Monster Hunter Rise Sunbreak: la nuova espansione, recensione in corso

Abbiamo fatto il nostro arrivo a Elgado per dare la caccia alle prime mostruose creature di Monster Hunter Rise Sunbreak.

Monster Hunter Rise Sunbreak: la nuova espansione, recensione in corso
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  • Pc
  • Switch
  • L'arrivo di una nuova espansione di Monster Hunter è sempre un momento di grande emozione. Pur con un consistente bagaglio di esperienza accumulato nel corso dei mesi, i Cacciatori di tutto il mondo possono tornare a provare quel senso di meraviglia derivante dalla scoperta dei nuovi mostri, dall'esplorazione di porzioni inedite della mappa o dalla fabbricazione di fiammeggianti set di armi e armature.

    Chi gioisce al solo pensiero di provare queste sensazioni sta sicuramente fremendo in attesa di poter mettere le mani su Monster Hunter Rise: Sunbreak, il consistente DLC che tra pochissime ore permetterà ai giocatori che hanno raggiunto almeno il GC8 di partire verso nuovi orizzonti e andare a caccia di creature mai viste prima. Giusto qualche giorno fa siamo tornati a impugnare lo spadone per provare su PC la versione finale dell'espansione e, in attesa di proporvi la recensione completa, vi spieghiamo perché Capcom potrebbe aver fatto nuovamente centro con Sunbreak.

    Un nuovo mondo

    Pur avendo eliminato un bel po' di mostri nel corso dell'avventura in Monster Hunter Rise, qualcosa sta per rompere gli equilibri di Kamura creatisi in seguito alla sconfitta della Narwa. La nuova stagione di caccia si apre con una missione apparentemente di poco conto, nel corso della quale avviene il primo contatto con un mostro di Sunbreak: il Daimyo Hermitaur, creatura già nota ai fan della serie Capcom.

    Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, si tratta di una sorta di minaccioso paguro il cui moveset è imprevedibile e variegato, dal momento che include tuffi, movimenti laterali e un potente getto d'acqua che non solo infligge ingenti danni ma influisce anche sulla stamina. Mandare al tappeto l'enorme crostaceo non è un'impresa tanto ardua ma è subito dopo la sua sconfitta che accade l'imprevedibile: fa infatti la sua comparsa il Lunagaron, una specie di grande lupo mannaro il cui dorso ricorda molto da vicino quello del Tobi-Kadachi.

    Questo è solo uno dei tre feroci mostri che stanno terrorizzando gli abitanti di Elgado e che vanno fermati prima che possano scatenarsi sul Villaggio di Kamura. È così che il nostro cacciatore viene accolto a braccia aperte dagli abitanti della piccola città portuale ai piedi di un vecchio forte usato come base operativa e il cui stile ricorda molto quello di Monster Hunter: World. All'interno di questo avamposto veniamo introdotti finalmente al Grado Maestro, per poi inizare con qualche missione di caccia che coinvolge creature già note ma in un ambiente tutto nuovo. Le prime attività di Sunbreak si svolgono infatti nella Giungla, una delle due aree nuove di zecca che vanno ad ampliare ulteriormente il ventaglio di mappe che fanno da sfondo alle quest. Dopo aver creato armi e armature con i resti dell'Hermitaur, siamo dunque partiti verso la porzione inedita del mondo di gioco che, vi avvisiamo, potrebbe trarvi in inganno inizialmente.

    Pur sembrando molto piccola, infatti, la Giungla è una mappa stratificata che propone una sezione più esterna costituita da ampie spiagge e un'area interna divisa su più piani.

    La parte sotterranea si raggiunge attraverso stretti cunicoli e conduce a caverne e templi antichi, invece quella più elevata sembra essere stata creata apposta per sfruttare il nuovo sistema di arrampicata, con cui il cacciatore può compiere delle scalate anche senza l'ausilio di un insetto filo.

    Mostri da paura

    Procedendo nel viaggio in quel di Elgado ci siamo poi imbattuti in un altro mostro inedito, il Bishaten Sanguigno. Lo scontro con questa variante della creatura non è stato semplice, visto che la sua capacità di sputare fuoco e lanciare pigne esplosive l'ha resa un nemico difficile da gestire e spesso inavvicinabile a causa delle potenti detonazioni. Il vero spettacolo è stato però l'entrata in scena del Garangolm, la prima belva del terzetto che si può affrontare in Monster Hunter Rise: Sunbreak.

    Questo enorme gorilla protetto da una spessa corazza presenta diverse similitudini con il mostro di Frankenstein, dal momento che il suo corpo può assorbire elementi dell'ambiente circostante e modificarsi in svariati modi. Ad esempio abbiamo visto il Garangolm assimilare l'elemento fuoco per poi incanalarlo nel suo braccio destro, con cui ha iniziato a sferrare pugni esplosivi che gli sono serviti tanto per contrastarci quanto per effettuare quelli che potremmo definire a tutti gli effetti dei rocket jump.

    A rendere ancora più interessante la caccia a questo maestoso picchiatore è stata l'arena, visto che il Garangolm è il primo mostro da eliminare nella Cittadella, seconda e ultima mappa extra di Sunbreak. Si tratta di un'area che offre una discreta varietà grazie alla presenza di una rigogliosa foresta, una piccola città in rovina e persino una sezione più a nord interamente ricoperta dal ghiaccio.

    A chiudere il cerchio delle creature affrontate nelle prime ore di Sunbreak troviamo il Malzeno. Già visto nella demo, questo Drago Anziano è esattamente come ci si potrebbe immaginare un vampiro nell'universo di Monster Hunter: dall'aspetto elegante e altezzoso, è dotato di una forza incredibile e può infliggere il malus da sangue, senza contare la sua rognosa capacità di prosciugare le forze degli esseri che gli stanno accanto. Tra codate improvvise e ampie detonazioni, senza dimenticare l'abilità di scomparire per riapparire nel punto più impensabile della mappa e cogliere di sorpresa i suoi aggressori, il Malzeno è una bestia davvero inarrestabile e dispone di moveset pieni di attacchi ampi, quasi come quelli dell'inarrivabile Alatreon.

    Animali fantastici

    Se le nuove creature e le mappe aggiuntive ci hanno trasmesso ottime sensazioni, sappiate che non rappresentano le sole novità di Monster Hunter Rise: Sunbreak. Difatti l'espansione interviene su numerosi aspetti della produzione Capcom e aggiunge parecchia carne al fuoco. Uno di questi è l'ampliamento della fauna endemica, fattore che contribuisce a creare situazioni di gameplay emergente che rendono ogni caccia diversa da tutte le altre.

    Non paga della già ampia varietà di specie animali che fanno parte del mondo di Rise, Capcom ha deciso di espandere il numero di piccole creature che possono essere utilizzate come gadget o come armi contro i mostri. Tra queste è impossibile non citare il Calamalancia, un animale acquatico che si agita furiosamente negli specchi d'acqua e danneggia con il suo corpo appuntito qualsiasi cosa gli si pari davanti, incluse le bestie da cacciare.

    Se invece dovessimo paragonare l'Insetto stelscoppio a un'arma, non potremmo che scegliere l'esplosivo al plastico: questo piccolo alleato è un concentrato di polvere da sparo che aderisce alla superficie del mostro e, alla prima sollecitazione, brilla come un fuoco d'artificio.

    C'è poi il Rospinoso, un cattivissimo esserino ricoperto di robusti aculei che si aggrappa alle fiere che si aggirano per la mappa per poi esplodere, rilasciando nell'aria una nube tossica in grado di interrompere qualsiasi attacco. La nostra preferita tra le new entry resta però la Ragnonetta, una specie di ragno che con estrema facilità permette di agganciarsi a un mostro per poi scagliarlo con forza contro un qualsiasi elemento dello scenario. Questo gadget non è solo divertente da utilizzare ma è anche utilissimo per via del duro colpo inflitto al nemico, che - siccome lo lascia stordito - permette al cacciatore di accanirsi sui suoi punti deboli per qualche secondo. Ultimi ma non per importanza sono i Granchiolama, che ci hanno dato un grande aiuto in un paio di missioni grazie ai loro proiettili che infliggono pochi danni ma colpiscono ripetutamente il bersaglio, così da sfiancarlo. Un'altra piccola rivoluzione riguarda il combat system e, più nello specifico, la gestione delle abilità. Il vecchio Maestro Utsushi ci ha chiamato a rapporto per insegnarci la tecnica chiamata Abilità Scambio, che fornisce l'opportunità di effettuare uno switch tra due set di cinque abilità.

    Si tratta questa di un'aggiunta che amplia in maniera considerevole il ventaglio di tecniche che si possono usare sul campo, senza considerare le due nuove mosse aggiunte a ogni singola arma. Usare l'Abilità Scambio (ecco la guida all'uso dell'Abilità Scambio in Monster Hunter Rise Sunbreak) non è solo interessante ai fini dell'attacco ma anche della difesa, dal momento che l'esecuzione dello switch è accompagnata da un'agile piroetta che aiuta il cacciatore a riposizionarsi in un batter d'occhio e in maniera più efficace rispetto alla semplice schivata.

    Si caccia in compagnia

    Nel corso della nostra prova abbiamo avuto l'impressione che Monster Hunter Rise: Sunbreak rappresenti per Capcom il terreno di prova perfetto per testare feature che potremmo vedere nei prossimi capitoli della serie (si pensi a un ipotetico World 2). Una di queste è la meccanica dei seguaci, che abbiamo potuto apprezzare sia in alcuni incarichi della storia che in missioni create appositamente per consolidare il rapporto con gli NPC, un po' come avviene con i compagni Felyne e Canyne.

    Si tratta a tutti gli effetti di cacciatori controllati dall'intelligenza artificiale e con caratteristiche uniche che, in base alla situazione, tendono a intervenire nella lotta in maniera più o meno decisa. Un esempio che vi farà comprendere l'effettiva utilità di questa meccanica è stato l'aiuto ricevuto durante la caccia al Garangolm: improvvisamente, la dama Fiorayne si è allontanata ed è tornata cavalcando un grosso Barioth, la bestia dai denti a sciabola i cui attacchi hanno colpito duramente il nostro obiettivo.

    Altre piccole novità riguardano la possibilità per il compagno Canyne di raccogliere automaticamente oggetti nel suo piccolo zaino, aggiunta che farà la gioia di tutti i cacciatori che di tanto in tanto si dilettano in una run dedicata solo ed esclusivamente al farming di risorse. Gli aiutanti a quattro zampe possono inoltre essere addestrati e apprendere abilità uniche, così da rendere la costruzione delle build di questi piccoli compagni più complessa e interessante. In merito all'equipaggiamento, invece, dobbiamo segnalare un cambiamento al sistema delle abilità Furia, che per tutte le armi di rarità 8 o superiore (ovvero quelle del Master Rank) è stato rimpiazzato dai Gioielli Furia, oggetti craftabili da incastonare negli strumenti di caccia per alterarne parametri ed effetti.

    Un'ottimizzazione sopra la media

    Fermo restando che si tratta a tutti gli effetti del porting di un gioco pensato per Nintendo Switch, ribadiamo quanto detto nella nostra recensione della versione PC di Monster Hunter Rise: a livello di ottimizzazione e scalabilità, anche Sunbreak è incredibile e il RE Engine di Capcom gli consente di girare senza particolari intoppi sulle configurazioni più disparate. A rendere ancora più fluido il gioco è il DLSS, funzionalità compatibile con tutte le GPU della serie RTX di Nvidia che è ora supportata anche da Rise (per usufruirne non occorre l'acquisto dell'espansione). Effettuando dei test, abbiamo provato ad avviare il gioco a 1080p con DLSS attivo e tutti i settaggi al minimo, notando un impatto sulle prestazioni del PC pressoché inesistente e l'aumento di un solo grado su CPU e scheda video. Insomma, con le ultime migliorie in seno alla versione 10.0.2.0, l'hunting game di Capcom sembrerebbe adattarsi a qualsiasi piattaforma.

    Monster Hunter Rise: Sunbreak Monster Hunter Rise: SunbreakVersione Analizzata PCAbbiamo trascorso parecchie ore in compagnia Monster Hunter Rise: Sunbreak, eppure ci sembra di aver solo scalfito la superficie dell’espansione made in Capcom. Ciò che più ci ha stupito del DLC non è la qualità dei mostri e degli scenari, sui quali nutrivamo ben pochi dubbi in seguito alla pubblicazione della demo, ma l’enorme quantità di accorgimenti apportati al gameplay capaci di migliorare in maniera sensibile l’esperienza di gioco e che mostrano l’attenzione degli sviluppatori verso i dettagli all'apparenza più insignificanti. Vi invitiamo quindi a tornare sulle nostre pagine tra una manciata di giorni, quando saremo pronti a parlarvi nel dettaglio di Sunbreak nella sua interezza e a darvi un giudizio complessivo sul pacchetto confezionato dagli sviluppatori.

    CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

    • CPU: Intel i7-10700
    • RAM: 32GB DDR4
    • GPU: Nvidia GeForce RTX 2080 Super

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