MXGP Pro Recensione: Milestone torna sulle piste sterrate di Motocross

Dopo il successo dei precedenti episodi, Milestone presenta il nuovo gioco di corse con licenza ufficiale MXGP. Lo abbiamo provato.

recensione MXGP Pro Recensione: Milestone torna sulle piste sterrate di Motocross
Articolo a cura di
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Poco più di un anno fa vi abbiamo raccontato del primo gioco di Milestone ad utilizzare il famoso Unreal Engine 4, MXGP 3, sorprendendoci di quanto impressionante fosse il balzo in avanti svolto sotto il versante tecnico. Tuttavia continuavano a percepirsi abbastanza chiaramente gli ampi margini di miglioramento del progetto in termini di gameplay. Il gioco, nonostante il "cambio di pelle", restava sostanzialmente lo stesso di sempre. Il modello fisico, al netto di qualche sporadica ma evidente miglioria, era fondamentalmente rimasto inalterato. Con l'arrivo sugli scaffali di MXGP PRO, Milestone si prefigge l'obiettivo di compiere un vero e proprio "moto" rivoluzionario. La serie dedicata al mondo del motocross professionistico, d'altronde, è spesso utilizzata dal team nostrano come banco di prova, quasi come un modo per testare sul campo tutte quelle modifiche che, in futuro, saranno destinate ad impreziosire l'intero ecosistema motoristico che gravita attorno allo studio di sviluppo. Chissà dunque che l'inedita versione "PRO" del modello di guida e di gestione delle fisica, da cui questa quarta iterazione del fangoso gioco prende il nome, non arrivi ad avere prima o poi una propria controparte stradale applicata al più rigoroso e tradizionale MotoGP.

    Salta che ti passa

    Se avete giocato a tutti i vecchi MXGP e pensate di potervi imporre sugli avversari fin da subito anche in questo quarto capitolo, vi sbagliate di grosso. I cambiamenti sono tanti, e quasi tutti molto evidenti fin dalle prime battute di gioco. Padroneggiare ogni singola due ruote risulta adesso molto più complicato: le cadute sono costantemente dietro l'angolo, e basta un attimo di distrazione per ritrovarsi con la tuta completamente inzuppata di fango. Le novità per quanto riguarda la fisica sono moltissime, frutto di un processo lavoro certosino svolto con la collaborazione di un duo di piloti di tutto rispetto: il nove volte campione del mondo Cairoli e Tim Gajser. Pad alla mano i frutti di questa opera di "super-consulenza" si fanno sentire tutti, e portano la serie ancor più vicina al suo pubblico più "hardcore".

    La differenza diventa particolarmente evidente soprattutto quando si va ad affrontare una curva con un pizzico di velocità di troppo, oltre che nel comportamento della moto a mezz'aria, a nostro avviso una delle maggiori criticità dei vecchi episodi. Una delle feature più richieste in assoluto, ad esempio, era proprio quella di "whippare" (ovvero far scodare e mettere di traverso la moto a mezz'aria) in maniera più libera e naturale, cosa che fino alla precedente versione non era possibile. Ancora non abbiamo raggiunto la perfezione, ma la strada intrapresa dal team sembra essere quella giusta. Restano soltanto alcune piccole - ma fastidiosissime - difficoltà durante gli atterraggi e nelle animazioni realtive alle cadute, spesso ancora legnose e poco credibili, ma i passi in avanti sono tangibili sotto ogni aspetto. La strategia approntata quest'anno da Milestone sembra dunque vincente, perfetta per un brand come MXGP, da sempre cucita a pennello attorno a una ristretta cerchia di appassionati. Questa nuovo edizione "PRO", come chiaramente esplicitato anche dal nome stesso, sembra voler puntare sulla purezza e il tecnicismo, anche a discapito della fruibilità da parte dei giocatori meno navigati. Non che il gioco pecchi di scalabilità, comunque: al netto della presenza di una modalità carriera alternativa chiamata "Extreme" - che però differisce da quella regolare soltanto per l'impossibilità di modificare gli aiuti in corso d'opera (saranno sempre settati per garantire il massimo livello di complessità e autenticità) - e della nuova fisica Pro, rimane inalterato l'ampio ventaglio di configurazioni e impostazioni a cui il team nostrano ci aveva abituato in passato. Sebbene il modello di guida appaia in media più ostico e incline a far pesare maggiormente le scelte del giocatore in termini di setup, insomma, non manca la possibilità di tarare l'esperienza come più ci aggrada.

    A spasso tra i boschi

    Le modalità di gioco non sono cambiate, così come le piste e i piloti, che in fin dei conti sono semplicemente tutti quelli ufficiali del campionato di cui MXGP è da anni portavoce nel mondo videoludico. Una delle maggiori novità, in tutta onestà non così esaltante come ci aspettavamo, è l'introduzione di una gigantesca area free-roaming, denominata "Compound". Si tratta di una feature indubbiamente interessante, attraverso la quale il gioco sembra volerci forzare a familiarizzare con il nuovo modello fisico avanzato ancor prima di scendere in pista. Dopo un breve tutorial iniziale, insomma, ci siamo ritrovati a scorrazzare senza meta all'interno di una bellissima sezione boschiva ambientata in quel di Esino Lario, in provincia di Lecco.

    Non stiamo parlando di un piccolo hub, bensì di un mini-sandbox delle dimensioni di un chilometro quadrato, purtroppo delimitato da un poco elegante muro virtuale di color rosso. Oltre a vagare in un terreno impervio, avremo modo di raggiungere alcune aree dalle quali far partire, senza bisogno di accedere ai menu tradizionali, alcune sfide o preziosissime gare di allenamento. Perché dunque, abbiamo esordito anticipandovi la nostra scarsa ammirazione nei confronti di una novità apparentemente così intrigante? Perché ogni grosso cambiamento ha un prezzo, e non sempre ciò che sulla carta sembrava una buona idea si rivela pratica e funzionale come ci si auspicava. Il più grande nemico di questa soluzione, nello specifico, è il tempo di caricamento iniziale, davvero ingiustificabile.

    Un'ulteriore aggravante è, in questo caso, la ridotta utilità effettiva dell'area, di cui ci siamo ben presto dimenticati una volta spostata la nostra attenzione sulla ben più corposa modalità carriera. Un'opzione che, almeno da un punto di vista strutturale, non è cambiata di una virgola rispetto al passato, ma trae incredibile giovamento dal rinnovato modello fisico e dalla presenza di oltre mille personalizzazioni sbloccabili, tutte su licenza ufficiale. E come potevano mancare poi meccaniche di gioco legate agli sponsor tecnici, grazie ai quali avremo modo di accaparrarci nuovi oggetti esteti per la nostra due ruote. Assolutamente degna di menzione anche la possibilità di personalizzare svariate parti della moto fin dall'inizio, facendoci percepire già dalle prime gare tutto l'amore degli sviluppatori nei confronti di questo mondo e delle sue discipline. Il resto delle modalità non presenta particolari variazioni in rapporto ai precedenti capitoli: ad attenderci abbiamo trovato il classico Time Attack, la possibilità di svolgere un campionato nei panni del nostro beniamino, e quella di partecipare ad una gara singola senza alcun impegno.

    Fango digitale

    Durante quest'ultimo anno in Milestone devono aver passato tanto tempo a cercare di affinare le proprie conoscenze sul motore grafico di Epic, perché i risultati, visivamente parlando, sono davvero notevoli. Al netto di caricamenti troppo lunghi e tediosi (esagerato soltanto quello iniziale, che durante le nostre prova si è attestato attorno ai 50/60 secondi) e qualche lieve ritardo nel caricamento delle texture, difetto comune a moltissimi titoli che utilizzano l'Unreal Engine 4, il colpo d'occhio appare mozzafiato. La resa del terreno e delle arene è infatti ai massimi livelli, così come la modellazione dei piloti.

    Sorprendente è poi la qualità con cui è stato creato il Compound, impreziosito da giochi di luci di altissimo livello, complice anche un ottimo lavoro di post-processing e una grandissima attenzione al dettaglio. Avremmo gradito qualcosa in più invece per quanto concerne la simulazione degli inevitabili solchi sul terreno, molto belli da vedere ma ancora non particolarmente influenti sul comportamento delle moto. Completamente scomparsi, per fortuna, quei piccoli cali di frame che di tanto in tanto facevano capitolino nell'episodio precedente e nella sua controparte dedicata al mondo del Supercross americano.

    MXGP Pro MXGP ProVersione Analizzata Playstation 4Con il quarto capitolo del gioco ufficiale dedicato al campionato motocross, Milestone prova a cambiare marcia nel tentativo di far breccia nel cuore dei fan dello sport in questione. Uno sport di cui, come si capisce benissimo dalla cura e dalla dedizione con cui stanno portando avanti la serie, anche loro sono estremamente appassionati. L’arrivo della rinnovata fisica PRO è una mano tesa verso la propria community, oltre che verso tutti i detrattori che si lamentavano - talvolta anche a ragione - di una simulazione a tratti troppo blanda e di una gestione dello scrub e dei whip poco reattiva e precisa. Non possiamo negare però di non essere ancora pienamente soddisfatti: al titolo di Milestone continua a mancare il completo balzo qualitativo, ed anche l’introduzione del Compound, altra attesissima novità di MXGP PRO, non è sicuramente risultata così incisiva come si aspettava.

    7.8

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