MotoGP 18 Recensione: Milestone torna in pista

Milestone torna sul mercato con il nuovo episodio della serie MotoGP, rivoluzionato grazie all'Unreal Engine 4. Riuscirà a rispettare le grandi attese?

recensione MotoGP 18 Recensione: Milestone torna in pista
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Il campionato di MotoGP è uno degli eventi sportivi più seguiti del mondo, con schiere di tifosi pronti a celebrare i fenomeni che animano il circuit: dall'eterno Valentino Rossi al redivivo Andrea Dovizioso, passando per i fenomeni Marc Marquez e Jorge Lorenzo. Da ormai 5 anni Milestone si è incaricata di portare questa grande passione per il mondo delle due ruote nei salotti degli appassionati di videogame, attraverso il gioco su licenza del campionato gestito da Dorna Sports. Se il capitolo dell'anno scorso è apparso come un episodio di transizione, intenzionato semplicemente a portare avanti la saga senza stravolgerne le caratteristiche di base, oggi si cambia rotta. L'azienda milanese ha infatti deciso di passare -come per altre sue produzioni- all'Unreal Engine 4: una transizione che, almeno sulla carta, promette scintille. Sarà riuscita la serie a compiere il balzo tanto atteso?

    Unreal Engine 4: è rivoluzione?

    Poco dopo aver scaricato il gioco (e la ormai canonica day one patch) si incontrano le prime novità di questa edizione. Come vi avevamo anticipato in occasione del "primo contatto" con MotoGP 18, Milestone ha deciso di reintrodurre i tutorial, questa volta versione interattiva, proponendoli al giocatore nei primi minuti di gioco. Una scelta in qualche modo imposta dai percepibili cambiamenti sul fronte del gameplay.
    Le sezioni didattiche (divise in tre categorie, che rispecchiano le canoniche impostazioni della simulazione, ovvero base, semi pro e pro) permettono anche ai giocatori meno smaliziati di avere un approccio graduale con la produzione, e rendono sicuramente più morbido l'impatto con MotoGP 18.

    Superati i tutorial, la prima cosa che abbiamo deciso di fare è stata quella di salire a bordo della M1 firmata 46 per compiere una prova a tempo, così da essere completamente liberi da qualsiasi vincolo competitivo e poter testare a fondo il modello di guida. Non prima, ovviamente,di aver settato la fisica nella sua versione più realistica e aver disabilitato tutti gli aiuti ad eccezione dell'TCS, comunque comodamente regolabile una volta in sella.
    Dopo qualche giro di prova abbiamo cominciato a spingere, e immediatamente ci siamo accorti che Milestone ha finalmente compiuto il passo avanti tanto atteso: il cambio dai precedenti capitoli è radicale.
    Finalmente si ha la percezione di avere, come si dice in gergo, "la moto tra le mani", con tutto il suo peso, con tutta la sua potenza. I test svolti hanno evidenziato un netto miglioramento in ogni aspetto del gameplay: dalla staccata, ora molto più realistica grazie alla replica di movimenti e sbacchettamenti causati dalle frenate più estreme, alla fase di impostazione di curva, in cui si riesce finalmente a far fare al mezzo esattamente quello che si vuole. Una ritrovata precisione in inserimento infonde al titolo un gusto tutto nuovo, curva dopo curva, giro dopo giro. Il pilota sulla sella finalmente cessa di essere un fantoccio, ma al contrario è attivamente coinvolto nella guida del mezzo, con animazioni e movimenti realistici ed azzeccati, che sottolineano la fatica fisica e la forza necessaria per guidare bolidi dalla simile potenza. Proprio la riproduzione dello stile di guida dei piloti è stata una gradita sorpresa, con i top rider fedelmente riprodotti nelle movenze che li contraddistinguono. Una volta che ci ritroveremo all'inseguimento di una Honda, non avremo dubbi se il pilota davanti a noi sia Marc Marquez o Dani Pedrosa: le sue movenze e la sua struttura fisica parleranno per lui.

    Nuovo motore...vecchi problemi

    La difficoltà dell'Intelligenza Artificiale è stata molto criticata negli scorsi capitoli, colpevole di non mettere abbastanza alla prova i giocatori più talentuosi. In questo nuovo MotoGP Milestone ha pensato di indicare il grado di competenza dei piloti avversari in percentuali che vanno da 0 a 120%, accoppiando questo dato con il classico grado di difficoltà. Questa è una modifica che sicuramente soddisferà la community più hardcore, ma sfortunatamente anche in questo capitolo i limiti dell'intelligenza artificiale restano evidenti.
    Una volta scesi in pista con altri piloti, infatti, ci siamo trovati davanti al solito, grande problema di ogni capitolo prodotto da casa Milestone. L'IA ignora completamente la posizione del nostro alter ego, chiudendo le curve e compiendo traiettorie senza curarsi della nostra presenza, magari proprio mentre cerchiamo di compiere un sorpasso. Il risultato? Numerose cadute e un senso di frustrazione che rovina in parte la bellezza del gameplay così raffinato.

    Inoltre, esattamente come accadeva nei capitoli precedenti, i piloti guidati dall'IA hanno un modo di entrare in curva profondamente innaturale, fatto di tremende frenate a centro curva e successive ripartenze quasi da fermi, rendendo i sorpassi in staccata a difficoltà elevate un po' complessi.
    Inoltre, a seguito alle numerose cadute accadute tentando di compiere sorpassi puliti, non abbiamo potuto fare a meno di osservare una gestione disastrosa del mezzo, che anche durante una banale scivolata perderà completamente il proprio peso, compiendo rimbalzi e traiettorie che sfidano le leggi di gravità.
    Interessante inoltre la feature riguardante il danno estetico e meccanico che le cadute causano alla nostra moto. L'idea è sicuramente azzeccata, tuttavia basta qualche test che rendersi conto di come, nonostante il settaggio danni realistici, prima di rendere la moto inutilizzabile sia necessario cadere una decina di volte.

    Anche l'occhio vuole la sua parte

    Dal punto di vista tecnico lo studio milanese ha fatto notevolissimi passi avanti. Tracciati, piloti, circuiti: tutto è stato completamente rivisto e ricostruito da zero. Milestone questa volta ha puntato in alto, utilizzando di tecnologie quali il Drone Scanning per replicare metro per metro il layout dei circuiti e il 3D scan per creare volti e moto all'altezza della situazione. Anche grazie ad un deciso miglioramento di effetti particellari, nonché a riflessi e giochi di luce finalmente credibili, la software house è riuscita a rendere giustizia a moto e circuiti più belli del mondo, donando un discreto colpo d'occhio ad ambienti e luoghi iconici del motomondiale di epoca moderna (meravigliosa l'atmosfera del Mugello o quella di Philip Island, Australia, in cui è possibile sorprendere l'oceano fare capolino in lontananza). Certo, la profondità di campo non è delle migliori, ma dobbiamo ammettere che tutto ciò che circonda nella breve distanza moto e pilota è reso piuttosto bene.

    Stessa cosa non si può dire per i volti dei piloti. Insomma, la community chiedeva una maggiore attenzione a tutto ciò che sta al di fuori della corsa in senso stretto, ma che fa parte del Gran Premio nella sua interezza. Le lamentele sono state ascoltate, e Milestone in questo capitolo ha deciso di aggiungere circa 30 cutscene, tra cui le celebrazioni sul podio, una griglia di partenza più movimentata e dettagliata, e anche scene d'intermezzo personalizzate, che riprodurranno i gesti tipici di ogni pilota: in griglia di partenza, ad esempio, si può notare un Valentino Rossi rannicchiato accanto alla propria M1, in una posizione che è diventata leggenda nel corso degli anni. Nonostante la bontà delle intenzioni però, il risultato, probabilmente a causa della una limitata esperienza con il nuovo motore grafico, è stato tutt'altro che perfetto, palesando in certi casi dei difetti grafici evidenti. Che sia per la quantità di dettagli poligonali degli elementi a bordo pista o per alcune texture non proprio eccezionali, il comparto grafico è promosso con riserve. Difficile da mandar giù anche la fluidità, limitata su PlayStation 4 a 30 fps: in un racing game bisogna puntare ai sessanta quadri al secondo, per garantire un'impeccabile sensazione di velocità e controllo. Speriamo che le future ottimizzazioni operate sull'engine possano spingere il prossimo capitolo oltre i risultati di MotoGP 18.

    Modalità e contenuti: carriera in pole position

    Sicuramente la modalità principe dell'offerta ludica anche di questo MotoGP18 resta la carriera, anch'essa interessata da qualche cambiamento. Una volta impostate le nostre generalità (attenzione, il cognome ha inspiegabilmente solo 8 slot per le lettere), scelto il volto del nostro alter ego tra quelli proposti (soprassedendo, se possibile, sulla qualità degli avatar, davvero terribili), scelto il nostro stile di guida, il set casco, guanti e stivali, saremo finalmente pronti per cominciare il nostro percorso verso la MotoGP, debuttando come sempre nella Red Bull Rookies Cup, evento in cui dovremo partecipare a 7 gare con l'obiettivo di strappare un contratto qualche team di Moto3.
    Una volta trovato un team la carriera avrà inizio, e si svilupperà in classico stile Milestone, ma con due introduzioni importanti: lo sviluppo della moto e la reputazione.
    Per quanto riguarda la prima, come ogni pilota che si rispetti dovremo contribuire a sviluppare la moto per renderla più veloce, ma allo stesso tempo più adatta al nostro stile di guida, in modo da ottenere i migliori risultati possibili.

    Saranno cinque i settori su cui concentrare i nostri sforzi: potremo migliorare il motore, dunque decidere se orientare lo sviluppo sull'accelerazione o sulla velocità di punta, i freni, modulari o aggressivi, le sospensioni (potremo decidere se preferire uno sviluppo sull'angolo di curva oppure privilegiare la stabilità in frenata), il telaio, grazie al quale migliorare la stabilità a gas spalancato oppure la velocità nei cambi di direzione, e infine l'aerodinamica. Ogni miglioramento è articolato in cinque step, così da impegnare il pilota nello sviluppo e incentivare lo svolgimento dei turni di prove. Sarà infatti il completamento di alcuni test che ci verranno forniti dei turni di libere a farci guadagnare punti sviluppo, che poi potremo spendere per migliorare i pacchetti tecnici. Ovviamente non si tratta di una feature in grado di sorprendere e stupire dal punto di vista della profondità, ma aggiunge comunque qualcosa ad un'offerta che, a dispetto degli anni, continua ad essere solida e piacevole.
    Per quanto riguarda la reputazione, invece, si tratta di qualcosa in realtà già visto nei precedenti capitoli, ma approfondito e rivisto. Ogni scuderia fornirà degli obiettivi da raggiungere per ogni gara e per ogni stagione. In caso di successo guadagneremo il titolo di prima guida, e verremo ricompensati con un aumento dei punti sviluppo per migliorare il nostro mezzo. Se invece per reiterate volte non saremo in grado di raggiungere l'obiettivo minimo allora dovremmo fare attenzione: se la reputazione all'interno del box scenderà troppo, potremo essere licenziati e dunque perdere il posto nel team!

    Inoltre, come ogni capitolo della serie, sono presenti le classiche modalità veloci (Gran Prix, campionato e prova a tempo) e la modalità multi giocatore. In quest'ultima segnaliamo la mancanza della modalità split screen, anche se ormai non è più una novità. Nel menù iniziale compaiono inoltre una sezione dedicata al MotoGP eSport Championship, ancora tutta da sviluppare, e il MotoGP ID, che rappresenta una sorta di biglietto da visita presentato a tutti i giocatori che incontreremo: qui sono presenti statistiche e onorificenze raggiunte nella nostra avventura con il titolo; si va dalle ore giocate al numero di gare disputate, passando per numero di pole, di vittorie e di podi.

    MotoGP 18 MotoGP 18Versione Analizzata Playstation 4Un prodotto a due facce quello portato da Milestone sul mercato. Sicuramente i passi avanti sono stati importanti, merito di un Unreal Engine che ha permesso finalmente di fare un balzo in avanti per quanto riguarda la fisica e il comparto grafico. Tuttavia, come prevedibile, l'utilizzo del nuovo motore non fa urlare alla rivoluzione, principalmente a causa di qualche indecisione da parte della software house milanese, ancora incapace di sfruttarlo al massimo delle proprie possibilità. Quello che conta è però un gameplay incredibilmente solido e concreto, in grado di farvi macinare giri su giri senza annoiare, grazie alla varietà di reazioni che il nostro mezzo sviluppa e alla capacità di trasferire questi movimenti in sensazioni familiari e autentiche. Purtroppo questo raffinatezza e minuziosità del gameplay continua, anche quest'anno, a fare a pugni con un'IA che si conferma come l'aspetto più negativo della produzione, e che il più delle volte rovina il piacere di gareggiare. Per quanto riguarda l'offerta ludica, MotoGP 18 non si discosta troppo da quella cui la serie ci ha abituati, con una modalità carriera però che, senza stravolgere niente, aggiunge qualche strato di profondità in più rispetto ai precedenti capitoli, aumentando probabilmente il fattore rigiocabilità grazie soprattutto alla novità dello sviluppo tecnico. Milestone, insomma, ha evidenti margini di miglioramento, ma MotoGP 18 appare un prodotto solido, candidato ad essere una base importante per il futuro della serie.

    7.7

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