MotoGP 19 Recensione: Milestone torna in pista con tante novità

Il motomondiale 2019 targato Milestone torna sulla griglia di partenza, forte di novità sul fronte dell'IA e del multiplayer online tutte da scoprire.

MotoGP 19
Recensione: PlayStation 4 Pro
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Dal giorno in cui Milestone ha preso le redini del gioco ufficiale legato al campionato motoristico su due ruote per eccellenza, sono passati ormai sei lunghissimi anni. Valentino Rossi, forse uno dei talenti sportivi italiani più brillanti dell'ultimo trentennio, al tempo era appena tornato in Yamaha, pieno di speranze dopo un'esperienza disastrosa in quel di Borgo Panigale. Lo stesso anno, si affacciava sull'asfalto della classe regina un giovanissimo Marc Màrquez, che da lì a poco sarebbe diventato - e lo è ancora - l'unico vero uomo da battere.

    Dal 2013 ad oggi, intanto, la stessa MotoGP si è evoluta ed è passata attraverso modifiche sostanziali, seguita a ruota dall'immancabile serie videoludica ad essa dedicata, anche quest'anno arrivata sulla griglia di partenza con l'intenzione di migliore e raffinare ulteriormente il già ottimo lavoro svolto con l'edizione dell'anno scorso. Con l'effetto sorpresa derivante dal cambio di motore - che ha portato anche ad un inaspettato dimezzamento del numero di fotogrammi per secondo - pressoché svanito, serviva una ventata di freschezza, un'innovazione concettualmente potente e sinceramente rivoluzionaria. La risposta del team meneghino a tale richiesta, quest'anno passa soprattutto per un miglioramento esponenziale dell'intelligenza artificiale e della sua gestione, oltre che per le classiche rifiniture e limature di vario genere, su fisica e contorno.

    Tutti in piedi sul divano

    Sebbene la serie porti il nome dell'attuale classe regina, all'interno di MotoGP 19 c'è molto di più. Ad affiancare i bolidi di Valentino Rossi, Dovizioso e Màrquez troviamo le già conosciutissime Moto3 e Moto2, alle quali si aggiungono le meno blasonate monomarca che animano le battaglie dei piloti esordienti della Rookies Cup. La vera novità, quella maggiormente divisiva per i puristi delle due ruote tradizionali, è rappresentata però dal sibilo straziante che fuoriesce dal motore elettrico delle MotoE, un vero e proprio sguardo nel futuro. Dopo il boom d'interesse attorno alla Formula E anche le moto, a partire da quest'anno, avranno infatti una loro competizione - seppur minore e limitata ad una selezione di poche piste - combattuta interamente a bordo di bolidi 100% elettrici.

    A rendere ancor più completo ed esaltante il pacchetto di contenuti messo assieme da Milestone troviamo, infine, una selezione di piloti e e moto che hanno fatto la storia del motorsport su due ruote, dalla 500 2 tempi di Dohan alla Honda Repsol di Valentino Rossi. Non manca neanche un agrodolce tributo al compianto Marco Simoncelli, presente nel gioco a bordo dell'Honda del team Gresini, la stessa con cui otto anni fa ha perso prematuramente la vita in terra malese. E ciascuna moto ha un proprio scopo preciso: quello di aiutare i giocatori a ricreare un collage pazzesco di tutti i momenti che hanno fatto la storia di quello sport tanto pericoloso quando bellissimo. Per rievocare al meglio il passato, Milestone propone una serie di sfide volte a replicare rimonte impossibili o qualifiche combattute a colpi di centesimi. A completare l'ingombrante corredo del titolo troviamo poi le modalità classiche, tra cui il classico Time Trial, i Campionati personalizzati e le Gare Veloci. La portata principale, però, resta la Carriera, semplice nella forma ma piuttosto efficace nell'esecuzione.

    Pur non raggiungendo, probabilmente, la maturità dell'ultima iterazione del collega a quattro ruote Formula 1, la proposta di Milestone è tutto sommato gradevole e bella da giocare, anche e soprattutto grazie a un bilanciamento della difficoltà più sensato rispetto al passato e alla possibilità di partire sin da subito dalla classe che si predilige.

    L'ultima aggiunta degna di nota è l'editor di contenuti, non legato ai tracciati come accade ormai regolarmente nella serie Supercross, ma più semplicemente ai caschi, alla toppa posta sul nostro fondoschiena e al numero presente sul cupolino della moto. L'editor è indubbiamente molto potente, e siamo sicuri che ben presto si inizieranno a vedere in giro veri e propri capolavori realizzati con esso.

    Intelligenza artificiale, ma non troppo

    Avere un po' di scetticismo nei confronti di un argomento così vasto e complesso come quello delle reti neurali e dell'intelligenza artificiale adattiva è piuttosto normale, ma vedendo quanto il team di sviluppo continuasse a spingere sulla questione con video esplicativi ed eventi dedicati quasi esclusivamente alla gestione dell'IA abbiamo capito ben presto quanto quest'ultima fosse importante nell'economia del nuovo MotoGP e, probabilmente, anche di tutte le produzioni Milestone che arriveranno in seguito.

    Tutto è cominciato dalla necessità di portare innovazione in uno degli ambiti più criticati in quasi tutti i racing game moderni: il comportamento degli avversari e il modo in cui questi si relazionano con la pista e con il mondo che li circonda, noi compresi. Dal concepimento dell'idea iniziale alla sua prima implementazione sono passati circa due anni di lavori intensi in collaborazione con Orobix, un'altra grande realtà italiana che fa di questo tipo di sviluppo il proprio core business.

    Tralasciando i dettagli dell'implementazione, di cui vi abbiamo già parlato in abbondanza in occasione del nostro primo contatto con MotoGP 19, vediamo quali sono le implicazioni reali dell'aggiunta di A.N.N.A., acronimo di Artificial Neural Network Agent e attuale nome in codice della nuova tecnologia.

    Il primo - e più evidente - è la diminuzione sostanziale dei bug e delle incertezze nei nostri avversari, stando alle nostre prove adesso quasi inesistenti. Questo perché, contrariamente a quanto accade di solito in questi casi, le azioni dei piloti controllati artificialmente non sono soggette a una programmazione diretta attraverso degli script ben definiti, ma sono semplicemente legate a un diverso meccanismo che non si basa su indicazioni decise dai programmatori, bensì su un processo di apprendimento organico e autonomo.

    Non stiamo parlando di stratagemmi come quello dei "Drivatar" della serie Forza, grazie ai quali i nostri avversari si facevano di giorno in giorno più umani assimilando i comportamenti dei nostri amici connessi alla rete, quanto piuttosto di un sistema di progressione messo in campo prima del lancio, alimentato da numerose simulazioni e sessioni di training che già hanno dato i loro frutti.

    Questo non significa che i nostri avversari siano infallibili, tutt'altro: parte del loro processo di umanizzazione passa anche dal renderli più imperfetti ed agguerriti, pronti a far furore se metti sotto pressione; tutto ciò eccetto, logicamente, l'abolizione dei classici trenini e dell'effetto elastico. Giocando il titolo di Milestone abbiamo notato passi in avanti degni di nota. Sebbene gli effetti di tale tecnologia siano difficili da rintracciare in maniera inequivocabile, crediamo che quella provocata dalla casa di sviluppo nostrana sia la prima scintilla di un fuoco rivoluzionario, che speriamo possa avvolgere, magari con qualche ulteriore perfezionamento, l'intero mondo delle simulazioni corsistiche già nel breve periodo. Per il momento, comunque, a noi basta sapere che il lavoro svolto finora ha dato ottimi risultati, e goderci qualche sana e appagante sfida all'ultima piega tra le insidiose curve dei tracciati del motomondiale.

    Un giro dopo l'altro

    Se è vero che il lavoro svolto sull'intelligenza artificiale si è dimostrato encomiabile, sugli altri versanti del comparto tecnico i passi in avanti sono purtroppo leggermente meno importanti, seppur facilmente avvertibili. Al netto di un ulteriore raffinamento del motore fisico, ad esempio, il comportamento dei mezzi continua a non essere sempre perfettamente a fuoco quando si mettono le ruote fuori dall'asfalto, neanche togliendo tutti gli aiuti e utilizzando la fisica "pro".

    Ciononostante, il feeling con la moto rimane migliore rispetto al passato, e lo si avverte provando a guidare le vecchie 500 con motore 2 tempi, nate in un'epoca in cui ancora l'elettronica non era così invadente, e quindi tali motoveicoli erano assai più difficili da tenere in pista. Notevole anche il parco animazioni, leggermente migliorato sia dentro che fuori dalla pista. Del resto, sono proprio i dettagli a fare la differenza, ed anche semplicemente vedere le tute che si sporcano in maniera compatibile con le cadute, o le movenze tipiche dei propri beniamini riprodotte fedelmente, può contribuire a migliorare la sensazione di immersione.

    Sebbene il comparto tecnico continui a mostrare una resa complessiva discreta, però, l'assenza dei sessanta frame al secondo, in un gioco di corse, si fa inevitabilmente sentire. Speravamo quanto meno in una doppia modalità, in modo tale da scegliere se prediligere la resa grafica e la risoluzione oppure la fluidità. La grande sorpresa arriva invece dal comparto multigiocatore, notevolmente migliorato grazie all'introduzione di due elementi chiave: i server dedicati e la modalità "direttore di gara".

    Per quanto concerne la prima feature c'è ben poco da aggiungere, era semplicemente un atto dovuto nei confronti di un titolo da qualche anno a questa parte è entrato di prepotenza anche nel mondo dell'eSport; la seconda, invece, è una modalità inedita ed interessantissima, grazie alla quale potremo organizzare e gestire gare personalizzate come più ci aggrada.

    Non saremo soltanto in grado di impostare quali sessioni includere nella gara e le condizioni meteo, ma avremo persino la possibilità di valutare, proprio come un vero direttore di gara, il comportamento dei piloti, ai quali potremo infliggere penalità e quant'altro. Saremo inoltre in grado di utilizzarla per gestire le telecamere e le inquadrature, rendendola particolarmente utile sia per gli eventi esport, che per eventuali dirette streaming.

    MotoGP 19 MotoGP 19Versione Analizzata PlayStation 4 ProUna volta concluso il periodo di apprendistato sul nuovo motore, con il quale ha ormai acquisito una buona dimestichezza, Milestone decide di alzare la posta in gioco introducendo un inedito sistema di gestione d’intelligenza artificiale chiamato A.N.N.A., un complesso strumento basato sulle reti neurali e sul machine learning potenzialmente rivoluzionario per l’intero genere di riferimento. Fortunatamente i risultati ottenuti sembrano andare oltre ogni nostra più rosea aspettativa, restituendoci un prodotto capace di darci tantissimo filo da torcere sin dai primi istanti, grazie ai suoi piloti virtuali ancora più coriacei e credibili rispetto al passato, sempre pronti ad approfittare di qualsiasi nostra défaillance. Al netto di questa esaltante novità, MotoGP 19 cerca soprattutto di raffinare il già ottimo gameplay dell’iterazione precedente, senza perdersi in particolari virtuosismi e portando a casa un risultato complessivamente molto positivo. Un’ultima nota positiva è arrivata infine dai rinnovamenti al comparto multigiocatore, grazie ai quali la casa nostrana ha dimostrato di saper ascoltare il proprio pubblico.

    8.6

    Che voto dai a: MotoGP 19

    Media Voto Utenti
    Voti: 22
    7.4
    nd