcom ha dato vita a Devil May Cry 5 (se volete saperne di più, ecco la recensione di Devil May Cry 5) e a tutti i più recenti episodi della serie Resident Evil, Rise non offre ovviamente un livello di dettaglio paragonabile a quello di World e Iceborne, ma il colpo d'occhio è comunque impressionante per gli standard dell'ibrida. Le texture non faranno gridare al miracolo, però gli ambienti proposti risultano incredibilmente affascinanti, anche grazie ai frequenti richiami al folklore nipponico.

    A proposito delle mappe, ci teniamo a precisare che sebbene queste siano talvolta più contenute di quelle presenti in MH:W, nel complesso risultano meno dispersive, in quanto la verticalità del level design, unita al ritorno dei numeretti indicati sulla minimappa e alla fondamentale presenza degli insetti filo, aiuta il giocatore a orientarsi meglio e oltretutto non lo costringe in nessuna circostanza a dover fare un giro lungo per raggiungere una determinata area.

    Dimenticate dunque le maratone organizzate presso la Foresta Antica di Monster Hunter: World e preparatevi invece a scalare le pareti in groppa al vostro Canyne personalizzato.

    Rimandando a uno speciale di prossima pubblicazione qualsiasi commento sul design dei mostri inediti, spendiamo due paroline anche per il doppiaggio di Monster Hunter Rise, che a differenza di Monster Hunter: World è solo sottotitolato in italiano. Purtroppo le tracce parlate sono appunto due, una in inglese e l'altra in giapponese, ma solo la seconda offre degli accostamenti vocali azzeccati. Nulla da eccepire sui testi tradotti in italiano, che a una prima occhiata non si direbbero presentare refusi di alcun tipo.

    Monster Hunter Rise Monster Hunter RiseVersione Analizzata Nintendo SwitchMescolando con accortezza le caratteristiche più riuscite di Monster Hunter: World, la struttura “classica” dei vecchi episodi, nonché una gustosa carrellata di novità e di sensazionali miglioramenti alla qualità della vita, come appunto il Canyne e gli insetti filo, il team di Tsujimoto è riuscito a sintetizzare una formula ludica quasi perfetta. Non sarà l’episodio omnicomprensivo che tanto desideravamo, e che forse dovremmo pretendere soltanto dalle incarnazioni appartenenti alla futura sesta generazione dell’hunting game, ciononostante Monster Hunter Rise vi si avvicina davvero molto. Straripante di contenuti come imposto dalla tradizione, l’ultima fatica di Capcom è insomma un titolo che, pur non rinunciando a proporre degli ambienti complessi, torna finalmente a innovare con vigore e convinzione l’elemento principale della serie, nonché quello che le ha concesso un successo senza pari: il combattimento coi mostri, naturalmente. Mettete dunque da parte qualsiasi incertezza e tirate a lucido il vostro equipaggiamento preferito, poiché la più feroce ed entusiasmante stagione di caccia della storia ha appena avuto inizio e non finirà tanto presto.

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