Recensione MotoGP 15

Un capitolo di passaggio: rispetto all'annata precedente, Milestone apporta qualche aggiunta contenutistica interessante, ma la guidabilità non riceve i miglioramenti richiesti dalla community.

MotoGP 15
Videorecensione
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo la buona prova dell'anno scorso, che ha segnato il primo approdo della simulazione motociclistica principe alla corrente generazione di console, Milestone torna in sella con MotoGP 15, ormai forte di una dimestichezza più approfondita con l'hardware attuale. Non per niente, quest'anno anche Xbox One vedrà l'arrivo del gioco nella propria libreria, avendo saltato la scorsa edizione per questioni legate alle tempistiche di sviluppo. Curiosamente, tuttavia, e forse un po' fuori tempo massimo, la casa milanese ha deciso di rimanere legata, ancora per questa edizione, alla precedente generazione, conseguentemente dovendo adattare il suo engine a una forbice molto ampia di potenza elaborativa. Questa scelta non permette nemmeno quest'anno un salto notevole dal punto di vista grafico, e MotoGP 15 si conferma sostanzialmente come un upgrade valido più dal punto di vista contenutistico (in termini di circuiti e licenze) che da quello delle effettive novità rispetto al predecessore.

Piloti in carriera

MotoGP 15 ripropone l'ormai consueta offerta ludica, divisa tra modalità Carriera, dove è possibile personalizzare il proprio rider e cominciare la scalata dalla categoria Moto3, gare, weekend e campionati singoli, prove cronometro e diverse modalità alternative. Tra queste ultime si rintraccia nuovamente la possibilità di rivivere momenti salienti del campionato 2014, che si traducono nella necessità di completare specifici obbiettivi in determinati frammenti di gara. Lo stesso vale per gli eventi storici (non tutti reali), che si rifanno all'era ormai storica delle moto a 2 tempi, con tutti i migliori piloti presenti. Si tratta di un buon numero di contenuti aggiuntivi, ma privo di vere novità. La principale attrattiva della modalità Carriera è la possibilità di creare un proprio team, assegnandogli un nome e una livrea personalizzata, scegliendo il modello di moto tra una selezione di preset e tentando la scalata della classifica nelle varie categorie. Per aver accesso a questa opzione dovrete aver semplicemente completato le prime due gare, dopodiché verrete contattati da alcuni sponsor, che vi offriranno una certa remunerazione in base a degli obbiettivi ben precisi legati al posizionamento in griglia. L'accumulo di crediti servirà semplicemente ad acquistare moto più performanti, così da garantirsi migliori chance di successo. Si tratta di un'introduzione gradita, ma le chance di personalizzazione rimangono comunque molto limitate, e questo ha un'impatto sul senso di possesso che si genera nei confronti del proprio team. A questo si aggiunge la classica offerta online, con la possibilità di creare lobby e dare il via a singole gare o campionati. Tra le novità, si segnala la Sprint Season, una serie di gare consecutive che permetteranno ai partecipanti di salire brevemente di categoria dalla Moto3 alla MotoGP, con tempi sempre migliori da mantenere. Ancora una volta, le opzioni sono vaste, e il netcode ben realizzato, ma si notano delle ingenuità nella gestione di alcuni aspetti, come l'impossibilità di modificare certi parametri di una stanza una volta creata, o la fastidiosa assegnazione alla pressione dell'analogico sinistro della lista giocatori: a meno di non farci attenzione, ve la troverete ad occupare una parte dello schermo durante le gare.

In sella

Se l'offerta ludica appare solida come sempre, cominciate le prime gare è facile rendersi conto di come gli aggiornamenti al comparto di guida siano complessivamente limitati. Se è vero che il modello di simulazione della fisica impiegato dalla serie MotoGP ha ormai raggiunto un notevole livello di maturazione, con il mix tra puro divertimento e credibilità ben bilanciato, alcune mancanze storiche rimangono, e l'edizione di quest'anno non fa nulla per risolverle, limitandosi a limare e aggiungere alcuni dettagli. Facile da notare, ad esempio, sono dei lievi miglioramenti nella maneggevolezza delle moto che rendono gli ingressi e le uscite di curva meglio gestibili rispetto alla precedente edizione, grazie ad una risposta più sensibile nella piega. A questo si aggiunge un lavoro svolto sulle animazioni del pilota in caso di frenate troppo violente o uscite con sbandata, rese più varie e credibili. Per il resto, MotoGP 15 si guida sostanzialmente come il suo predecessore: Milestone lavora sul filo che divide le concessioni al puro realismo e la credibilità, proponendo un modello di guida molto scalabile, a patto di impostare a dovere aiuti di guida e intelligenza artificiale avversaria. Giocando con gli aiuti disattivati e l'IA avversaria settata a difficile si otterrà un'esperienza non del tutto rigorosa, ma comunque in grado di regalare bei brividi, e soprattutto in grado di richiedere una gestione attenta del gas e delle frenate. Anche relativamente alle regolazioni, manuali o parzialmente automatiche tramite l'Ingegnere, non si registrano particolari differenze. Quanto all'IA che regola il comportamento dei piloti in pista, non si notano novità degne di nota, e questo è un peccato. L'"effetto trenino" è ancora presente nonostante gli avversari si lascino andare a errori e sviste a volte "umani", e capita esattamente come in passato di avere ampie chance per sfruttare i binari invisibili, infilando interi gruppi in staccata anche a livello Medio. Le sensazioni migliorano, naturalmente, aumentando la difficoltà, dove a parità di prestazioni si riesce più spesso a godere delle battaglie all'ultima curva. Altro atavico difetto della simulazione della fisica è relativo alle collisioni, e, anche in quest'ambito, MotoGP 15 non riesce a fare passi avanti decisivi. I contatti con gli altri piloti e con il fuoripista porteranno spesso a cadute poco credibili, e in quest'edizione addirittura accentuati, dato che basterà talvolta sfiorare un avversario per causare carambole. L'immancabile funzione di Rewind potrà aiutare a risolvere momenti altrimenti frustranti, ma si tratta di un comparto nel quale ci aspettavamo qualche novità a lungo richiesta dalla community. Invariata la situazione anche per quanto riguarda le conseguenze dei cambiamenti climatici in pista, che porteranno ad un effetto tutto sommato leggero sulla guidabilità.

Dal punto di vista grafico, MotoGP 15 non riesce a fare decisi passi avanti rispetto all'edizione dello scorso anno, e questo dipende in parte dalla decisione di rimanere ancora legati alla vecchia generazione di console. Il livello di dettaglio è sostanzialmente il medesimo, quindi buono sulle due ruote ma molto scarso sugli sfondi, e si nota qualche aggiunta a livello di riflessi, ma poco altro. Il frame rate è ancora ancorato ai 30 FPS, un valore purtroppo non consono ad un gioco di guida contemporaneo, e si notano diverse sbavature, come un costante aggiornamento delle texture, e qualche bug, come il pulviscolo acqueo sollevato dalla moto del giocatore che ogni tanto non viene visualizzato.

MotoGP 15 MotoGP 15 è un semplice aggiornamento dell'edizione dello scorso anno. Si apprezzano i miglioramenti nella maneggevolezza e le nuove animazioni dei piloti, ma non c'è dubbio che il modello della fisica, con tutti i suoi pregi e difetti, rimanga sostanzialmente invariato, così come l'offerta ludica. La possibilità di creare un team personalizzato è gradita, ma le limitate chance di personalizzazione non le permettono di giustificare il prezzo pieno per chi possegga già l'edizione 2014. Questo non vale naturalmente per l'utenza Xbox One: per quanto le nostre prove si siano svolte su Playstation 4, e dunque al momento non abbiamo elementi per parlare di eventuali differenze tra le due versioni, MotoGP 15 è il primo capitolo della serie a sbarcare sull'ammiraglia Microsoft, e porta con sé tutto ciò che di buono il predecessore aveva fatto in termini di accessibilità, contenuti e puro piacere di guida. Per un vero salto di qualità, che arrivi ad interessare finalmente alcune mancanze storiche della serie, non possiamo che confidare nella prossima annata.

7

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