MHW

Monster Hunter World: Recensione dell'Hunting Game di Capcom

MHW è ciò che volevamo dal nuovo capitolo della saga Capcom, un gioco capace di soddisfare i vecchi fan e le nuove leve. Ecco le nostre impressioni.

Monster Hunter World
Recensione: Playstation 4 Pro
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Venite, ragazzi. Venite a sedervi attorno al fuoco. Abbiamo per voi una storia piena di epiche gesta, draghi fiammeggianti e vagonate di caffeina. L'anno era il 2017, e nel pieno di un'estate bollente, nella Città degli Angeli riecheggiava l'urlo di un mostro colossale: Capcom aveva appena annunciato il ritorno della saga di Monster Hunter su piattaforme da salotto, PlayStation 4 e Xbox One. Un reveal trailer carico di promesse, accolto dal pubblico come una delle cose più belle successe al mondo dei videogiochi sin dall'invenzione del poligono. Una fissazione che ci ha accompagnati per sette lunghissimi mesi, passati a desiderare Monster Hunter World con famelico trasporto, sognando scontri epici contro titani senza pietà.
    Quell'attesa volge ora al termine, amici, e il premio, fortunatamente per noi tutti, è qualcosa di clamoroso.

    Leggi la guida di Monster Hunter World!

    Sulla rotta della stella di zaffiro

    La notte si allunga sulle acque di un mare placido e rasserenante, impreziosite dai riflessi cristallini della luna. Questa non è una notte come le altre, da trascorrere nell'abbraccio di un torpore corroborante. Questa notte non è fatta per dormire, non si può. L'aria è carica di elettricità, manifestazione palpabile dei sogni e delle ambizioni che riempono i racconti dell'equipaggio della Quinta Flotta: cuore pulsante dei fieri vascelli che, come lame inarrestabili, fendono i flutti del Nuovo Mondo.
    Il loro compito è quello di dare risposta a una domanda che la Gilda dei Cacciatori si è posta per oltre quarant'anni. Perché i Draghi Anziani del vecchio continente affrontano gli oceani per migrare alla volta del Nuovo Mondo? Cosa spinge queste indomabili forze della natura a viaggiare senza sosta verso l'ignoto? Questo è l'interrogativo con il quale si apre la vostra storia in Monster Hunter World, chiarendo sin da subito quale sia il gioiello più prezioso del corredo narrativo della mastodontica opera di Capcom: la scoperta. Quella scritta dal team di Kaname Fujioka e Yuya Tokuda non è una roboante epopea sul destino del mondo e sulle sorti dei suoi popoli, calata sulle spalle di un eroe solitario. Il racconto di Monster Hunter World rappresenta piuttosto una cornice magnificamente assemblata, atta ad ospitare le gesta personali dei giocatori, a fomentarle con una lunga serie di misteri, interrogativi e sfide invitanti. Coerente con la sua - azzeccatissima - scena d'apertura, il gioco di Capcom si muove lungo tre diversi archi narrativi, uniti e tenuti assieme dalla voglia, famelica, di mettere alla prova le proprie abilità, di affondare i denti in un mondo sconfinato, bellissimo, nelle cui vene scorre - potente - il desiderio di forgiare col gameplay storie da condividere, da scrivere assieme.
    Ogni passo verso la rivelazione finale è segnato da battaglie epiche, filamenti di una tela dipinta col sangue di creature maestose e terrificanti. La sensazione è quella di muoversi in un ecosistema strabordante di cose da vedere, particolari nascosti, meccaniche da individuare e conoscere: tutte pennellate di un universo ludico animato da una "micronarrativa" onnipresente, che avvolge il giocatore tra le spire di una lore eccezionale.
    Attenzione, cacciatori, perché questo non vuol dire che la trama del titolo sia debole, sussurrata o insignificante. Divergendo da una delle tradizioni più consolidate della serie, Monster Hunter World vanta infatti un comparto narrativo pienamente definito, che coinvolge i giocatori in una storia intrigante, diretta con intelligenza per offrire al giocatore una pletora di stimoli all'azione, senza alcuna forzatura.

    La storia non manca di qualche guizzo brillante, soprattutto dal punto di vista registico, benedetto dalla forza di comparto artistico d'eccellenza. In fondo, però, il merito più grande dell'impresa sceneggiata da Capcom è quello di offrire ai giocatori un contenitore praticamente perfetto per le avventure personali dei giocatori. In questa maniera, ne siamo certi, la community non tarderà a consolidare le sue maglie assemblando una mole infinita di splendidi racconti di caccia. Perché, a dirla tutta, i battiti del cuore di ogni Monster Hunter sono scanditi dalla potenza di una formula ludica unica, che in questo nuovo capitolo raggiunge senza alcun dubbio la sua forma migliore.
    Benvenuti nel nuovo mondo, fratelli, è ora di andare a caccia.

    Un Nuovo Mondo tutto da scoprire

    Partiamo da un presupposto: per descrivere ogni singola sfaccettatura e ogni aspetto della giocabilità di Monster Hunter World non basterebbero le pagine di un atlante anatomico. La struttura ludica del titolo di Capcom è infatti straordinariamente stratificata e complessa, e si manifesta in un gameplay che, come ogni altro aspetto della produzione, è ben più profondo di quanto si possa immaginare.

    Non dovete però temere di finire sopraffatti dalla complessità del gioco, specialmente se alla vostra prima esperienza con la saga. Questo perché il team di sviluppo ha fatto un buon lavoro nel somministrare le meccaniche cardinali del gioco in maniera graduale e ponderata, senza grossi strappi. In questo senso, l'impalcatura narrativa del titolo si dimostra funzionale, e offre al pubblico tutti gli strumenti per elaborare e sfruttare al meglio l'ampio ventaglio delle possibilità offerte dal gameplay.
    Le primissime fasi del gioco tendono quindi la mano ai novizi, e li accompagnano con un tutoraggio estremamente efficace, veicolato dalla voce entusiasta dell'assistente del nostro cacciatore, sempre disposta a fornire utili indicazioni sulle basi della caccia.
    Una fase di studio che non dovrete però affrontare superficialmente, anche perché il gioco ha la tendenza a non spiegare più di una volta le proprie dinamiche, pur lasciando ai giocatori tutto il tempo per padroneggiarle a dovere.
    In caso di crolli della soglia di attenzione, avrete sempre e comunque la possibilità di rinfrescare la memoria utilizzando una comoda "Guida al gioco", che andrà via via arricchendosi nel corso dell'avventura. Una risorsa preziosa, specialmente considerando come il titolo dispensi nuove meccaniche a ritmi regolari, quasi fino al traguardo - solo iniziale - dei titoli di coda.
    La vastità dell'offerta ludica è in effetti abbacinante, clamorosa e alimenta senza sosta il desiderio di tornare a impugnare il pad, anche solo per lanciarsi in una spedizione esplorativa (senza limiti di tempo) alla ricerca di materiali, senza mai sottrarsi alla sfida di qualche colosso di passaggio. Come da tradizione, i combattimenti con le maestose bestie che abitano i diversi biomi di Monster Hunter World saranno lo scheletro della progressione, che raramente sarà rallentata da noiose missioni "riempitive". Parliamo di pratiche assimilabili alle cinque parole più temute da ogni cacciatore veterano, ovvero "Consegna X uova di wyvern". Ricordi dolorosi.
    Pur schivando il proiettile delle fetch quest selvagge, a metà della storia il gioco introduce una tipologia di incarichi che altera un po' il ritmo, altrimenti eccellente, dell'avanzamento, incaricando il giocatore di setacciare le ambientazioni alla ricerca delle tracce di alcuni wyvern misteriosi.
    Onde evitare inopportuni spoiler, evitiamo di approfondire più nel dettaglio il contesto di questa ricerca, limitandoci a dire che la dinamica in questione può farsi piuttosto tediosa.
    Il gioco vi offrirà comunque più di un modo per ammazzare il tempo - e un sacco di altre cose - in queste fasi, durante le quali dovreste aver già sviluppato un sano (e comprensibile) terrore per alcune delle creature più maestosamente minacciose del gioco. Personalmente, mi capita spesso di svegliarmi con le orecchie gravide del suono lacerante dell'urlo di un Diablos pronto alla carica. Oltre agli Incarichi principali dell'avventura (suddivisi in 9 sezioni di difficoltà crescente), che generalmente richiedono di uccidere o catturare un determinato mostro, l'hub cittadino di Astera offre ai cacciatori una varietà clamorosa di occasioni per mettere a frutto i propri talenti. Quasi tutti gli Incarichi della storia, dopo il completamento, riappaiono nel catalogo delle missioni facoltative, una lista cui si aggiungono i compiti offerti dai vari NPC del mondo di gioco, che spesso premieranno il giocatore con lo sblocco di elementi utili come, ad esempio, nuovi ingredienti per migliorare i buff offerti dal pasto pre-caccia, tra le condizioni chiave per il successo di qualsiasi spedizione (sul serio, ricordatevi sempre il vecchio motto: "più la pancia è piena, più la lama mena").

    Il design delle creature resta uno degli aspetti più impressionanti

    Al centro di coordinamento della città delle flotte potrete anche accettare taglie su specifici mostri (missioni di caccia a tutti gli effetti), e selezionare un massimo di sei Richieste, sostanzialmente obiettivi secondari (uccidi un numero X di mostri di un certo tipo, raccogli tot funghi, ecc.) che potrete completare durante qualsiasi attività offerta dal gioco. Oltre alle Richieste standard, che si avvicenderanno casualmente a ciclo continuo (con premi via via più interessanti), ce ne saranno alcune "critiche" che rimarranno sempre attive fino al completamento, garantendo ai cacciatori premi speciali come, ad esempio, lo sblocco di un accampamento aggiuntivo in una delle mappe. Per stuzzicare gli appetiti dell'utenza, il centro di coordinamento offre anche Richieste limitate, ovvero obiettivi settimanali che, se completati in blocco, premieranno gli audaci con oggetti preziosissimi. Un elemento che lascia intravedere la determinazione di Capcom a offrire alla platea "cacciantibus" motivi sempre nuovi per tornare a imbracciare le armi. E se ancora non vi basta - e, in fondo, perché dovrebbe? - Monster Hunter World, come tutti i suoi predecessori, mette a disposizione dei cacciatori un'arena nella quale affrontare i mostri in uno spazio dolorosamente contenuto, con l'obiettivo di segnare un nuovo record in termini di tempistiche e letalità. Tenete inoltre a mente che la sezione Eventi della bacheca di Astera sarà presto rimpinguata con gli incarichi che Capcom distribuirà a cadenza regolare, secondo una logica di supporto post-lancio decisamente virtuosa. Un castello di attività solidissimo, le cui fondamenta si posano su quello che è da sempre la chiave di volta dell'esperienza, ovvero un combat system raffinato e straordinariamente stimolante, destinato a raggiungere l'olimpo delle vostre droghe videoludiche preferite.

    Le regole della caccia

    Dal punto di vista strettamente ludico, Monster Hunter World rappresenta a tutti gli effetti un'evoluzione del canone classico della serie. Un'evoluzione quasi darwiniana, promossa da Capcom per permettere alla "creatura" Monster Hunter di affrontare al meglio le condizioni dell'ecosistema "mercato di massa". Le modifiche apportate ai caratteri della formula non rappresentano però dei passi indietro, dato che il prodotto non dimentica nessuno dei propri elementi chiave, ma si configura come un titolo in grado di conciliare tradizione e innovazione. Fatta eccezione per le frange più ortodosse della fanbase, è piuttosto probabile che i giocatori, anche di vecchia data, non percepiscano come rinuncia nessuno dei passi avanti fatti sul fronte della fruibilità. Tanto per farvi un esempio, Monster Hunter World mette a disposizione dei giocatori coti infinite per l'affilatura delle armi da mischia. Nei vecchi capitoli si trattava di un oggetto utilissimo, facile da trovare ed estremamente economico da acquistare, immancabile nella borsa di qualsiasi cacciatore. Cosa si è perso nel renderlo sempre disponibile e gratuito? Niente. Cosa abbiamo invece guadagnato? Molto in termini di fruibilità fattuale, specialmente per i nuovi giocatori.
    Sulle stesse note, la dotazione "automatica" include un piccone che può essere utilizzato a piacere con qualunque deposito minerale del gioco, e che non si rompe mai. Anche in questo caso parlare di rinuncia è veramente difficile, così come ci pare più che naturale il fatto che i giocatori possano cambiare arma negli accampamenti disposti sul campo di battaglia, o muoversi rapidamente tra gli stessi, sempre che non siano alle prese con qualche creatura zannuta.
    Assecondando una logica "fondamentalista" dovremmo considerare come violazioni dell'ortodossia di Monster Hunter anche l'introduzione di una mappa con punti di interesse in rilievo (previa scoperta), o l'aggiunta degli utilissimi Insetti Guida, essenziali nel bilancio complessivo dell'esperienza. Assieme ai compagni Felyne, questi esserini luminescenti rappresentano tra l'altro le uniche componenti spiccatamente ruolistiche della produzione. Gli Insetti Guida, infatti, permettono di migliorare l'individuazione di mostri e risorse, a seconda dal numero di volte che li utilizzeremo in uno specifico contesto: accumulando una quantità sufficiente di Punti Ricerca con un determinato Wyvern, potremo riuscire a scovarlo sin dal nostro ingresso in campo, mentre la conoscenza accumulata combattendolo ci permetterà di scoprirne caratteristiche e punti deboli, prontamente riportate tra le Note di caccia del personaggio, un vero diario colmo di informazioni utili.

    L'avanzamento dei nostri accompagnatori felini seguirà invece dinamiche più tradizionali, con una progressione scandita da livelli di esperienza crescenti, che saliranno di battaglia in battaglia, assieme alle abilità concesse dal gadget equipaggiato dal gattone.
    Pur considerando come "perdite" queste piccole concessioni alla modernità, il gioco di Capcom compensa alla stragrande con una mole inebriante di modifiche migliorative, prima fra tutte la trasformazione di ogni mappa in una macroarea liberamente esplorabile, senza caricamenti di sorta a dividerne le singole zone. Si tratta di una rivoluzione per i canoni della serie, che si apre a una gamma colossale di nuove strategie e possibilità d'approccio. Ogni ambientazione è un teatro naturale dinamico e coerente, animato da precisi rapporti di forza che si manifestano con brutale teatralità, grazie ad un'intelligenza artificiale che rende credibile buona parte dei comportamenti dei mostri, ciascuno dotato di specifiche connotazioni comportamentali e, manco a dirlo, pattern d'attacco unici. È proprio di fronte all'assalto di questi capolavori della natura (digitale) che Monster Hunter World mostra con orgoglio di essere il degno successore di una serie fieramente hardcore, che non concede spazio a tentennamenti. Il sistema di combattimento dell'ultimo capitolo della saga rappresenta, a mani basse, il punto più alto mai raggiunto dal brand. Gli scontri sono adrenalinici, esaltanti e furiosamente impegnativi, specialmente nelle fasi più avanzate del gioco, quando i cacciatori saranno chiamati ad affrontare missioni di alto grado, popolate da fiere in grado di strapparci al mondo con un paio di attacchi ben piazzati.

    Per affrontarli al meglio sarà necessario arrivare a padroneggiare almeno una delle 14 categorie di armi presenti nel gioco - tra strumenti da mischia e a distanza - ognuna caratterizzata da uno specifico moveset, che ci permetterà di eseguire combo spettacolari e articolate, la cui efficacia dipenderà interamente dalla nostra abilità. Un concetto che in Monster Hunter si sviluppa su diversi livelli, a ribadire la profondità dell'offerta ludica. Il primo livello è quello disegnato dalla nostra conoscenza del mostro, delle sue abitudini, dei suoi attacchi e del terreno di caccia. D'altronde parliamo di un gioco che mette a disposizione una mole decisamente importante di elementi ambientali interattivi e distruttibili, da tenere in degna considerazione nelle nostre strategie. È inoltre essenziale modulare le caratteristiche del nostro equipaggiamento in relazione ai punti di forza e alle debolezze dell'avversario, utilizzando armi dotate della giusta connotazione elementale e armature in grado di resistere alle capacità più letali della preda del momento. Necessità che trovano soddisfazione in un sistema di crafting impressionante, che permette di creare decine e decine di armi e armature differenti, le cui peculiarità dipenderanno ovviamente dalle materie prime utilizzate. Per produrre uno spadone con elemento fuoco, ad esempio, dovremo intombare una quota consistente di Anajanath e ricavare dalla sua carcassa i giusti materiali. Avremo in premio una spada eccezionalmente efficace contro il caro vecchio Barroth, sempre che l'infame testa-a-martello non si cosparga il corpo di melma.
    Nel corso dell'avventura sbloccheremo inoltre diversi mantelli che ci permetteranno di attivare, per un periodo limitato, effetti speciali utili durante la caccia, favorendo ad esempio la mimetizzazione ambientale o bloccando una quota dei danni in arrivo. Una volta "consumato", un mantello tornerà utilizzabile dopo un intervallo di tempo variabile. Si tratta di una novità assoluta per la saga, che però non altera in alcun modo gli equilibri del gameplay, ma anzi li arricchisce con nuove possibilità tattiche. Un merito condiviso con la fionda che ora completa la dotazione base di ogni cacciatore, utile sia a interagire con i diversi elementi ambientali (in maniera, a volte, sorprendentemente creativa), sia a disturbare la routine delle nostre prede, magari con un proiettile abbagliante. La fionda non ha alcun munizionamento "standard", e sarà quindi compito del giocatore procacciarsi direttamente in campo i proiettili giusti per ogni occasione.

    Studiare lo scenario e sfruttarlo a proprio vantaggio è fondamentale

    Prima di affrontare un incarico, dovremo inoltre assicurarci di avere nell'inventario tutti gli oggetti necessari alla nostra sopravvivenza, tra pozioni curative, antidoti, carne per ripristinare la resistenza (essenziale per muoversi efficacemente in battaglia) e una quota impressionante di altri consumabili, tutti ovviamente craftabili a partire dalle risorse naturali raccolte nelle varie aree. Sebbene il tutto possa sembrare un filino soverchiante, sappiate che Capcom ha fatto un lavoro eccelso nello snellire e rendere immediatamente comprensibili la gran parte di queste meccaniche, grazie anche al supporto di un'interfaccia che rende il tutto molto meno macchinoso rispetto al passato. Per essere dominati fino in fondo, però, i vari sistemi vi richiederanno una certa dose di dedizione, offrendo in cambio ricompense clamorose in termini di soddisfazione ludica. Monster Hunter World non è un gioco facile, ma raramente le cose belle lo sono.

    Spettacoli naturali e altre gioie

    Tecnicamente parlando, Monster Hunter Word è una vera gioia per i sensi. Pur non segnando un nuovo standard di prestigio tecnico, il titolo di Capcom offre al pubblico un colpo d'occhio che, a tratti, lascia veramente senza fiato. Al netto di una mole poligonale non sempre eccellente e di qualche cedimento sul fronte delle texture, il gioco mostra i muscoli con un comparto grafico solidissimo, forte di una definizione stilistica impeccabile. Effetti particellari, shader, modellazione e animazioni sono tutti di altissimo livello, tasselli di un mosaico paesaggistico offre ai giocatori scenari perfetti per i loro racconti di caccia. Il sistema di illuminazione dinamica, in particolare, contribuisce a creare un'atmosfera incantevole, quasi magica, nell'abbraccio di un ciclo giorno-notte che costringe a fermarsi per godere appieno dei panorami da sogno prodotti con il versatilissimo MT Framework di Capcom, specialmente utilizzando la modalità "risoluzione" (magari con l'HDR attivato) di PS4 Pro. I benefici, in questo caso sono molto più eclatanti di quelli visibili con la modalità grafica. Il guadagno maggiore, almeno su PS4 Pro, si ottiene però dando priorità al frame rate che, sbloccato, rimane sempre solidamente ancorato nell'intervallo 40-50 fps. Anche su PS4 standard, il gioco non perde un colpo, con un frame rate sempre fisso a 30 fps, anche nei momenti più concitati. Nel corso delle nostre prove abbiamo notato un singolo cedimento situazionale, legato alla battaglia con uno specifico Wyvern. Non a caso la vera punta di diamante della produzione sono senza dubbio le creature terrificanti che lo abitano, prodotte con una dovizia di dettagli che lascia a bocca aperta, e animati in maniera sopraffina. Un bestiario figlio di una direzione artistica eccezionale, che si riflette in un intero universo di dettagli infinitesimali e meravigliosi, che riempiono di sfumature i cinque biomi che compongono il mondo di gioco.
    La gamma degli scenari trova vigore in una diversità impressionante in termini di design, cui si affianca una strutturazione intelligente delle mappe di gioco, capaci di sfruttare la verticalità e colme e segreti da scoprire. Il vero valore aggiunto è però rappresentato dalla dinamicità, quasi brulicante, di paesaggi ricchi di vita, che creano l'illusione di un ecosistema che respira e combatte anche quando il giocatore non è lì ad osservarlo. Contribuisce a questa sensazione anche il pregio di un comparto sonoro d'eccezione, tanto dal punto di vista dell'effettistica, quanto da quello dell'accompagnamento musicale. Chiude il cerchio un doppiaggio italiano piuttosto convincente, specialmente considerando i toni spesso scanzonati dell'avventura. Passando al design dell'equipaggiamento, l'offerta di Monster Hunter World è come sempre abbondante e soddisfa tanto l'occhio quanto le mani, contestualmente impegnate ad agitare furiosamente lame dalle dimensioni titaniche. A tal proposito, avremmo preferito una maggiore varietà per quel che riguarda il design dell'armamentario di basso livello, l'unico aspetto del gioco che denota una certa ridondanza. Anche alcuni aspetti dell'interfaccia utente (menu di scelta rapida in primis) risultano migliorabili, ma il salto in avanti rispetto al passato è evidentissimo.

    Considera la natura cooperativa del titolo, vale ovviamente la pena di spendere qualche parola sul multiplayer, una componente essenziale di Monster Hunter, che in questo capitolo raggiunge nuovi vette di godibilità. Unirsi alla sessione di un gruppo di amici, o invitarne qualcuno nella propria, è sempre questione di una manciata di click, e il gioco mette a disposizione della sua utenza la possibilità di creare una "gilda" per facilitare ulteriormente la procedura. Non manca ovviamente un sistema di matchmaking che permette di unirsi a giocatori sconosciuti, magari impostando preventivamente una serie di parametri per trovare la sessione più adatta alle nostre esigenze del momento. Non solo l'esperienza online è stabile e priva di incertezze, ma giocando in compagnia Monster Hunter quadruplica la forza delle proprie peculiarità ludiche, catalizzando quasi istantaneamente un senso di "fratellanza in armi" meraviglioso. Affrontando una missione in gruppo, noterete una palpabile impennata della letalità della preda cacciata e, nella gran parte dei casi, del fattore divertimento. Rimane comunque possibile completare la campagna del gioco in solitaria, sacrificando però una grandiosa mole di storie di caccia da raccontare assieme ad amici e compagni, magari con il boccale in una mano e l'altra impegnata in una tesissima sfida a braccio di ferro. In fondo, una volta che avrete posato il pad, saranno quelle storie a spingervi a tornare ad Astera e impugnare di nuovo le armi.
    Ed è esattamente lì che ci troverete a partire da domani, quando il titolo sarà finalmente disponibile. Non fateci aspettare troppo.

    Monster Hunter World Monster Hunter WorldVersione Analizzata Playstation 4 ProLe 65 ore passate a visitare ogni anfratto di Monster Hunter World ci hanno lasciati felici e affamati. Felici perché il gioco di Capcom è a tutti gli effetti il punto più alto di una serie già eccezionale, che con questo nuovo "punto zero" riesce a rielaborare efficacemente la propria formula, coniugando perfettamente tradizione e innovazione. Affamati perché, in tutta onestà, il gioco ci ha lasciato con una voglia irresistibile di continuare ad avventurarci tra le spire di un mondo avvolgente e ispiratissimo, forte di una cura maniacale per ogni dettaglio. Impossibile rinunciare alle sensazioni di puro godimento offerte dal raffinatissimo gameplay della produzione: complesso, sfaccettato e mai così accessibile. L'opera di snellimento di Capcom ha forgiato un prodotto bilanciato che non rinuncia a nessuno degli elementi chiave del suo retaggio hardcore, riuscendo comunque a dischiudere la propria nicchia al grande pubblico, ammesso che i giocatori sappiano dedicargli la giusta dedizione. C'è qualche asperità qua e là, ma nulla che infici realmente il valore di uno dei primi "must buy" di un 2018 che già promette faville.

    9

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