Recensione MotoGP 14

Le due ruote di Milestone sfrecciano alla conquista della Next-Gen

MotoGP 14
Videorecensione
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • PSVita
  • Pc
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Per Milestone la parentesi SBK sembra essersi chiusa definitivamente con il non troppo convincente Generations di due anni fa. Riconquistata la licenza della Moto GP, del resto, è normale che buona parte degli sforzi produttivi dell'azienda italiana si focalizzino adesso sulle ben più famose due ruote di Rossi, Lorenzo e Pedrosa (mentre il meno noto MXGP ha coperto dignitosamente una grande mancanza nel panorama dei racing “per centauri”, solitamente poco attento al mondo del motocross).
Dopo la buona prova dello scorso anno, ecco quindi che torna MotoGP 14, rifinito nel gameplay e bello denso di modalità, ma soprattutto tenuto d'occhio da chi ha fatto il salto alla Next-Gen. Sebbene abbia deciso di mancare l'appuntamento con Xbox One, infatti, MotoGP 14 arriva su PlayStation 4, esibendo una discreta prova tecnica e superando a testa alta il passaggio generazionale. Insomma, ben apprezzata a livello mondiale, l'ultima creatura del team nostrano si conferma un corsistico di livello, ed una delle poche proposte di rilievo per chi vuole sfrecciare in pista inforcando una moto da corsa.

Di nuovo in pista

I piloti virtuali che già da qualche tempo frequentano i circuiti del MotoGP videoludico noteranno subito qualche differenza nel sistema di guida, che adesso si appoggia su una fisica notevolmente rivista, capace di simulare in maniera ancora più convincente il comportamento della moto in curva. Anzitutto i mezzi sembrano sensibilmente più reattivi: i cambi di direzione si eseguono più rapidamente, ma bisogna stare attentissimi alle aderenze, se non si vuole finire con muso a terra in men che non si dica. Nonostante il fuoripista sia generalmente depenalizzato (anche nel caso in cui si finisca oltre i cordoli sia possibile riprendere la gara senza troppi danni), bisogna ovviamente parzializzare il gas, gestendo la staccata in maniera uniforme per evitare che la moto “scodi” e ribalti il pilota.
Passare sulle gommature è indispensabile per evitare sorprese e, magari, portare al limite una piega. I cambiamenti si avvertono anche nello spazio di frenata, adesso molto più esteso, tanto che anche i perfezionisti della scorsa edizione farebbero bene a spendere un po' di tempo in qualche giro di prova.

Posta l'ottima base di partenza di MotoGP 13, insomma, che risultava già bello solido in termini di varietà, con un'avvertibile differenziazione nel comportamento delle singole moto ed un'ottima rappresentazione dello scarto di potenza delle varie classi, l'edizione 2014 del corsistico Milestone spinge ancora sul fronte del realismo. E' difficile parlare di simulazione in senso stretto: le collisioni a velocità contenute sono ancora molto permissive, le ruote non slittano sull'erba e sulla ghiaia. Ancora una volta il punto di forza della saga è piuttosto la verosimiglianza, stavolta legata a doppio filo ad un engine fisico che brilla, e si avvicina sempre di più ad una forma che potrà considerarsi quella definitiva.
E' possibile ovviamente modellare la difficoltà attivando gli aiuti, per concede anche ai meno esperti inenarrabili prodezze in curva (ma sempre senza esagerare). Le soddisfazioni maggiori saprà trarle però chi si impegnerà per gestire il trasferimento dei carichi e, magari passando dalle sterzate più morbide delle Moto 3 alle vertiginosi accelerazioni della massima categoria, assaporerà in una ben tenuta progressione tutte le sfumature di un modello di guida complesso e convincente.

C'è pure la safety car

Sul fronte delle modalità, MotoGP 14 presenta un'offerta bella completa, e la situazione già al lancio è molto migliorata rispetto a quella di un anno fa. Non mancano ovviamente i game mode classici, dal Time Attack ai Gran Premi singoli, che si appoggiano sul gran numero di contenuti presenti nel pacchetto. Le piste, quest'anno, sono 18, e includono la “new entry” argentina Termas de Rio Hondo. Considerata poi la presenza di tre classi motociclistiche, (quasi) tutti i piloti e tutte le scuderie ufficiali, la “carne al fuoco” sarebbe già tanta.
Ovviamente è la tradizionale Carriera che attira le attenzioni dei giocatori, riproponendo quasi inalterata la struttura dello scorso anno. Anche messa in conto una generale povertà di opzioni nella costruzione del proprio pilota, ed uno stile dei menù poco attento alla navigabilità e che andrebbe potentemente rivisto (questo difetto pesa anche su tutte le altre modalità), la progressione che ci vedrà diventare campioni dopo aver cominciato come una Wildcard a bordo di una 250cc è ancora avvolgente e trascinante. La struttura è sempre molto classica e compassata, prevedibile per tutti quelli che già conoscono i meccanismi interni del “career mode” dello scorso anno. Anche in questo caso ci sono contratti da firmare, lunghe stagioni nelle classi minori e obiettivi da portare a termine di gara in gara, con rivali da tenere d'occhio e -possibilmente- in coda. Non migliora il “peso”, nell'economia del proprio percorso, di tutti quegli elementi contingenti come la gestione dei rapporti con il proprio team e con la stampa, ma si fanno molto più influenti, in termini di prestazioni, le richieste che possiamo avanzare ai meccanici, sempre reattivi nella messa a punto del nostro bolide.
Per fortuna quest'anno Milestone ha deciso di andare oltre, rimpolpando in maniera molto consistente la selezione di modalità con le ottime “Eventi Reali” e “Sfida i Campioni”.
In verità l'idea alla base di entrambe le nuove opzioni è molto simile, e riprende concettualmente quelle modalità ad obiettivi ormai imprescindibili in uno sportivo di livello (probabilmente sdoganate da 2K con gli straripanti capitoli del suo NBA).
In Eventi Reali 2013 potrete rivivere tutti i momenti più entusiasmanti della scorsa stagione, interpretando di volta in volta uno specifico pilota in ognuna delle 17 prove che compongono questa modalità. Ovviamente per apprezzare al meglio la nuova introduzione dovete essere fra quelli che restano attaccati alla TV ad ogni gran premio, e conoscono per filo e per segno le peripezie del campionato dell'anno passato: in tal caso, anche mettendo in conto qualche gara decisamente tradizionale, “Eventi Reali” saprà emozionarvi facendovi ripercorrere le tappe salienti della stagione 2013.
Se invece siete appassionati di lungo corso, sarà “Sfida i Campioni” a darvi i brividi più forti. Anche qui ci sono 17 prove (alcune ispirate ad eventi reali, altre di pura fantasia), ma stavolta si torna ai tempi delle 500cc. Ci sono Capirossi, Rainer, Spencer, ma anche Biaggi e Haga, ed in generale tutti i piloti più rappresentativi degli anni '90. E' un vero piacere trovarli direttamente inclusi nel pacchetto, invece che infilati in un DLC a pagamento come era successo lo scorso anno.
Complessivamente, l'aggiunta di queste due modalità rimpolpa in maniera tutto sommato consistente l'offerta di MotoGP 14. E' vero che una volta assimilate le meccaniche di gioco le sfide si possono portare a termine in un paio di pomeriggi, ma bisogna ammettere che aumentando la difficoltà alcuni obiettivi sono davvero impegnativi, regalando emozioni fino all'ultima curva.

Anche sul fronte delle modalità online l'offerta è buona, superando di fatto la dotazione regolare dei racing game se non altro per la presenza dell'inedita Split Battle, in cui i circuiti sono divisi a settori e per primeggiare bisogna ottenere il miglior tempo nel maggior numero di zone. Per il resto le modalità sono quelle di sempre, con un massimo di 12 giocatori in pista e la gamma di opzioni che abbiamo imparato a conoscere. Quest'anno il netcode sembra molto stabile e, nel corso delle nostre prove, quasi tutto è andato liscio, senza incertezze di sorta.
Menzione d'onore (?) per la modalità Safety Car, assolutamente fuori di testa (e forse anche un po' fuori contesto): si tratta di un'aggiunta davvero inspiegabile, che non aggiunge nulla all'esperienza complessiva e si distingue anzi per un driving system abbastanza impacciato. É da considerarsi comunque un semplice “bonus” che non sposta gli (ottimi) equilibri della produzione.

Il suono dei motori

Complessivamente, insomma, sembra proprio che MotoGP 14 sia uno dei titoli più densi usciti dalle scuderie Milestone, ed un grandissimo “upgrade” -tecnico e contenutistico- della serie motoristica.
Anche a livello tecnico il team si è sforzato parecchio, riuscendo ad ottenere un risultato di tutto rispetto sui PC di fascia medio-alta e sulla console next-gen di Sony. Gran parte degli sforzi, in questo settore, si sono riversati sulla costruzione dei modelli di moto e piloti.
Bisogna infatti toglierci subito il dente e ammettere che la realizzazione delle piste lasci un po' a desiderare: mancano i dettagli poligonali, le texture sono abbastanza piatte, e insomma quando capita di finire gambe all'aria e date un'occhiata più attenta agli elementi di contorno la costruzione molto “modesta” dei circuiti si vede in maniera molto evidente.
É anche vero però che le texture dell'asfalto hanno una buon risoluzione, e che sfrecciando a tutta velocità nei rettilinei è difficile notare la povertà del setting. Proprio con la visuale dal lunotto, fra l'altro, il senso di velocità già buono con le altre inquadrature è massimo, sicuramente migliore rispetto a quello di tanti altri racing game che con molta più fatica riescono a trasmettere il brivido di uno stacco a tutta. Il merito è di una buona fluidità che regge in quasi tutte le situazioni e inciampa solamente quando siamo lontani dall'asfalto (ad esempio ai box, dove il motore sembra entrare in crisi forse a causa del numero di dettagli poligonali).
Complessivamente, quello che di MotoGP 14 più compiace è l'atmosfera generale, indovinatissima in ogni caso: ad esempio nelle gare in notturna, o sulle piste bagnate, ma anche quando si sfreccia affogati dal sole penetrante della Catalunya. Il concentrato realismo del titolo Milestone funziona alla grande, convince i fan delle competizioni ufficiali, e si rompe solo in rari casi (quando ad esempio vengono messe in mostra le non sempre convincenti animazioni legate alle cadute).

Nei momenti in cui ogni cosa funziona, e tutti gli elementi più riusciti di MotoGP 14 si trovano in accordo, il gioco riesce a regalare soddisfazioni non lontane da quelle di altri più blasonati colleghi a quattro ruote. Gli scatti eccezionali che già vengono condivisi dalla community -ad esempio- sottolineano in maniera impeccabile la grande qualità dei modelli delle moto, veramente bellissimi e dettagliati, che ribadiscono l'impegno del team e la sua competenza sul fronte tecnico.
I prossimi passi in avanti, quindi, speriamo siamo mossi sul fronte dell'IA, sempre competente (e stavolta un po' più credibile in fatto di fallibilità), ma ancora impacciata in certe situazioni (ancora troppe le collisioni, per un titolo che vuole essere realistico) e molto “lineare” nello svolgimento dei gran premi.
Migliorato ci è parso il comparto acustico, forse non proprio in termini di tridimensionalità ma se non altro per la pulizia delle campionature. L'adozione di Fmode ha sicuramente fatto bene alla serie, che proprio nella riproduzione dei rombi delle moto trovava uno dei suoi punti deboli storici. Nonostante alcune difficoltà nel corso delle fasi di produzione, oggi le cose sono molto migliorate rispetto alla passata edizione: i rombi delle moto sono più caratteristici e le differenze da modello a modello si sentono tutte. Il suono ovattato che si percepisce dalla visuale del casco simula in maniera convincente l'assorbimento acustico (anche se potrebbe spiacere a chi vuole ascoltare il “canto” della sua due-ruote), e complessivamente questa prima prova con il ben noto middleware può dirsi il primo passo per il raggiungimento di un nuovo traguardo. Non sempre convincente, invece, la selezione di brani “di intermezzo”, che andrebbe se non altro ampliata.

MotoGP 14 MotoGP 14 approda su hardware Next-Gen, ma non lo fa solamente con un motore grafico rinnovato. Cambia anche la fisica che sostiene il modello di guida, scombussolando le convinzioni della community e i comportamenti in pista già rodati. Ne esce un corsistico ancora più realistico, che deve migliorare in termini di IA, gestione dei fuori-pista e collisioni, ma che sempre più riesce ad entusiasmare e convincere i suoi fan. La grande capacità della serie Milestone, del resto, non è solo quella di aver costruito un modello di guida credibile e “scalabile”: la versione videoludica della MotoGP riesce anche a replicare l'atmosfera delle competizioni ufficiali, stavolta presentandosi ai nastri di partenza con un buon numero di modalità ed un look pulito. Un discreto centro per il team italiano, che presenta un prodotto finalmente corposo e autonomo.

8

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