MotoGP 21 Recensione: di nuovo in pista, verso una nuova era

Come ogni anno in primavera il mercato si prepara ad accogliere il nuovo episodio della serie MotoGP targata Milestone.

MotoGP 21
Recensione: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Dopo il mezzo passo falso compiuto dal team meneghino con la quarta incarnazione di Monster Energy Supercross (per approfondire vi rimandiamo alla recensione di Monster Energy Supercross 4), Milestone è tornata alla carica con il suo cavallo da battaglia, la serie regina del nutrito bouquet di licenze in suo possesso: MotoGP. Lo avevamo già accennato qualche settimana fa, al momento del nostro primo contatto con il gioco, ma dopo aver trascorso svariate ore in compagnia della versione definitiva non possiamo far altro che ribadire il concetto: l'ultima uscita del racing ufficiale dedicato al campionato su due ruote più famoso al mondo è riuscito a migliorare ulteriormente ciò che, già negli anni passati, si era imposto come uno dei prodotti più riusciti e solidi della software house, un vero e proprio punto di riferimento per gli appassionati delle corse su due ruote.

    Di nuovo in pista

    Dopo un'edizione difficilissima e piena di imprevisti, nel 2021 il campionato mondiale organizzato da Dorna Sports si è presentato ai nastri di partenza con idee molto più chiare, più organizzato e con un calendario ben definito.

    Sebbene la sua controparte videoludica non si fosse fatta scoraggiare neanche dalla pandemia (come potete leggere nella recensione di MotoGP 20), arrivando persino a metterci a portata di pad una delle nuove piste, quella finlandese, ben prima che i lavori di ristrutturazione della sua controparte reale fossero terminati, appare chiaro fin da subito che anche il prodotto targato Milestone quest'anno ha sicuramente avuto vita molto più facile. Lo si capisce da tante piccole cose, tra cui l'attenzione riposta nella modalità carriera, ma anche nella sincronizzazione completa delle regole, culminata con l'introduzione - decisamente doverosa - della tanto chiacchierata "long lap penalty". Per i puristi che vogliono replicare le gesta dei propri beniamini, inoltre, è stata introdotta la facoltà di scegliere se giocare con il calendario effettivo del campionato, quello rimaneggiato per far fronte all'impossibilità di correre su alcune piste particolarmente problematiche (con tanto di "doppioni" dove realmente previsti), oppure con un calendario alternativo completo di tutti i tracciati, quello che ci avrebbe fatto compagnia in circostanze normali.

    Tale sistema di scelta è disponibile sia nella modalità carriera, che nei singoli campionati personalizzati. E se siete degli irriducibili del realismo non potrete far a meno di adorare l'aggiunta della possibilità di recuperare la moto dopo una caduta, con tanto di controllo manuale del pilota e animazioni dedicate.

    Se preferite il caro vecchio respawn potete stare tranquilli, dal momento che questa opzione, che indubbiamente rallenta di molto il rientro dopo una caduta in favore dell'immersione, è facilmente disattivabile da un'apposita voce del menu di gioco: un altro esempio di quanto Milestone stia lavorando per rendere MotoGP accessibile a chiunque.

    Da una parte abbiamo la possibilità di fare tutto in manuale, dall'altra ci è concesso di utilizzare indiscriminatamente il rewind, che può facilitare notevolmente la vita dei giocatori meno smaliziati e poi interessati al contesto che non alla competizione pura.

    Tanta sostanza

    Non sono solo queste piccole cose a fare la differenza: sotto la carena scintillante di MotoGP 21 c'è tantissima sostanza. Al di là delle immancabili migliorie di routine legate al rinnovato sistema di gestione del consumo degli pneumatici e delle sospensioni, a fare la parte del leone troviamo un'aggiunta completamente inedita: la temperatura dei freni e la possibilità di cambiare dischi a seconda della situazione.

    Scegliere il tipo di disco più adatto sarà cruciale al fine di mantenere elevata l'efficienza della moto in fase di frenata, e per essere certi di montare quelli corretti avremo tanti fattori da valutare, tra cui la tipologia di pista, la temperatura e persino il nostro stile di guida. Vi garantiamo che la differenza c'è, e si vede. Ancor più importante è divenuta invece la gestione del carburante, grazie alla possibilità di calcolarne manualmente la quantità per cercare il massimo della competitività in qualifica. Occhio però, perché basta una minima distrazione o un piccolo errore di calcolo per rimanere a secco e buttare via un'intera gara o un giro di qualifica quasi perfetto.

    Per finire, il roster dei piloti oltre a esser stato aggiornato con tutti i trasferimenti e le nuove aggiunte del caso, presenta una quantità esorbitante di personalità che hanno fortuna di questo bellissimo sport nel corso degli anni: parliamo di un totale di 47 diverse combinazioni tra piloti e moto storiche, tra cui è impossibile non citare la Honda numero 58 del compianto Marco Simoncelli, oppure le innumerevoli "versioni" di campioni come Biaggi e Valentino Rossi, quest'ultimo presente sia in compagnia della Yamaha M1 del 2004 che di quella del 2007, oltre che di svariate moto del periodo precedente trascorso in Honda.

    La nascita di una stella

    Anche in MotoGp 21 il piatto forte, come praticamente in ogni corsistico moderno, è la Carriera, la quale ha raggiunto un livello di dettaglio e di complessità di tutto rispetto. Si tratta di una modalità fortemente manageriale, molto completa e ricca di sfaccettature. Inizialmente potremo scegliere se entrare a far parte di un team minore di una delle tre classi ufficiali del motomondiale, oppure semplicemente creare una nuova squadra da zero, personalizzando completamente colori e livrea grazie ad un pratico editor.

    Trattandosi, come dicevamo, di una carriera manageriale, il primo passo da compiere sarà quello di trovarsi un manager affidabile con cui collaborare strettamente. Più il manager è bravo, del resto, e maggiori saranno le nostre possibilità di approdare in un top team e, logicamente, di ottenere contratti più remunerativi. Ma non è tutto: ogni gruppo che si rispetti ha bisogno di un reparto di ricerca e sviluppo, e il nostro non sarà certamente da meno.

    A consentirci di accumulare punti da spendere per sviluppare nuovi aggiornamenti ci penseranno l'ingegnere capo e il data analyst, anch'essi contraddistinti da varie statistiche personali che ne definiscono l'efficacia e, di conseguenza, la quantità di punti ottenuti di settimana in settimana. A completare il nostro entourage, poi, ci sono i vari meccanici, figure indispensabili per trasformare i nostri progetti di sviluppo in realtà. Distribuire in maniera ponderata la forza lavoro ci consentirà di ridurre i tempi di lavorazione degli aggiornamenti, senza ritardi e dando magari la priorità agli aspetti più critici della moto. Come ogni altro membro del nostro entourage, anche i meccanici hanno delle aree di specializzazione e un punteggio specifico legato alla loro esperienza e conoscenza.

    Il nostro scopo, insomma, sarà principalmente quello di cercare l'acquisizione di personale sempre più qualificato, bilanciando gli stipendi in uscita con i soldi in entrata, derivanti da sponsor e risultati in pista. Una volta raggiunta la Moto2, inoltre, sarà possibile avviare un proprio "Junior Team", il quale potrà a sua volta contribuire al nostro successo con i suoi traguardi.

    Il bilanciamento ci è parso complessivamente buono: portando a segno risultati adeguati alle aspettative del team è abbastanza facile migliorare la propria moto e il proprio entourage senza troppi problemi, rendendo la progressione piacevole e appagante. Se l'aspetto gestionale non fa per voi, sappiate che quest'ultimo può essere parzialmente bypassato tramite l'utilizzo di funzioni per l'assegnazione automatica dei meccanici, ma noi ve lo sconsigliamo caldamente: si perde parte del divertimento, e il risultato è molto meno efficiente.

    Verso una nuova era

    Dopo MXGP, Ride e Monster Energy Supercross, anche MotoGP è approdato su next-gen. Dal punto di vista tecnico il balzo in avanti è sì percepibile, ma non lascia a bocca aperta. Sebbene la modellazione poligonale delle due ruote sia praticamente perfetta, è il contorno a mostrare tutti i limiti di un prodotto fortemente cross-generazionale. Le scene d'intermezzo con i meccanici continuano ad essere legnose e poco ispirate, ed anche gli elementi a bordo pista non convincono mai pienamente.

    Una nota positiva - e forse questa è la cosa più importante in assoluto - arriva dalla stabilità del frame rate, ancorato ai 60 fotogrammi al secondo indipendentemente dal numero di piloti a schermo e dalla condizioni meteo. La pioggia, tra l'altro, è resa in maniera decisamente convincente e spettacolare. La risoluzione dichiarata è il classico "4k dinamico": noi, onestamente, non abbiamo notato niente di visibile ad occhio nudo, dato che il gioco è sempre pulitissimo e - al netto dei problemi e dei piccoli inciampi - gradevole da vedere. Tornano anche i server dedicati, che già da qualche anno hanno provato a mitigare le problematiche che affliggevano il multiplayer, anche in ottica di un eSport che, piano piano, sta iniziando ad ingranare la marcia giusta. Purtroppo, come spesso accade in queste circostanze, non siamo stati in grado di provare la componente online del titolo prima del lancio, ma possiamo confermare che, navigando tra i menu, non abbiamo trovato niente che indicasse possibili modifiche strutturali - anche minime - rispetto a quella del capitolo precedente.

    Un discorso a parte, invece, vogliamo farlo per il vero fiore all'occhiello della serie, l'elemento che da tre edizioni a questa parte ha rivoluzionato le nostre competizioni offline: A.N.N.A., l'intelligenza artificiale basata sulle reti neurali. Anche quest'anno è tornata, ed è più in forma che mai. Lottare con gli altri piloti non è mai stato così divertente e ricco di imprevisti: soprattutto nelle classi minori le battaglie all'ultimo sorpasso si sono moltiplicate, così come, di conseguenza, anche gli errori dei piloti, imprevedibili e finalmente verosimili.

    Del resto si sa, nella Moto3 i distacchi sono minimi, e non c'è un singolo giro senza sorpassi e stravolgimenti di classifica. Ovviamente, però, essendo la terza versione del sistema, com'era lecito attendersi, i progressi si sono rivelati meno dirompenti rispetto al passato. Sicuramente c'è stato un lieve incremento della difficoltà generale: i piloti sono adesso mediamente più veloci, tanto da costringerci ad abbassare - seppur di poco - la difficoltà in confronto ai precedenti capitoli, nei quali invece non avevamo mai incontrato particolari problemi nel giocarcela ad armi pari con l'IA impostata vicino al valore massimo.

    MotoGP 21 MotoGP 21Versione Analizzata PlayStation 5L’edizione 2021 di MotoGP è arrivata, e noi non possiamo che esserne contenti. Come da tradizione, quella dedicata al campionato mondiale su due ruote più famoso al mondo si è dimostrata anche una delle uscite annuali più solide di casa Milestone. Forte di una corposa iniezione di contenuti e di una modalità carriera meglio organizzata e finalmente degna di essere confrontata con quella dell’alter ego su quattro ruote targato Codemasters, siamo sicuri che MotoGP 21 saprà regalarvi decine e decine di ore di divertimento a colpi di staccate, pieghe e sorpassi millimetrici. Essendo la modalità principale modalità particolarmente corposa e composta da un’ingombrante componente manageriale, però, potrebbe non soddisfare pienamente il gusto dei giocatori più frettolosi e vogliosi di lanciarsi in pista senza troppi fronzoli. Se siete uno di questi comunque non preoccupatevi, potete come sempre creare un campionato personalizzato, cimentarsi in un weekend di gara rapido o cercare qualche sfidante online.

    8.5

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